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sabato 13 marzo 2010

Pasqua di Resurrezione

Se il Natale è la festività che raccoglie la famiglia, riunisce i parenti lontani, la Pasqua invece è la festa della gioia, dell'esplosione della natura che rifiorisce in Primavera, ma soprattutto è la dimostrazione reale della massima divinità di Gesù e non una vana promessa di un uomo creduto un esaltato dai contemporanei o un Maestro (Rabin) da un certo numero di persone (Apostoli). La Pasqua è una forza, una energia d'amore che diventa lievito nella vita degli uomini perchè alimenta la speranza di risorgere; ci da' la certezza della redenzione, perchè Cristo morendo ci ha liberato dai peccati, ma risorgendo ci ha restituito i preziosi beni perduti per nostra colpa. La datazione della Pasqua, nel mondo cristiano fu motivo di gravi controverse fra le Chiese d'Oriente e d'Occidente; la prima era composta da ebrei convertiti e la celebrava subito dopo la pasqua ebraica e cioè nella sera della luna piena, primo giorno dell'anno ebraico: il 14 Nisan. I cristiani d'occidente, invece, adottarono il criterio del primo giorno della settimana e cioè la Domenica (il Sabato ebraico); solo con il Concilio di Nicea del 325 si stabilì che fosse celebrata nello stesso giorno in tutta la cristianità, fissandola nella domenica che seguiva il plenilunio di primavera; oggi la celebrazione cade tra il 22 marzo e il 25 aprile denominandola Pasqua bassa o alta, secondo il periodo in cui capita. Essendo quindi una festa mobile anche le altre celebrazioni ad essa collegate come la Quaresima, La Settimana Santa, l'Ascensione e la Pentecoste hanno una data variabile. Quest'anno la Pasqua cade il 4 Aprile; l'anno venturo il 24 Aprile; nel 2013 il 31 Marzo; nel 2017 il 16 Aprile e nel 2020 il 12 Aprile. (Quest'ultime indicazioni sono state ricavate da Internet, ndr).
A questo punto vorrei farvi leggere come descrive, in versi endecasillabi, la Pasqua del Signore Achille Bonifacio, riportando cinque ottave, del suo libro "Una Donna vestita di sole" e precisamente dal Capitolo VIII i versi 97-136. Tre giorni dopo la sepoltura, le pie donne alle prime luci dell'alba si recano al Sepolcro e lo trovano aperto e vuoto, perchè Gesù come Lui stesso aveva preannunciato era risorto. Sentite come descrive la scena Achille Bonifacio:

"Colà giunte, rimasero deluse:
alla tomba non videro nessuno.
Parvero allora le parole astruse
e il loro arrivo quasi inopportuno.

Ma due figure eteree, ognora aduse
a dar conforto ed assistenza a ognuno,

apparirono in vesti sfolgoranti

e parlarono a quelle un pò tremanti.


- Perchè cercate il Vivo in mezzo ai morti?
Forse avete smarrito la memoria?

Se Gli siete fedeli siate forti.
Andate, orsù, e narrate questa storia
agli undici smarriti e malaccorti,

Gesù è risorto e rientrato in Gloria.
-
Tornarono da quelli in allegria,
che videro caduti in abulia.

Il racconto di tutto l'accaduto,
dall'ardore esaltato del lor volto,
inspiegabile e assurdo ritenuto,
con gelo dagli apostoli fu accolto.

Preso per ciancia il nunzio ricevuto

ognuno, tuttavia, ne fu sconvolto

al punto che lo dissero al Viandante

Cleofa e l'altro discepolo osservante.


Il Risorto non fu identificato
mentr'Egli ricordava le Scritture,
che di Lui tanto aveva parlato.
I loro sguardi nelle architetture
avevano d'Emmaus già penetrato

e furono discordi le andature.
- Resta con noi perchè ora si fa sera
Gli rivolsero i due questa preghiera.

Essi in città sedettero a mangiare
e Gesù benedisse e spezzò il pane,
dandone loro col Suo dolce fare.
Non furon più le Sue parole arcane,
ma si nascose alle persone care,
che, tuttavia, le pulsazioni strane

ognuno aveva inteso nel suo cuore

quando aveva parlato in via il Signore."


