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giovedì 24 febbraio 2011

Un sorriso da non dimenticare.


Il 1° Maggio 2011 Giovanni Paolo II sarà proclamato Beato. Dopo appena sei anni dalla morte (2 aprile 2005) il Papa operaio, attore, poeta, scrittore, ma anche riformatore della Chiesa romana del XX secolo, sarà elevato agli onori degli altari per le sue virtù "eroiche" dimostrate durante tutta la sua vita e il suo impegno pastorale esercitato in maniera decisa nel corso del suo lungo pontificato, che ha trasformato la religione in una forza a servizio della pace e della giustizia. Ma in questa fausta ricorrenza non possiamo e non dobbiamo dimenticare il sorriso del suo predecessore Papa Luciani, Giovanni Paolo I°, il quale pur avendo regnato sul soglio pontificio solo 33 giorni, ha lasciato nei nostri cuori un ricordo indelebile. La figura che appare quella sera del 26 agosto 1978 alla loggia centrale di San Pietro, sorprende e rallegra nello stesso tempo per la semplicità del sorriso e del gesto, la remissività e la pace che irradiano dalla sua magra figura di prete di campagna. Fu proprio nel discorso di presentazione al popolo cristiano che confessò di non possedere né la sapienza di cuore di Papa Giovanni né l'intelligenza e la cultura di Paolo VI, che a Venezia gli mise sulle spalle la propria stola, quasi per un profetico passaggio di consegne. Nondimeno il suo breve pontificato ha segnato una pagina importante nella modernizzazione della Chiesa Universale tanto da essere considerato dalla storia il precursore o per meglio dire l'iniziatore di un processo di modernizzazione della Chiesa cattolica e apostolica romana, completato in grandissima parte dal suo successore Giovanni Paolo II.Papa Luciani aveva un programma abbastanza ricco di iniziative importanti, che purtroppo non ha avuto il tempo di portare a compimento. Tra queste iniziative figuravano:1) la continuazione della prosecuzione dell'eredità del Concilio Vaticano II; 2) la continuazione dello sforzo ecumenico dei predecessori per la realizzazione del grande comando di Cristo "Ut omnes unum sint"- Perché tutti siano una cosa sola ;3) la prosecuzione di quel dialogo sereno e costruttivo con gli appartenenti ad altre confessioni religiose che Paolo VI aveva posto a fondamento della sua azione pastorale;4) il favorire di tutte le iniziative lodevoli e buone che potessero tutelare e incrementare la pace nel mondo. Molte di queste iniziative furono riprese e completate dal suo successore. All'alba del 29 settembre, dopo appena 33 giorni di pontificato, il segretario particolare trova il papa morto sul suo letto. L'impressione a Roma e nel Mondo è enorme: si fanno circolare voci sinistre, tra le quali quella che sia stato avvelenato, ma la verità, secondo l'opinione generale, è che fu stroncato dal peso troppo grave per le spalle di un uomo normale quale era Albino Luciani. Su questo punto è importante riportare la dichiarazione fatta in quei giorni dall'arcivescovo di Vienna, il quale disse:" Bisogna ridurre il sovraccarico fisico e psichico cui è soggetto il papa, il peso che la carica comporta, delegando ad altri alcune funzioni pontificie in modo da non superare i limiti di fatica tollerabili di un essere umano". E fu proprio questo enorme peso che "schiacciò" la fragile e delicata figura di Giovanni Paolo I, ma non il suo sorriso che rimane impresso nel cuore di noi tutti per sempre
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domenica 13 febbraio 2011

14 febbraio: S.Valentino, ieri.


