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martedì 23 febbraio 2010

Un dono assai gradito

Nel mese di giugno dell'anno scorso, ho ricevuto un plico contenente un libro del mio carissimo amico Achille Bonifacio ( vedi foto della copertina), con questa dedica :
" Al caro Natalino, con tanto affetto e l'augurio che la B.Vergine Maria lo protegga sempre, unitamente ai suoi cari. Giugno 2009 . Achille". Naturalmente subito l'ho chiamato al telefono per ringraziarlo e ricambiare con altrettanto affetto l'augurio che ho tanto gradito. Ebbene, di questo libro voglio riportare la PREMESSA che compendia le motivazioni e le finalità per le quali è stato scritto. Così scrive Achille Bonifacio nella premessa del suo ibro "Una Donna vestita di sole" .
"Una mattina di fine estate, all'improvviso, non so come nè perchè, dopo aver visitato in ospedale una mia zia ammalata,
mi passò per la mente l'apparizione di La Salette (piccola località francese, non lontana dalle Api) di cui ricordavo solo il fatto miracoloso in sè. Nient'altro. Quel giorno mi accompagnò fino a casa. Era il 19 settembre 1997. Consultai un libro sulle apparizioni mariane e quale fu il mio stupore nel leggere che la Vergine era apparsa a Melania e Massimino (due pastorelli di 15 e 11 anni, rispettivamente), a La Salette, il 19 settembre 1846 !
Quanto mi accadde fu un fatto casuale? Un segnale che la mia zia,devotissima alla Madonna, avrebbe superato un difficile intervento chirurgico? O non, piuttosto, un larvato richiamo perchè io Le rivolgessi maggiore "attenzione"? Ed in qual modo? Ecco, in primo luogo,accogliendo, senza ulteriori tentennamenti, il messaggio della Vergine piangente di La Salette, che può essere sintetizzato nelle parole del Signore ". . . se non vi convertite, perirete. . ." e quindi, rafforzando l'amore e la devozione per la Mamma di Gesù e degli umani; ma anche, certamente, facendo testimonianza utilizzando i talenti affidatemi, quali che essi siano, attraverso l'impegno culturale; esercitando, cioè, una sorta di "carità intellettuale".
Orbene, io sto ancora cercando di fare miei i verbi, graditi a Maria, indispensabili per un cristiano che faccia cultura, come mi pare d'aver letto da qualche parte: ricordare, imparare, conformarsi, supplicare, annunciare. Tradussi in versi quel fatto bellissimo, che poi divenne l'ultimo capitolo d'una silloge. Scrivevo queste cose già nel 2003, allorchè, "quasi. . per prendere fiato e coraggio", approntai un opuscoletto, dove raccolsi in un solo corpus tutti i miri versi mariani già pubblicati. Dopo qualche tempo e dopo aver rifletturo, meditato, studiato, approfondito, mi misi all'opera per onorare l'impegno letterario-devozionale al quale ritenni d'essere stato chiamato. Ne è nata un'insolita, lunghissima preghiera alla Vergine Maria in forma di poema in ottave toscane, ch'è articolato in 14 canti ( con proemio e congedo), corrispondenti, quanto ai contenuti, ad altrettante fasi della storia mariana, così come io l'ho liberamente concepita all'interno della mia opera laudativa della Madre di Dio e Madre nostra, che adesso, timidamente, nella ricorrenza dei 150 anni delle apparizioni di Lourdes, offro alla sensibilità a all'attenzione dei miei affezionati lettori, compresi i miei cari, sperando, come sempre, nella loro benevolenza".
Nei prossimi giorni nell'angolo della poesia riporterò alcune ottave del canto VII ( Dall'ultina cena alla sepoltura)

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