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venerdì 9 dicembre 2016

Anche in Italia trionfa il Tramp.....ismo

Risultati immagini per parlamento italiano

Eppure sembrava negli ultimi giorni di campagna elettorale che il SI avrebbe prevalso, stando alle previsioni della vigilia, ma, invece, anche in Italia i nostri opinionisti hanno fatto cilecca; ha vinto il NO.Il popolo ha votato;ora tocca al Presidente della Repubblica riordinare le pedine di una scacchiera non facile.ci sarà un governo provvisorio per l'ordinaria amministrazione e per avviare le procedure per una nuova legge elettorale per poi indire le elezioni politiche,dalle quali nascerà il governo legittimo dello Stato Italiano.Questi i passaggi necessari per arrivare ad avere un vero Governo del Paese.Nel referendum ha vinto il NO e nessun cataclisma si è scatenato per cui adesso è necessario rimboccarci le maniche e lavorare per il bene del Paese. 

giovedì 1 dicembre 2016

Confusione su confusione nella politica italiana

Risultati immagini per parlamento italianon questi ultimi tempi si nota un certo distacco della gente che vota dalla politica in senso generale e in particolare dai partiti che non riescono più a coinvolgere i propri iscritti e simpatizzanti in un progetto serio e produttivo per la Nazione. A parte le vicende di questi ultimissimi giorni che hanno creato disorientamento e confusione anche in chi fino a ieri era convinto di stare nella formazione giusta, il fatto che un governo legittimamente eletto dal popolo, con una maggioranza parlamentare straripante, non possa completare la legislatura per realizzare quanto è stato promesso durante la campagna elettorale, è incomprensibile dalla gran parte degli Italiani. Certe manovre di “palazzo” evidentemente riescono a mescolare le carte e le situazioni in modo tale da mettere in discussione un principio sacrosanto della nostra Carta Costituzionale che è quello di affidare al popolo il potere di decidere da chi, tra le forze in competizione, vuole essere governato; secondo la nostra Costituzione infatti la volontà del popolo, è prioritaria rispetto a ogni altra forma di scelta nella formazione di un governo. Questo è certamente un principio costituzionale tra i più intellegibili per cui la gente non si spiega perché gli ”addetti ai lavori“, non lo mettono in pratica. Nei dibattiti televisivi molto spesso si assiste a delle vere e proprie pantomine; nessuno dei partecipanti, quale rappresentante del popolo, riconosce le proprie colpe se le cose non vanno per il verso giusto, ma scarica su questo o su quello la responsabilità della mancata realizzazione di un programma che, guarda caso, in Parlamento ha avuto la fiducia. Come può la gente comune capire perché l’Italia segna il passo dal punto di vista economico, culturale, industriale, ecc. rispetto a molti altri Paesi Europei? Perché, si domanda, se c’è un Governo, se c’è un programma condiviso, se ci sono le condizioni organizzative efficienti, l’Italia non decolla? La risposta, secondo me, è molto semplice: è la Politica italiana nel suo insieme che fa acqua da tutte le parti: l’interesse privato prevale sull’interesse pubblico; il malcostume il più delle volte prevale sull’onestà; il clientelismo sulla meritocrazia e, non ultimo, il tornaconto personale sul bene comune. A questo punto, “sic stantibus rebus”, si impone una svolta: rinnovare la classe dirigente nazionale mediante nuove elezioni, per dare al popolo sovrano (come stabilisce la Costituzione) la possibilità di darsi un nuovo governo per far ripartire la “macchina oggi in panne” in modo tale da essere competitiva con il resto del mondo e determinata nel riappropriarsi del posto che merita nella grande famiglia dell’Europa Unita. Questa mi sembra una possibile soluzione. Ma vorrei ricordare ai miei lettori e a me stesso che l’Italia è una Repubblica Parlamentare per cui prima di parlare di elezioni anticipate rispetto alla scadenza naturale della Legislatura, il Capo dello Stato ha il compito costituzionale di verificare se in Parlamento esiste di fatto una maggioranza in grado di governare e in caso negativo consultare le varie delegazioni dei partiti per trovare una soluzione “tampone” (fino cioè alla scadenza della legislatura) per non lasciare il Paese senza un governo attivo. Espletate tutte le formalità del caso, il Presidente decide in prima persona e in piena libertà, se affidare l’ incarico a una Personalità “ super partes” per formare un governo o se sciogliere le Camere e indire nuove elezioni. Naturalmente il Capo dello Stato, valutata la situazione politica in tutti i suoi aspetti, terrà conto della volontà del popolo nel senso che non consentirà il cosiddetto “ribaltone” cioè un governo formato dai partiti che hanno perso le elezioni, ma cercherà una soluzione che possa essere condivisa dalla maggioranza degli interpellati. In questi giorni si sente parlare di governo tecnico o di responsabilità nazionale per affrontare i gravi problemi sul tappeto che l’attuale maggioranza (?) non riesce a risolvere. Si sente anche parlare di varare una nuova legge elettorale, ritenuta la vigente non idonea perché non dà ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti; insomma ci sono correnti di pensiero divergenti: c’è chi vuole le elezioni subito e chi vuole cambiare prima la legge elettorale e poi andare alle urne. Per sbrogliare questa complessa “matassa”, la Costituzione chiama il Presidente della Repubblica, il quale, come ho detto prima, ha un compito non facile. Quale delle due correnti merita di essere presa in considerazione? Quale sarà la decisione del Capo dello Stato? Ci saranno elezioni anticipate o l’attuale governo riuscirà a portare a termine la legislatura? Sono interrogativi all’ordine del giorno nei vari dibattiti, tavole rotonde, trasmissioni televisive e riunioni di partito che non trovano risposta. Nonostante i clamorosi successi nei confronti della malavita organizzata come la ‘ndrangheta, la camorra, la mafia, ecc. ecc. i cui patrimoni illegali sono stati decimati e confiscati e i cui capi e affiliatisono stati stanati dai loro rifugi segreti ed arrestati con piena soddisfazione della Nazione tutta, l’Italia segna il “passo” nei settori produttivi, nel controllo del debito pubblico, nella salvaguardia del patrimonio artistico - culturale, nella lotta alla disoccupazione giovanile, nel rilancio della nostra economia. Ecco perché è assolutamente necessario uscire da questo “pantano politico” al più presto possibile per non trovarci nella condizione della Grecia, Portogallo, Spagna ed Irlanda. Noi Italiani negli ultimi quaranta anni abbiamo conosciuto momenti brutti, ma con l’impegno di tutti abbiamo sempre superato le difficoltà, nella consapevolezza che di fronte al pericolo sappiamo essere coesi e solidali e sappiamo, con senso di responsabilità, mettere da parte le divergenze politiche pur di uscire indenni, più forti e determinati. Ebbene, la politica italiana oggi, si trova in uno dei momenti brutti che dobbiamo superare tutti insieme.

