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lunedì 31 dicembre 2012

Marameo!...ai Maya.

Il 21 dicembre 2012 è passato come quello del 2011, 2010... e precedenti secondo l'ordine naturale delle cose e contro le funeste profezie dei Maya. Anzi noi del Meridione d'Italia possiamo dire che la Natura ci è stata benevola dal 20 al 25, avendoci regalato delle condizioni atmosferiche quasi primaverili che hanno consentito a molta gente di tuffarsi in mare il 24 dicembre per rispettare la tradizione del bagno fuori stagione.

Eppure molti, pur mostrandosi spavaldi, sotto sotto avevano creduto alla fine del mondo tanto che i tre paesi che la profezia riteneva preservati dall'apocalisse  hanno fatto grossi guadagni registrando il tutto esaurito negli alberghi, ristoranti e locande solitamente frequentati nel periodo estivo da pochi villeggianti. A dire il vero anche i mezzi di comunicazione di massa (Giornali, Radio,TV e Web) hanno contribuito in un certo senso a creare qualche apprensione tra la gente tirando in ballo l'avvicinamento alla Terra di un asteroide di enormi proporzioni per cui tale notizia aggiunta alla profezia dei Maya ha suscitato nell'animo dei più deboli il dubbio che effettivamente il 21.12.2012 potesse essere la data della fine del mondo. Comunque sia il pericolo paventato non c'è stato.  Oggi è il 31 dicembre 2012, ultimo giorno dell'anno ed è giusto festeggiare, come tradizione, con balli e canti per accogliere il nuovo anno 2013 in maniera allegra pur sapendo, ahimè, in anticipo che sarà un anno di ulteriori sacrifici per risollevare in qualche modo questa nostra Italia dalla crisi economica, politica e sociale in cui versa da diversi anni. Si sa il sacrificio di per sé è doloroso ma se fatto per un fine nobile va accettato; è una medicina amara, lo so,che purtroppo dobbiamo bere se vogliamo dare ai nostri figli un futuro migliore.Auguriamoci che questo nostro sacrificio non venga sprecato dalla nuova classe dirigente che da qui a qualche mese si assumerà l'onore e l'onere di farci uscire dal tunnel se non altro per dare alle nuove generazioni la speranza di poter vivere dignitosamente secondo i principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale; principi che garantiscono a tutti i cittadini italiani lavoro, giustizia ed equità sociale e che rappresentano le basi su cui si fonda una Società civile, libera e democratica. Con questi sentimenti AUGURO a tutti un Felice Anno Nuovo con l'auspicio che il 2013 sia una anno di pace, serenità, progresso civile e crescita economica e segni l'inizio di una nuova Era caratterizzata da una maggiore partecipazione alla vita politica del Paese per riacquistare il posto che ci spetta nel contesto europeo e riappropriarci di quella dignità internazionale, offuscata negli ultimi anni, che ci rende co-protagonisti nella scena politica mondiale e ci fa sentire orgogliosi della nostra appartenenza ad una Nazione considerata culla di civiltà e terra fertile di ingegno, di arte e di cultura.
                
                                                       AUGURI DI BUON ANNO !!!

   

sabato 29 dicembre 2012

Aspettando l'anno nuovo....2013

"Caro amico ti scrivo......" così comincia la bellissima canzone di Lucio Dalla che ogni anno a Capodanno viene trasmessa come augurio per l'anno che verrà ed è proprio con queste parole che mi rivolgo a Voi, cari amici-lettori per esternarvi tutta la mia stima e il mio ringraziamento per la benevolenza che mi avete dimostrato nel corso dell'anno che sta per finire. E' stato un anno difficile per tutti; in ogni settore dell'attività commerciale le difficoltà si sono accavallate giorno per giorno e molte persone hanno perso il lavoro con gravi ripercussioni nella vita familiare; la disoccupazione giovanile è aumentata e il cosiddetto spread  ha messo in ginocchio l'economia del nostro Paese a seguito di una speculazione dei mercati finanziari che ci ha fatto rischiare il fallimento; molte categorie di lavoratori, professionisti, studenti ed operatori nel campo della ricerca nel corso dell'anno hanno manifestato contro il Governo che non riusciva a dare risposte soddisfacenti alle loro sacrosante richieste; il fermo dei trasporti ha creato disagi notevoli nei rifornimenti di carburante e negli approvvigionamenti alimentari; calamità naturali, terremoti, alluvioni hanno messo a dura prova gli Italiani e la loro capacità di reagire; insomma il 2012 è stato un anno da dimenticare.



  Come sarà il 2013? Certamente, perdurando la crisi economica in atto, non avremo sonni tranquilli, ma conoscendo il carattere del popolo italiano, sono sicuro che molte difficoltà sopra riportate saranno superate e nel corso dell'anno 2013, se sapremo scegliere, nella prossime elezioni politiche, gli uomini giusti, la situazione generale del Paese migliorerà. Aspettiamo quindi con fiducia e speranza l'anno nuovo nella consapevolezza che il nostro contributo nella scelta  di  una nuova classe dirigente, capace e responsabile, ci consentirà di affrontare la vita con maggiore serenità.  


martedì 25 dicembre 2012

......oggi è Natale!

La data di nascita di Gesù non è esplicitamente riportata dai Vangeli, le principali fonti storiche su Gesù, né da altre fonti del tempo.    Dato che i Vangeli la collocano negli ultimi anni del re Erode il Grande, vi è sostanziale accordo tra quasi tutti gli studiosi nel collocare la nascita di Gesù tra il 7-6 a.C. Secondo la maggior parte degli storici, infatti, Erode sarebbe morto nel 4 a.C., anche se vi sono state e vi sono tuttora ripetute proposte di altre date. La datazione tradizionale all'anno 1 a.C., il cui anno successivo è il primo del calendario giuliano-gregoriano risale al monaco Dionigi il Piccolo nel VI secolo. Questa datazione si discosta comunque solo di uno o due anni dalla datazione fornita dai Padri della Chiesa sin dal II-III secolo.
L'istituzione della festa liturgica del Natale, come ricorrenza della nascita di Gesù, e la sua collocazione al 25 dicembre è documentata a partire dal IV secolo. (Queste notizie storiche le ho estrapolate da Internet).
Siamo nel 21° secolo dell'Era Cristiana, oggi 25 dicembre 2012, è Natale. La Chiesa attraverso la rappresentazione liturgica della Natività ci offre un'occasione per riflettere sul significato e il valore del Natale non solo dal punto di vista religioso ma anche dal punto di vista prettamente umano. La nascita e la presenza di Gesù nel mondo terreno, ha rivoluzionato l'ordine costituito delle cose fino allora vigente e ha creato nell'uomo un nuovo modo di amare tutto ciò che lo circonda. Ecco perché a Natale si diventa più buoni, proprio perché Natale significa Amore: amore verso il proprio simile; amore verso i più bisognosi; amore verso i derelitti, gli emarginati, i senzatetto, gli ammalati. E allora ci domandiamo: "Perché tutto questo avviene solo nel periodo natalizio e non in altri periodi dell'anno?". La risposta è semplice:  " Perché il memoriale della venuta di Gesù in mezzo a noi, provoca nel nostro intimo una "rivoluzione", tocca le corde del nostro cuore, illumina la nostra mente e ci fa vedere il mondo sotto una luce nuova attraverso gli occhi della fede; fede che ci permette di amare tutto ciò che Dio ha creato ; l'amore di Gesù si impadronisce del nostro essere uomini e ci trasforma profondamente aprendo la nostra mente per farci vedere nel volto di chi soffre il volto luminoso del Bambinello, dal quale si irradia serenità, pace, gioia e amore. I doni, gli auguri, i baci e gli abbracci che nelle festività natalizie ci scambiamo non sono altro che la manifestazione visiva, il segno  tangibile di un sentimento nuovo che trova nella raffigurazione della Natività la sua fonte e la sua ispirazione. Natale uguale Amore: diamo questo significato e questo valore al nostro Natale!




