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sabato 14 maggio 2011

Il piacere di volare.

Nell'ultimo viaggio in aereo, fatto una quindicina di giorni fa, nella tasca del sedile davanti a me, ho trovato la rivista Ulisse. Sfogliandola, in parte per superare la tensione del volo e in parte per curiosità, ha colpito la mia attenzione un articolo non firmato, relativo ad una tradizione folkloristica sarda nata nel lontano 1711, come omaggio ai Re di Spagna. La suggestiva festa, che si svolge a Sassari ogni anno nel mese di Maggio, è un modo caratteristico di salutare gli ospiti illustri, provenienti da tutto il mondo, che visitano la Sardegna e dal 1951 è diventato un appuntamento importante per i suoi abitanti. La Cavalcata Sarda ( questo il nome della festa n.d.r.) secondo l'autore dell'articolo celebra la cultura di un popolo quasi fosse una enciclopedia in movimento per i costumi, gli ornamenti e i misteri che racchiude, procurando nello spettatore un'esplosione di stimoli e di emozioni tale da farlo sentire co-protagonista della stessa manifestazione. Nel lungo corteo che si snoda per le vie principali della città - è scritto - è racchiuso il racconto di ogni angolo dell'isola: sfilano più di 4000 costumi per 60 gruppi folk e ogni abito è un pezzo unico ed originale; colori, stoffe, forme sono modellati sugli sfilanti a ricordare la diversità di ognuno ma nello stesso tempo l'appartenenza a un'unica comunità di cui si sentono piacevolmente orgogliosi. La festa, che inizia di mattina, prosegue anche nel pomeriggio con le esibizioni acrobatiche dei più bravi cavalieri e al tramonto, nel centro della città, i suoni, le voci e i balli della tradizione sarda si rincorrono nel silenzio della tiepida sera, in un'atmosfera da sogno, fino a notte inoltrata. La Cavalcata Sarda - in definitiva - non e' altro che un viaggio indimenticabile nel cuore di un popolo un po' chiuso, ma curioso di entrare in contatto con chi arriva da lontano, per cui sente il bisogno di aprirsi al confronto attraverso la riproposizione in chiave moderna, dal punto di vista spettacolare, di una tradizione folkloristica di grande effetto emozionale che fa parte integrante della cultura del popolo sardo. Nel leggere questo articolo ho fatto una riflessione sull'importanza storico-sentimentale del nostro passato che molto spesso, per motivi vari, non apprezziamo abbastanza. Se è vero che le nostre radici e le tradizioni tramandati dai nostri avi rappresentino la nostra storia e la nostra cultura è altrettanto vero mantenerle vive nella nostra memoria con manifestazioni anche folkloristiche, ma finalizzate a conservare nel tempo un patrimonio inestimabile per essere a sua volta tramandato alle generazioni future. La Cavalcata Sarda, nata appunto nel 1711, è un esempio, secondo me, da apprezzare e da imitare. Questa mia riflessione, ad un certo punto viene sopraffatta dalla voce del Comandante che annuncia l'inizio della fase di avvicinamento a Reggio Calabria ed invita i passeggeri a stare seduti con la cintura allacciata e il personale di bordo, Assistenti di volo, a prepararsi per l'atterraggio. Atterraggio che è avvenuto dopo pochi minuti in maniera perfetta e in perfetto orario. E' stato un viaggio bellissimo. In queste condizioni, è un vero piacere volare.


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