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venerdì 31 dicembre 2010

Capodanno 2011: Pace e Bene a tutti !

Si sa, ogni anno in questo periodo gli auguri si sprecano: amici, parenti, conoscenti ( ed anche gente comune che non conosci ), ti salutano e ti sorridono dicendoti " Auguri.... l'anno nuovo sia per Te migliore dell'anno che sta per finire, ecc. " e tu contento e sorridente ricambi con cortesia e gentilezza.
Il più delle volte tali auguri vengono fatti per conseitudine o per rispetto, altre volte per amore, affetto o simpatia, ma sempre col sorriso sulle labbra, per dimostrarti la sincerità dell'espressione bene augurante.
E' bello vedere tanti visi felici e sorridenti! E' bello ricevere attenzione e saluti da tanta gente! Per caso mi è capitato di leggere in una letterina a Babbo Natale questa frase:" Babbo Natale, perché vieni a trovarci solo una volta l'anno? La tua presenza ci porta tanta gioia e tanti regali e rende il mondo più buono; perciò, fatti vedere più spesso!" In questa semplice frase" .. fatti vedere più spesso" è racchiuso il messaggio che io voglio rivolgere ai miei lettori in occasione del Capodanno 2011: "Pace e Bene a tutti; l'anno 2011 sia un anno di serenità e pace per il Mondo intero; segni finalmente l'inizio di un nuovo viaggio verso la realizzazione del mio auspicio Ut Unum Sint (affinché siano una cosa sola) riferito a tutti i popoli del pianeta Terra, che ho inserito come titolo a questo mio blog." AUGURI DI VERO CUORE!

mercoledì 15 dicembre 2010

L'Amicizia è ...puntini...puntini.

Nell'ultimo pellegrinaggio a Pompei, mentre stavo aspettando di entrare in Basilica, mi sono trovato davanti ad un gruppo di pellegrini venuti dalla provincia di Campobasso. Uno di loro teneva un cartello con la scritta “ La vera amicizia è un dono di Dio. La frase mi è talmente piaciuta che l'ho fotografata ed inserita nell'articolo “ Cronaca di un Pellegrinaggio” del 16 novembre u.s.Nello stesso momento in cui leggevo la frase, mi venne in mente un'altra frase che avevo letto nell'articolo “ Quando i muri dicono” pubblicato da Francesco Tripodi nel suo blog il 24 febbraio 2010: eccola “ Al giorno d'oggi si conosce il prezzo di ogni cosa ma si ignora il valore di TUTTOLe due frasi messe a confronto mi hanno dato lo spunto per una riflessione, che ritengo possa aiutare a capire perché oggigiorno certi valori, che fino a ieri rappresentavano il vero senso della vita dell'uomo, sono diventati merce di scambio, gestita dal dio denaro e usata in maniera non sempre lecita. Mi sono chiesto:”L'amicizia è cosa ( e quindi ha un prezzo) o è dono? Ha un valore o è semplicemente un comportamento casuale? Esiste la vera amicizia o è frutto della nostra fantasia?”.Che cosa è veramente l'Amicizia? Per me l'amicizia è un sentimento che acquista valore nella misura in cui viene coltivato e praticato con onestà, sincerità e rispetto ( ci sono amicizie fittizie, false e interessate purtroppo) , ma nello stesso tempo la considero un dono per il semplice fatto che il sentimento non può avere un prezzo e quindi, da un punto di vista etico-morale, non può essere altro che un dono (di Dio, per i credenti) che viene elargito gratuitamente a tutti, anche se non tutti lo accettano. Molti preferiscono usare l'amicizia per il proprio tornaconto materiale ignorando così il suo vero valore etico che sta alla base del suo essere e che rappresenta il nucleo centrale intorno al quale si forma il vero senso della vita. L'Amicizia con la A maiuscola è il collante dei rapporti umani e delle relazioni tra i popoli, è lo sbarramento invisibile alle lotte fratricide e alle guerre tra Nazioni, è l'anticamera della Pace: non ci può essere pace nel mondo senza amicizia. Credo però che su questo argomento, mille altre riflessioni si possono sviluppare, per cui rivolgo ai miei lettori questa semplice domanda: L'amicizia è un dono di Dio o una cosa di cui si ignora il vero valore ? Riflettete!

venerdì 10 dicembre 2010

Tra sogno e realtà.

