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lunedì 11 aprile 2011

Il mio angelo.

Il 24 aprile p.v. è Pasqua e ogni anno a Bagnara Calabra si rinnova nella piazza più grande della città, una funzione religiosa che risale a più di 100 anni: " 'A ffruntata" ossia l'incontro di Gesù Risorto con Maria, Sua Madre. E' una rappresentazione scenica allestita dall'Arciconfraternita del SS. Rosario, con personaggi viventi, molto suggestiva che richiama una moltitudine di persone proveniente dai paesi vicini e da altre città d'Italia. Secondo il Vangelo: Gesù muore sulla croce, presente Sua Madre con accanto l'apostolo prediletto Giovanni. Esalato l'ultimo respiro, il Corpo di Gesù, su richiesta, viene consegnato a Giuseppe di Arimatea, il quale lo fa deporre in un loculo nuovo di sua proprietà scavato nella roccia e chiuso da un grosso macigno. Il terzo giorno Gesù risorge e a dare l'annuncio della Sua resurrezione è un Angelo.
La rappresentazione scenica del giorno di Pasqua parte da qui: nelle prime ore del pomeriggio, la statua del Cristo risorto viene portata in processione fino alla piazza e dopo mezz'ora il simulacro della Madonna, coperto da un velo nero, in segno di lutto per la morte del figlio, preceduto dall'angelo, viene portato sempre in processione, ma da strade diverse, nella parte opposta della stessa piazza. Ad un certo punto l'Angelo con passo sostenuto si avvia verso il centro dove incontra l'Apostolo Giovanni al quale dice: " Un grande gaudio io Ti annunzio: Cristo è risorto. Alleluia! Alleluia!" e mentre l'Apostolo Giovanni gli si inginocchia davanti i portatori dei due simulacri si mettono a correre tra gli applausi della gente, il suono delle campane, gli spari di mortaretti e il lancio di palloncini colorati, per incontrarsi al centro della piazza; alla Madonna durante la corsa viene sfilato il velo nero e la folla, commossa, sventolando fazzoletti bianchi, eleva all'unisono il suo saluto " Viva Gesù e Maria!". Nel 1965 si svolgeva così la funzione religioso-folkloristica della domenica di Pasqua a Bagnara Calabra e chi allora impersonava l'Angelo era una bambina del luogo, molto bella, che ha lasciato nell'immaginario collettivo un ricordo così forte da essere ancora oggi, a distanza di quarantasei anni, ricordata dalla gente che incontra al supermercato o dal macellaio. Queste le frasi ricorrenti:"... Signora, mi ricordo di lei quando a Pasqua faceva l'angelo... Quanto era bella, sembrava un angelo vero..... Conservo le sue foto di quando faceva l'angelo....Ogni volta che la incontro, signora, mi fa pensare alla festa di Pasqua di tanti, tanti anni fa.......". Ebbene, quella bambina ( vedi foto ) il 26 settembre del 1971 è diventata mia moglie e in tutti questi anni è stata il mio angelo, la persona che mi ha reso felice e che mi ha dato la gioia di diventare padre di due splendidi figli che oggi rappresentano per noi il coronamento di una vita coniugale serena e ricca di sentimenti genuini, fondati sul reciproco rispetto, la massima fiducia e vero amore. Rispetto, Fiducia e Amore sono gli elementi necessari perché un rapporto duri nel tempo. (il 26 settembre 2011 per il 40° anniversario di matrimonio è programmata una crociera nel Mediterraneo con la nave MSC Crociere n.d.r.).
Dal 1990 " 'A ffruntata" è cambiata sia nella scenografia con la presenza del Sepolcro, allestito in un angolo della piazza, che nel suo svolgimento con l'aggiunta di nuovi personaggi come le pie donne che danno la notizia che Gesù è risorto a S. Pietro, il quale, un po' incredulo, insieme a S. Giovanni si reca al Sepolcro per accertarsene di persona, e anche se questi nuovi elementi la rendono ancora più suggestiva dal punto di vista scenografico e più verosimile alla versione descritta nel Vangelo, il personaggio più emozionante rimane sempre l'Angelo . . . . . . . . . . almeno per me.