Riflettiamo davanti alla capanna di Betlemme sul perché Dio  attraverso la Vergine Maria, si è fatto Uomo! Sul perché Gesù,Figlio di Dio, ha tanto sofferto nell'indicarci la strada della salvezza, è morto sulla croce ed è risorto! La risposta a questi nostri perché la possiamo trovare contemplando quel Bambinello adagiato sulla paglia di una mangiatoia il giorno di Natale. . . . . . . cioè oggi.


martedì 18 dicembre 2012

La "bagnarota" Mia Martini


Sabato 22 dicembre 2012 su RAI UNO andrà in onda "Per sempre...Mia", una trasmissione dedicata alla grande artista bagnarese condotta da Massimo Giletti, in contemporanea alla serata finale del "Premio Mia Martini 2012"- 18^ Edizione - che si svolgerà a Bagnara  Calabra, sotto l'attenta regia di Nino Romeo, ideatore ed organizzatore della manifestazione, ripresa da TV locali, da Radio Medua di Bagnara e diffusa via Web in tutto il mondo.
Sarà' una serata che vede protagonista assoluta di un grande spettacolo musicale l'indimenticabile interprete della canzone italiana, nata a Bagnara Calabra, di cui si sentiva profondamente innamorata. Lei stessa si era definita "bagnarota", perché sentiva scorrere nelle sue vene il sangue delle donne di Bagnara; donne caparbie, determinate, lavoratrici instancabili, forti e decise nel raggiungere gli obiettivi prefissati. Lei ogni volta che veniva per trascorrere alcuni giorni di riposo, tra una tournée e l'altra, era felice di intrattenersi e parlare con loro in perfetto dialetto bagnarese perché voleva essere  una di loro."Io sono bagnarota come voi" - ripeteva spesso - " e anche se vivo lontano, Bagnara è sempre presente nei miei pensieri"
Sulla vita artistica di Mia Martini ho scritto diversi articoli, ma per questa particolare concomitanza di eventi irripetibili vorrei riproporre un mio intervento fatto un paio di anni fa nei locali della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Bagnara Calabra in occasione di una serata di musica dedicata a Mimi'. Nel 1985 ho avuto anche il privilegio di intervistarla durante un suo soggiorno per un servizio audio-video realizzato da Mimmo Villari, suo grande amico d'infanzia.
( vedi foto ) 


     "In questa serata dedicata a Mia Martini, mi preme sottolineare l’aspetto  umano della sua figura; dell’Artista si è detto e scritto moltissimo; l’immagine pubblica di Mimì ha fatto il giro del Mondo; la sua voce, il suo stile, le sue canzoni sono state apprezzate  in maniera sublime dai critici e dal pubblico di tutto il mondo. Io non saprei cosa dire di più e di meglio. Ma dato che l’ho conosciuta da “privata cittadina” Vi posso assicurare che sotto l’aspetto umano era una persona affabile, sincera, affettuosa e cordiale in maniera esagerata. Quando si parlava di Bagnara i suoi occhi si illuminavano e un sorriso aperto e coinvolgente si stampava sul suo viso minuto ed estremamente carino. Da vicino, fuori dalle scene, non era bella ma i suoi modi gentili, il suo sorriso e la sua simpatia, la rendevano talmente cara da essere considerata una di famiglia.          
Mimì era innamorata  di Bagnara e ogni volta che veniva per trascorrere qualche giorno di riposo ripeteva a tutti che in questa meravigliosa città voleva “trovare casa”.Qui  si sentiva rinascere ed era felice di ritrovarsi con i suoi amici e parenti, perché Bagnara  era tutto il suo mondo, il suo ambiente naturale dove riusciva a ricaricarsi dallo stress e dalle fatiche della sua attività artistica". 
Questa era ed è la "bagnarota" Mia Martini.

          

venerdì 14 dicembre 2012

Auguri a tutti ...........





"A tutti i miei lettori vicini e lontani
                                    
                           AUGURO  DI  CUORE

        tanta  salute, serenità, gioia  e  prosperità".

                                                    Natalino Tripodi 



sabato 8 dicembre 2012

Il mio Natale

Con la festività dell'Immacolata si entra ufficialmente nel clima del Natale, anche se gli addobbi natalizi nelle vetrine dei negozi o nei viali delle grandi città si incominciano a vedere a metà Novembre.Ed è dopo l'8 dicembre che nelle strade si nota un via vai di persone ( quest'anno molto meno degli anni passati, per la verità!) in cerca del regalo per il nipotino, il fidanzato, la moglie o semplicemente l'amico del cuore. E' un rito che si ripete ogni anno e solo a Natale in modo particolare perché, come i pastori duemila anni fa  portavano i doni al Bambinello per manifestare la loro gioia e il loro ringraziamento a Dio per essersi fatto uomo tra gli uomini, anche il nonno, il fidanzato, il marito o l'amico il giorno di Natale vuole esprimere la sua gioia e il suo ringraziamento per l'affetto, il rispetto, l'amore e l'amicizia, che riceve giornalmente, con un dono, piccolo o grande che sia, che racchiuda in sé il valore etico del bene ricevuto. Ricordo con nostalgia il mio Natale di molti, molti anni fa! Come ho già detto in altre occasioni ho trascorso la mia infanzia e la mia giovinezza a Bagnara con le zie, sorelle di mio papà, ma ogni anno andavo a trascorrere le vacanze di Natale, Pasqua e festività varie a Vibo Marina, dove la mia famiglia si era trasferita per motivi di lavoro. A Natale ci andavo anche per un altro motivo: festeggiavo con tutta la famiglia, che era abbastanza numerosa, il mio onomastico e tra i regali consueti, ricevevo sempre un extra in denaro dai genitori, fratelli e sorelle che rendeva il mio Natale molto più ricco rispetto agli altri componenti della famiglia. Quel giorno ero io il festeggiato e sentivo intorno a me il vero calore della famiglia; mi sentivo  circondato da una atmosfera meravigliosa che solo a Natale si può provare: le luci colorate dell'albero addobbato, il presepe con la stella sopra la capanna, i pastori in ginocchio davanti a Gesù Bambino, il paesaggio campestre con lo sfondo di un cielo stellato, tutto questo rendeva magico il mio Natale di quegli anni e fino a qualche anno fa ho cercato di ricreare nella mia famiglia la stessa atmosfera festosa. Però, dopo l'improvvisa ed inaspettata morte di mia moglie, il Natale non è e non sarà più lo stesso; ogni anno in questo periodo provo dentro di me una tale tristezza che non mi fa sentire più la magia della Notte Santa, né l'atmosfera gioiosa del 25 dicembre, giorno del mio onomastico, in quanto mi manca il sorriso, il calore e l'amore profondo di Colei che ha sempre reso felice il mio Natale: NUCCIA, la persona più cara della mia vita oggi il mio Angelo Custode che guida i miei passi in questo mondo nell'attesa di ritrovarci un giorno nella luce e nello splendore del Paradiso.


venerdì 30 novembre 2012

Aspettando il Natale....