La bellezza di questi versi sta proprio nella scorrevolezza di un lessico estremamente fluido e piacevole che rende la descrizione quasi visiva. Il lettore, in un certo senso, nella raffigurazione della scena, ha la sensazione di essere co-protagonista, accanto ai personaggi che furono testimoni delle verità evangeliche. Fra pochi giorni è Pasqua; ritengo doveroso rivolgere ai miei lettori e alle loro famiglie i miei migliori Auguri. Buona Pasqua a tutti !

martedì 9 marzo 2010

L'ultima cena.

Come avevo anticipato nei giorni scorsi, in prossimità delle festività pasquali, vorrei farvi leggere sei ottave ( in versi endecasillabi) tratte dal Canto VII del poema "Una Donna vestita di sole" del nostro concittadino, mio carissimo amico Achille Bonifacio, per mettere in evidenza la sua capacità poetica nel descrivere in maniera comprensibile e scorrevole l'ultima cena di Gesù con gli Apostoli, durante la quale istituì il sacramento dell'Eucarestia. Quest'opera laudativa di Maria, Madre di Dio e Madre nostra, come lui stesso la definisce, è una lunghissima preghiera, articolata nella varie fasi della storia mariana, liberamente concepita nella ricorrenza dei 150 anni delle apparizioni di Lourdes, che Achille offre alla nostra sensibilità ed attenzione per mantenere vivo nella memoria e nel cuore il bisogno di affidare alla Mamma celeste i nostri affanni e le nostre tribolazioni. Naturalmente, da fervente cattolico quale egli è, si rivolge a coloro che vivono la vita secondo la dottrina cristiana, ma poichè la sua è soprattutto un'opera letteraria, ritengo possa interessare, sotto l'aspetto tecnico-culturale, anche ad altri. Ed è per questo motivo che ho deciso di pubblicare nel mio blog brani del suo libro, ritenendo che un uomo di cultura come lui, meriti di essere apprezzato e per le sue qualità di "cantore mariano" e per l'impegno profuso nella realizzazione di un' opera, che nel tempo, sono certo, diventerà patrimonio culturale per tutti.

" La Pasqua s'appressava a grandi passi
e nel petto tu avevi un gran tumulto,
ben altra cosa da schiamazzi e chiassi
che connotavano il luogo di culto.
Quelli dai cuori duri come sassi,
con Giuda, consumarono il consulto,
mentre per trenta volte una gran fitta
tu avvertisti, o Maria, sola e afflitta.

Ospiti a Sion in un antico ostello,

gli apostoli e il Maestro il giorno appresso,
quando i Giudei immolavano l'agnello,
stettero per seguire il rito stesso.
Oh quali eventi,prima del tranello,
accaddero in quell'intimo recesso,
dove manifestò Cristo Signore,
agli apostoli,il Suo immenso amore!

E mentre procedeva il rituale
col pane azzimo,il vino,le erbe amare,

che accompagnavan l'agnello pasquale,
su quelle creature tanto care
si chinò, con gesto inusuale,
per lavar i lor piedi ed asciugare.

Fu quella la risposta di Gesù
a chi voleva contare di più.

Ma fu anche un eccelso insegnamento
sull'amore gratuito e il servizio.
E quando disvelò il tradimento
per undici di loro fu un supplizio.
Lo sciagurato non provò sgomento.
In testa aveva il piano dell'esizio.
Solamente al più giovane e al più anziano
Gesù ne rivelò il progetto insano.

Era da poco Giuda andato via.
Riecheggiando espressioni un pò lontane
Cristo Gesù istituì l'Eucarestia.
Prese,spezzò e diede loro il pane
e a mangiarNe invitandoli,il Messia
Era il Suo Corpo, non parole vane,
memoria e segno di nuova Alleanza
da far con fede, carità, speranza.

Poi riempi un calice di vino
e. similmente, il Cristo l'offrì loro
Ne bevvero. Era il Sangue Suo divino.
O umanità beata, che tesoro
ti è stato dato: aver Gesù vicino,
il più vivo d'ogni anima Risorto!
L'ultimo fu dei terreni banchetti,
prima del Suo ritorno tra gli eletti.

