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mercoledì 18 maggio 2011

Esercitazione.....poetica.

Nei giorni scorsi, in un cassetto di un vecchio comò, ho trovato un foglio di quaderno a righe un po' ingiallito, piegato in quattro; lo apro e con mia grande sorpresa leggo una poesia scritta da me: è un sonetto di quattordici versi che racconta l'imbarazzo di un adolescente che non sa dichiararsi con la ragazza dei suoi sogni, della cui immagine si sente affascinato e conquistato. Nel leggerla, non essendoci la data, sono andato a ritroso nel tempo con la memoria per cercare di stabilire in qualche modo il periodo e la circostanza in cui fu scritta, ma invano. Però il lessico, la metrica, la struttura e la forma stessa usati, mi fanno pensare che sia stata scritta negli anni '60, poco tempo dopo il conseguimento del diploma di maturità classica, essendo evidente, se ci fate caso, l'assonanza con la corrente letteraria " dolce stil novo" della letteratura italiana. Forse volevo provare ad "imitare" il Sommo Poeta ( Dante Alighieri mi perdoni!!!) che fu il capostipite di tale corrente ( chi non ricorda: "tanto gentile, tanta onesta pare, la donna mia quand'ella altrui saluta.... ecc. ecc.?). Non so se il risultato di questa fantasiosa operazione sia riuscito o meno; tuttavia, ritenendo si trattasse di una semplice esercitazione poetica giovanile, ritrovata dopo 50 anni per caso, ho pensato di inserirla tra i post di questo mio blog. Lascio ai miei lettori il compito di giudicare . . . . . . Eccola!

Immagine
(di Natalino Tripodi)
********
Laudar vorrei
la tua beltà fiorente,
il viso, il crine
e gli occhi tuoi lucenti.

Laudar vorrei
ma non ardisco tanto,
immagine soave
che mi stai accanto.

A te donar vorrei
amore vero, non certo
sogni o fatui pensieri;

A te gridar vorrei
e al mondo intero:
" Ti voglio tanto bene".


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