venerdì 18 novembre 2016

Aspettando il 4 dicembre

Il 4 dicembre 2016 il popolo italiano è chiamato alle urne per confermare o respingere, attraverso il referendum, la riforma della Costituzione della Repubblica Italiana che modifica 47 articoli del Titolo V°, riforma elaborata dal Governo Renzi che porta il nome della Ministra Maria Elena Boschi. In questi giorni si stanno intensificando gli sforzi per convincere l'elettorato a votare SI o NO; il comitato del SI sostiene che questa riforma, attesa da trenta anni, elimina il ping pong tra Camera e Senato nell'approvazione delle leggi; riduce il numero dei parlamentari; riduce le spese della politica; rende lo Stato più moderno ed efficiente; sopprime il CNEL e sostituisce il vecchio Senato con un senato delle autonomie territoriali formato da 100 senatori nominati tra i sindaci e i consiglieri regionali. Votando SI l'elettore conferma queste modifiche. Il comitato del NO contesta punto per punto le argomentazioni sopraesposte e cioè: il ping pong tra Camera e il nuovo Senato non viene eliminato ma al contrario crea confusione e rallentamenti; la riduzione delle spese per la riduzione dei senatori da 315 a 100 è di appena 50 milioni (forse) e non 500 milioni come sostiene il comitato del SI; non è vero che lo Stato diventa più moderno ed efficiente, ma farà un passo indietro perché gli articoli modificati creeranno confusione ed caos nell'Amministrazione statale; la formazione del nuovo Senato priva l'elettore del diritto di scegliersi direttamente i propri rappresentanti, perché i nuovi senatori, nominati dai partiti, saranno il risultato di compromessi ed accordi tra i segretari dei partiti. E poi secondo il comitato del NO questa riforma è scritta male ed è incomprensibile in molti articoli riformati. L'elettore votando NO accetta queste contestazioni e respinge la riforma costituzionale. Io, avendo deciso di non andare a votare, non mi esprimo né sul SI né sul NO. Mi auguro che il popolo italiano faccia la scelta giusta e che dal 5 dicembre 2016 l'Italia possa riprendere il suo percorso di sviluppo e collaborazione con i Paesi dell'EU per un futuro sereno per le generazioni che verranno.  

