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venerdì 10 febbraio 2012

La speranza è l'ultima a morire

Nei giorni scorsi, accettando l'invito dell'amico Carmelo Tripodi, ho assistito alla presentazione della pubblicazione DISSIRU L'ANTICHI, una Raccolta di antichi detti calabresi a cura di Stefano Monterosso. Ho ascoltato con attenzione gli interventi dei vari relatori e ho apprezzato molto l'intervento della Dott.ssa Assunta Carrà, esaustiva e precisa nella interpretazione dei proverbi e modi di dire calabresi, e quello dell'autore che con molta semplicità, umiltà ed onestà intellettuale ha indicato i motivi che lo hanno spinto a raccogliere gli antichi detti, proverbi e locuzioni vari del nostro territorio. Tra questi ha indicato la difesa del lessico volgare o dialetto che si cerca di uniformare alla lingua nazionale e il convincimento che attraverso gli antichi detti o le locuzioni dialettali si possa favorire la conoscenza del popolo calabrese.Secondo Monterosso le locuzioni proverbiali dei nostri antenati nella loro naturale spontaneità ci restituiscono l'aspetto preciso di una civiltà lontana nel tempo, ma vicina culturalmente. Lo scopo di questo suo lodevole lavoro di ricerca minuziosa è appunto la speranza di riuscire a difendere e divulgare il lessico dialettale nonostante i profondi cambiamenti che la globalizzazione e la civiltà dei consumi abbiano apportato negli usi e costumi della Calabria in generale e di Bagnara in particolare. Al termine della serata mi sono complimentato con lui per la serietà e l'impegno profuso in questo progetto ambizioso, proiettato in un prossimo futuro con la speranza di essere recepito dalle nuove generazioni per salvaguardare un patrimonio storico-culturale che fa parte del nostro DNA. Ho esternato un plauso alla giovane Casa Editrice Caravilla, nella persona di Carmelo Tripodi, che in collaborazione con Laruffa Editore, presente alla manifestazione, ha creduto fermamente nell'iniziativa di inserire la raccolta "DISSERU L'ANTICHI" nella collana "Calliope" nella profonda convinzione che il disegno tracciato da Monterosso possa essere l'inizio di un percorso di riscoperta e di recupero del nostro passato con uno sguardo al  futuro per creare così le condizioni nelle quali il futuro possa trovare il proprio slancio civile, sociale e culturale. " Il nostro intento - ha sottolineato Tripodi - è quello di promuovere i saperi, le arti, le scienze, la cultura e incoraggiare la memoria del passato e delle tradizioni popolari. Questo piccolo seme  che oggi la Casa Editrice Caravilla lancia si spera possa attecchire e offrire in futuro frutti copiosi e rigogliosi". 
Ce lo auguriamo tutti!!! 

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