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giovedì 16 giugno 2011

"Amate gli animali come io ho amato . . Zanna!"

In questi giorni in prossimità delle vacanze estive, si sente parlare, in modo particolare alla televisione, di abbandono degli animali domestici nei posti più disparati da parte di individui ( e non persone) che si rifiutano di portarli con loro nelle località di villeggiatura. Eppure in ogni occasione sono proprio costoro che, interpellati da qualche cronista, affermano di amare gli animali, cani e gatti in particolare. E' un atto criminale, recentemente codificato dal nostro ordinamento giuridico, ed indice di inciviltà abbandonare o maltrattare gli animali per cui merita tutto il nostro biasimo colui o colei che priva del suo affetto il compagno fedele a quattro zampe anche per un solo giorno. Oggi molti alberghi e stabilimenti balneari dispongono di spazi attrezzati, riservati agli animali proprio per dare loro la possibilità di trascorre anche le vacanze insieme ai propri "padroni". Nell'abbandonare per sempre il proprio cane o gatto, in questi individui c'è la volontà chiara e precisa di condannare l'animale ad una fine atroce, per cui dobbiamo cercare di evitare che ciò avvenga, attraverso una campagna di sensibilizzazione e di comunicazione collettiva finalizzata al rispetto, alla cura e alla difesa amorevole degli animali domestici. Per circa nove anni, dal 1987 al 1995, ho avuto una cagnetta, Zanna, che ho veramente amato come si può amare un familiare e una volta, ricordo, non potendola portare con me a Firenze, ho cercato e trovato in un paesino a trentacinque km. di distanza un hotel per cani a cui affidarla per una quindicina di giorni pagando una tariffa di 5.000 lire al giorno. Quante telefonate ho fatto per sapere come stava! Se mangiava! Se stava bene! Ogni giorno parlavo col gestore, il quale mi assicurava che tutto era tranquillo. Al mio rientro il mio primo pensiero è stato quello di andare a riprenderla; a portarla dal veterinario per un lavaggio sanitario e a riportarla a casa, dove tutti i miei familiari se la contendevano come se fosse di peluche. Nel 2010 ho pubblicato un articolo su questo mio blog; articolo che ho pensato di ripubblicare in questi giorni per far capire a certi "individui" che non basta dire " amo gli animali" per poi abbandonarli, ma l'amore vero, lo si deve dimostrare. Così scrivevo .............

Io e Zanna
Quella che vedete è la cagnetta che mi ha fatto compagnia per circa nove anni; una cagnetta di una intelligenza senza pari e una dolcezza che incantava.
Ricordo le parole che un giorno mi disse il proprietario di un hotel per cani di Saracinello (Reggio Calabria) quando sono andato a riprenderla dopo 14 giorni di soggiorno in quella struttura ( l'avevo portata perchè quell'anno dovevo accompagnare i figli col treno a visitare Firenze e dintorni, come premio. n.d.r.)
Queste le parole che mi sono rimaste impresse nella mente:" In questo hotel in tanti anni di attività ne ho visti di cani: di tutte le razze e di tutte le taglie, ma cani intelligenti come questa cagnetta, mai ! In 14 giorni non ha assaggiato cibo e il suo sguardo è stato sempre fisso verso il cancelletto del suo box nella speranza di vedervi arrivare. Faceva tanta tenerezza! Non vi ho telefonato, come eravamo rimasti, per non guastarvi la gita". Zanna, questo era il suo nome, era un cane speciale; un cane che sapeva amare e pregare: sì pregare, avete capito bene! E come, mi direte. Così! Di solito quasi ogni sera portavo Zanna sulla Villa per farla correre, mentre io, magari, mi intrattenevo con qualche amico a conversare. Ad un certo punto al suono delle campane della Chiesa Madre all'imbrunire ho notato che il cane nel punto in cui in quel momento si trovava , si fermava e rivolto verso la chiesa, emetteva dei suoni un pò lamentosi, come degli ululati che accompagnavano il suono delle campane: poi riprendeva a correre come prima. Mah ! Sarà un caso, ho pensato. Nei giorni successivi ho voluto verificare se quel comportamento era un fatto occasionale oppure no, per cui lo portavo quasi sempre alla stessa ora. Ebbene, ogni sera al suono dell'Ave Maria, Zanna ripeteva sempre gli stessi gesti.
Una sera sulla Villa stava passeggiando un sacerdote; mi sono avvicinato e gli ho chiesto perchè il cane si comportava in quel modo al suono delle campane e lui mi ha risposto: " E' una forma di preghiera e di ringraziamento, in quanto anche gli animali sono creature di Dio, come gli esseri umani". Zanna è stata accolta in casa il 6 gennaio 1987, giorno dell'Epifania ed è morta il 24 settembre 1995, giorno della festa di Marinella, Maria SS. di Porto Salvo. Questa strana coincidenza mi ha suggerito questi semplici versi che rimarranno come segno tangibile della sua presenza nella mia vita:
"Zanna,
In un giorno di festa sei arrivata,
E in un giorno di festa te ne sei andata.
Circa nove anni hai vissuto in casa mia;
Abbiam giocato, corso e saltellato,
Ed ora che non ci sei,
Mi manchi assai, assai".

Sono trascorsi 16 anni da quel lontano 1995, eppure ogni volta che guardo la sua foto provo la stessa emozione e lo stesso dolore del giorno in cui l'ho vista priva di vita, con gli occhi aperti rivolti verso la porta dalla quale ogni giorno mi vedeva entrare. Zanna non c'è più a girare per casa, ma è sempre viva nel mio cuore e in quello di tutti i miei familiari.

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