A Pasqua pubblicherò le ottave che descrivono la Resurrezione, ossia la vittoria della Vita sulla Morte, rappresentata dal Cristo trionfante, tratte sempre dal poema "Una Donna vestita di sole" di Achille Bonifacio.

domenica 7 marzo 2010

Questi, è mio fratello. . . .


Il prossimo 16 Marzo, mio fratello avrebbe compiuto 69 anni, ma putroppo il 26 Dicembre 1994, a soli 53 anni, ci ha lasciato per ritornare nella Casa del Padre. E' una data per molti di noi triste, ma in questo mio blog Lo voglio ricordare così come lo vedete nella foto accanto. Nell'arco dei 22 anni di servizio quale Comandante dei Vigili Urbani del Comune di Bagnara Calabra, ha saputo farsi amare dalla gente, dimostrando nell'esercizio delle sue funzioni competenza e professionalità, tanto da essere tenuto in grande considerazione da tutti gli Amministratori che si sono succeduti nella gestione della cosa pubblica. Il Capitano Antonio Tripodi, mio fratello, godeva di grande stima anche tra i colleghi della Calabria, con i quali partecipava a Convegni e Corsi di aggiornamento finalizzati ad un migliore e più organico svolgimento del servizio di tutto il Corpo di Polizia Municipale. Ci teneva tantissimo che i suoi uomini fossero preparati e svolgessero le loro mansioni di vigilanza del territorio in maniera il più possibile corretta, nel rispetto delle leggi, ma nello stesso tempo, con umiltà e senso di responsabilità. Amava l'ordine e la disciplina e non si stancava mai di ripetere nelle periodiche riunioni con i suoi vigili "noi siamo la carta d'identità del nostro paese; dal nostro comportamento sulla strada, dal nostro modo di trattare con la gente, con i turisti e con quanti si rivolgono a noi, dipende l'apprezzamento o il disprezzo verso la città e i suoi amministratori. Tenetelo sempre presente: noi siamo pubblici ufficiali e come tali dobbiamo rappresentare, con orgoglio e dignità, l'Ente istituzionale a cui apparteniamo".
Era un uomo buono, sensibile, rispettoso delle idee degli altri, ma determinato nel portare avanti le sue. Aveva un carattere un pò diverso dal mio e grazie a questa diversità caratteriale ci si confrontava ogni qualvolta si doveva risolvere un problema; alla fine si trovava un punto d'incontro e insieme si operava. Eravamo molto legati; da piccoli ci chiamavano "I Fratelli Bandiera"; da grandi spesso ci scambiavano i ruoli, essendo entrambi dipendenti comunali;
"Buongiorno, Comandante" mi sentivo salutare, " Buongiorno" rispondevo senza dire che il Comandante era mio fratello; in quel momento, in quel saluto affettuoso sentivo di rispondere con la stessa cortesia, lo stesso sorriso e lo stesso affetto, con cui avrebbe risposto Lui. La sua dipartita ha lasciato un vuoto incolmabile in tutti noi ed anche se sono trascorsi circa 16 anni da quel lontano 26 Dicembre, Egli è presente nel nostro cuore e fin quando vive dentro di noi, Egli è vivo e lo sarà per sempre. Pochi giorni prima di morire ha scritto una poesia, dalla quale ho estrapolato alcuni versi, carichi di sentimento e di profonda fede, che, a parer mio, sono premonitori del premio che pochi giorni dopo avrà ricevuto, entrando nella Casa del Padre. Abitare nello splendore del Paradiso e vedere Dio, è il premio più grande che si possa immaginare. Solo gli Eletti, ossia coloro che nel corso della loro vita terrena hanno accettato gli insegnamenti divini ed armonizzato ad essi la loro condotta di vita, possono riceverlo e mio fratello era certamente tra questi. Le sue sofferenze fisiche non hanno sradicato la fede in Cristo ch'era in lui, per cui non avrebbe potuto scrivere questi versi :
"E quando insieme andremo
al Dio dei Cieli;
a Lui consegneremo
il nostro Amore,
Amore che sarà
eterno e puro,
Amore che sarà
il vero Amore"
se la sua anima non avesse ricevuto la grazia del Signore. "Auguri, fratello, per il tuo 69° compleanno! Anche senza i gradi di Comandante, continua a vigilare dal Cielo su di noi e su quanti Ti hanno voluto bene. ".


giovedì 4 marzo 2010

Spigolature. . . . . musicali

In questo spazio sono riportare alcune dichiarazioni riguardanti la musica, rilasciate a giornali o trasmissioni televisive da personaggi del settore
molto noti.

