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mercoledì 31 agosto 2011

Punto. E a capo.

Dopo gli avvenimenti tragici e i momenti di grande dolore, per la perdita della persona più cara della mia vita, successivi al 28 giugno 2011, che mi hanno provocato uno stress psico-fisico facilmente immaginabile, è giunto il tempo di fare una pausa di riflessione per riprogrammare la mia esistenza alla luce della nuova situazione familiare che si è venuta a creare. Per fare ciò ho deciso di andare in una località lontana dai luoghi abituali di residenza per riflettere con tutta serenità su ciò che è accaduto e reimpostare un nuovo modo di vita per andare avanti. Punto e a capo. Si dice così ogni volta che si chiude un "ciclo" e se ne inizia uno nuovo; e come quando si riavvia il computer dopo un aggiornamento di un programma o del sistema operativo installato. Per questo motivo mi scuso con i miei affezionati lettori se per un certo periodo non leggeranno nuovi articoli su questo mio blog. La mia sarà una "vacanza" forzata, ma necessaria per mettere un punto su ciò che è accaduto e andare a capo per proseguire nel percorso assegnato a ciascuno di noi, in questa vita terrena, dal Buon Dio. A presto!!!

domenica 21 agosto 2011

Addio, anzi ...arrivederci.

L'altro giorno in una delle mie frequenti visite al Cimitero, ho trovato nella cappella di famiglia una busta bianca con dentro un foglio di carta piegato in due. Apro la busta e leggo" Addio, anzi ...arrivederci". Era il saluto di un lavoratore della Circunvesuviana ad un amico scomparso prematuramente ed improvvisamente all'età di 59 anni, durante i funerali il 2 maggio u.s. A conclusione del suo intervento ha declamato una poesia-preghiera di Mario Esposito dal titolo Non versate lacrime che riporto in parte:
" Quando finito sarà il tempo mio,
non versate lacrime sulla mia tomba
perché io non sarò là.
Sarò nel soffiare lieve del vento
che dolcemente fa stormir le fronde,
sarò tra le curve spighe mature
e i variopinti e odorosi fiori
che ornano festosi campi e colli,
ma non sarò là nella mia fossa.
Sarò negli splendenti diamanti
che la bianca neve crea sotto il sole.
Non affliggetevi con il pianto
sul mio tumulo, senza parole,
perché io non sarò là.
Ma quando vi sveglierete al mattino,
mi sentirete nel cinguettio degli uccelli.
Non addoloratevi per la mia dipartita,
perché io non sarò in quella fredda terra,
ma sarò nella Casa del mio Signore
ecc. ecc.."

Da un punto di vista prettamente religioso, con gli occhi della fede, condivido in pieno il contenuto della poesia, ma poiché in noi uomini oltre allo spirito è presente la materia, da un punto di vista umano non possiamo non versare lacrime per la dipartita di un nostro caro, né possiamo esimerci di andare al Cimitero per deporre un fiore o rivolgere una preghiera sulla tomba dove riposano i resti mortali di un nostro parente o amico. Se fosse come recita la poesia, non dovrebbero esistere i cimiteri, né il 2 novembre di ogni anno dovremmo commemorare i defunti. La stessa Chiesa pur considerando la morte un ritorno nella Casa del Padre in una nuova dimensione, tuttavia tiene in grande considerazione la morte fisica quando celebra la Passione e Morte di Gesù Cristo. Ciò vuol dire che la sofferenza, il dolore e la morte fanno parte della nostra natura umana e quindi anche versare lacrime per la perdita di una persona cara rientra in quest'ottica. Certamente l'autore della poesia dicendo " Non versate lacrime..." vuole dare un messaggio di conforto ai familiari del defunto come se dicesse "sappiate che nessuno muore sulla terra finché vive nel cuore di chi resta" ; se questo è il senso del contenuto della poesia di Mario Esposito, sono perfettamente d'accordo con Lui. Ringrazio, perciò, la persona che lasciando quella busta bianca nella cappella dove riposa "il mio angelo", mi ha voluto testimoniare la sua amicizia, vicinanza e solidarietà in un momento assai difficile che spero di superare con l'aiuto di Dio e di tanti amici cari ed affettuosi.