Mancano 25 giorni al Natale e già le città, grandi e piccole, sono addobbate di stelline colorate e luminarie variopinte che creano un'atmosfera di festa, nonostante la grave crisi economica che da qualche anno attanaglia l'intera Europa. Attraverso la televisione in questi giorni avremo modo di  assistere all'accensione del grande albero nel parco della Casa Bianca oppure alla illuminazione degli Champs Elysee di Parigi con lo sfondo della  Torre Eiffel, anch'essa illuminata, oppure possiamo ammirare i festoni colorati della lontana Cina o seguire la maratona di migliaia di persone in pantaloncini rossi e barba bianca di Babbo Natale dell'Australia. Ovunque nel Mondo il Natale è una festività sentita e celebrata secondo le proprie tradizioni e le proprie usanze sempre però ispirate al sentimento cristiano della fratellanza. dell'amicizia e della solidarietà umana.  Si dice che a Natale si diventa più buoni. Sfatiamo questa diceria! Festeggiamo Natale tutto l'anno, anche senza panettone o pandoro, senza stelline o luminarie variopinte! Il Natale deve essere dentro di noi; il suo spirito deve inondare la nostra mente e il nostro cuore e guidarci verso orizzonti di pace, serenità e gioia di vivere. 
Naturalmente il Natale 2012 sotto l'aspetto economico sarà più contenuto; la crisi inciderà sicuramente negli acquisti natalizi, nei viaggi nelle località esotiche e nei regali che solitamente in altre situazioni si fanno a parenti ed amici. 
Ciò però non toglie interesse alla festività del Santo Natale, che ha nella capanna della Natività il suo vero significato e la sua vera essenza perché la festività ha un senso e una speranza solo se diamo al Natale il giusto posto nella nostra vita. Il significato cristiano della festa risiede nella celebrazione della presenza di Dio. Con la nascita di Gesù, Dio per i cristiani non è più infatti un Dio distante, che si può solo intuire da lontano, ma è un Dio che si rivela ed entra nel mondo per rimanervi fino alla fine dei tempi, che non sarà il 21 dicembre 2012 come vuole la interpretazione di una profezia attribuita ai Maya. Aspettiamo quindi il Natale con gioia e regaliamo un sorriso a chi, suo malgrado, vive nella sofferenza e nel dolore. Buon Natale a tutti!!!

domenica 25 novembre 2012

Fedeltà e Amore

Nel sistemare la stanza adibita a studio, dove oltre alla scrivania si trova una vetrinetta contenente libri vari ed enciclopedie, mi è capitato tra le mani un volumetto di Denis De Rougemont dal titolo "Fedeltà e Amore" che ha colpito la mia attenzione. L'ho messo da parte e dopo aver riordinato i libri nella vetrinetta, per curiosità più che per interesse ho voluto dare un'occhiata e sfogliandolo in maniera alquanto superficiale, leggevo qua e là qualche frase. Man mano che leggevo la mia curiosità lasciava il posto all'interesse di approfondire certi concetti che l'autore descriveva in una forma molto convincente. Ed ecco alcuni passaggi che ritengo possano interessare anche i miei affezionati lettori per una attenta riflessione:"La fedeltà considerata dalla tradizione e dalla logica come effetto dell'amore  precede l'amore stesso divenendone in certo modo la causa; non più la custodia, ma l'essenza determinante. In altre parole al posto di Amo,quindi sono fedele il paradosso  Sono fedele e perciò amo. Naturalmente questo paradosso, secondo De Rougemont, trova la sua naturale collocazione nel matrimonio: la fedeltà degli sposi è la volontà di accettare l'altro com'è, nella sua intima singolarità. La fedeltà è la legge di una nuova vita; essa vuole il bene dell'essere amato e quando, per questo bene, agisce, essa crea dinanzi a sé il prossimo.

Per quanto riguarda l'Amore, Denis De Rougemont scrive:"L'esercizio della fedeltà verso una donna abitua a considerare le altre donne come persone, non più come degli oggetti per cui sviluppa nuove facoltà di giudizio, di dominio di sé e di rispetto." Secondo l'autore il cristianesimo ha proclamato la perfetta eguaglianza dei sessi per cui la donna non può essere il fine dell'uomo, ma è l'amore reciproco che esige e crea l'eguaglianza di coloro che si amano. Al contrario l'amore selvaggio (o passione) spersonalizza le relazioni umane e quindi priva la donna della sua qualità di eguale e la  riduce al suo sesso. E' nel matrimonio, inteso come istituzione che disciplina la passione non più con la morale ma con l'amore, che si realizza la vera simbiosi tra un uomo e una donna.

Oggi è così? Le definizioni di Fedeltà e Amore date da Denis De Rougemont sono ancora valide?

Su questi temi mi piacerebbe sentire l'opinione dei miei due carissimi amici Saso Bellantone e Nata Zappalà, che stimo ed apprezzo per la loro capacità intellettuale di saper cogliere il senso e la misura di certi argomenti che riguardano i sentimenti della persona umana come la dignità, il rispetto, la fedeltà e l'amore.
Se non proprio una opinione, almeno un semplice commento.........

domenica 18 novembre 2012

La voce di chi conta

Questa volta voglio riportare in questo mio blog le opinioni di personalità del cinema, della politica e delle istituzioni che riguardano la difesa e tutela della creatività, ingegno ed operosità della nostra gente di spettacolo.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel giugno 2007 disse:" Mi pare ci sia un largo consenso sulla necessità di un intervento legislativo che valga a sollecitare energie produttive ed energie creative. E' molto giusto parlare del cinema ma non soltanto per i risultati artistici, ma anche per la realtà che rappresenta dal punto di vista dell'economia italiana e dal punto di vista della penetrazione dei nostri prodotti fuori dell'Italia"

Nicola Piovani, sempre nel 2007 a proposito di pirateria digitale disse: " Difendere il diritto degli autori dal furto delle loro opere anche sulla Rete, è una questione di civiltà. Perché il diritto d'autore non è altro che il frutto del lavoro di chi crea un'opera"






Romano Prodi, sempre su questo argomento :" Il tema della pirateria rappresenta una delle questioni più delicate tra quelle sollevate dalla diffusione delle nuove tecnologie. Il mercato dei contenuti digitali richiede una disciplina severa ed attenta, proprio in ragione della sua relativa giovinezza: il consolidamento di circuiti paralleli e illegali di diffusione rischia da un lato di compromettere seriamente le potenzialità espansive dell' industria, dall'altro di alimentare i flussi finanziari di una criminalità organizzata che, sempre più massicciamente trova in attività mediaticamente meno eclatanti ma altrettanto illecite, una nuova forma di prosperità"