lunedì 31 ottobre 2016

Andiamo a trovare i nostri cari defunti.

Fra qualche giorno e precisamente il 2 novembre  la Chiesa celebrerà la commemorazione dei defunti;una ricorrenza del tutto speciale perché sarà il giorno dedicato ai nostri cari defunti.
Ognuno di noi porterà un fiore sulla tomba del proprio congiunto, parente o soltanto amico, come segno di affetto e nello stesso tempo reciterà una preghiera di suffragio nella speranza che il Signore lo abbia accolto nella sua Casa per partecipare al grande banchetto allestito per le anime elette nello splendore del Paradiso.
 E' un giorno speciale, dicevo, ma è anche il giorno della meditazione e della preghiera, del raccoglimento e della misericordia perché il due novembre di ogni anno, andando al cimitero, ci troveremo a diretto contatto con le persone che abbiamo amato o che abbiamo conosciuto, apprezzato e voluto bene per cui nel momento in cui accarezziamo la sua fotografia sulla lapide, sentiamo dentro di noi un brivido di commozione come se in quel momento stessimo veramente accarezzando il suo volto; è una emozione così grande che i nostri occhi si inumidiscono e il nostro cuore accelera si suoi battiti per farci assaporare, nella tristezza, la gioia di sentirla vicino.  
E' quello che accade a me ogni volta che sfioro con le mani la fotografia di colei che è stata (e continua ad essere) la persona più cara della mia vita. Portiamo un fiore ai nostri cari morti! Riposino in pace!

mercoledì 14 settembre 2016

Pausa forzata....

Cari amici, pensavo di incominciare bene la ripresa delle pubblicazioni sul mio blog.
 Purtroppo le mie condizioni di salute non ancora perfettamente in linea con la normalità, non mi consentono di continuare (almeno per un periodo spero breve!). Non appena ritornerò in forma riprenderò a scrivere.
Un abbraccio a tutti !!!

giovedì 1 settembre 2016

Oggi 1° settembre 2016: Chi ben comincia è a metà dell'opera...


Oggi 1° settembre 2016, come promesso, riprendono le pubblicazioni su questo mio blog, dopo una lunga vacanza trascorsa nell'incantevole città delle sirene: Bagnara Calabra. E' stata una vacanza all'insegna del relax assoluto in un angolo di spiaggia molto bello dove ho potuto veramente assaporare la bellezza del mare e la visione di spettacoli della Natura difficilmente visibili in altre località della pur bella Italia. La rocca di Scilla a sinistra, le isole Eolie difronte e il promontorio del S.Elia a destra, davano la sensazione di essere al centro di un palcoscenico, protagonista di uno spettacolo stupendo, i cui personaggi: i bagnanti, le barche, i vaporetti e i pedalò si intrecciavano nelle limpide e tranquille acque, in un armonica danza, accompagnata dal fruscio delle onde che a ritmi costanti lambivano i grossi ciottoli della battigia.  Ditemi voi se questa non è vacanza!
Ma riprendiamo l'attività..
Il post che vi propongo oggi è un brano tratto dal libro "Amore senza fine", un libro che pochi amici hanno avuto in dono e che spero un giorno di poterlo offrire ad un pubblico più vasto.
L'episodio che segue si riferisce all'amore cristiano con il quale Nuccia ha assistito i miei fratelli diversamente abili, che vivevano con noi.

