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giovedì 24 novembre 2011

Vita giovanile.

Continuando a sfogliare il libro "virtuale" dei ricordi, la mia attenzione si è soffermata sulle pagine di un periodo di tempo che va dal 1958 al 1962. Allora, più di cinquant' anni fa, non esistevano le distrazioni di oggi (circoli ricreativi, discoteche, sale da gioco, macchinette "mangia-soldi", ecc. ecc.) per cui la gioventù di allora frequentava assiduamente l'Azione Cattolica, la cui sede era ubicata nella cosiddetta "Baracca", tante volte menzionata. Qui si passava il tempo libero e tra una riunione e l'altra, tenute da educatori preparati con l'assistenza spirituale di un "grande sacerdote" Don Domenico Cassone e dei suoi collaboratori Don Lico e Don Rossetti, la vita scorreva serena, piacevole, in piena armonia tra di noi, nell'osservanza dei principi di fraternità e solidarietà e nel rispetto dei valori fondamentali del vivere civile quali la correttezza, l'onestà, la comprensione vicendevole e l'amore verso il prossimo: principi e valori recepiti ed assimilati da ognuno di noi nel corso di molti anni di partecipazione attiva alla vita parrocchiale, con annesso oratorio ( la baracca, appunto!). I giovani di allora dai 14 ai 26 anni eravamo felici, pur non disponendo di grosse risorse economiche, perchè cresciuti in un ambiente sano e ricco di sani principi che hanno formato il nostro carattere e costituito la struttura portante della nostra vita futura di uomini liberi e responsabili all'interno di una società civile che ha conosciuto nel corso dei decenni alti e bassi in termini economici, etici e sociali. Tornati da scuola, nel primo pomeriggio ci si ritrovava nella baracca a giocare a ping-pong, a carte o al bigliardino calcio-balilla mentre altri si cimentavano in discussioni sulle partite di calcio che la domenica avevano seguito alla radio commentate da quel grande giornalista sportivo quale era Nicolò Carosio; altri ancora in una saletta preparavano il giornale "Vita Giovanile" selezionando i vari articoli scritti da noi stessi da stampare con un ciclostile a manovella e pubblicare la domenica successiva; c'era chi preferiva leggere un libro e chi si portava i libri di scuola per ripassare la lezione del giorno dopo. Il venerdi sera tutti alla riunione generale che teneva il Presidente Ciccio Gioffrè con accanto Don Cassone o un suo collaboratore, durante la quale si commentava un brano del Vangelo e poi si discuteva sulle attività ricreativa del Sodalizio. La domenica mattina tutti alla Messa sociale e subito dopo alcuni di noi (i catechisti) riunivano gruppi di bambini in vari punti della Chiesa per impartire loro lezioni di catechismo. Verso le dieci tutti nella baracca fino all'ora di pranzo e nel pomeriggio fino a tarda sera; nei giorni feriali, però, ci si ritrovava solo di pomeriggio in quanto la mattina eravamo impegnati con la scuola: nel periodo estivo anche di mattina. Per me quello è stato il periodo più bello della mia giovinezza e ogni volta che ci ripenso, provo tanta nostalgia, pur ritenendomi fortunato per il mio vissuto successivo a quegli anni, se non altro per aver conosciuto ed amato una persona speciale che per 40 anni mi è stata accanto e che il 28 giugno 2011 è volata in cielo ad arricchire il firmamento di una nuova stella: la mia adorata Nuccia, l'Angelo che continuerà a vivere dentro di me per sempre.

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