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sabato 16 ottobre 2010

XII Biennale di Architettura a Venezia.


Certo, quando si parla di biennale di Venezia il pensiero va subito al Cinema, ai personaggi famosi, ai tappeti rossi, alle sfilate di moda e soprattutto alle proiezioni cinematografiche "no stop" e alle giurie di prestigio che le dovranno giudicare per poi scegliere il migliore film, la migliore protagonista, il regista più originale, ecc.

Parlare quindi di Biennale di Architettura, suona all'orecchio un pò strano, ma a volte è proprio la stranezza dell'argomento che suscita curiosità ed interesse; se non altro per riflettere su una disciplina nuova per certi aspetti e diversa dal punto di vista della quotidianità; sarebbe molto più facile parlare di politica, di spettacolo musicale , di televisione , di cronaca scandalistica o di fatti locali. L'idea di scrivere qualcosa sull'Architettuta mi è venuta leggendo un articolo di Benedetta Carpi De Resmini dal titolo" L'architettura fa scuola" riportato su una rivista capitatami tra le mani per puro caso.
Secondo l'autrice dell'articolo "questa Biennale si profila come un vero e proprio laboratorio a cielo aperto in cui ogni artista invitato ha la possibilità di offrire il suo sguardo su questo nuovo millennio, per dare risposte concrete a un nuovo modo di vivere sostenibile e che possa sfruttare le potenzialità di ogni contesto, nel senso che l'Architettuta legata a tutti gli aspetti della vita contemporanea non sia un mero esercizio creativo di alcuni isolati "geni" ma diventi invece un'occasione di interazione tra le persone e lo spazio, una occasione di riflessione sul nuovo concetto di abitare. Questa mostra è perciò l'occasione per sperimentare le molteplici possibilità dell'architettura e per dar conto della sua pluralità di approcci ".
La XII Biennale di Architettura è in programma a Venezia fino al 21 Novembre 2010.

Quanto sopradetto da Benedetta Carpi De Resmini è pienamente condivisibile, ma non si può, secondo me, parlare di architettura senza citare il Palladio, vissuto nel XVI secolo, e delle sue opere che hanno costituito una rivoluzione nel settore, prese a modello in tutta Europa e negli Stati Uniti d'America (per esempio, la Casa Bianca è un modello di arte palladiana n.d.r. ).
Palladio seppe unire a mio avviso il linguaggio della bellezza esteriore con le funzioni razionali e pratiche attraverso un intelligente gioco di volumi e di finte architetture all'interno con paesaggi che sembrano fare eco a quelli reali all'esterno. Proprio questa relazione tra interno ed esterno, tra spazio reale e spazio immaginario, costituisce un obiettivo importante nella costruzione di ambienti tecnologicamente interattivi anche ai giorni nostri.

A questo punto, per concludere, non mi resta che invitare gli appassionati di architettura a visitare la mostra,con una capatina alla Villa Barbaro di Maser (Treviso) che rappresenta una svolta nella tipologia di edificio di campagna perchè collega il corpo centrale con le parti destinate ai servizi in maniera eccellente e perfettamente funzionale. (vedi foto)

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