Claudio Abbado: "La rinuncia della classe dirigente a impegnarsi sulla musica è un'intenzione mossa al ribasso culturale: si rende difficile l'accesso alla conoscenza per far pensare sempre meno per solleticare il fruitore solo con ciò che gli piace e non fatica ad apprendere".
(La Repubblica,11 gennaio 2010)

Salvatore Accardo: "Sono evidenti la mancanza di educazione e l'ignoranza che accomunano gli schieramenti politici: in Italia in troppi non sanno cosa significa suonare uno strumento. Risultato? Si soffocano orchestre e piccole ma vitali istituzioni concertistiche, si mortificano i giovani, negando loro qualsiesi prospettiva professionale".
(La Repubblica, 11 gennaio 2010)

Maurizio Pollini:" In televisione ci vuole più promozione per la musica perchè la musica ha moltissimo da dire; ha una forza di comunicazione straordinaria. L'arte, i sogni della Società vanno assolutamente difesi. Se un governo 'taglia', taglia i sogni di una società".
(Speciale "Che tempo fa",3 dicembre 2009)

Daniel Baremboim:"La musica è la realizzazione fisica e viva dell'anima ed è sempre più completa dell'essere umano che può essere triste o allegro, mentre la musica è sempre tutte e due, è universale e permette i contrasti più grandi. La musica dà forza, allegria e senso della vita".
(Speciale "Che tempo fa", 3 dicembre 2009)

Riccardo Muti:" L'Italia ha abdicato alla sua storia culturale e musicale in particolare, dimenticandosi che la musica è necessità dello spirito. E' grave; è spezzare le radici della nostra storia.Ci sono trasmissioni dove la musica, e soprattutto l'opera lirica, vengono presentate come obsolete. Così si respingono i giovani invece di interessarli".
(La Repubblica,11 gennaio 2010)

Bono Vox,Leader degli U2:" Sarà importante guidare l'America alla difesa dell'economia più creativa del mondo,dove la musica,i film, la tv e i videogiochi valgono il 4% del prodotto lordo".
(Italia Oggi,7 gennaio 2010)


martedì 2 marzo 2010

Un esempio da imitare

Il 7 ottobre 1995, in occasione della consegna dei premi "Civiltà del Mare", Nino Romeo, Presidente dell'Associazione Cultura e Spettacolo di Bagnara Calabra, consegnava alla famiglia Green , una "Targa Speciale alla memoria" assegnata a Nicholas Green quale segno tangibile di riconoscenza ed affetto di tutta la gente di Calabria. Sono trascorsi più di 15 anni da quel tragico pomeriggio del 1994, se non ricordo male, quando Nicholas venne ucciso da balordi mentre dormiva nella macchina, guidata dal padre con accanto la madre e dietro la sorellina, nel tratto di autostrada tra gli svincoli di S. Onofrio e Serre nel vibonese. Una tranquilla famiglia americana che stava recandosi in Sicilia per visitare la Valle dei Templi di Agrigento. Resosi conto del tragico evento i genitori, con un gesto di grande generosità, decisero di donare gli organi di Nicholas a bambini della sua stessa età: e così fu. Il sacrificio, quindi, di Nicholas ha rappresentato per cinque nostri concittadini il germe di una nuova vita ed esempio indelebile di fretellanza senza confini. Non dimentichiamolo!
Ho voluto rispolverare questo episodio per trattare un argomento molto importante che merita una profonda riflessione e tanto rispetto: la donazione degli organi. L'insegnamento morale e civile datoci 15 anni fà dalla famiglia Green ha certamente contribuito a superare alcune resistenze; da allora le donazioni sono aumentate e vengono effettuate con un maggiore senso di responsabilità e convinzione da parte dei familiari del defunto. Si sa, è una scelta difficile sia dal punto di vista umano sia da quello etico-religioso. Nondimeno è una scelta che va fatta perchè prelevando organi e tessuti da una persona deceduta è possibile salvare la vita a qualcun altro o rendere migliore l'esistenza di malati afflitti da patologie gravemente invalidanti. Ognuno di noi potrebbe avere bisogno di essere curato con un trapianto e tutti siamo potenziali donatori nel momento in cui il nostro cervello ha perso la capacità di funzionare. Sulla donazione di organi, si sono espressi così:
Papa Giovanni Paolo II° -" E' essenziale non ignorare i valori morali e spirituali che entrano in gioco quando degli individui decidono liberamente e consapevolmente di donare una parte di sè, una parte del loro corpo, al fine di salvare la vita di un altro essere umano".
Papa Benedetto XVI° - " E' lecito aderire, spontaneamente ed in piena coscienza, alla cultura dei trapianti e della donazione degli organi. Io sono iscritto da anni all'associazione e porto sempre con me questo documento dove è scritto che sono disponibile a offrire i miei organi a chi ne avesse bisogno: è un atto d'amore".
Oscar Luigi Scalfaro - ex Presidente della Repubblica - " Questo è un avvenimento di alto valore morale e civile, per la diffusione di una nuova cultura della solidaretà nei confronti di coloro che sono altrimenti destinati a non sopravvivere alle gravi patologie di cui sono afflitti".
Carlo Azeglio Ciampi - ex Presidente della Repubblica - "La donazione è l'espressione più alta di sentimento, quello dell'amore per la vita, è l'affermazione del diritto a sperare, nonostante quelle realtà, ineluttabili, che spesso sconvolgono e condizionano direttamente il corso dell'esistenza umana".
E vorrei concludere questo mio articolo, ritornando ai genitori di Nicholas Green:" Il nostro bambino non è stato invano in questo Paese; per ripagarlo di tutto il bene che ne ha ricevuto, egli è oggi vivo nel corpo dei cinque bambini italiani che hanno i suoi organi. Sarà il loro amico per tutta la vita".