Mario Monicelli, grande regista già nel 2007, ebbe a dire: " Mi spiace sentire parlare di crisi ( riferita al cinema italianao); i film continuano ad uscire e i nostri giovani continuano a migliorare. L'importante è rioccupare le sale invase dai colossi Usa, conquistare il pubblico, rimettere in moto la fiducia nell'esercizio e l'industria: la qualità verrà dopo, siamo artigiani"


Pupi Avati: " Nessuno farebbe più fare un film a Fellini o a Visconti.Oggi sopravvive solo chi garantisce un ritorno economico; non si possono più produrre capolavori. Se il cinema italiano si è ripiegato su se stesso, la nostra  è diventata una culturetta di provincia.La TV italiana manda in onda i film di notte o su reti minori"


Queste le opinioni espresse nel 2007. Ma da allora ad oggi  le cose sono migliorate? La difesa e la tutela delle opere d'arte esiste? La pirateria digitale, quanto incide sulla nostra economia? Diamo una risposta a questi interrogativi. Facciamo sentire anche la nostra voce.

sabato 10 novembre 2012

I lupi della Sila

Qualche mese fa il Comune di Bagnara Calabra, nel quadro delle iniziative relative ai Servizi Sociali per il 2012, ha reso pubblico un bando per l'iscrizione di persone anziane residenti nel territorio per partecipare ad un soggiorno di 4 giorni in Sila con a carico dei partecipanti solo del prezzo dell'Hotel. Il  viaggio in pulman veniva offerto dell'Ente Sila nel piano di una programmazione mirata alla conoscenza del Parco e allo sviluppo di un turismo socio-culturale finalizzato ad un maggiore rispetto per la Natura.
Espletate le formalità di rito e completate le iscrizioni  con il pagamento della quota spettante, domenica 4 novembre u.s. la comitiva, di cui ho fatto parte anch'io, guidata dall'Assistente Sociale Rosaria De Maio, parte da Bagnara e dopo circa 4 ore di viaggio raggiunge la destinazione: l'Hotel Cozza di Camigliatello Silano. Il pomeriggio della stessa giornata viene dedicato alla visita della cittadina e all'acquisto di prodotti tipici da parte di alcuni gitanti. Il giorno dopo si fa una escursione nei dintorni e nel pomeriggio si va a visitare il Parco Nazionale con annesso Museo gestito dal Corpo Forestale dello Stato. A guidarci in questa visita è un agente del Corpo Forestale che ci illustra i vari settori e ci spiega l'importanza della vegetazione e la salvaguardia della fauna che l'Ente Parco cerca di tutelare nel migliore dei modi per difendere un'oasi di serenità da offrire ai nostri figli e ai figli dei nostri figli.
Mentre osservavo e ammiravo la disposizione dei vari reperti, la mia attenzione fu colpita da un cartello in cui era raffigurato un lupo con la seguente didascalia: "Il lupo è cattivo solo nelle favole". Mi è piaciuta tanto che ho pregato uno dei nostri a scattare la fotografia che vedete riprodotta: sono io accanto a dei veri lupi, (imbalsamati) in uno atteggiamento quasi domestico. Dopo la visita dell'orto botanico e di altri settori del Parco abbiamo fatto ritorno in albergo molto soddisfatti e con qualche nozione in più sulla vita degli animali, lupi in particolare, e sulla necessità di rispettare l'ambiente in cui viviamo, sia esso montano o marino.
Il terzo giorno visita alla città di Cosenza e dintorni e giorno 7 novembre rientro a Bagnara. Lungo il percorso ci siamo fermati a Crotone, dove abbiamo potuto visitare il Duomo e la cittadina Le Castella (Isola Capo Rizzuto). La guida che ci accompagnava in questa gita, la dott.ssa Paola, ci ha fatto visitare il castello ( vedi foto) e ci ha spiegato un po' di storia antica che, data l'età dei partecipanti, è servita a rinfrescarci la memoria, per la verità un po' arrugginita. Verso sera siamo rientrati a casa contenti e soddisfatti.
E' stata una esperienza molto interessante per socializzare e, perché no, per arricchire il nostro bagaglio culturale con escursioni molto istruttive dal punto di vista della conoscenza di luoghi che meritano di essere protetti e tutelati, come la nostra Calabria e la Sila in particolare.

mercoledì 31 ottobre 2012

La festa di Halloween

La notte del 31 ottobre si celebra principalmente negli Stati Uniti la festività di Halloween che risale alle tradizioni antiche della cultura celtica e anglosassone. Oggi però è diffusa in diversi Paesi del Mondo e le sue caratteristiche sono molto varie: sfilate in costume, giochi dei bambini, balli e canti per le vie delle città che secondo la cultura celtica salutano la fine della stagione calda ossia la fine dell'estate. Ma che significa "Halloween"? La parola Halloween viene attestata per la prima volta nel XVI secolo e rappresenta una variante del nome completo All-Hallows-Even, cioè la prima notte di Ognissanti. Infatti secondo il calendario celtico l'anno nuovo iniziava il 1° novembre che coincideva con la fine della stagione calda e l'inizio dell'inverno il quale veniva associato all'idea della morte e si credeva che gli spiriti esercitassero il loro potere sui raccolti dell'anno nuovo, per cui la festa di Halloween è legato al mondo della natura. Negli ultimi anni tale festività  ha preso un carattere molto più consumistico e moderno e viene intesa come una "festa del costume" dove party in maschera e festeggiamenti vari superano il valore tradizionale del dolcetto o scherzetto per dar vita ad una nuova tradizione di divertimento, tipica della gioventù cresciuta.
Questa in sintesi l'origine della festa di Halloween, ma io ricordo che all'età di circa 8-9 anni ( 1947- 1948), insieme ad altri coetanei la mattina del 1° novembre si andava di casa in casa e si chiedeva  "'u ninareiu " e la padrona di casa ci accoglieva con simpatia e ci riempiva di castagne, fichi secchi, noci, "piparelli" e caramelle che dividevamo in parti uguali. Da noi bambini la festa del 1° novembre  era molto attesa perché quel giorno avevamo l'occasione di  bussare alle porte dei vicini di casa sicuri di ricevere doni e dolcetti in abbondanza. Eravamo negli anni del primo dopoguerra e come molti ricorderanno in molte famiglie non c'era la possibilità economica di andare al di là del necessario per cui si aspettava "'u ninareiu" per avere qualcosa in più rispetto agli altri giorni dell'anno. Oggi, grazie a Dio, i tempi sono cambiati e i bambini non usano più chiedere "'u ninarieu", ma si divertono come se la festività del 1° novembre fosse una seconda festa di Carnevale, con canti e balli in maschera secondo la nuova moda introdotta in Italia una decina di anni fa o forse più.  Buona Festa a tutti!!! 
  

