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sabato 9 aprile 2011

Un tributo alla verità

In occasione della cerimonia liturgica del 1° Maggio 2011 durante la quale Papa Benedetto XVI proclamerà ufficialmente Beato il suo predecessore Giovanni Paolo II, ritengo sia importante riportare in questo mio blog la parte finale del libro "Perché è santo" scritto da Slawomir Oder, postulatore della causa di beatificazione di Karol Wojtyla, con Saverio Gaeta, capo redattore del settimanale Famiglia Cristiana. Slawomir Oder nell'epilogo del suo libro, scrive: " Il 2 aprile 2005 mi trovavo in piazza S. Pietro insieme a migliaia di fedeli. Quando alle ore 21,37 venne diffusa la notizia della morte di Giovanni Paolo II, sentii nascere in me una gran voglia di gridare " E' morto il santo". Restai invece in silenzio e ammetto che un po' me ne sono pentito. Il 28 giugno 2006, vigilia della festa dei santi Pietro e Paolo si è aperta a Roma l'inchiesta diocesana sulla vita, le virtù e la fama di santità di Papa Wojtyla e sia il cardinale Camillo Ruini, vicario di Sua Santità per la diocesi di Roma che il nuovo arcivescovo di Cracovia, il cardinale Stanislaw Dziwisz, hanno rivolto l'appello ai propri fedeli a comunicare tutte quelle notizie dalle quali si possano in qualche modo arguire elementi favorevoli o contrari alla fama di santità del servo di Dio Karol Wojtyla. Sono state ascoltate complessivamente 114 persone: 35 cardinali, 20 arcivescovi e vescovi, 11 sacerdoti, 5 religiosi, 3 suore, 36 laici, 3 non cattolici e 1 ebreo. Alle loro dichiarazioni si sono aggiunte quelle affidate alle innumerevoli lettere fatte pervenire dai fedeli alla Postulazione e molti di questi scritti esprimono sentita gratitudine a Dio per il dono di questo grande Papa, altri accolgono commosse attestazioni di grazie ricevute attribuite alla intercessione di Papa Wojtyla. Raccogliere e vagliare tutto questo materiale, oltre che ascoltare i testimoni intervenuti al processo, è stato per me e per i miei collaboratori un lavoro davvero impegnativo ma senza dubbio indispensabile in quanto ha permesso di corroborare la fama di santità di Giovanni Paolo II ponendosi come prezioso tributo di verità. Una verità che, grazie alle voci di chi ha contribuito a restituirla integra, brilla oggi incontestabile e fulgida."
Voglio chiudere questo mio post con la preghiera per implorare grazie per intercessione del Beato Giovanni Paolo II.
Trinità Santa, ti ringraziamo
per aver donato alla Chiesa
il Papa Giovanni Paolo II
e per aver fatto risplendere in lui
la tenerezza della tua paternità,
la gloria della Croce di Cristo
e lo splendore dello Spirito d'Amore.
Egli, confidando totalmente
nella tua infinita misericordia
e nella materna intercessione di Maria,
ci ha dato un'immagine viva
di Gesù Buon Pastore
e ci ha indicato la santità
come misura alta
della vita cristiana ordinaria
quale strada per raggiungere
la comunione eterna con te.
Concedici, per sua intercessione,
le grazie che imploriamo,
nella speranza che egli
sia presto annoverato
nel numero dei tuoi santi.
Amen

1 commento:

  1. Ciao Natalino, questo post mi fa pensare, seppur secondo una prospettiva razionale e terrena, e non religiosa, sull'idea di santità. Sicuramente Wojtyla è stata una persona carismatica, significativa per molti sul piano personale e religioso e decisiva su quello internazionale (vedi il crollo del comunismo).Ora, nel pieno rispetto della fede altrui, mi chiedo che senso attribuire la santità a qualcuno? Certamente sul piano religioso ha i suoi significati e da profano non sta a me spiegarli, ma sul piano razionale, sembra una procedura insensata. Si tratta di attribuire una qualifica a una persona, dopo che è morta, avvalendosi delle dichiarazioni di altri che possono sempre essere infettate per altri scopi che non coincidono con la religione. Quando poi il recupero di tali dichiarazioni coincide con la procedura dell'accertamento della verità, che invece proverrebbe da dio, si rimane allibiti. La verità dovrebbe testimoniarla miracolosamente dio, tramite incantesimi di massa volti a far percepire a tutti la storia della persona in esame nello stesso modo. Se invece si chiede ad altri, evidentemente, la verità ha un'altra procedura per manifestarsi: non l'intervento di Dio, ma la parola umana che è soggetta all'errore. La chiesa, naturalmente, ha il potere di stabilire chi è santo e chi no con le procedure che vuole, ma non dica di essere guidata “telefonicamente” dallo Spirito, perché innanzi ad altre questioni, anche più tragiche, né la chiesa né Spirito sembrano telefonarsi. Il che fa pensare. Personalmente, penso che molte altre persone, sconosciute alla chiesa, meriterebbero la santità, in quanto risultano decisive per la storia di uno o di molti. Dal momento che, però, sono sconosciuti, la chiesa se ne frega perché non sono segnalati né da dio né da altri e continua a santificare chi vuole. Per contro, se si attribuisse la santità a chiunque, sul piano delle dichiarazioni personali di alcuni, finiremmo per ritrovarci in un regno di grazia e giustizia dove tutti sono buoni puri e casti, e l'idea di santità perderebbe il proprio senso. A ben vedere, santità e verità sono due parole che hanno perso il loro senso, perché se ne abusa ogni istante. Per recuperarlo, dovrebbe scendere nuovamente dio, ma ciò coinciderebbe con l'apocalisse, quindi è meglio di no. Per concludere, credo che Wojtyla non abbia bisogno di essere nominato “santo”, unto o chissaché, ma vada ricordato, sulla base delle dichiarazioni di coloro che hanno cambiato la propria vita grazie a lui. Poi la chiesa faccia quel che vuole.

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