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venerdì 18 novembre 2011

Una vittoria indimenticabile.

L'episodio che sto per raccontarvi si riferisce all'anno 1971. Il 26 settembre di quell'anno si è celebrato il mio matrimonio e il 4 ottobre ci siamo imbarcati a Messina sulla Nave IRPINIA della Grimaldi line di Palermo per una crociera di 7 gg. nel Mediterraneo in viaggio di nozze. Da Messina siamo sbarcati a Patrasso con escursione ad Atene; da qui a Corfù, poi Kotor, Dubrovinik, Venezia, Bari e Catania. Appena saliti sulla nave, sistemate le valigie nella cabina, ci siamo messi a girare per visitare i vari ambienti della nave e durante questa nostra ispezione incontravamo persone che parlavano inglese, tedesco, spagnolo, francese per cui un pò delusi ci siamo detti:" Dove siamo capitati? Se ci rimborsano la metà del biglietto, scendiamo". Per nostra fortuna dopo un po' abbiamo incontrato alcuni italiani, anch'essi in viaggio di nozze e così ci siamo rincuorati. Dopo i convenevoli del caso, abbiamo continuato a girare e ad un certo punto siamo entrati in una grande sala dove una trentina di ragazzi tedeschi stavano giocando a ping-pong. Questa comitiva di ragazzi era salita a Genova per cui erano attrezzati di scarpe da tennis, pantaloncini e maglietta sportiva. Io, vestito con giacca e cravatta, insieme a mia moglie ci siamo fermati ad osservare e avevo notato che tra tutti ce ne era uno che giocava bene ed era considerato il divo del gruppo. Nel vedermi attento ad osservare, molti si misero a ridere parlando in tedesco e quando ho fatto cenno di voler giocare indicando come avversario il divo, è scoppiata una solenne risata generale. Il ragazzo di nome Karl Hans faceva finta di non capire e invitava suo fratello Joseph a prendere la racchetta e giocare con me. Io insistevo di voler giocare con lui e alla fine quasi seccato ha accettato. I due fratelli avevano la racchetta personale e per essere alla pari ho chiesto a Joseph se mi prestava la sua; subito me la ceduta e così abbiamo iniziato a tirare i primi colpi di riscaldamento ( almeno per me). Gli astanti subito si sono resi conto che, anche se vestito con giacca e cravatta, potevo dare filo da torcere al loro campione e parlando in tedesco e ridendo cominciavano a vedere un ridimensionamento del loro idolo avendo trovato in me un osso duro che non gli consentiva di spadroneggiare ed ostentare in maniera spavalda la sua superiorità. Alla fine, dopo mezz'ora di gioco, il risultato è stato di parità e nel congedarci con la consueta stretta di mano alcuni spettatori si sono complimentati con me mentre tutti gli altri applaudivano per lo spettacolo offerto loro. Il giorno dopo mentre stavamo camminando sulla passeggiata della nave, dalla quale si poteva ammirare una immensa distesa di mare calmissimo, ho notato affisso un cartellone: " Torneo di ping-pong ad eliminazione diretta aperto a tutti". Mi avvicino e vedo già iscritti una decina di persone, tra le quali Karl Hans nella parte superiore ed il fratello Joseph nella parte inferiore: non volevano incontrarsi subito essendo confronti diretti. Evidentemente miravano entrambi alla finalissima. Io, per poter incontrare il fratello più forte (Karl) mi sono iscritto in basso e una volta completato il cartellone si è iniziato a giocare. Da 32 iscritti sono rimasti 16; da 16 - 8; da 8 - 4 ed infine 2. Indovinate chi erano questi due? Io e Karl Hans. Nella traversata da Dubrovinik a Venezia era prevista la finalissima in quanto a Venezia nel corso di una serata di gala era prevista la premiazione dei vincitori delle varie gare svolte durante la crociera. Quel giorno la sala era strapiena di spettatori di varie nazionalità e prima di iniziare mi sono avvicinato a Joseph per chiedere se mi prestava la sua racchetta. Questa volta però con un gesto molto eloquente mi fa detto che non ce l'aveva, nè sapeva dove era andata a finire, per cui mi è toccato, forza maggiore, di giocare con la racchetta in dotazione alla nave: una tavoletta senza gomma e un pò consumata. Nondimeno ho tirato fuori tutta la mia esperienza e con una tale racchetta ero costretto a dare tutto me stesso se volevo giungere alla vittoria. Karl aveva 17-18 anni, io 32; si muoveva con una tale agilità che a volte mi metteva in difficoltà. Dopo circa un'ora di gioco il risultato era di 2-0 per lui. Si aggiudicava la vittoria chi vinceva tre partite su cinque. La terza e la quarta le ho vinte io e dopo circa due ore eravamo in parità: 2 -2. Nella quinta ed ultima partita ci siamo trovati col punteggio 20-20, poi 22-22, 24-24 e alla fine, dopo circa tre ore di gioco 26- 24 per....me. Un applauso infinito si è levato da parte di tutti i presenti che hanno seguito l'incontro col fiato sospeso e dopo la stretta di mano con Karl molti mi hanno circondato per complimentarsi e qualcuno ha esclamato" Bravo campione! E' stato un incontro indimenticabile". Giunti a Venezia, durante la serata di gala, mi è stata consegnata un targa, come primo classificato al Torneo di ping-pong, tra gli applausi di tutti i presenti. Ho provato una certa emozione nel sentire il mio nome ripetuto in varie lingue e nel momento in cui mi sono avvicinato alla pedana per ricevere dalle mani del Commissario di Bordo la targa IRPINIA, mentre il fotografo scattava la rituale foto-ricordo. Quella sera, devo dire la verità, mi sono sentito importante e, trovandomi tra persone di varie nazionalità, un po' orgoglioso di essere italiano.

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