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domenica 21 agosto 2011

Addio, anzi ...arrivederci.

L'altro giorno in una delle mie frequenti visite al Cimitero, ho trovato nella cappella di famiglia una busta bianca con dentro un foglio di carta piegato in due. Apro la busta e leggo" Addio, anzi ...arrivederci". Era il saluto di un lavoratore della Circunvesuviana ad un amico scomparso prematuramente ed improvvisamente all'età di 59 anni, durante i funerali il 2 maggio u.s. A conclusione del suo intervento ha declamato una poesia-preghiera di Mario Esposito dal titolo Non versate lacrime che riporto in parte:
" Quando finito sarà il tempo mio,
non versate lacrime sulla mia tomba
perché io non sarò là.
Sarò nel soffiare lieve del vento
che dolcemente fa stormir le fronde,
sarò tra le curve spighe mature
e i variopinti e odorosi fiori
che ornano festosi campi e colli,
ma non sarò là nella mia fossa.
Sarò negli splendenti diamanti
che la bianca neve crea sotto il sole.
Non affliggetevi con il pianto
sul mio tumulo, senza parole,
perché io non sarò là.
Ma quando vi sveglierete al mattino,
mi sentirete nel cinguettio degli uccelli.
Non addoloratevi per la mia dipartita,
perché io non sarò in quella fredda terra,
ma sarò nella Casa del mio Signore
ecc. ecc.."

Da un punto di vista prettamente religioso, con gli occhi della fede, condivido in pieno il contenuto della poesia, ma poiché in noi uomini oltre allo spirito è presente la materia, da un punto di vista umano non possiamo non versare lacrime per la dipartita di un nostro caro, né possiamo esimerci di andare al Cimitero per deporre un fiore o rivolgere una preghiera sulla tomba dove riposano i resti mortali di un nostro parente o amico. Se fosse come recita la poesia, non dovrebbero esistere i cimiteri, né il 2 novembre di ogni anno dovremmo commemorare i defunti. La stessa Chiesa pur considerando la morte un ritorno nella Casa del Padre in una nuova dimensione, tuttavia tiene in grande considerazione la morte fisica quando celebra la Passione e Morte di Gesù Cristo. Ciò vuol dire che la sofferenza, il dolore e la morte fanno parte della nostra natura umana e quindi anche versare lacrime per la perdita di una persona cara rientra in quest'ottica. Certamente l'autore della poesia dicendo " Non versate lacrime..." vuole dare un messaggio di conforto ai familiari del defunto come se dicesse "sappiate che nessuno muore sulla terra finché vive nel cuore di chi resta" ; se questo è il senso del contenuto della poesia di Mario Esposito, sono perfettamente d'accordo con Lui. Ringrazio, perciò, la persona che lasciando quella busta bianca nella cappella dove riposa "il mio angelo", mi ha voluto testimoniare la sua amicizia, vicinanza e solidarietà in un momento assai difficile che spero di superare con l'aiuto di Dio e di tanti amici cari ed affettuosi.

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