martedì 23 ottobre 2012

Rispetto ed equilibrio

In questi ultimi giorni trovo nella buca delle lettere molti periodici, locandine pubblicitarie, lettere con richieste di aiuto da parte di associazioni umanitarie e altro materiale cartaceo per acquisti nei supermercati locali e dei paesi vicini. Sfogliando uno di questi periodici mi ha colpito un articolo che riguarda il rapporto genitori / figli.
In questo articolo è scritto che i genitori devono mettersi in ascolto dei figli per aiutarli a realizzare le loro potenzialità, caso contrario è possibile che in essi si sviluppi ansia, paura e aggressività. Secondo l'autore dell'articolo i genitori che non ascoltano vedranno spesso il figlio crescere svogliato, senza iniziative ossessionato dalle troppe proibizioni ricevute e non si accorgono che i figli sono dotati di una loro personalità, di un loro carattere, sogni per l'avvenire e tendenze a confrontarsi con gli altri per cui sarà proprio un rapporto equilibrato tra le istruzioni impartite dai genitori e la natura propria dei figli che permetterà di sviluppare ed utilizzare i "desiderata" degli uni e degli altri. Questo rapporto equilibrato viene definito dall'autore dell'articolo "pedagogia dell'attenzione" il che vuol dire che  occorre equidistanza tra gli eccessi ossia né superficialità né ossessione nell'esercizio delle funzioni genitoriali ma rispetto ed equilibrio: rispetto nei confronti del carattere dei figli ed equilibrio negli interventi dei genitori nell'educare e guidare i figli nella crescita secondo le proprie inclinazioni.
Certamente detto così sembra tutto facile, ma nella vita reale, in pratica cioè esiste questo rispetto ed equilibrio? Oggigiorno i genitori sono disposti ad "ascoltare"  i figli? Hanno rispetto della loro personalità? Sono equilibrati nell'impartire ed inculcare loro principi di sana educazione che li aiuti a sviluppare in positivo le loro aspirazioni? E i figli fino a che punto sono disposti ad accettare gli interventi dei genitori sulle modalità di come programmare la propria vita? Su questi interrogativi ci dovremmo interrogare per meglio capire certi comportamenti  dei giovani di oggi che pur di "arrivare" condizionano la loro e l'altrui vita, in modo particolare quella dei propri genitori che in molti casi, pur ascoltando, non riescono a vedere realizzato il loro progetto, finalizzato a salvaguardare l'integrità fisica e morale dei propri figli. Ecco perché è necessario, secondo me, rispetto ed equilibrio da parte degli uni e degli altri;  solo così le generazioni che verranno potranno costituire una Società veramente civile ed integrata. Questa la mia opinione. E la vostra?....

domenica 14 ottobre 2012

L'Arte creativa di Carmelo Zoccali

Nato a Bagnara Calabra, Carmelo Zoccali sin da piccolo si sentì attratto dalle grandi opere marmoree di grandi artisti e il desiderio di potere un giorno creare con le sue mani una statua di marmo fu talmente forte che in età giovanissima cominciò a frequentare un laboratorio del luogo come apprendista, diventando molto presto un vero artigiano del marmo.  Coltivò la sua passione in maniera quasi morbosa tanto che ancora giovane si trasferì a Roma per perfezionare la sua vena artistica visitando musei, biblioteche, anfiteatri e sculture varie dislocate per tutta Roma. Dopo circa dieci anni di studio e di esperienza presso laboratori di veri maestri del marmo, rientrò a Bagnara Calabra dove iniziò a lavorare in proprio circondandosi di giovani lavoranti-collaboratori anch'essi  molto bravi nella lavorazione del marmo. Nel corso del tempo ha realizzato diverse opere di marmo come cappelle monumentali, sculture artistiche, camini, tavoli e mosaici, presbiteri, altari, leggii, acquasantiere, fonti battesimali, allocate in varie chiese della Calabria e Sicilia.
L'arte creativa di Carmelo Zoccali non ha un modello su cui ispirarsi; la sua primordiale passione per il marmo lo ha portato a livelli di prima grandezza nella realizzazione di opere destinate ad arricchire il già vasto patrimonio artistico italiano senza frequentare scuole o accademie, solo ed esclusivamente con l'ingegno e la tecnica scultoria insita nel suo DNA. 



Michele Di Raco così scrisse in una recensione:"La facilità con la quale Zoccali interviene sul marmo gli consente di realizzare mosaici e tarsie di valore esecutivo nonché immagini figurative tratte da opere pittoriche, di paesaggi o di composizioni policrome per decorare un vaso, un tavolo o un qualsiasi altro oggetto". 
E il critico d'arte Giuseppe Livoti in occasione dell'ultima mostra fatta a Bagnara Calabra presso il Grand' Hotel Victoria qualche mese fa, scrisse: " La scultura di Carmelo Zoccali trova nel marmo e nell'inserimento tra pittura e plasticità della materia una commistione tra elementi variegati. Forme animate da pieni e vuoti divengono espressioni di radicati approcci su temi diversi in cui anche il Mare Nostrum assume, ancora una volta, la sua forza ed il suo potere incantatore, evocativo e, al tempo stesso, suggestivo".
Questi giudizi espressi da persone altamente specializzate e competenti fanno capire meglio a noi miseri mortali il vero valore dell'arte creativa  di Carmelo Zoccali, che possiamo definire un Artigiano del marmo votato all'Arte.



Carmelo Zoccali vive a Bagnara Calabra - via Umberto I° - Tel.0966/371424 e lavora nel suo laboratorio in via Nazionale Bivio Grimoldo-  Pellegrina di Bagnara Calabra (Cell.392/9593635)
E-mail: studio@carmelozoccali.com 
Sito Internet: www.carmelozoccali.com  

mercoledì 10 ottobre 2012

L'Anno della Fede

In questi giorni nelle omelie domenicali, in tutte le chiese viene annunciato che S.S. Benedetto XVI ha indetto "L'anno della Fede" con inizio 11 ottobre 2012 fino al 23 novembre 2013 nel 50° dell'apertura del Concilio Vaticano II°. Durante quest'anno i cattolici in modo particolare sono chiamati a testimoniare la propria fede e a vivere di conseguenza secondo i principi basilari che da questa fede scaturiscono per diventare segni vivi del loro essere cristiani.
Dalla lettera del Papa vengono citate tre direttive:
1. La porta della fede è sempre aperta;  
2. Non è accettabile che la luce sia tenuta nascosta; 
3.La fede impegna ognuno di noi a testimoniare la presenza del Risorto nel mondo. 
L'anno della fede è dunque un invito a riscoprire il senso della nostra vita con una rinnovata conversione al Signore, unico Salvatore, per cui attraversare la porta della fede significa iniziare un cammino spirituale che dura tutta la vita. E la testimonianza offerta dalla vita dei credenti aiuta la Chiesa a rinnovarsi, tenendo fisso lo sguardo su Gesù che da origine alla fede, la quale fede cresce quando è vissuta come esperienza di amore e trasmessa agli altri con gioia. Ecco perché la luce che trae origine dalla fede non deve essere tenuta nascosta per salvaguardare egoisticamente  la nostra esistenza, ma deve essere a sua volta proiettata all'esterno per illuminare quanti vivono, ahimè, nelle tenebre, offrendo loro un segno vivo che li aiuti ad attraversare quella porta sempre aperta ed intraprende il cammino che porta alla salvezza dell'anima. Il Mondo oggi ha bisogno della testimonianza di una vera vita cristiana, per cui l'anno della fede di prossima apertura è l'occasione salutare per noi credenti, per rinnovarci e diventare lievito per la società nella quale viviamo, nella consapevolezza che solo in Gesù, Nostro Signore, ogni travaglio e ogni desiderio del cuore umano trova il suo reale, positivo compimento.Accogliamo, perciò, con animo devoto l'invito del Papa Benedetto XVI e rinnoviamo la nostra fede in Gesù, unica ancora di salvezza, invocando la Vergine Maria ad aiutarci a diventare lievito rigeneratore per la nostra realtà sociale e per il mondo intero.

