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domenica 31 luglio 2011

Attesa.

Sono trascorsi 33 giorni dalla scomparsa della persona più cara della mia vita ed ancora non mi sembra vero che Colei che per oltre 40 anni mi è stata accanto non ci sia più.Il destino me l'ha tolta fisicamente, ma certamente non potrà mai cancellare la sua immagine, il suo sorriso, il suo ricordo dalla mia mente e dal mio cuore. Si sa, il tempo attenua il dolore profondo che si prova in simili circostanze, ma anche l'affetto, la vicinanza, la partecipazione sentita di tanti amici aiutano moltissimo a superare i momenti più drammatici di una tragedia improvvisa ed inaspettata come quella che si è abbattuta sulla mia famiglia.Per questo aiuto, voglio ringraziare tutti coloro che hanno avuto parole di conforto ed affettuoso sostegno morale nei miei confronti, ma anche tutti coloro che senza parlare, con una semplice stretta di mano o un affettuoso abbraccio, mi hanno trasmesso tanta forza e tanto coraggio da sollevarmi dallo stato di prostrazione in cui mi sentivo sprofondato. Con l'aiuto di Dio e l'affetto dei miei familiari ed amici più cari, mi auguro di trovare al più presto quella serenità interiore che mi consenta di affrontare la nuova vita senza Nuccia con spirito di consapevole rassegnazione, pur tenendo sempre vivo nel mio cuore il ricordo di Colei che è stato e sarà " il mio angelo", nell'attesa di ritrovarci un giorno di nuovo insieme a godere della luce e della gloria celeste. C'è in me la certezza che quel giorno arriverà e solo allora i nostri cuori torneranno a palpitare all'unisono e i nostri occhi torneranno ad illuminarsi al cospetto dell' Onnipotente, che certamente quel giorno accoglierà tra le Sue braccia anche me, misero peccatore, essendo infinitamente misericordioso verso i Suoi figli che, per la fragilità della loro natura umana, in questo pellegrinaggio terreno, si sono a volte allontanati da Lui.
Nuccia "Angelo mio", attendo quel giorno che si fa aspettare...
Lo attendo con l'ansia della primavera che spinge per passare, dopo l'inverno, per poter colmare il vuoto dentro al petto, che senza te, non ha più fine. Quando mi giungerà la luce dei tuoi occhi, quando rivedrò davanti a me il tuo bel viso e tu mi scruterai col tuo sorriso, tutto riprenderà vita e colore, come la natura quando si risveglia dopo il lungo silenzio intirizzita dall’inverno. Mentre ora, nell'attesa, il pensiero di te nella mia mente riflette gioie che tarderanno ancora ad arrivare e la tua mano manca sulla mia bocca muta, mentre il cuore rallenta i battiti per non morire di tristezza. La tua immagine riflessa, la intravedo nella magia d'una stilla, una piccola goccia di rugiada che lentamente scivola da un petalo di rosa posta davanti a me in un vaso d'oro e argento; un po' cosi, come la nebbia che offuscando il sole, rende men cupo il già mio nostalgico pensiero, e, sciogliendosi, disseta il mio cuore mentre scompare assorbita dalla terra. Il verso impavido d’un pettirosso, mi richiama, mi distoglie dai pensieri, riportando il tuo messaggio d’amore e mentre si sofferma, guardandomi curioso, gli porgo, con un accenno di benevolo sorriso, la mia mano, che nel pensarti, era già a te protesa !

lunedì 25 luglio 2011

Canto d'amore.

Qualche tempo fa ho scritto una canzone per mia moglie, parole e musica, che ho registrato in un CD col titolo "Canto d'amore". Mio figlio Francesco ha curato l'arrangiamento e l'ha cantata mentre nel recitativo, cioè nella parte parlata tra un ritornello e l'altro, si intromette la mia voce. Ebbene ora che Lei non c'è più, questa canzone acquista un significato diverso, ancora più vero e più profondo e le parole che prima esprimevano solo un sentimento umano, oggi rappresentano un inno all'Amore soffuso da un alone di spiritualità tanto da farlo sembrare quasi una sinfonia celestiale che spaziando nell'universo perpetua nel tempo il mio amore infinito per Lei. "Canto d'amore", perciò, non è più una canzonetta, una serenata alla persona amata, una promessa o un impegno d'amore, ma qualcosa di magico, capace di farmi sentire proiettato in un'atmosfera surreale e catapultato in un mondo nuovo e sconosciuto che, anziché spaventarmi, mi riempie il cuore di gioia e di serenità nella speranza che questa magia possa giungere fino a Lei. Oggi questa mia musica fa da colonna sonora ad un video a Lei dedicato, realizzato in collaborazione con mio figlio, nel quale scorrono alcune sue immagini che raccontano una minima parte della sua breve vita. Il video si può vedere in fondo a questa pagina, su Youtube e Facebook, andando sul mio profilo. Questo il testo.

