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sabato 5 giugno 2010

Un po' di educazione . . . . .

In questi ultimi tempi sia alla televisione che sui giornali abbiamo sentito parlare di sessualità per degli episodi molto delicati che si sono verificati soprattutto nelle grandi città, ma anche nei piccoli centri del nostro Paese, per cui ritengo sia importante avere idee chiare su tale argomento. In questo mio post, farò riferimento molto spesso al Dr Le Moal, medico specializzato in psichiatria ed assistente alla clinica neuro-psichiatrica infantile di Parigi, il quale attraverso una serie di conferenze ha dimostrato che, partendo dalla biologia sessuale, la riuscita di una vita è un problema d'orientamento dell'affettività che non può manifestarsi se non è un dono di sé. In questa materia è necessario avere idee chiare per non commettere gravi errori ogni qualvolta parliamo di sessualità ed è per questo che cercherò di esporre l'argomento in maniera semplice con termini tecnici di facile comprensione.

Secondo il Dr Le Moal, una prima nozione fondamentale è la distinzione tra :

sessualità ed istinto generativo.

La sessualità comprende l'individuo nel suo insieme,fisico e morale; l'istinto generativo non è che uno degli aspetti della sessualità che riguarda la funzione della riproduzione. Le due nozioni di sessualità ed istinto generativo sono molto diverse tra di loro, sono perfino opposte: noi infatti non possiamo non essere sessuali, ma possiamo non avere realizzazioni concrete sul piano generativo. In definitiva qualunque sia la nostra vocazione, vocazione al matrimonio o allo stato religioso, il giorno in cui dobbiamo concretizzare il dono di noi nell'essere amato, sotto una forma o sotto un'altra, quello che occorre è che ci si doni completi quanto più possibile. Conseguentemente di fronte a noi stessi e di fronte agli altri, noi saremo efficienti nella misura in cui saremo completi; da qui deriva che il problema sessuale deve da noi essere considerato come un qualcosa che deve trovare la sua sistemazione nel quadro generale della persona umana. Un tempo si pensava che il problema sessuale non si ponesse nella vita di un individuo se non dal tempo della sua pubertà,della sua formazione fisica. Errore!

Secondo Freud l'evoluzione sessuale si manifesta in due grandi periodi: il primo va dalla nascita all'inizio della pubertà detto autoerotico; il secondo, dalla pubertà alla morte detto altererotico; il primo è quello durante il quale l'individuo ricerca il piacere sessuale in se stesso; il secondo invece è il periodo in cui si ricerca un intervento estraneo nella propria vita sessuale. Questi due periodi di evoluzione sessuale sono paralleli all'affettività, che li comanda e fa spostare l'interesse per sé, verso l'interesse per gli altri. Ma mentre l'evoluzione affettiva tende a porre nella nostra vita una sempre maggiore donazione di sé, l'evoluzione sessuale è condizionata dalla evoluzione affettiva, per cui, in definitiva il piano umano fondamentale è quello affettivo ed è l'evoluzione affettiva che domina su tutte le nostre relazioni, sia con noi stessi che con gli altri.

Ma cos'è l'affettività? L'affettività non è l'affetto. L'affetto è uno degli aspetti dell'affettività, così come l'istinto generativo è uno degli aspetti della sessualità; l'affettività ,perciò, è l'insieme dei sentimenti consci ed inconsci che noi proviamo verso noi stessi, gli altri e l'universo in genere. E' dunque il campo dei sentimenti qualunque sia il loro oggetto. Facciamo un esempio:allorché davanti ad un bel paesaggio,ad un quadro d'autore o ad un oggetto di grande valore noi proviamo una emozione, questa è affettività così come è affettività quando proviamo un grande dolore per la perdita di una persona cara.


Il termine di educazione sessuale è un termine inesatto in quanto molto spesso si confonde con educazione genitale,che consiste nello spiegare ad un ragazzo il meccanismo della procreazione, per cui è necessario distinguere due aspetti:


1) - Educazione sessuale propriamente detta.