sabato 29 settembre 2012

La festa dei nonni

Il prossimo 2 ottobre  sarà la festa dei nonni istituita da pochi anni per equilibrare le feste delle persone a noi più care come la mamma, il papà, la donna in generale. Mancava quindi la festa del nonno, la cui figura è insostituibile  nella crescita del nipotino che vede nel nonno la saggezza, l'esperienza,l'affetto sincero e..... il regalo particolare nelle ricorrenze importanti della sua vita.E' giusto quindi che qualcuno abbia pensato di inserire nel calendario anche la festa del nonno.A questo riguardo in una pubblicazione del Centro Antoniano di Educazione e Formazione ho trovato un articolo intitolato:" Un nipotino intelligente" che di seguito riporto per una riflessione sull'importanza del rapporto nonno/nipote non sempre tenuto nella giusta considerazione. 
 " Là sulla collina c'era una cascina, dove abitava un anziano contadino.Un giorno andò lassù il nipotino Alex. Non era iniziata ancora la scuola e il piccolo poté restare col nonno una settimana. I due si volevano un gran bene e così si ritrovavano di primo mattino ad aspettare il sole che scendeva sui campi, mentre la sera si ritiravano sull'uscio della cascina a guardare le stelle, che da quel poggio si distinguevano tutte scintillanti. Un giorno il nonno propone: " Vieni andiamo a piantare questo pinetto dove c'era il grande eucalipto, che la tempesta ha abbattuto, poveretto....". Alex prende lui il pinetto, non ha mai provato quella gioia, e partecipa tutto eccitato allo scavo del fosso, aiuta a calarvi dentro l'alberello e a ricoprirlo di terra fino ai piedi del tronco. " Nonno - dice poi - guarda quanto è carino, diventerà grande come  l'eucalipto? ". 
" Certo, ma dopo tanti anni....". Il piccolo, che era molto intelligente, capì anche di più vedendo il vecchio che indicava con la mano lontano...lontano.... E restò triste fin quando il nonno gli regalò una carezza e un bel sorriso. " Nonno perché l'hai piantato se a goderselo dovranno essere gli altri?". "Alex, oh Alex, non sai tu che tutti godiamo di molte cose preparate dagli altri per noi? All'ombra di questo pino verranno a prendere il fresco quelli che vivranno, e in mezzo ai rami faranno il nido gli uccelli. Io sono felice, l'ho piantato per loro...e anche per te!". Il bambino abbracciò stretto il nonno.

 Io non ho conosciuto i nonni, ma solamente le nonne e una in particolare, la nonna paterna. Ricordo che all'età di sei anni mi accompagnava alle scuole elementari e ogni giorno quando  si  era  nei  pressi  della  Villa  Comunale  deviava  verso il laboratorio della  pasticceria di  Donna Caterina, comprava  un pasticcino, se lo metteva  nella  tasca e me lo consegnava davanti al portone della scuola poco prima di entrare.
 Per cinque anni ogni  giorno, tutti i giorni dell'anno scolastico, si ripeteva questo rito. 
Poveretta  è  morta  nel 1949 all'età di  81  anni e sei mesi.  
La  sua  morte  è  stata  il  mio  primo  grande  dolore ( avevo 10 anni ). 
 La  ricordo  sempre  con   grande  affetto.

martedì 18 settembre 2012

Premio Mia Martini 2012


Nella prima decade di Ottobre p.v. si sarebbe dovuto svolgere a Bagnara Calabra il Gran Gala del Premio Mia Martini – 18^ edizione – ma secondo indiscrezioni sarà spostato nel mese di Dicembre per motivi finanziari. Come certamente saprete la manifestazione creata nel lontano 1995 da Nino Romeo a seguito della morte improvvisa ed inaspettata della nostra concittadina Mia Martini, una delle più belle voci della canzone italiana, non è stata inclusa nel calendario degli eventi finanziabili dalla Regione Calabria in quanto non ritenuta un evento di grande risonanza turistico-culturale. Una motivazione questa che non sta né in cielo né in terra in quanto sin dalla sua nascita il Premio Mia Martini è stato considerato dalla stessa Regione Calabria non soltanto una kermesse musicale, una vetrina per voci nuove della canzone, ma un evento internazionale per la conoscenza del vero volto della Calabria; un volto pulito, solare e, aggiungo io, onesto. La Calabria è un territorio ricco di tesori e grazie al Premio Mia Martini in questi anni è stato mostrato in tutte le piazze d’Italia e in alcune grandi città europee come Parigi.

Tutti i politici, alti funzionari e responsabili di settore della Regione Calabria, ospiti della manifestazione, hanno sempre elogiato Nino Romeo per questa bellissima iniziativa e sostenuto con contribuiti economici, secondo le disponibilità finanziarie dell’Ente, in parte le ingenti somme necessarie per offrire uno spettacolo dignitoso all'occhio vigile ed attento della televisione italiana ed internazionale e al numerosissimo pubblico che ha sempre seguito con entusiasmo questo appuntamento canoro in memoria di Mia Martini. Ma quest’anno, guarda caso, la Regione Calabria esclude dal suo calendario degli eventi da finanziare proprio il Premio “Mia Martini” mentre si impegna a sostenere manifestazioni di profilo artistico-culturale non certo all'altezza, in termini di risonanza internazionale, del premio ideato e realizzato dall'apprezzato regista Nino Romeo. Sarà stato per mancanza di risorse o per altro motivo a noi sconosciuto? E’ stata una decisione unanime oppure di qualche gruppo che maliziosamente ha voluto cancellare un evento che ha dato lustro e decoro alla Provincia di Reggio Calabria, alla Regione Calabria e all'intera Nazione nel corso dei 17 anni del suo svolgimento? Forse non lo sapremo mai, ma una cosa è certa: il Premio Mia Martini continuerà ad esistere nonostante tutto perché conosco la caparbietà e l’attaccamento viscerale di Nino Romeo verso la sua città (Bagnara Calabra), la sua Regione (Calabria) e l’affetto sincero verso l' Artista che con la sua voce ha incantato le platee del mondo e ha reso famoso il vero volto della sua gente: Mia Martini.

