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domenica 30 gennaio 2011

Il gatto monegasco

Dal libro "virtuale" dei ricordi. In quel tempo (siamo nel 1960) non esisteva ancora La Frecciarossa, né l'Eurostar o l'Intercity, per cui per fare viaggi in treno di lunga distanza, si usava l'Espresso che impiegava 16/18 ore, con innumerevoli fermate lungo il percorso, da Reggio Calabria a Ventimiglia. Agli inizi dei favolosi anni '60, una delle mie sorelle, sposata con un Agente PS, per motivi di servizio, si trasferì da Bardonecchia (TO) a Ventimiglia (IM) e verso il mese di Maggio di quell'anno io e mio papà decidemmo di andare a trovarla per trascorrere una settimana di vacanza insieme ai nipotini di 4 e 2 anni. Dopo un viaggio stressante di circa 16 ore siamo arrivati a Ventimiglia e poiché era una bellissima giornata di sole con un cielo terso ed azzurro, ebbi l'impressione di trovarmi in una località della nostra Calabria: il clima era mite, molto simile al nostro e il mare da lontano assomigliava molto, anche se di colore meno intenso, ad un tratto della nostra Costa Viola. Insomma le condizioni atmosferiche, la temperatura e il clima mi hanno aiutato molto nel mio soggiorno in quel luogo così lontano. Ventimiglia è una città di confine e come tale l'attività commerciale è molto fiorente, per cui in città in tutte le ore c'è un via vai di persone che si spostano da una parte e l'altra con frenesia sotto il controllo vigile dei nostri servizi di frontiera. Una domenica, su consiglio di mia sorella, abbiamo deciso di fare un salto a Montecarlo, nel Principato di Monaco, che dista da Ventimiglia 20 minuti di treno per trascorre una giornata in una delle più belle località della Costa Azzurra, molto frequentata da personaggi importanti dello Spettacolo, del Cinema, dello Sport e da gente facoltosa proveniente da ogni parte del mondo. Una volta arrivati, attraverso una lunga scalinata, ci siamo trovati di fronte al Palazzo Reale sulla cui facciata spicca il grande stemma di Casa Grimaldi del Principe Ranieri. E' una costruzione di stile ottocentesco con decorazioni barocche, molto bella nel suo insieme. Affacciandosi dal piazzale antistante si può osservare un panorama unico al mondo: in lontananza il porto turistico con centinaia di imbarcazioni di gran lusso. una grande piscina olimpionica intitolata al Principe Ranieri e costruzioni a terrazzo degradanti verso il mare. Dal piazzale ci siamo spostati verso il centro per vedere il Casinò e un po' più avanti il Cafè de Paris, punto di ritrovo del jet-set mondiale. Proprio vicino al Cafè de Paris c'è un piccolo parco attrezzato con panchine e ricco di vegetazione che da al turista la possibilità di stare al fresco e di consumare una eventuale colazione portata da casa ( è il nostro caso!) L'orologio segnava le ore 13,00; un po' stanchi ci siamo seduti su una panchina e da poco avevamo iniziato a dare dei morsi al panino imbottito con formaggio svizzero che ci aveva preparato mia sorella quando ad un certo punto vedo avvicinarsi un bel gatto di colore bianco, dal pelo lungo pulitissimo e con degli occhi di un colore azzurro mare; vedendoci, si ferma ad una distanza di qualche metro; si siede e con quegli occhioni ci guarda senza miagolare. Interpretando questo atteggiamento come una richiesta di cibo, spezzo la parte estrema del mio panino con dentro un bel pezzo di formaggio coi buchi, un formaggio dolce originale della Svizzera, e glielo lancio. Il gatto senza nemmeno annusarlo, dopo pochi istanti si alza, mi fissa negli occhi e se ne va, lasciando per terra il pane e il formaggio. Io sono rimasto impietrito e rivolgendomi a mio papà chiedo: "Perché il gatto si è comportato così?" e lui mi ha risposto: " Evidentemente a casa sua era abituato a mangiare a tavola e non ha gradito il fatto di dover prendere il cibo da terra". Questa risposta mi ha fatto sentire in colpa; non dovevo gettarglielo ma avvicinarmi a lui e darglielo con le mani. A distanza di 50 anni, se chiudo gli occhi, rivedo quello sguardo di quel gatto monegasco che con quel suo gesto mi ha fatto capire che anche gli animali hanno una dignità che va rispettata e quella lezione mi è servita tanto da far nascere in me un sentimento di vera amicizia verso il mondo animale e in modo particolare verso cani e gatti.

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