sabato 9 aprile 2011

Un tributo alla verità

In occasione della cerimonia liturgica del 1° Maggio 2011 durante la quale Papa Benedetto XVI proclamerà ufficialmente Beato il suo predecessore Giovanni Paolo II, ritengo sia importante riportare in questo mio blog la parte finale del libro "Perché è santo" scritto da Slawomir Oder, postulatore della causa di beatificazione di Karol Wojtyla, con Saverio Gaeta, capo redattore del settimanale Famiglia Cristiana. Slawomir Oder nell'epilogo del suo libro, scrive: " Il 2 aprile 2005 mi trovavo in piazza S. Pietro insieme a migliaia di fedeli. Quando alle ore 21,37 venne diffusa la notizia della morte di Giovanni Paolo II, sentii nascere in me una gran voglia di gridare " E' morto il santo". Restai invece in silenzio e ammetto che un po' me ne sono pentito. Il 28 giugno 2006, vigilia della festa dei santi Pietro e Paolo si è aperta a Roma l'inchiesta diocesana sulla vita, le virtù e la fama di santità di Papa Wojtyla e sia il cardinale Camillo Ruini, vicario di Sua Santità per la diocesi di Roma che il nuovo arcivescovo di Cracovia, il cardinale Stanislaw Dziwisz, hanno rivolto l'appello ai propri fedeli a comunicare tutte quelle notizie dalle quali si possano in qualche modo arguire elementi favorevoli o contrari alla fama di santità del servo di Dio Karol Wojtyla. Sono state ascoltate complessivamente 114 persone: 35 cardinali, 20 arcivescovi e vescovi, 11 sacerdoti, 5 religiosi, 3 suore, 36 laici, 3 non cattolici e 1 ebreo. Alle loro dichiarazioni si sono aggiunte quelle affidate alle innumerevoli lettere fatte pervenire dai fedeli alla Postulazione e molti di questi scritti esprimono sentita gratitudine a Dio per il dono di questo grande Papa, altri accolgono commosse attestazioni di grazie ricevute attribuite alla intercessione di Papa Wojtyla. Raccogliere e vagliare tutto questo materiale, oltre che ascoltare i testimoni intervenuti al processo, è stato per me e per i miei collaboratori un lavoro davvero impegnativo ma senza dubbio indispensabile in quanto ha permesso di corroborare la fama di santità di Giovanni Paolo II ponendosi come prezioso tributo di verità. Una verità che, grazie alle voci di chi ha contribuito a restituirla integra, brilla oggi incontestabile e fulgida."
Voglio chiudere questo mio post con la preghiera per implorare grazie per intercessione del Beato Giovanni Paolo II.
Trinità Santa, ti ringraziamo
per aver donato alla Chiesa
il Papa Giovanni Paolo II
e per aver fatto risplendere in lui
la tenerezza della tua paternità,
la gloria della Croce di Cristo
e lo splendore dello Spirito d'Amore.
Egli, confidando totalmente
nella tua infinita misericordia
e nella materna intercessione di Maria,
ci ha dato un'immagine viva
di Gesù Buon Pastore
e ci ha indicato la santità
come misura alta
della vita cristiana ordinaria
quale strada per raggiungere
la comunione eterna con te.
Concedici, per sua intercessione,
le grazie che imploriamo,
nella speranza che egli
sia presto annoverato
nel numero dei tuoi santi.
Amen

martedì 5 aprile 2011

Lezione di vita.