sabato 8 settembre 2012

Scorci di stagione


Anche se i meteorologici continuano a ripetere che tornerà l'estate, penso che ormai possiamo riporre nel cassettone il costume, il telo, le ciabatte infradito ( l'ombrellone noi frequentatori di spiaggia libera) e dire definitivamente "Ciao mare!".  Nondimeno a Bagnara Calabra e in genere nel Meridione d'Italia avremo ancora delle belle giornate di sole per cui non mancheranno dei temerari, soprattutto giovani che non hanno impegni di lavoro o forestieri che hanno scelto come periodo di vacanza il mese di Settembre anziché il mese di Agosto, continueranno a distendersi sui ciottoli roventi della nostra  spiaggia e a tuffarsi  nel meraviglioso mare della  Costa Viola che a settembre, secondo quanto ci hanno tramandato i nostri antenati, è più bello e più pulito. Ma ciò non significa che sia ritornata l'estate! Per estate di solito s'intende divertimento, spensieratezza, intrattenimento fino a tarda notte, discoteca all'aperto, musiche assordanti, incontri e manifestazioni culturali varie, relax, riposo fisico e psicologico, ecc. ecc. Settembre, invece, per molti frequentatori di Bagnara Calabra non fa parte dell'estate ( dopo il 15 agosto li aspetta la ripresa delle proprie attività lavorative) e per loro il mese di settembre  segna l'inizio di una nuova stagione di stress e di impegni che in un certo senso prepara la mente e il cuore alle vacanze dell'anno venturo. E' vero, qui l'estate meteorologica non finisce ad agosto; sarebbe molto bello poter trovare degli spazi anche nel mese di settembre per iniziative di carattere storico-culturale che facessero da volano alla nostra città per farla diventare un centro turistico di prima grandezza! Ma per il momento, purtroppo, la vera estate è finita ad agosto, nonostante il clima continua ad essere mite fino ad ottobre inoltrato. L'Amministrazione Comunale, in modo particolare, dovrebbe tenere conto di ciò ed incominciare a pensare e programmare nuove strategie per valorizzare meglio le risorse naturali e far funzionare le strutture (Auditorium, Teatro Belvedere, Castello dei Ruffo, ecc.) di cui disponiamo per far sì che l'estate turistica coincida con l'estate meteorologica e continuare anche a settembre  ad usare costume, telo, ciabatte ed ombrellone insieme a tanta gente che trova in questo scorcio di stagione un motivo per restare a Bagnara.  E' un suggerimento che mi auguro possa essere recepito ed attuato sin dalla prossima estate.

sabato 1 settembre 2012

" Estate 2012.....Ciao! "

Anche se il tempo continua ad essere temperato, bello e soleggiato, l'estate " vacanziera" per molti è già finita. Restano pochi (per lo più locali) a fare i bagni anche nel mese di settembre ed oltre e tra questi anch'io che ho sempre saputo, perché tramandato dai nostri progenitori, che a settembre il mare è più bello, più pulito e più adatto per chi ama la tranquillità e il relax a 360 gradi: non c'è confusione; non c'è rumori di sorta, né musica assordante proveniente dagli stabilimenti balneari per cui a settembre a Bagnara Calabra si potrà godere la vacanza nel vero senso della parola.Questo privilegio l'abbiamo solo noi del luogo e pochi forestieri che quest'anno hanno voluto prolungare le loro ferie proprio per verificare se quanto avevano sentito dire dagli amici sulla possibilità di continuare a fare i bagni anche dopo Agosto, rispondesse a verità. Sono convinto che non resteranno delusi perché a Bagnara Calabra, per un particolare dono del Buon Dio, l'estate non finisce ad Agosto come in tutte le altre località turistiche, ma continua ad essere benevola  verso coloro che, per un motivo o per un altro, non hanno ancora pronunciato la parola "Ciao, Estate!".
Di questo particolare privilegio dovrebbero tenere conto i nostri operatori turistici e i nostri governanti per far sì  che il grosso delle presenze estive anche nel mese di settembre trovi piacevole il soggiorno nella nostra cittadina. E ciò è possibile mediante una più nutrita ed interessante programmazione degli eventi musicali e culturali, capace di offrire loro un qualcosa in più per restare: oltre al clima, al mare e alla cordialità della nostra gente è necessario coinvolgere i turisti e forestieri in genere in una serie di manifestazioni che li faccia sentire pienamente soddisfatti della scelta di Bagnara Calabra, quale meta delle loro vacanze e del loro meritato riposo.  Non vi pare?   

     

P.S.  Il mio è solo un suggerimento.......pensateci!     

lunedì 13 agosto 2012

Pausa estiva

Il mese di Agosto, come si sa, è il mese delle vacanze, dei grandi esodi, delle ferie e del riposo fisico e mentale ( a parte la lettura sotto l'ombrellone dei quotidiani o di qualche libro che durante l'anno non si è potuto leggere) per cui anche per me, che da qualche anno ho scoperto Internet e ho creato questo mio blog, il mese di agosto è  il mese del relax: ecco perché ho deciso di fermarmi nella pubblicazione di nuovi post per dedicarmi completamente alla ricerca di nuove idee, attraverso la frequentazione di "vecchi" amici che in questo periodo si trovano in vacanza nella loro città d'origine. Ritrovarsi dopo un anno (o forse più) si prova  una gioia particolare, per cui ogni volta che ci si incontra non si può fare a meno di andare indietro nel tempo e ricordare i tempi della prima infanzia o della giovinezza.



 Ed è un susseguirsi di ricordi fantastici, di episodi piacevoli che ci proiettano in un  mondo già conosciuto, in un periodo della nostra vita difficilmente dimenticabile, come quello dell'Azione Cattolica che è stata scuola di vita per ciascuno di noi . Questi incontri con "vecchi" amici  sono salutari per me in modo particolare perché mi aiutano a ritrovare quella serenità d'animo e gioia di vivere offuscata (se non proprio oscurata) dalla scomparsa prematura della persona più cara della mia vita e devo dire grazie a questi amici che in maniera molto discreta ed affettuosa cercano di lenire, con il racconto di un lontano ricordo, il dolore profondo che mi porto nel cuore e che mi accompagnerà fino al giorno in cui potrò ritrovare ( lo spero) nella luce del Paradiso, Colei che è stata su questa terra moglie adorata, mamma esemplare e persona amabile: la mia Nuccia.


Arrivederci a Settembre!!! 
Continuate, dopo questa pausa estiva, a cliccare su "UT UNUM SINT", il blog di Natalino Tripodi  

  

domenica 29 luglio 2012

"I ladri di Pisa" .... oggi.


     Continuando nella ricerca dimodi di dire mi ha colpito un detto riferito ai ladri della città di Pisa del Medioevo come persone che un po' vanno d'accordo e un po' litigano ( marito e moglie, fratello e sorella, due amici o persone qualsiasi:
                " Non fate come i ladri di Pisa". 