"La sua è stata una vera missione cristiana e di fede consapevole dei sacrifici e delle privazioni a cui sarebbe andata  incontro accettando di vivere accanto a me. Chi mai si sarebbe accollato un simile peso, pur amando l’uomo della sua vita?  Nessuna, ne sono certo! Lei sì, perché sentiva dentro di sé di poter dare al suo prossimo tutto l’amore  di cui il Buon Dio  l’aveva dotata e questo amore lo ha elargito a piene mani in maniera disinteressata e sincera nella consapevolezza che il suo operare su questa terra sarebbe stato gradito al Padre Celeste, concedendole un giorno di sedere nella Sua Mensa, accanto agli angeli e ai santi del Paradiso. Suora Lorenza che ogni domenica veniva a casa per portare la comunione, vedendo come erano trattati e con quanto amore assistiti,un giorno prima  di  congedarsi, si  rivolge  a  Nuccia  e  le  dice :
-” Signora, questi vi apriranno le porte del Paradiso ”
 e rivolgendosi verso i fratelli:
-” Il Signore ha messo al vostro fianco un angelo; ringraziate Dio per il dono che vi ha fatto”

Ho voluto iniziare con questo episodio della vita di Nuccia perché  sono convinto che come lo è stato per i miei fratelli, sarà Lei l'Angelo che, al termine del mio pellegrinaggio terreno, aprirà le porte del Paradiso per accompagnarmi nella Casa del Signore. dove ritorneremo a vivere insieme, trasfigurati,  per l'eternità. "Chi ben comincia........si dice.......promette bene,aggiungo io!"

lunedì 18 luglio 2016

Viva l'Estate !!!


Amici carissimi, 
anche per me è giunto il momento di andare in vacanza. Questo mio blog resterà chiuso fino al 31 agosto p.v. e riaprirà i battenti il 1° settembre 2016.
 A questo punto non mi resta che augurare a tutti voi buone ferie con l'auspicio di ritrovarci a settembre belli e riposati. Ciao a tutti!

martedì 28 giugno 2016

28 giugno 2011

La data del 28 giugno 2011 ha cambiato radicalmente la mia vita.E' una data che resterà indelebile nella mia mente e nel mio cuore perché quel giorno, inaspettatamente, la mia dolce Nuccia è entrata a far parte degli inquilini della Casa del Signore per partecipare al banchetto celeste insieme agli angeli e ai santi del Paradiso. Ma chi mi ha dato la forza per superare un simile trauma? Quel giorno sembrava che tutto fosse finito; che la vita non avrebbe avuto più senso per essere vissuta; che il mondo di colpo si fosse oscurato e che Dio mi avesse abbandonato. Tale e tanto era lo sconforto e il dolore che anche la mente e il cuore si rifiutavano di accettare con cristiana rassegnazione. Eppure sono trascorsi 5 anni ed io, nonostante tutto, oggi sono sereno e in un certo senso felice di sapere, per mezzo della fede, che la vita della  mia dolce Nuccia non è finita nel buio di una tomba, ma trasformata, continua a vivere al cospetto di Dio Padre nella gloria del Cielo.

giovedì 16 giugno 2016

Tanti Auguri Nuccia!



Oggi 16 giugno 2016, Nuccia De Luca, avrebbe compiuto 64 anni se il 28 giugno 2011 non fosse ritornata nella Casa del Padre, chiamata per ricevere il premio spettante alle anime pie che nel corso della loro vita su questa terra si sono nutrite della fede e della dottrina di Gesù Cristo. Lei, che sin da piccola e per dieci anni, dal 1955 al 1965, ha vestito i panni di un angelo nella funzione religiosa " A ffruntata" della domenica di Pasqua, ha certamente potuto offrire al giudizio di Dio Padre la purezza e il candore della sua anima, preservati intatti di fronte alle fragilità della natura umana e alle difficoltà della vita di tutti i giorni.
Oggi in Paradiso è un vero angelo, che insieme ai suoi simili e alla  Vergine Maria canta le lodi del Signore.
Con questa certezza nel cuore, oggi, offro a Te questa rosa  affidando al Cielo l'eco del mio canto :"Tanti auguri a Te,tanti auguri a Te,tanti auguri  Nuccia, tanti auguri a Te"."Buon Compleanno, Angelo mio!  

martedì 7 giugno 2016

Una regola caduta in disuso.