Dal libro "virtuale" dei ricordi: In quel tempo ( Anni '60 e dintorni) non esistevano i telefonini, Skype, il personal computer per chattare o altri mezzi di comunicazione oltre al telefono fisso (peraltro senza teleselezione n.d.r.) per cui per poter parlare con la persona amata si doveva o andare nelle vicinanze dell'abitazione di lei e aspettare che si affacciasse oppure incontrarla per pochi minuti all'uscita della scuola o della Messa domenicale. Naturalmente bisogna tener presente che all'epoca sia i ragazzi che le ragazze non godevano della libertà di movimento di oggi: gli uni e le altre erano sotto vigile controllo dei genitori che non consentivano loro di appartarsi da soli, ma in compagnia di qualche amica o amico che, secondo loro, facesse da "guardiano". E neanche per festeggiare S.Valentino c'era la possibilità di stare insieme e scambiarsi effusioni amorose o esternare i propri sentimenti d'amore in piena libertà, per cui per dire "Ti amo" si doveva ricorrere, specialmente noi ragazzi, alle canzoni dell'epoca attraverso il regalo di un disco 45 giri ( costo 350 lire) di Sergio Endrigo (Io che amo solo Te) oppure di Nico Fidenco (Legata a un granello di sabbia) oppure di Umberto Bindi ( Il nostro concerto) o di Mina ( Il cielo in una stanza) o di Rita Pavone (Come Te non c'è nessuno) ecc. ecc.: era un modo molto in uso allora per far sapere alla persona amata quanto fosse importante. Però, anche se in linea generale ci si comportava così, non tutti usavano questo modo di comunicare; molti preferivano il fidanzamento ufficiale per poter frequentare la famiglia; altri ( pochi per la verità) praticavano la cosiddetta " fujtina" per mettere le famiglie di fronte al fatto compiuto e altri ( in modo particolare le ragazze) si servivano della scusa di andare a trovare un' amica per incontrare di nascosto il ragazzo. Sono trascorsi cinquanta anni e se dovessimo raccontare queste cose ai nostri nipoti oggi, non so fino a che punto potremmo essere credibili! Certamente si metterebbero a ridere! Oggi la festa del 14 febbraio ( S. Valentino) è una delle tantissime occasioni d'incontro tra i giovani: non è necessario trovare scuse per uscire né inventarsi sotterfugi per dire "Ti amo": basta un sms sul telefonino e il gioco è fatto; la sera si va al Pub, poi in discoteca e verso le cinque del mattino del giorno dopo a casa. A dire il vero anche i genitori, per vari motivi, hanno allentato di gran lunga i controlli; oggi i ragazzi e le ragazze sono più portati a divertirsi e a gestire la propria vita in maniera più responsabile; non amano avventurarsi in situazioni impegnative di cui potrebbero pentirsi! Non era così negli anni '60! Il sogno di una ragazza allora era quello di sposarsi e farsi una famiglia, mentre il ragazzo, non avendo molte opportunità di stare insieme alla sua ragazza o faceva di tutto per farsi accettare dalla famiglia di lei per poter frequentare la sua casa oppure doveva escogitare sotterfugi vari per incontrarsi di nascosto, specialmente nella festività di S.Valentino; nel caso in cui né l'una né l'altra soluzione andasse a buon fine, c'era sempre l'escamotage di farle avere quel giorno un 45 giri con una bella canzone d'amore.

lunedì 7 febbraio 2011

Fine del Mondo.....antico.

Il 21 dicembre 2012 è la data in cui, secondo aspettative e profezie diffuse attraverso siti web, libri e documentari televisivi, si dovrebbe verificare un evento capace di produrre una significativa discontinuità storica con il passato: una radicale trasformazione dell'umanità in senso spirituale oppure la fine del mondo. Quest'ultima opzione viene collegata alla fine di uno dei cicli del calendario Maya, che però non ha trovato alcun supporto da parte della comunità scientifica internazionale, né da parte della comunità geofisica ed astronomica e neanche da parte della maggioranza degli studiosi di storia Maya. In un passo del Vangelo Gesù dice " Ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo" senza però indicare una data; eppure nessuno meglio di Lui, essendo figlio di Dio, era in grado di sapere quando questo evento si poteva verificare. Con l'espressione " fino alla fine del mondo" ha voluto dire "sempre"; Egli con queste parole ha promesso a tutti gli uomini di tutti i tempi di essere in mezzo a loro per sempre, attraverso la Sua Chiesa e il Sacramento dell' Eucarestia, che fa rivivere il memoriale della Sua passione, morte e resurrezione in ognuno di noi, affinché anche noi possiamo divinizzarci a sua immagine e somiglianza. Se le parole di Gesù non fossero vere, allora non sono veri i Vangeli e tutti gli scritti del vecchio e nuovo Testamento. Le profezie del passato lasciano il tempo che trovano: di fronte alla Verità rivelata, nessun calendario, pagano o religioso che sia, potrà mai modificare gli eventi in essa contenuti, per cui nessuna trasformazione dell'umanità o calamità di proporzioni planetarie si potranno verificare nel giorno indicato dal calendario Maya e cioè il 21 dicembre 2012. Il nostro Mondo continuerà a girare nell'ordinato meccanismo cosmico; le stagioni si alterneranno; il sole continuerà a riscaldare ed illuminare il pianeta; la flora e la fauna continueranno ad offrire all'Uomo le condizioni per crescere e svilupparsi in scienza e conoscenza e la natura nel suo insieme farà da palcoscenico nell'eterna rappresentazione della vita ancora per moltissimo tempo o per meglio dire per sempre. Giovanni Paolo II, il Papa polacco che sarà proclamato Beato il 1° maggio 2011, non si stancava mai di ripetere ai popoli di tutto il mondo " Non abbiate paura! Aprite anzi spalancate le porte a Cristo! Egli è la Via, la Verità e la Vita" nella consapevolezza che senza di Lui non ci potrà essere serenità e pace, convivenza civile, progresso e sviluppo, libertà e democrazia. Giovanni Paolo II, per noi che l'abbiamo conosciuto ed amato, rappresenta il testimone reale della presenza del Cristo vivente sulla terra e un esempio da imitare nei rapporti umani tra i popoli.