lunedì 1 marzo 2010

Bagnara e Internet: un binomio da considerare.

Tra gli articoli riportati nel periodico "Costa Viola" di Gennaio-Febbraio 2010, tutti interessanti per la verità, quello che mi è sembrato importante in questo momento per Bagnara, è l'articolo di Roberta Macrì "Puntare sul turismo ...". Dopo aver brillantemente evidenziato i settori già sviluppati, attraverso progetti finalizzati, da parte dell'Amministrazione Zappalà, Roberta Macrì ha messo l'accento su alcune cose ancora da fare per migliorare la ricettività dal punto di vista di presenze turistiche nella nostra Città e di come affrontare nuove sfide per essere al passo coi tempi. E' vero che Bagnara è considerata dai Mass-Media regionali uno dei centri turistici del basso Tirreno più importanti; è vero che l'Amministrazione Zappalà ha profuso sforzi consistenti in termini di impegno economico-finanziario per il rilancio di vari settori produttivi del nostro territorio; è vero che Bagnara durante il periodo estivo offre una serie di eventi e spettacoli musicali e non di un certo livello, grazie anche ad Associazioni e Gruppi giovanili locali molto attivi e preparati che insieme all' Assessorato Cultura e Spettacolo, rendono viva e dinamica l'Estate Bagnarese; di tutto questo bisogna dare merito alla classe politica che in questi ultimi anni ha fatto da traino alle diverse iniziative per un positivo rilancio dell'immagine turistico-ambientale di Bagnara. Ma accanto a tutto ciò, se vogliamo veramente che la nostra città varchi i confini locali per entrare nei circuiti nazionali ed internazionali, è necessario utilizzare tutti gli strumenti che la tecnologia moderna offre ; circuiti che sono a portata di mano, come sostiene Roberta Macrì, ma che bisogna utilizzare con un progetto intelligente, capace di proiettare negli anni a venire un'immagine nuova e più competitiva della nostra città, dal punto di vista turistico; secondo lei lo strumento da prendere in considerazione oggi, in sinergia con le altre iniziative già consolidate, è Internet, la rete informatica veloce e universale che con un clik riesce ad aprire " porte e finestre" di tutto il mondo. Condivido pienamente l'analisi e le proiezioni suggerite dall'autrice dell'articolo e sono certo che l'attuale classe dirigente saprà cogliere i suggerimenti per far sì che Bagnara ritrovi la sua vera collocazione tra le località più rinomate ,dal punto di vista turistico, del Mezzogiorno d'Italia.