Canto d'Amore
( Natalino Tripodi)

Parlato:
Amore! Canterò per Te
Canterò per Te e non mi stancherò mai
Di guardarTi e di sognarTi.
Tu sei come una stella che brilla in cielo.
Ascolta la mia voce,
Non lasciare,Ti prego, che questo mio
Canto d'amore
si disperda nell'aria
Come neve al sole.


Ritornello:
Canterò, canterò per Te
Amore mio, questa mia canzone,
E griderò " Io ti amo tanto"
Perchè Tu sei la mia alba
E il mio traqmonto.

Canterò, canterò per Te
E sognerò il tuo dolce viso.
E' per Te questo canto d'amore,
Solo per Te, solo per Te.

Parlato:
Canterò, canterò per Te,
Perchè Tu sei la mia luce,
La mia gioia,

La mia più grande felicità.
Perdonami, Amore,
Se qualche volta Ti ho fatto soffrire,

Se Ti ho fatto piangere senza volerlo.
Non succederà più, Te lo prometto.
Staremo sempre insieme
E non ci lasceremo mai.
Io ti amo... io ti amo..... io ti amo......

Finale:
Canterò, canterò per Te
E sognerò il tuo dolce viso.
E' per Te questo canto d'amore,
Solo per Te, solo per Te.
Canterò......... per Te.....


giovedì 21 luglio 2011

Io credo.

Dal libro "Ho visto e ho creduto" di Alessandro Meluzzi (con Paolo Gambi), ho tratto alcuni spezzoni che ritengo mi possano aiutare a superare questo momento particolare della mia vita dopo la perdita di mia moglie, la persona più cara al mondo, che continuerò a chiamare "il mio angelo". Meluzzi scrive nel suo libro :
" Incontrare Cristo non può fermarsi alla storia umana di Gesù, nè può scavalcare direttamente questo passaggio cruciale e andare direttamente a uno Spirito che pneumatologicamente illumina e irrora come Spirito consolatore la fede nella Chiesa, ma c'è la porta stretta della resurrezione. Accettare questa porta vuol dire compiere un mistero di un Dio che si fa carne, che non salva le anime ma salva la totalità della persona, un Dio che promette la resurrezione dei corpi." E continua con degli interrogativi: " Perchè Gesù risorge con le sue piaghe aperte e non come corpo glorioso tra squilli di cherubini e serafini, ma in un'umiltà confidente che è la stessa del Vangelo, anche se trasfigurata in una dimensione metastorica di eternità? Che cos'è allora questo mistero? Il mistero più affascinantre e intrigante della storia dell'umanità: la resurrezione". E più avanti scrive ". . . . . il Cristianesimo è la fede del Risorto, non è la storia di un messianismo terreno, non è la speranza di un regno di questo mondo che si infrange, non è una dottrina etica che completa nelle beatitudini i dieci comandamenti, non è soltanto una proposizione di una ecclesiologia basata sullo Spirito, ma è la continua provocazione della fede nel risorto, cioè di una completa redenzione non delle anime, ma dell'umanità nella sua totalità, di una carne che si fa resurrezione della vita eterna". Ecco, la parole di Meluzzi, che riaffermano concetti già noti anche se visti da una diversa angolazione, mi aiutano a capire che il mistero della resurrezione è l'unico che ci consola, per cui l'idea di morire, l'idea di concludere la nostra vita terrena nel buio di una tomba, non ci deve angosciare, anche se ci rattrista dal punto di vista umano, perchè la resurrezione del Cristo sarà anche la nostra resurrezione; Dio si è fatto carne, è nato per morire, ma è risorto e ha indicato anche a noi il suo stesso percorso che, se accettato, necessariamente porterà alla nostra resurrezione. Ciascuno di noi, quindi, è destinato a morire per poi risorgere ed entrare nella vita eterna per godere della luce e della gloria celeste che Gesù stesso ci ha promesso. Io credo che "il mio angelo", nell'attesa di varcare quella stretta porta di cui parla Alessandro Meluzzi e risorgere dalla morte, insieme agli altri angeli del Paradiso stia godendo della luce e della gloria celeste nella contemplazione del volto di Dio, di Gesù Cristo e della Vergine Maria, che tanto ha amato nel suo breve percorso terreno. Lo credo fermamente.

sabato 16 luglio 2011

. . . . e la vita continua.

