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sabato 31 marzo 2012

Pasqua è alle porte

Fra una settimana è Pasqua! A Bagnara Calabra, la Pasqua è un evento di particolare importanza sia dal punto di vista religioso che dal punto di vista laico. Le funzioni religiose durante la settimana santa sono molto sentite dal popolo bagnarese perché rappresentano una continuazione, con qualche variante, delle tradizioni dei nostri antenati: si inizia con  la benedizione delle palme; poi la lavanda dei piedi del giovedì santo; la Via Crucis del venerdì santo ed infine il giorno di Pasqua la sacra rappresentazione in Piazza Morello" 'A ffruntata ", ossia l' incontro di Gesù Risorto con la Madonna, Sua Madre e Madre nostra, seguita da centinaia di fedeli commossi ed osannanti. Sono momenti di vera religiosità che testimoniano la devozione di un popolo profondamente legato alla fede cristiana  e rispettoso delle tradizioni ultra- centenarie giunte fino ai giorni nostri, grazie all'impegno dei  giovani di ieri e di oggi, desiderosi di tramandare alle generazioni future quanto di bello c'è nella nostra cultura e nella nostra storia di cattolici convinti. Dal punto di vista laico, nel periodo pasquale a Bagnara vengono organizzati eventi di carattere socio-culturale e sportivo, incontri e seminari su argomenti di attualità, dibattiti su come affrontare i grandi temi della convivenza tra i popoli della terra e i problemi riguardanti il  territorio, il suo sviluppo e le sue prospettive per migliorare le condizioni di vita dei suoi cittadini. In questo senso l'Amministrazione Comunale, la Pro-loco, le varie Associazioni che operano nel Sociale come L'AGESS, I.R.C., Nuovi Orizzonti, La Fenice, tanto per citarne alcune, impegnano tutte le loro energie affinché gli argomenti trattati e finalizzati a degli obiettivi ben precisi, possano trovare una soluzione condivisa nell'interesse generale della collettività. Pasqua, quindi, significa anche Rinnovamento; rinnovamento spirituale " in primis" ma anche rinnovamento nella gestione della nostra vita, nel rispetto della legalità, nel modo di relazionarci con gli altri; nella solidarietà verso i più bisognosi, ecc.ecc.
    
                                  
                                                         Risorgiamo con Cristo!
                                                    Buona Pasqua 2012 a tutti !!! .            

sabato 24 marzo 2012

Che bella età....la terza età!

 Nei giorni scorsi,  rientrando a Bagnara da S.Giovanni La Punta (CT), dove sono rimasto circa un mese in compagnia di mio figlio Francesco, ho avuto sentore che l'articolo “Anziani SI..Anziani NO” pubblicato nel mio blog “UT UNUM SINT” e in Costaviolaonline il 21 febbraio u.s. in risposta ad un precedente articolo di Silvana Ruggiero “ Riprendiamoci le politiche sociali”, ha suscitato un po' di “maretta”. Premetto che non era mia intenzione urtare la suscettibilità di alcuno, né recare offesa o sminuire l'operato meritorio della mia amica Silvana, nella sua qualità di Presidente dell'AGESS, ma era solo un richiamo ad usare termini meno pesanti nei confronti di una categoria di persone ( gli anziani, appunto di cui io faccio parte) che merita rispetto al pari delle altre categorie di cittadini. Fare critiche all'Amministrazione Comunale per una politica sociale sbagliata, non significa, secondo me,  mortificare  chi a torto o a ragione di tale politica  ne trae vantaggio. Ma  torniamo all'articolo “incriminato. ” Il 21 febbraio 2011, ho scritto: ”Non mi è piaciuto il tono (quasi di scherno) di Silvana Ruggiero quando  fa riferimento ai cosiddetti anziani per i quali l'Amministrazione Comunale ha programmato una serata di piacevole serenità in occasione del Carnevale, definendola inutile, demoralizzante ed avvilente” e verso la fine dell'articolo “ … inviterei Silvana Ruggiero a fare bene il suo lavoro all'interno dell'AGESS, a suggerire iniziative interessanti all'Amministrazione Comunale, a collaborare nella realizzazione delle stesse e a criticare, se necessario, in maniera costruttiva e non demagogica quando le aspettative della gente vengono disattese senza giustificato motivo”. Punto. Non sono entrato nel merito dell'attività, ripeto meritoria, dell'AGESS, né dell'impegno altrettanto meritorio ed apprezzabilissimo profuso da Sivana Ruggiero in tale attività, ma  ho criticato ( se critica si può chiamare) il tono troppo duro usato in quell'articolo, nei confronti degli anziani. Nulla di personale tra me e la Presidente dell'AGESS;  mi dispiace che le mie parole siano state male interpretate, ma spero che questa mia nota chiarificatrice riporti serenità nei nostri rapporti di amicizia.   