mercoledì 10 agosto 2011

Natale Zappalà: Un vero Amico

Era da tempo che non assistevo ad una presentazione di un libro ed è stato molto bello essere presente all' incontro con Natale Zappalà - autore del libro "Reggio Calabria e dintorni" - svoltosi il giorno 8 c.m. nella Villa Comunale di Bagnara Calabra, un luogo adatto per incontri culturali essendo un pò distante dal frastuono e dalla confusione di questi giorni d'agosto. E' stata una serata molto interessante sia per gli interventi dei relatori che di alcune personalità politiche presenti, le quali hanno sottolineato l'importanza di conoscere la storia delle nostre radici di calabresi e in particolare delle nostre tradizioni, usi e costumi attraverso lo studio e la divulgazione di opere come quella di Natale Zappalà. Dalle colonne di questo mio blog desidero esprimere a Natale Zappalà tutta la mia ammirazione e il mio apprezzamento per l'impegno profuso nel regalarci con questo ultimo lavoro uno spaccato storico- letterario del nostro passato che non deve essere dimenticato ma tramandato alle generazioni future come segno distintivo del nostro essere Calabresi e Reggini in particolare. Noi tutti siamo felicissimi di avere un Amico come Te, caro Natalino, e posso assicurarti che insieme a me, Francesco e Titty, anche " il caro Angelo che oggi è in cielo", sarà sempre orgoglioso di Te. La signora Nuccia ti voleva molto bene e sono certo che continuerà a volertene anche da lassù perché sei stato per Lei un ragazzo affettuoso e caro. Grazie per averla ricordata nella dedica autografa che mi hai voluto regalare e nell'augurarti ogni bene per il tuo futuro, ti rinnovo i miei sentiti complimenti per i successi meritati fino ad oggi conseguiti.

martedì 9 agosto 2011

FADANI: Ambasciatore di Arte e di Cultura.

Parlare di FADANI ( al secolo Domenico Cardone – Bagnara Calabra – Italy - 1942) non è difficile; capire ed interpretare le sue opere non è difficile; gustare le sue poesie non è difficile! E' difficile invece capire il suo carattere, la sua personalità, il suo modo unico di trasportare sulla tela il Mistero dell'Universo, la Bellezza della Natura, l'Anima di personaggi bagnaresi del passato realmente esistiti, riprodotti con un tale verismo da sembrare ancora viventi. Insomma chi lo conosce, come me, non può non provare ammirazione ed apprezzamento. FADANI nell'esprimersi attraverso la pittura o la poesia usa un linguaggio semplice, originale, frutto di una quarentennale esperienza maturata attraverso un particolare modo di osservare le cose intorno a sè per poi, senza seguire tecniche pittoriche di altri artisti contemporanei, trasferire sulla tela sensazioni, emozioni, “pathos” di tutto ciò che il suo occhio vigile ed attento riesce a comunicare al suo ingegno innato. La caratteristica più unica che rara dell'arte fadaniana è che queste stesse sensazioni, emozioni e sentimenti che prova l'artista nel dipingere un paesaggio, un tramonto o un personaggio, vengono recepite e fatte proprie da chi ha la fortuna di visitare una delle sue mostre in quanto l'osservatore diventa anch'egli protagonista delle vicende, dei paesaggi o delle figure antropomorfe, che sta visualizzando. FADANI, Pittore, Scultore, Poeta, Incisore, Critico d'Arte, Accademico ed Ambasciatore di valori universali è considerato Artista di primissimo piano nel panorama artistico-culturale italiano del '900. Le sue opere sono conosciute in tutto il mondo; sono riportate nelle enciclopedie e riviste specializzate di grande prestigio; sono richieste da Accademie e Gallerie d'Arte di livello nazionale ed internazionale; tutta la produzione artistica fadaniana, sintesi perfetta di Arte e Cultura, fa parte del patrimonio del nostro Paese e il suo nome è tra i Grandi Artisti dell'arte figurativa contemporanea. Ha ricevuto riconoscimenti, premi e trofei nazionali ed internazionali ovunque nel mondo, ma lui è rimasto quello che è sempre stato: una persona semplice, umile, cordiale e disponibile con tutti, avendo dentro di sé una forte carica di umanità che riesce a trasmettere agli altri attraverso la pittura e la poesia in modo particolare.