L'altra sera, dopo una cena con gli amici presso un noto ristorante del luogo, sono andato a letto un po' appesantito a causa dell'abbondante pasto a base di pesce e vino bianco locale che mi ha fatto andare su di giri. Premetto che di solito non vado oltre un bicchiere a pasto, ma l'altra sera ho esagerato un po' per cui sono rientrato a casa con una pesantezza di testa che mi ha fatto addormentare quasi subito. E forse per questo motivo durante la notte ho fatto un sogno strano.

Ho sognato di essere un giovane giornalista, al servizio di un quotidiano importante, mandato a Roma come inviato speciale.

Mi sono ritrovato in un ampio salone frequentato da tanta gente che parlottava e gesticolava in maniera concitata su argomenti riguardanti l'attuale situazione politica italiana. Mi sono intrufolato e sono riuscito ad avvicinare un distinto signore, che avevo visto spesso in televisione, al quale ho chiesto se potevo rivolgere alcune domande per il mio giornale. Lui con un sorriso mi ha risposto di SI e prendendomi per un braccio mi fece entrare in un salotto bene arredato con al centro un grande lampadario a gocce di cristallo, simile a quello di una chiesa del mio paese.Seduti su un divano rosso, molto timidamente ho chiesto. . . . . . . . . .Domanda:“ Se non mi sbaglio, Lei è l'attuale Presidente del Consiglio dei Ministri.Toh! Che fortuna! Stavo cercando proprio Lei. Signor Presidente è veramente convinto che il 14 dicembre p.v. avrà la fiducia in Parlamento?”- Risposta: “ Certamente! Sono sicuro di completare la legislatura e realizzare il programma promesso agli elettori”.

Domanda: “ E se invece non avrà la fiducia?”Risposta - “ Andrò dal Capo dello Stato e chiederò nuove elezioni”.

Domanda: “ Quindi Lei esclude, in maniera categorica, che, nel caso venisse sfiduciato, ci possa essere un governo di responsabilità nazionale, presieduto da una personalità super partes o magari appartenente al suo stesso partito? -”Risposta- “ Certamente! Lo escludo. Nelle ultime elezioni il popolo a larga maggioranza ha indicato me come Presidente:sul manifesto c'era il mio nome, per cui sapeva bene per chi votava ”

Domanda: “ Ma tra le prerogative del Capo dello Stato, sancite dalla nostra Carta Costituzionale, c'è quella che gli affida il compito di verificare se esiste una alternativa per salvare la legislatura. Lei come si comporterà nel caso in cui questa alternativa prendesse corpo nelle eventuali consultazioni del Presidente della Repubblica? -Risposta: “ Non credo che il Capo dello Stato, pur nel rispetto delle prerogative di sua competenza, possa pensare ad un nuovo governo diverso da quello voluto dal popolo. Lui rappresenta il popolo ed agire in difformità della volontà del popolo vuol dire venir meno ad un principio etico – morale che, anche se non è scritto nella Costituzione, è scritto nella coscienza della gente che costituisce il Popolo; quel popolo che in tutte le occasioni Gli ha dimostrato affetto ed apprezzamento per la Sua capacità intellettuale di saper leggere anche nel cuore della gente semplice, onesta e desiderosa di andare avanti.”

  • Domanda:” Presidente, non ha risposto alla mia domanda . . .” e Lui di rimando. . . . Risposta:” Giovanotto, lei è molto intelligente ma con poca esperienza. Venga a trovarmi tra un paio di giorni e conoscerà la mia risposta . . . . . . . . “ e nel dire queste parole mi battè la mano sulla spalla che mi fece svegliare.

  • Non riuscendo più a riprendere sonno, mi sono alzato e subito mi sono messo a scrivere questo articolo per il mio blog. Si dice che i sogni non si avverano mai! Mah! Chissà . . . . . . .

  • E' stato un sogno, tutto sommato, molto interessante. Cosa succederà nei prossimi giorni nella realtà politica del nostro Paese al momento non si può sapere: il Governo avrà la fiducia? Ci saranno nuove elezioni? Ci sarà un governo di responsabilità nazionale? E i partiti, nel caso dovessero trovare una soluzione condivisa, avranno la forza e la coesione necessaria per sostituire la compagine governativa in carica? O tutto resterà così come è?

    A questi interrogativi, con tutta onestà, non so dare una risposta . . . . . . . . neanche sveglio.

mercoledì 8 dicembre 2010

Processione . . .in casa.