venerdì 16 marzo 2012

Top Secret



Qualche tempo fa, un amico mi ha fatto questa domanda: ” Natalino, nel tuo blog UT UNUM SINT hai raccontato episodi della tua vita giovanile, episodi di vita vissuta, episodi divertenti del periodo del liceo, episodi piacevoli dell’Azione Cattolica, ecc. ma non hai mai fatto cenno alle ragazze che hai conosciuto e frequentato prima di Nuccia, la figlia dell’Appuntato De Luca che nel 1971 hai sposato e che  nel 2011 improvvisamente è deceduta, suscitando tanta commozione e profondo dispiacere in tutto il paese. Come mai? Sarebbe interessante conoscere anche questo lato della tua prima giovinezza, se non altro per mettere in evidenza certi comportamenti dei ragazzi di  allora ( 50 anni fa) paragonati a quelli dei ragazzi di oggi “. 

Risposta: Dal giorno in cui ho creato questo mio blog, è vero ho scritto molte pagine riguardanti la mia infanzia, la mia adolescenza, la mia giovinezza tratte dal cosiddetto libro virtuale dei ricordi, più volte citato. Ebbene in questa carrellata di vita vissuta, che va dal 1947 al 1967, ho saltato di proposito le pagine riguardanti la mia vita sentimentale, i miei primi turbamenti amorosi, le mie prime emozioni nei rapporti con le ragazze, perché  ho sempre ritenuto che certe esperienze, più o meno piacevoli, debbano essere conservate nel proprio intimo e custodite in uno scrigno segreto, in quanto sono esperienze fondamentali per la formazione del nostro carattere e la costruzione di un modello di vita che segnerà nel corso della nostra esistenza il  segno distintivo del nostro modo di relazionarci con gli altri. E' scientificamente provato che  nel momento in cui queste esperienze nascono e si sviluppano, nel nostro organismo avvengono delle vere e proprie rivoluzioni psico-somatiche  che col tempo ci fortificano e ci consentono di affrontare la vita con una maggiore consapevolezza e lucidità mentale che, secondo me,  sono elementi naturali di una intelligenza aperta protesa verso nuovi orizzonti, verso nuovi obiettivi che una volta raggiunti ci rendono la vita serena e ricca di  soddisfazioni. I sentimenti, quindi, costituiscono la parte intima del nostro essere e ci aiutano a vivere bene e in armonia con noi stessi. Di solito  quando facciamo una cosa con sentimento, con amore, con passione sentiamo dentro di noi la consapevolezza che abbiamo raggiunto lo scopo che volevamo nel momento in cui l’abbiamo pensata. A  15-16 anni, vedi amico mio, le prime esperienze "amorose" passano in secondo piano ( il piacere a quella età  ha il sopravvento) ma poi col tempo ci accorgiamo che sono proprio  queste prime esperienze sentimentali,se fatte con serietà, intelligenza e rispetto nei confronti della persona amata, ad aprirci gli occhi,a consentirci di affrontare la vita futura in maniera più responsabile, a farci diventare persone con la testa sulle spalle, in altre parole a farci diventare Uomini veri. La vita privata di ognuno di noi deve rimanere privata, specialmente quando entrano in gioco i sentimenti.
Per quanto riguarda la differenza di comportamento dei giovani di ieri con i giovani di oggi, basta leggere il post "14 febbraio:S.Valentino..ieri" pubblicato il 13 febbraio 2011 per averne una idea. Ah! Dimenticavo di dirti che la chiave dello scrigno "top secret" ce l'ho solamente io.

sabato 10 marzo 2012

Il Cielo .... la nostra meta.


