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domenica 21 febbraio 2010

Dolce sogno. . . . . .



Quante volte abbiamo sognato di trovarci in un'isola deserta, nei lontani Caraibi , sotto una palma, sdraiati su una spiaggia finissima a guardare il mare cristallino, o appisolati su una amaca legata tra due palme in uno di quei favolosi tramonti hawaini! Quante volte abbiamo immaginato di aver vinto una lotteria e brindare con gli amici con champagne e caviale! Quante volte abbiamo desiderato dentro di noi di avere una bella macchina e sfilare per le vie della città, suscitando,magari, l'invidia della gente che non ha avuto una simile fortuna! Si, lo abbiamo sognato e lo abbiamo desiderato, almeno una volta nella vita, ma purtroppo non sempre i sogni si avverono.
Quanta delusione al risveglio!
Ma dopo un pò guardandoci intorno e osservando il viso di un angioletto che dorme nella sua culla accanto al nostro letto, come per incanto, tutto ciò che pochi minuti prima avevamo sognato o desiderato, scompare. Riprende il tran tran di tutti i giorni e il sogno ritorna nel suo cassetto della nostra memoria. Ebbene moltissimi anni fà, quando ancora frequentavo il Liceo Classico, ho scritto una poesia che ho intitolato "Dolce sogno"; una poesia di tutt'altra natura: non l'isola deserta; non il tramonto hawaino; non la mercedes di lusso, nulla di tutto questo. E' una poesia che ai tempi di Radio Perla del Tirreno avrò declamato una o due volte con un sottofondo musicale che mi ha procurato, allora, molte telefonate di apprezzamento. (Radio Perla per chi non lo sapesse è stata la prima radio privata di Bagnara Calabra, di cui io facevo parte con dei programmi di intrattenimento musicale e non. Qualche mia trasmissione la potete trovare su Internet alla voce Archivio Storico Fotografico Bagnarese). Ecco la poesia :

Dolce sogno. . . . .

Come candido giglio
In mezzo ai fiori s'erge,

Ed un profum soave
Nell'aria spande,


Mentre intorno vaga
Un cinguettio d'uccelli

Ad annunciar della stagion novella
Il dolce ingresso,


Così m'appare in sogno
L'angelico tuo volto

Ad allietar l'alma mia
Sola e triste senza Te.

Ma ecco che con l'alba
Svanisce il dolce sogno,

E come per incanto
Dilegua la tua vision,


Lasciandomi il ricordo
Degli occhi tuoi lucenti,

Il suon della tua voce,
La gioia di brevi istanti.


Oh sogno ingannatore,
Che vieni e te ne vai !

Tu se l'unico e il solo
A far felice il cor.

Come certamente avrete capito, la poesia è stata scritta per una ragazza, una delle più belle ragazze di Bagnara di quel periodo, in un momento particolare della mia vita. Quella ragazza poi cresciuta, nel 1971 è diventata mia moglie. Il prossimo 26 settembre festeggeremo 39 anni di matrimoio e spero con tutto il cuore di poter concludere i miei giorni con Lei a fianco perchè è la persona che più di ogni cosa amo e desidero avere accanto per sempre.

5 commenti:

  1. Complimenti!
    Struggente e romantica, ricorda le attese trepidanti degli amori del passato.
    L'evoluzione del sentimento amoroso, oggigiorno, è drasticamente cambiata, ma sarebbe bello mostrare ai giovani come ci si innamorava una volta..

    Un affettuoso saluto
    NZ

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  2. La poesia è bellissima e, al di là della sua origine, estranea al blog - in quanto è un attimo di vita carico di emozioni - s'incastra anche bene nell'articolo. Ogni giorno sogniamo di ottenere o di raggiungere qualsiasi cosa ci renda felici e, guardando lontano lontano, non ci accorgiamo che il sogno è già sotto il nostro naso: è la vita che viviamo così come la viviamo, con le persone che ci stanno al fianco.
    Questo, naturalmente, non vale per tutti. Molti, anziché vivere un sogno, vivono ogni giorno lo stesso incubo: si pensi ad esempio ai barboni, ai terremotati, agli ammalati, agli sfortunati tutti. Per queste persone, il sogno lontano osservato ogni giorno è la speranza di un cambiamento e, magari, della propria salvezza/felicità.
    In questa prospettiva, chi è fortunato deve trovare il modo, ogni giorno, di riconoscere il sogno che già vive, pensando che molte altre persone conoscono soltanto gli incubi a cui altri, con la loro stupidità, cattiveria e simili, li hanno incatenati...

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  3. Ti ringrazio per i complimenti e ti posso assicurare che una volta (almeno ai miei tempi!) prima di poter dare un bacio alla persona amata si dovevano sudare le fatidiche sette camicie. Però alla fine la gioia e l'emozione era tanta e tale da fartene sudare altre sette. Ciao. Ti abbraccio.

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  4. Caro Papà,ho letto x l'ennesima volta la poesia "come candido giglio" e come sempre mi sono emozionata perche' e' veramente bella, ma l'emozione più grande è sapere che dopo 39 anni di matrimonio sei ancora innamorato di mia mamma ( anche se io non ho mai avuto dubbi,per me lo sei sempre stato).
    La cosa che mi auguro e che anche io dopo tanti anni di matrimonio possa amare mio marito come tu ami la mia mamma e viceversa.
    Con tutto il mio GRANDE AFFETTO tua figlia Titty.

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