Premessa. Secondo la Psicologia generale vi sono vari tipi di memoria: memoria primaria, secondaria, fotografica, uditiva, motoria.
La memoria primaria è utilissima nella lettura delle parole, per superare i brevissimi intervalli che si intercalano fra una parola e l'altra; la secondaria consente di conservare e rievocare contenuti che vanno aldilà della consapevolezza; la visiva tende a conservare forme, colori e fisionomia di una persona incontrata anche una sola volta; la memoria uditiva si riferisce al suono delle parole ed infine quella motoria tende a conservare le impressioni di movimento, tanto da non poter rappresentare un movimento senza riprodurlo interiormente. Ma nell'uomo si manifesta anche il fenomeno dell'oblio: "oblio" vuol dire incapacità totale o parziale a ricordare ciò che si è appreso. Ma da che cosa dipende questo fenomeno? Vi sono diverse teorie:
1) Teoria del decadimento, secondo cui gli eventi molto lontani nel tempo vengono ricordati con difficoltà o dimenticati. Tuttavia, se così fosse, gli anziani non ricorderebbero nulla della loro giovinezza, mentre è vero il contrario e cioè che per un anziano è più facile ricordare i dettagli di un evento accaduto 50 anni prima che non quanto è successo il giorno precedente;
2) Teoria del disuso secondo cui se un ricordo viene rievocato spesso non si cancella, mentre se non lo è mai a poco a poco va perduto;
3) Teoria dell'interferenza che a sua volta si divide in : interferenza pro-attiva; interferenza retro-attiva; interferenza da rimozione. Basta così, non è il caso di andare oltre.
Fatta questa premessa, vorrei raccontare un episodio della mia vita che rientra nella teoria del decadimento essendo io una persona anziana che ricorda eventi, episodi e fatti, con dovizia di particolari, di 50 anni fa ma che spesso non ricorda cosa ha mangiato il giorno prima o il titolo del film visto la sera prima in televisione.
Anni '60: Liceo-ginnasio " Tommaso Campanella" di Reggio Calabria, classe 3^ liceale. All'epoca, non so oggi, si usava il libretto delle giustificazioni firmato dal genitore o da chi ne faceva le veci quando si marinava la scuola. Nei primi due anni del ginnasio le giustificazioni sono state regolari, ma dalla prima liceale in poi le firmavo io stesso falsificando la firma della persona preposta a tale incombenza. ( Apro parentesi: al liceo uno dei professori mi aveva preso in simpatia perché ero "bravo" nella sua materia ed io approfittando di questo fatto, di tanto in tanto mi assentavo in modo che alla prima ora del giorno dopo la giustificazione firmata da me la mostravo a lui sicuro che non si sarebbe soffermato più di tanto e accorto della firma falsa, e cosi fu fino alla terza liceale. Chiusa parentesi). Verso il mese di aprile del 1961, tre mesi prima degli esami di maturità, una mattina, subito dopo l'appello, mi avvicinai alla cattedra, gli mostrai la giustificazione dell'assenza del giorno prima e lui portandosi gli occhiali sulla fronte, la guardò qualche minuto e poi mi disse: " Questa volta non ti è venuta bene. Vai a posto...". Questa frase mi ha fatto riflettere. Io ero convinto di averla fatta sempre franca mentre invece chissà da quanto tempo si era accorto che la firma non era autentica e che solo per benevolenza non mi ha mai punito o fatto punire dal preside come era giusto fare.
Oggi, a distanza di 50 anni, se chiudo gli occhi, rivedo la scena e ricordo perfettamente quel professore, un uomo buono nel vero senso della parola, che con garbo e delicatezza mi ha dato una lezione che mi è servita nel corso di tutti questi anni. Mi ha insegnato ad essere leale ed onesto anche nelle piccole cose; a non approfittare mai della bontà e benevolenza degli altri per ricevere vantaggi non dovuti. Questa lezione di vita ha rappresentato per me un elemento fondamentale nei rapporti di relazione con gli altri; lezione che ho cercato di trasmettere ai miei figli avendo sperimentato di persona che con l'onestà e la lealtà c'è tutto da guadagnare in stima, benevolenza ed affetto da parte di quanti sanno apprezzare il valore di tali principi morali. Ogni volta che mi capita di ricordare questo episodio della mia vita, non posso fare a meno di pensare a quell'uomo, per rivolgergli un pensiero di affetto e di profonda gratitudine: "Grazie professore, per il bene che mi ha voluto e la lezione di vita che mi ha dato!"
Esiste ancora il libretto delle giustificazioni?. . . . . . .