Secondo questo modo di dire nel Medioevo i ladri di Pisa di notte erano d'accordo e di giorno si azzuffavano;  d'accordo quando si trattava di rubare, ma poi al momento di dividersi il bottino litigavano violentemente. Volendo fare una similitudine con certi soggetti di oggi, questo modo di dire in un certo senso si adatta perfettamente a certi comportamenti dei nostri politici. Infatti in questi ultimi giorni tutti parlano di nuova legge elettorale per le prossime consultazioni politiche, da destra e da sinistra, ma nel momento di mettere nero sul bianco cominciano a litigare: in televisione, in tutte le testate giornalistiche ( notte), 
 tutti gli schieramenti sono d'accordo nel sostituire il porcellumla legge elettorale vigente con una nuova legge che dia agli elettori la possibilità di scegliersi i propri rappresentanti, ma poi quandosi  trovano  intorno  al  tavolo "in camera caritatis"     ( giorno)      per elaborare le nuove norme, si azzuffano: quindi sono d'accordo agli occhi della gente nella necessità assoluta di una nuova legge elettorale, ma poi litigano nel momento di decidere e tutto rimane come prima ! 
 Onorevoli e Senatori della Repubblica Italiana     Non fate come i ladri di Pisa 
se veramente sentite la responsabilità di fare gli interessi dei cittadini; siate coerenti e comportatevi  in maniera corretta se non altro per rispetto verso coloro che, loro malgrado, continuano ad avere fiducia in voi (io no!!!).  

   

sabato 21 luglio 2012

Il mestiere di Michelaccio

I modi di dire riportati in questo post, non sono miei, ma tratti dalla rivista "L'Araldo di S.Antonio" del Maggio 2012, che, a parer mio, si adattano in maniera perfetta a certi comportamenti della nostra realtà sociale. "Nei tempi passati, c'era tra gli artigiani ambulanti il pentolaio, il quale con il suo asino carico di pentole, si fermava a tutti gli usci per sentire se le massaie avevano bisogno della sua merce o se avessero vasi da racconciare. Sapete, all'epoca non c'era il consumismo sbrigativo che sostituisce nuovo di zecca ogni oggetto di cucina in avaria. Nelle campagne italiane, ancora oggi, si suol ripetere come proverbio la frase: fa come l'asino del pentolaio, alludendo a chi camminando per strada, si ferma continuamente, magari a ciangottare e tagliare i panni addosso agli altri ( di questi tipi nel nostro paese ce ne stanno tanti!).Asino a parte, è bene anche guardarsi dal fare il mestiere di Michelaccio ( detto anche Michelasso). Si dice così per indicare un uomo pigro,ozioso, perché il mestiere di Michelaccio era mangiare, bere e andare a spasso ( anche di questi abbondiamo, ma in questo caso non per colpa loro, ma per mancanza di occasioni di lavoro, dovuta alla persistente crisi economica che attanaglia l'Europa intera! )". Questi due modi di dire giunti fino a noi sotto forma di proverbi si prestano a delle riflessioni di carattere etico-sociale che riguardano i nostri comportamenti interpersonali che molto spesso ci spingono a criticare o stigmatizzare maliziosamente gli errori degli altri e a non guardare invece a correggere i propri ed evitare pettegolezzi che creano inimicizie e dissapori  all' interno di una comunità di persone perbene. Il mestiere di Michelaccio, purtroppo, in questo periodo è il mestiere dominante ( il 36% dei giovani di età compresa tra i 18 e 35 anni, è disoccupato) e se riescono a mangiare, bere e andare a spasso, lo devono alla famiglia che tra enormi sacrifici provvedono al loro sostentamento, nella speranza che prima o poi riescano a trovare una loro sistemazione autonoma che consenta loro di affrontare la vita con maggiore serenità. Vorrei concludere questo post citando una frase  di Edoardo De Filippo, che ritengo si adatta perfettamente al mestiere di Michelaccio: "Ha da passà  'a  nuttata" che vuole essere un augurio per i tanti nostri giovani in cerca di un lavoro onesto e remunerativo che apra una finestra di speranza per un loro futuro migliore.

lunedì 9 luglio 2012

110 e lode


Giovedì 5 luglio 2012 presso la Sala Congressi dell'Hotel Victoria di Bagnara Calabra ho partecipato alla presentazione del libro "Lezione d'amore" di Silvana Ruggiero e, a differenza di altri incontri simili, ho provato   tanta commozione nell'ascoltare l'intervento dell'Autrice che con dignità, sobrietà, semplicità ed onestà intellettuale ha raccontato molto sinteticamente la sua storia umana che ha voluto fosse conosciuta perché altri, colpiti dal suo stesso dramma, potessero trarne giovamento. L'uditorio numerosissimo ha seguito il suo intervento con molta attenzione e al termine con un lungo applauso ha manifestato tutto il suo affetto e solidarietà per la sua grande capacità di reagire e combattere un destino crudele, sorretta dalla fede e dall'infinito amore verso i suoi figli. Nel suo intervento tra le tante persone che le sono state vicine, ha citato Suor Linda, appartenente all'ordine dei " Francescani Ancelle di Maria" che insieme a Suor Lorenza, sua superiora, ha soggiornato per più di un anno nella nostra città,  mettendosi al servizio della collettività in un' opera di assistenza spirituale e materiale e portando in tutte le case la Parola di Dio che è Via, Verità e Vita, Fonte di speranza e di gioia anche nei momenti più difficili della nostra condizione umana. Suor Linda per Silvana Ruggiero è stata la luce che in un certo senso l'ha fatta uscire dal tunnel in cui si trovava e colei che l'ha aiutata a ritrovare la forza per evitare il baratro verso il quale la sua situazione familiare la stava portando. La  presenza di questa suora, prima respinta e poi accettata, è stata per lei una benedizione di Dio;di quel Dio che non abbandona mai i suoi figli, anche se quest'ultimi molto spesso lo ignorano e lo combattono. Dio è misericordia; è salvezza; è pace interiore; è vita. Insieme a suor Linda, dicevo, ha svolto la sua missione cristiana anche suor Lorenza, la quale quasi ogni domenica veniva a casa mia per portare la santa Comunione ai due miei fratelli handicappati. Una domenica, dopo aver impartito la Comunione, vedendo con quanto amore questi miei fratelli erano assistiti e curati, rivolgendosi a mia moglie disse: " Signora, questi vi apriranno le porte del Paradiso". Questa  frase, detta molto tempo fa, mi è tornata in mente il 28 giugno 2011, giorno in cui la Signora ha lasciato questo mondo per andare ad abitare nella Casa del Padre ed è stato per me motivo di conforto sapere che " il mio angelo" oggi vive nella luce del Paradiso e questa certezza, che mi ha aiutato ad evitare la disperazione, mi da la forza di vivere nell'attesa di ritrovarci un giorno nella gloria celeste insieme a tutti i nostri cari. Il libro di Silvana Ruggiero è una vera lezione d'amore che può aiutare tanta gente a non lasciarsi sopraffare dallo sconforto e dalla disperazione, ma di lottare con tutte le forze e superare gli ostacoli, anche i più difficili, che si possono incontrare sulla strada della nostra vita.La sua  lezione d'amore sarà per ognuno di noi un salutare rimedio ad ogni tipo di sofferenza, spirituale e materiale, che nel corso degli anni si potrebbe presentare per cui la vita, come dono di Dio, va difesa con ogni mezzo e vissuta in ogni circostanza, impedendo alla sofferenza e al dolore di turbare l'armonia, la bellezza e la sacralità della sua essenza.  "Grazie, Silvana !".