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lunedì 3 ottobre 2011

Una metafora che fa riflettere.

C'era una volta un bellissimo e meraviglioso giardino. Il Signore di questo giardino aveva l'abitudine di farvi una passeggiata ogni giorno, quando il caldo della giornata era più forte. In questo giardino c'era un bambù di aspetto nobile; era il più bello di tutti gli alberi del giardino e il Signore lo amava più di tutte le altre piante. Anno dopo anno questo bambù cresceva e diventava sempre più grazioso. Un giorno il Signore gli disse:" Caro Bambù, ho bisogno di te". Sembrò al bambù che fosse venuto il giorno di tutti i giorni, il giorno per cui era nato. Con grande gioia, ma a bassa voce, rispose:" O Signore, sono pronto. Fa di me l'uso che vuoi". " Bambù - disse il Signore - per usarti devo abbatterti!". Il bambù molto spaventato rispose: " Abbattermi, Signore? Me, che hai fatto diventare il più bell'albero del tuo giardino!?...No, per favore, no!... non abbattermi!". " Mio caro Bambù, se non posso abbatterti, non posso usarti!". Nel giardino ci fu allora un gran silenzio:il vento non soffiava, gli uccelli non cantavano più... lentamente il bambù chinò la sua testa meravigliosa e sussurrò: "Signore, se non puoi usarmi senza abbattermi, fa di me quello che vuoi e abbattimi!".
" Mio caro Bambù, non devo solo abbatterti, ma anche tagliarti le foglie, i rami, spaccarti in due e strapparti il cuore. Se non posso farti questo, non posso usarti!".A questo punto il bambù non poté più parlare e si chinò fino a terra. Così il Signore del giardino abbatté il bambù, tagliò i rami, levò le foglie, lo spaccò in due e ne estirpò il cuore.Poi portò il bambù alla fonte d'acqua fresca vicino ai suoi campi inariditi. Lì il Signore delicatamente dispose l'amato bambù a terra, un'estremità la collegò alla fonte e l'altra la diresse verso il suo campo arido. La fonte dava acqua e l'acqua si riversava sul campo che aveva tanto aspettato. Poi fu piantato il riso; i giorni passarono, la semenza crebbe e il tempo della raccolta venne.... Così il meraviglioso bambù divenne realmente una grande benedizione in tutta la sua povertà e umiltà.
"26 settembre 2011 - Cara Nuccia, Angelo mio,proprio oggi avremmo festeggiato il 40° anniversario del nostro matrimonio e, nel guardare la tua foto nella cornice d'argento sul mio comodino, ho pensato che per noi sarebbe stato motivo di gioia poter rinnovare davanti a Dio il nostro amore con accanto i nostri due splendidi figli. Purtroppo il Signore Ti ha chiamato nel fulgore degli anni e Tu molto umilmente hai risposto alla chiamata con le stesse parole del bambù ....:" Signore, sono pronta! Sia fatta la Tua volontà!" e mi hai lasciato solo, sperduto e triste ma con la certezza nel cuore che il Signore abbia premiato la tua fede e i sacrifici fatti in questa terra. Oggi che vivi nella Casa del Padre, tra gli eletti, ti chiedo di affidarmi alle mani della nostra Mamma del cielo, nell'attesa di ritrovarci un giorno a godere della luce nella gloria celeste, per continuare la nostra vita eterna nello splendore del Paradiso. Natalino".

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