Domande: Perchè tanto successo? Perchè tanto interesse verso l'arte di FADANI? Perchè tanto entusiasmo intorno alla sua figura di artista poliedrico e originale? Perchè nel suo modo di rapportarsi con gli altri non fa pesare il suo grande talento di artista affermato? La risposta a questi interrogativi è molto semplice. Basta osservare i suoi dipinti o leggere una sua poesia e chiunque potrà darsi una risposta. Non è necessario essere esperti, intenditori o critici professionisti di opere d'arte per interpretare i suoi messaggi: come ho già detto non è difficile decifrare il suo linguaggio ed è proprio questa semplicità espressiva del suo talento che lo rende Grande tra i Grandi, Artista apprezzato dagli addetti ai lavori, ma soprattutto dalla gente comune che vede nella sua arte di pittore e di poeta un cantore della Natura e dei sentimenti umani, un estimatore della Libertà nella sua più ampia accezione, un messaggero di cultura, una persona, insomma, di grande talento, capace di suscitare emozioni e sensazioni vibranti nell'animo e nella mente di chi si ferma per un attimo ad ammirare le sue opere.

Se potete, andate a visitare la Pinacoteca Cardone sita in Bagnara Calabra - Piazza del Popolo, 8 - difronte alla Villa Comunale; avrete modo così di verificare la veridicità di quanto ho scritto in questo post e sarà per voi una esperienza molto piacevole che non dimenticherete facilmente.

venerdì 5 agosto 2011

Una scelta salutare

La scelta di allontanarmi per qualche tempo da Bagnara dopo il luttuoso evento del 28 giugno u.s., anche se dolorosa, è stata una scelta necessaria per cercare di trovare dentro me stesso quella serenità interiore indispensabile per andare avanti dopo la perdita della persona più cara della mia vita. La presenza di mio figlio Francesco e la vicinanza spirituale e morale di tanti amici cari hanno contribuito in maniera determinante a farmi superare i momenti più critici di questa imprevista ed imprevedibile situazione che ha cambiato la mia vita. Lo stare lontano dalla mia città, dagli amici, dai parenti e dai luoghi nei quali ho vissuto per 70 anni, non è stato facile, ma come ho già detto, è stato utile e necessario per ritrovare il mio equilibrio psicologico, per riflettere e meditare su quanto è accaduto nella consapevolezza che nonostante la sofferenza e il dolore la vita deve continuare ad essere vissuta con serenità. C'è un detto:"Il tempo cura le ferite", lo si dice spesso quando qualcuno ha perso una persona cara, ma certamente non consola; nel mio caso solo la fede riesce a consolarmi, anche se non dissolve completamente il mio dolore. Infatti lo sguardo a Gesù che pende dalla croce è un aiuto per sentirmi compreso da Lui nella sofferenza avendo Lui stesso vissuto il dolore nella sua natura umana e la fede, che è dentro di me, mi dà la forza e la fiducia di non allontanarmi dall'amore di Dio a causa della sofferenza e del lutto. Un'altra parola di speranza e motivo di consolazione è per me la promessa di Gesù ai suoi discepoli alla conclusione del vangelo secondo Matteo: " Ed ecco: io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo" (Mt 28,20). Queste parole di Gesù mi danno serenità e gioia nell'anima perché nel mio pellegrinaggio terreno non sarò solo; Gesù è con me; non c'è nessun luogo in cui io sia completamente da solo e questo pensiero mi da maggiore forza per continuare a vivere nella certezza che Dio mi sostiene e rimane con me fino alla fine dei miei giorni, per poi incontrarLo "de visu" nella luce e nello splendore dell'Eternità.