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venerdì 22 ottobre 2010

" Che vergogna !"

Continuando a sfogliare il libro dei "ricordi lontani" ( molto grosso per la verità!) cerco di estrapolare e riportare in questo mio blog le pagine di episodi, fatti e circostanze piacevoli, tralasciando quelle che in un certo senso mi potrebbero procurare qualche tristezza o quantomeno riaprire piccole ferite ormai cicatrizzate dal tempo. Oggi però, come si può intuire dal titolo, faccio una eccezione: voglio riportare un episodio che mi è capitato nell'anno 1957 ( qualcuno dei settantenni se lo ricorderà certamente !) che all'epoca mi ha procurato un disagio psicologico non indifferente.
Fino agli anni '80 (?) a Bagnara Calabra in via Roma, esisteva il Cine Teatro Italia di Santi Caratozzolo, molto frequentato soprattutto da un pubblico di giovanissimi, che entravano alle ore 14.00 ed uscivano alle ore 20.00 quando si proiettavano film con indiani, banditi che assalivano le diligenze, spadaccini come Zorro, ecc. Nel 1957 fece tappa a Bagnara una Compagnia di Rivista, molto in voga a quel tempo nelle cui locandine esposte all'entrata del cinema si potevano ammirare delle ballerine molto belle che invogliavano ad entrare, mentre in uno striscione vicino c'era scritto che durante lo spettacolo venivano dati dei premi molto importanti a chi rispondeva alle domande del presentatore.
Quella domenica del 1957 al Cine Teatro Italia, mi trovavo anch'io insieme a tanti altri amici, seduto al centro della sala. Ad un certo punto il presentatore, rivolgendosi al pubblico, chiese:
" Chi mi sa dire il vero nome del cantante napoletano Sergio Bruni?".
Nella sala piombò un silenzio di tomba che però, dopo pochi secondi, venne interrotto da una voce: " Guglielmo Chianese".
" Bravo" - disse il presentatore - " Chi è stato a rispondere esattamente ?".
" Io " - risposi alzandomi dalla poltroncina.
" Venga sul palco a ricevere un premio".
A questo punto, incitato dagli amici, mi avviai verso il palcoscenico.
Una volta salito mi sono visto circondato da un gruppo di ballerine molto carine e il presentatore, mettendomi una mano sulla spalla mi disse:
" Come premio per la soluzione al mio quiz, dai un bacio alla signorina".
In quel momento diventai rosso come un pomodoro ed essendo molto timido (allora!) mi schermivo dicendo: " no... no...." mentre il pubblico rumoreggiava per incoraggiarmi.
Furono quelli minuti veramente di grande imbarazzo! Dalla sala ad un certo punto si sentì un ragazzo che gridava: " Dai, non ti vergognare . . . . posso venire io?".
Alla fine dopo un lungo tergiversare, per porre fine a quella situazione molto imbarazzante per me, sfiorai con le labbra la guancia della ballerina, che nel frattempo si era avvicinata a me, e subito dopo, mentre il pubblico applaudiva, scesi dal palco e ritornai al mio posto.
Fine della scena!
In tutto questo non credo ci sia qualcosa di male; e invece si . . . . . .

Il giorno dopo, fui convocato dal Presidente dell' Azione Cattolica Ciccio Gioffrè nel suo laboratorio di falegnameria e qui, apriti cielo, venni redarguito in maniera piuttosto forte per il mio comportamento del giorno prima. " Che vergogna! - mi disse - Tu, un giovane dell'A.C. che dà scandalo in un luogo pubblico; che compromette la serietà e l'immagine di una istituzione che rappresenta la "longa manus" della Chiesa; che vergogna!".
Hai commesso un grave peccato, che al più presto dovrai confessare, ecc. ecc.".
Inutilmente io ripetevo che il tutto si era svolto in buona fede, senza malizia e senza alcuna intenzione di dare scandalo. Questo rimprovero mi fece allora molto male, creando in me un senso di colpa,un disagio psicologico, che durò parecchio tempo.

N.B.: Per potere rendersi conto del grande disagio psicologico in cui mi sono trovato, bisogna inquadrare questo episodio nel periodo storico in cui si è verificato e non guardarlo con gli occhi di oggi; 53 anni fa i tempi erano molto diversi rispetto ad oggi, per cui allora anche un gesto innocente, come il mio, poteva essere considerato un "peccato mortale".

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