  "In una società in cui la politica vuole” governare senza rappresentare” torna d'attualità il pensiero di don Luigi Sturzo,
fondatore  del  partito  popolare  e  della  dottrina  politica d'ispirazione cristiana. 
Egli sosteneva di essere un sacerdote, non un politico, e il suo impegno nella politica era quello di contribuire a cristianizzare la politica del suo tempo. Mons. Luigi Giuliani a Caltagirone il 26 nov. 2009, a 50 anni dalla morte, in un convegno internazionale, ha ricordato la figura di don Sturzo, riproponendo la grandezza della figura del prete, fondatore del Partito Popolare ed esule antifascista, nonché autore di un numero sterminato di opere di politica, di morale, di teologia, di storia, di un personaggio che ha tanto influito sulla storia d'Italia. Don Sturzo ha avuto un ruolo centrale nell'intuizione dei valori da mettere alla base della politica, insegnandoci un sentiero di testimonianza della fede fino ad allora ignorato.”Egli è stato testimone della vocazione nella politica; una vocazione difficile, ma necessaria: quella di portare un afflato di spiritualità in un mondo soggetto a tentazioni mondane,senza rinunciare mai alla laicità della politica” lo ha affermato il cardinale Angelo Comastri.
 Il merito più grande di don Sturzo fu quello di aver messo in campo l'attualità del pensiero popolare e d'ispirazione cristiana ed oggi si torna a parlare della sua teoria politica, culminata nella fondazione del partito popolare: un partito non dei cattolici, ma di cattolici, che ha consentito di portare sulla scena politica italiana del tempo ideali, valori e proposte fino allora tenute fuori. Per Tajani, vicepresidente della Commissione Europea, don Sturzo fu profeta e precursore dell'economia sociale di mercato, una terza via “ tra il liberalismo sfrenato ed egoista” e “il soffocante collettivismo marxista”. 
Di fronte alla crisi della politica che vuole “governare senza rappresentare” i discepoli di don Sturzo oggi rilanciano la proposta politica ispirata alla dottrina sociale della Chiesa e ai principi del popolarismo sturziano; in altri termini si tratta di dare alla politica in crisi di valori, obiettivi chiari che mirino a riportare nella società la giustizia, la solidarietà, l'attenzione alle famiglie, ai deboli, ai poveri, ai discriminati, a coloro che vivono in condizioni di disagio, a quelli che credono ancora nelle regole e nel patto sociale. Anche Papa Benedetto XVI ha rilevato che il messaggio lasciato da don Sturzo ha ancora tantissimo da dire ai cattolici impegnati in politica e lo indica come modello integerrimo, competente e appassionato servizio al bene comune per tutti i cittadini. Sia ben chiaro: non si tratta di far scendere in politica la Chiesa bensì di dare alla politica – che ne è ormai vuota – principi che non siano strumentali a mantenere soltanto in vita un sistema economico, ma che uniscono i cittadini su degli obiettivi ben definiti, che sono quelli sopra indicati : famiglia, giustizia, solidarietà, ecc. 
Oggi questi termini si sentono ripetere solo in prossimità di consultazioni elettorali, poi più nulla o almeno molto poco rispetto alle aspettative della gente, che in questi ultimi anni ha perso la fiducia nei confronti dei partiti e della politica in generale, non sentendosi tutelata nei propri diritti. Ecco perché la Chiesa ha il dovere morale di richiamare i nostri governanti e in modo particolari quelli cattolici ad una maggiore attenzione verso la stragrande maggioranza dei cittadini che vive in una condizione di disagio non solo economico, ma anche morale. 
I “valori” a cui si riferiva Don Luigi Sturzo possono essere recuperati se c'è la volontà politica di andare incontro alle effettive esigenze dei cittadini attraverso interventi legislativi mirati ed interventi economici a favore delle categorie più deboli e bisognose. Il grado di civiltà di una nazione si misura anche dal livello socio-economico-culturale della sua gente e l'Italia da questo punto di vista non è la prima della classe: ma lo potrebbe diventare a condizione che i nostri politici  mettano da parte l'interesse personale ed operano nell'interesse esclusivo della Nazione.
SERVIRE E NON SERVIRSI: questa la regola che dovrebbe tornare ad essere il segno distintivo dei nostri politici,se vogliamo tornare ad essere i primi della classe in termini culturali, economici e sociali.