"Coraggio! Non ti abbattere! Purtroppo la vita continua!" Queste le frasi che in questi ultimi giorni mi vengono ripetute da amici, parenti e conoscenti per confortarmi dalla perdita della mia adorata moglie ( Nuccia De Luca " il mio angelo"), avvenuta il 28 giugno 2011. Sì, lo so, la vita continua: ma che vita sarà la mia d'ora in poi? Certamente non potrà essere la stessa di prima! Ancora non mi rendo conto della tragedia che improvvisa mi è piombata addosso e stento a credere che la persona adorabile che ho conosciuto 57 anni fa e sposato 40 anni fa, non c'è più accanto a me! In tutti questi anni, insieme abbiamo condiviso gioie e dolori; insieme abbiamo vissuto una esperienza di vita fatta di amore, rispetto, comprensione e massima fiducia; insieme abbiamo voluto mettere al mondo due splendidi figli, verso i quali abbiamo profuso un bene infinito e dai quali abbiamo ricevuto e riceviamo altrettanto bene infinito. Sì, è vero! La vita continua.... mi viene ripetuto ed apprezzo l'affetto e l'amicizia di tantissima gente, che ringrazio ancora una volta di cuore, ma di fronte ad una simile tragedia, umanamente parlando, ci sono parole che possano lenire in qualche modo il dolore di un uomo che ha perduto il bene più prezioso della sua vita? Chi o cosa può sollevarlo dal baratro psicologico in cui oggi si trova? Non ho la risposta, ma penso che solo la Fede nella parola di Dio e il ricorso ad una eccezionale forza di volontà propria, che in questi casi non deve mancare, sono la risposta giusta. Fede e volontà, ritengo, siano gli unici elementi che insieme potranno aiutarlo a continuare a vivere. E' sono proprio a questi elementi che da qualche settimana faccio ricorso io, provato nel corpo e nello spirito, nella speranza/certezza di ricevere serenità e forza, conforto e pace nell'anima dall'unica fonte di consolazione: Gesù Cristo, morto e risorto, che ha promesso e indicato ai suoi fedeli la via per raggiungere la vera gioia del Paradiso: " Io sono la Via, la Verità, la Vita"; Lui soltanto in questo momento mi può dare la forza e il coraggio per . . . . . . . continuare a vivere.

lunedì 11 luglio 2011

Ciao, Angelo mio!

Il 28 Giugno 2011," il mio angelo" di nome Nuccia De Luca, è volato in cielo. Ma prima di abbandonare questo mondo per varcare la grande porta dell'Eternità, ha voluto poggiare la sua testa sulla mia spalla come per dirmi: " Non temere, io continuerò a stare accanto a te, così come lo sono stato per 57 anni. Fino ad oggi sei stato tu il mio sostegno e la mia forza, ma da questo momento sarò io a proteggerti dai pericoli e ad intercedere presso l'Onnipotente affinché tu possa essere sereno e forte per la mia assenza fisica, nell'attesa di poterci un giorno ritrovare nella luce e nella gloria celeste".

Angelo mio, anche se il destino Ti ha tolto fisicamente troppo presto (59 anni) all'affetto dei tuoi figli, Francesco e Titty, e al mio incommensurabile amore, certamente non Ti potrà mai cancellare dalla nostra memoria e dal nostro cuore, così come non potrà mai offuscare l'immagine del tuo volto sorridente. I nostri occhi per la tua dipartita da questo mondo resteranno inumiditi da continue, anche se invisibili, lacrime che si asciugheranno solo nel giorno in cui ci ritroveremo tutti insieme a godere della gioia infinita del Paradiso.
Con questa certezza nel cuore, sorretta dalla fede cristiana che è dentro di me, rivolgo a Dio la mia preghiera, che vuole essere un inno di ringraziamento per il grande dono che mi ha dato nel mettere al mio fianco per essere amata, una persona splendida, onesta, virtuosa, affabile, amorevole verso gli altri, vissuta con dignità, semplicità, sacrificio ed impegno missionario nell'assistere con amore tre mie zie anziane e due miei fratelli handicappati in aggiunta alle cure di mamma adorabile per i propri figli e di moglie esemplare sotto ogni aspetto, apprezzata e voluta bene da quanti hanno avuto l'opportunità di conoscerla.

" Signore, Iddio!
Accogli tra le Tue braccia
"il mio angelo"
che Tu mi hai donato
nel momento in cui,
davanti a Te,
il 26 settembre 1971
abbiamo unito i nostri cuori
in una sola anima.
Abbi misericordia di Lei.
Concedi a Lei la grazia di godere
della luce nella gloria eterna
per i suoi meriti acquisiti
nel pur breve pellegrinaggio terreno.
Non guardare ai suoi peccati
ma alla fede della sua anima,
che ha testimoniato
secondo gli insegnamenti
della Tua Chiesa.
Di me abbi pietà,
e concedimi la grazia
di vivere con Te
per sempre.
Così sia.