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venerdì 4 giugno 2010

Un Sant'Uomo venuto da un paese lontano



"Nell'anniversario della morte di papa Giovanni Paolo II, 2 Aprile 2005, ciò che rimane non è soltanto il ricordo, ma una presenza, una memoria profonda che ce lo fa sentire ancora vicino con la stessa emozione di quella che abbiamo provato negli ultimi giorni della sua vita terrena. L'affetto nostro e del mondo intero non è venuto meno per cui la data del 2 aprile non è la celebrazione di una persona che non c' è più, ma è la memoria di coltivare e continuare a trattenere presso di noi un'eredità immensa di cui forse non comprendiamo la portata nella sua interezza. Il pontificato di Giovanni Paolo II ha Gesù Cristo come punto di riferimento, come centro, redenzione e speranza; Egli infatti ha unificato in sé il dolore e l'amore in un unico termine “ passione” e la Sua memoria è passione: gli uomini e le donne del mondo si sono appassionati a questo Papa che li ha appassionati a Cristo e alla Vergine Maria; "Totus tuus”era il suo motto ed era riferito alla Madre di Gesù Cristo e Madre nostra, nelle cui mani, nel suo testamento spirituale, ha lasciato la Chiesa e l'Umanità intera. Molti libri sono stati scritti sulla vita e pontificato di Giovanni Paolo II. Certamente in questa ricorrenza ogni anno molti lo ricorderanno con approfondimenti, servizi radiotelevisivi o articoli sui più importanti quotidiani nazionali; io molto umilmente, con questo mio scritto, a cinque anni dalla morte, voglio rinnovare il mio “grazie” a Giovanni Paolo II per l'amore e la sollecitudine che Egli ha avuto per il Mondo intero e quindi anche per me, che ho vissuto insieme a Lui, un lungo periodo di storia a cavallo di due Millenni. Lo voglio ringraziare riportando una Sua preghiera (dal libro Pregherò per voi) rivolta a Gesù affinché tutta la Terra sia abbagliata dalla luce della Sua risurrezione per consentire a tutti i suoi abitanti di diventare una cosa sola (“Ut unum sint”) senza più guerre, lotte fratricide, persecuzioni, stragi, violenza, ingiustizia e sopraffazione. E' la luce di Cristo Risorto che può dare certezze di salvezza ed illuminare il cuore e la mente degli uomini di buona volontà per un futuro di pace, benessere sociale e sviluppo economico. La preghiera di Giovanni Paolo II è anche la nostra preghiera.
Signore Gesù,nostra pace,

Verbo incarnato duemila anni or sono,

che risorgendo hai vinto il male e il peccato,

concedi all'umanità del terzo millennio

una pace giusta e duratura;

volgi a buon esito i dialoghi intrapresi

da uomini di buona volontà che,

pur fra tante perplessità e difficoltà,

intendono porre fine ai preoccupanti conflitti

in Africa e in America Latina,

alle tensioni che affliggono il Medio Oriente

e vaste zone dell'Asia e dell'Europa.

Aiuta le nazioni

a respingere i sentimenti di razzismo.

Tutta la terra sia inondata

dallo splendore della risurrezione

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