    Secondo il Dr Le Moal, l'educazione sessuale è un tutt'uno con l'educazione, intesa come istruzione; egli sostiene che sviluppare nella ragazza e nel ragazzo un certo numero di funzioni intellettuali proprie al loro sesso sia sul piano fisico che su quello caratteriale, giova moltissimo al loro equilibrio sessuale nei rapporti con gli altri. Ma non basta; anche dall'equilibrio sessuale degli educatori e dei genitori dipende tutta l'educazione sessuale per cui le madri in particolare ricoprono a questo proposito un ruolo importantissimo. Quante ragazze pensano al matrimonio e perciò alla sessualità come ad un qualcosa che deve necessariamente concludersi con un divorzio, essendo cresciute nella confidenza di una madre delusa ed insoddisfatta? Una donna può non avere trovato la sua soddisfazione perché si attendeva dal marito ciò ch'egli non poteva darle o perché non ne era capace; così pure vi sono delle donne che si attendono dal marito un amore paterno che questi, se è equilibrato, non può loro dare. In questi casi è evidente che nascono conflitti, che fanno capire la mancanza di un'equilibrio individuale in materia di educazione sessuale. Per la bambina vi è un problema molto importante ( ed anche qui l'equilibrio della mamma e del papà sono fondamentali), ed è l'accettazione del sesso. Mentre per il maschietto è cosa rara non accettare il suo sesso, per la bambina è il contrario: molte ragazzine vorrebbero essere dei maschietti e questo fatto può dipendere da una cattiva educazione, da una disarmonia fra i genitori, da riflessioni insoddisfatte fatte dalla mamma davanti alla figlia. A volte dipende dalla configurazione anatomica dell'uno e dell'altra; per esempio alcune bambine considerano come inferiorità il fatto di non avere genitali visibili come il fratello; ma vi possono essere anche ragioni sociali: un tempo si parlava di sesso forte e sesso debole e si riteneva che l'uomo fosse quello forte per cui era logico che la donna aspirasse a divenire eguale all'uomo; obiettivo che ora è stato raggiunto sul piano sociale in quasi tutti i Paesi del mondo.A questo punto nasce spontanea la domanda: E' utile riunire insieme ragazzi e ragazze? La risposta è si, fino ad una certa età, affinché ciascun sesso conosca l'altro in modo semplice e corretto; il contatto con la realtà acquieta la fantasia e l'immaginazione.

    2)- Educazione genitale.

    Molto spesso un ragazzino fa delle domande alle quali il più delle volte non sappiamo come rispondere; per esempio ci chiede: dove si trova il bimbo prima della nascita? Qual'è la funzione del padre nella procreazione? Quando si può cominciare ad avere rapporti sessuali? Le risposte a queste specifiche domande quasi sempre sono molto vaghe e menzognere,anche se gli specialisti del settore, come il Dr Le Moal, consigliano di dire sempre la verità ponendo i problemi sessuali su di un piano affettivo perché se i ragazzi e le ragazze vogliono riuscire a vivere la loro vita in modo corretto e perfetto dal punto di vista sessuale, devono inglobare il loro essere nell'affettività e nell'amore. Per ottenere ciò è assolutamente necessario che anche gli educatori come i genitori abbiano un loro equilibrio dal lato sessuale per ispirare fiducia e dare certezze; se però in entrambi, genitori ed educatori, non c'è questo equilibrio, i risultati saranno falsati completamente e la loro funzione globale di genitori ed educatori non può avere successo nell'educazione sessuale delle nuove generazioni di ragazzi e ragazze.

Nota dell'autore:

Anche se apparentemente l'esposizione ha la struttura di una lezione di tipo scolastico, tengo a precisare che nel trattare questo delicato argomento ho inteso dare un mio piccolo contributo, attraverso ricerche su specifiche pubblicazioni, alla corretta comprensione di certi “valori” ritenendo che ognuno di noi abbia il dovere morale di aprire gli occhi a quanti, in buona o cattiva fede, intendono tenerli chiusi su argomenti che interessano la nostra Società. Con questo spirito ho pensato di pubblicare questo post nel mio blog, sperando che almeno i miei quattro assidui lettori siano d'accordo con me.

Naturalmente l'argomento è molto complesso e andrebbe approfondito in tutti i suoi risvolti, ma non essendo io un esperto o uno studioso di problemi sessuali, mi sono limitato a sottolineare alcuni punti importanti di una materia (l'educazione sessuale) ancora oggi considerata, per certi aspetti, un “tabù”. Secondo me, se succedono episodi spiacevoli in questo campo, il più delle volte, è per mancanza di conoscenza e di educazione, nei termini sopra descritti.

2 commenti:

  1. Ottimo post! Sono pienamente d'accordo. La mancanza di educazione e di conoscenza è spesso indice di problematiche e di difficoltà di approccio, da parte soprattutto degli adolescenti, all'argomento.
    Quanto ci sono mancati i suoi post! Complimenti,
    un caro saluto
    NZ

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  2. Argomento interessante. Per dare importanza all'educazione sessuale, genitale e affettiva dei giovani, è necessario cominciare dai nuovi genitori: questo implica che quelle tre tipologie di educazione non siano considerate tabù...

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