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domenica 7 marzo 2010

Questi, è mio fratello. . . .


Il prossimo 16 Marzo, mio fratello avrebbe compiuto 69 anni, ma putroppo il 26 Dicembre 1994, a soli 53 anni, ci ha lasciato per ritornare nella Casa del Padre. E' una data per molti di noi triste, ma in questo mio blog Lo voglio ricordare così come lo vedete nella foto accanto. Nell'arco dei 22 anni di servizio quale Comandante dei Vigili Urbani del Comune di Bagnara Calabra, ha saputo farsi amare dalla gente, dimostrando nell'esercizio delle sue funzioni competenza e professionalità, tanto da essere tenuto in grande considerazione da tutti gli Amministratori che si sono succeduti nella gestione della cosa pubblica. Il Capitano Antonio Tripodi, mio fratello, godeva di grande stima anche tra i colleghi della Calabria, con i quali partecipava a Convegni e Corsi di aggiornamento finalizzati ad un migliore e più organico svolgimento del servizio di tutto il Corpo di Polizia Municipale. Ci teneva tantissimo che i suoi uomini fossero preparati e svolgessero le loro mansioni di vigilanza del territorio in maniera il più possibile corretta, nel rispetto delle leggi, ma nello stesso tempo, con umiltà e senso di responsabilità. Amava l'ordine e la disciplina e non si stancava mai di ripetere nelle periodiche riunioni con i suoi vigili "noi siamo la carta d'identità del nostro paese; dal nostro comportamento sulla strada, dal nostro modo di trattare con la gente, con i turisti e con quanti si rivolgono a noi, dipende l'apprezzamento o il disprezzo verso la città e i suoi amministratori. Tenetelo sempre presente: noi siamo pubblici ufficiali e come tali dobbiamo rappresentare, con orgoglio e dignità, l'Ente istituzionale a cui apparteniamo".
Era un uomo buono, sensibile, rispettoso delle idee degli altri, ma determinato nel portare avanti le sue. Aveva un carattere un pò diverso dal mio e grazie a questa diversità caratteriale ci si confrontava ogni qualvolta si doveva risolvere un problema; alla fine si trovava un punto d'incontro e insieme si operava. Eravamo molto legati; da piccoli ci chiamavano "I Fratelli Bandiera"; da grandi spesso ci scambiavano i ruoli, essendo entrambi dipendenti comunali;
"Buongiorno, Comandante" mi sentivo salutare, " Buongiorno" rispondevo senza dire che il Comandante era mio fratello; in quel momento, in quel saluto affettuoso sentivo di rispondere con la stessa cortesia, lo stesso sorriso e lo stesso affetto, con cui avrebbe risposto Lui. La sua dipartita ha lasciato un vuoto incolmabile in tutti noi ed anche se sono trascorsi circa 16 anni da quel lontano 26 Dicembre, Egli è presente nel nostro cuore e fin quando vive dentro di noi, Egli è vivo e lo sarà per sempre. Pochi giorni prima di morire ha scritto una poesia, dalla quale ho estrapolato alcuni versi, carichi di sentimento e di profonda fede, che, a parer mio, sono premonitori del premio che pochi giorni dopo avrà ricevuto, entrando nella Casa del Padre. Abitare nello splendore del Paradiso e vedere Dio, è il premio più grande che si possa immaginare. Solo gli Eletti, ossia coloro che nel corso della loro vita terrena hanno accettato gli insegnamenti divini ed armonizzato ad essi la loro condotta di vita, possono riceverlo e mio fratello era certamente tra questi. Le sue sofferenze fisiche non hanno sradicato la fede in Cristo ch'era in lui, per cui non avrebbe potuto scrivere questi versi :
"E quando insieme andremo
al Dio dei Cieli;
a Lui consegneremo
il nostro Amore,
Amore che sarà
eterno e puro,
Amore che sarà
il vero Amore"
se la sua anima non avesse ricevuto la grazia del Signore. "Auguri, fratello, per il tuo 69° compleanno! Anche senza i gradi di Comandante, continua a vigilare dal Cielo su di noi e su quanti Ti hanno voluto bene. ".


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