Ogni anno, in occasione delle festività natalizie, riaffiorano nella mia mente i ricordi della mia infanzia che tengo gelosamente custoditi in un voluminoso “libro virtuale” che di tanto in tanto mi piace sfogliare. Ricordo che ogni anno a Natale era tradizione ritrovarci a casa dei miei genitori dove nella Notte Santa si svolgeva una processione per le stanze prima di mettere nel Presepe il Bambinello. Era una vera e propria processione in casa: al bambino (o bambina) più piccolo della famiglia veniva posta sulle spalle una asciugamano pulita e tra le manine una statuina del Bambinello Gesù; dietro tutti gli altri, grandi e piccoli, con una candelina accesa e tutti insieme si girava per la casa fino ad arrivare all'angolo dove era stato allestito il Presepe con tante casette illuminate, i pastori, la capanna e tante luci variopinte. Giunti davanti al presepe si baciava la statuina, prima di deporla nella capanna accanto alla Vergine Maria e S. Giuseppe, con dietro il bue e l'asinello, al canto della classica “Tu scendi dalle stelle”. A conclusione della cerimonia, subito dopo tutti insieme ci si metteva a giocare a tombola fino a mezzanotte. I bambini poi venivano portati a letto mentre alcuni adulti uscivano per andare in chiesa e partecipare alla S.Messa di Natale. A questo rito tradizionale io ho assistito parecchi anni e ogni volta provavo una emozione particolare. L'ultima volta, se non ricordo male, è stato nel 1985; nel dicembre del 1986 è venuta a mancare la mamma, la persona amabile che teneva unita la famiglia e che praticava la religione cattolica in tutte le sue forme tradizionali. Per qualche anno dopo ho continuato con i miei figli a casa mia a tenere viva questa bella tradizione; oggi, non viene più praticata, per cui non mi resta che sfogliare il libro dei ricordi per rivivere quelle emozioni e gustare la gioia di quelle serate trascorse nel calore di una famiglia, unita da veri sentimenti di amore e filiale riconoscenza verso coloro che ci hanno educato nella fede cristiana e nel rispetto verso gli altri.

In calce a questa bella pagina del “libro dei ricordi”, oggi voglio aggiungere due semplici parole: GRAZIE MAMMA !

Buon Natale a tutti !!!

venerdì 3 dicembre 2010

Aspettando il 14 dicembre. . .

In questi giorni di regali, di progetti, di speranze ed aspettative più o meno realizzabili, una data il 14 dicembre 2010 appunto ci lascia nell'incertezza e nella confusione di cosa succederà dopo, nell'imminenza del S.Natale. Il 14 dicembre in Parlamento si deciderà la sorte del Governo Berlusconi: avrà la fiducia per continuare la legislatura? Berlusconi continuerà nel suo ruolo di Premier oppure dovrà gettare la spugna e rassegnare le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato? E il Capo dello Stato scioglierà le Camere oppure, dopo le rituali consultazioni, previste dalla nostra Costituzione, darà l'incarico a formare un nuovo governo ad una Personalità "super partes" per realizzare le riforme e gestire le nuove elezioni popolari? Ci sarà un rimpasto oppure . . . . . e qui si ferma la mia perplessità! Io non sono un politologo né sono in grado di prevedere il futuro; una cosa però posso affermare con certezza: l'Italia, intesa come Azienda Italia, è ferma e rischia di andare a fare compagnia alla Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda quanto prima. E' un rischio paventato da molti esperti del settore, economisti, studiosi di politica economica, Confindustria, Sindacati e stampa estera, per cui se non si fa chiarezza nell'attuale situazione politica italiana, ci aspettano tempi molto duri. E il 14 dicembre è la data che dovrebbe segnare, una volta per tutte, il destino di questa Azienda Italia in difficoltà. Come ho scritto nel precedente articolo del 22 novembre u.s. occorre un impegno di tutte le forze in campo per uscire da questo "pantano politico" ed affrontare con senso di responsabilità i problemi sul tappeto mettendo da parte, se necessario, la propria ideologia nell'interesse del Paese e guardando tutti insieme verso la stessa direzione, senza atteggiamenti demagogici dell'una o dell'altra parte, ma disponibili a trovare una soluzione dignitosa che dia nuova forza e nuovo vigore all'immagine internazionale di una Italia che vuole continuare ad essere partner affidabile e colonna portante nella costruzione di una Europa viva e produttiva.