Nei giorni scorsi mi è capitato tra le mani “il libro delle risposte” di Anselm Grun (*) –Edizioni San  Paolo - e sfogliandolo la mia attenzione si è soffermata su un capitolo che ritengo interessante per tutti coloro, me compreso, che in particolari circostanze si domandano: “ C’è una relazione fra i vivi e i morti?”.Quante volte ci siamo domandati “Esiste un aldilà? I nostri cari, conclusa la loro vita terrena, continuano a vegliare su di noi? C’è una relazione tra la nostra esistenza in vita e il loro trapasso?”  Molto spesso tagliamo la testa al toro rispondendo “ si, credo che ci sia un aldilà ma non so spiegarmi dove e perché”  per cui  consideriamo i nostri cari morti angeli custodi che dal cielo ci assistono e ci guidano.  

Sentite come risponde Alselm Grun a questa domanda: “ Nell’Eucarestia celebriamo  un pasto nel quale viene tolto il confine fra i vivi e i morti; celebriamo qui la santa messa mentre in cielo si tiene il pranzo nuziale eterno. Se la liturgia vede in questo modo la realtà,partiamo dal presupposto che ci sia una relazione fra vivi e morti; in essa sperimentiamo la comunione con tutti quelli che ci hanno preceduto nella fede e che ora nella gloria di Dio cantano la sua lode. Possiamo implorarli che ci accompagnino sul nostro cammino e qualche volta ci sembra di sentire la loro voce; molto spesso ci vengono in sogno e quando li sogniamo sorridenti interpretiamo questo segno come compiacimento del nostro operato e come vicinanza. Tuttavia non possiamo usare i morti come medium come fanno alcuni; essi non prestano ascolto ai nostri incantesimi; le sedute spiritiche non sono altro che auto illusioni perché corrispondono al nostro inconscio e non provengono dal defunto invocato”.

Si può essere credenti o non credenti, cattolici o non cattolici, ma una cosa è certa : di fronte alla morte di un nostro caro, abbiamo bisogno di aggrapparci ad un “qualcosa” che ci consenta di sentire la sua presenza nella nostra vita e di considerare che il legame che ci teneva uniti continui ad esserci anche dopo la morte. Questo “qualcosa” è la Fede, la sola che può confortarci ed aiutarci a superare momenti di grande sconforto. L’uomo senza la Fede in un Essere superiore non potrebbe vivere, per cui la risposta alla domanda: “ C’è una relazione fra i vivi e i morti” io rispondo SI, c’è. Noi cristiani crediamo fermamente alla promessa fatta da Gesù Cristo prima di essere crocifisso :”Tutto è compiuto! Vado a prepararvi una dimora nella Casa del Padre mio” e nella Casa del Padre vi abitano anime viventi, illuminate dalla presenza di Dio in un’atmosfera di gloria e di vita eterna e tra queste anime viventi ci sono anche i nostri cari defunti che sicuramente in un’altra dimensione e in un  modo a noi del tutto sconosciuto, continueranno a volerci bene. A loro possiamo rivolgerci nei momenti difficili della nostra vita e saranno loro dal cielo a darci la forza per superarli per continuare il nostro percorso su questa terra nell’attesa di ritrovarci un giorno a godere insieme della gloria celeste nella luce e nello splendore del Paradiso.

 (*)   Anselm Grun, nato nel 1945, a diciannove anni è entrato nel monastero benedettino di Munsterschwarzach (Germania). Dopo aver compiuto gli studi filosofici e di economia aziendale, dal 1977 è “cellerario” ossia responsabile finanziario e capo del personale dell’Abbazia di Monsterschwarzach. In numerosi corsi e conferenze egli si addentra nei bisogni e nelle domande esistenziali degli uomini. Di lui le Edizioni San Paolo hanno pubblicato diversi saggi ed opere a carattere religioso e non  che hanno suscitato interesse ed apprezzamento in tutto il mondo. 

domenica 4 marzo 2012

Omaggio a Lucio Dalla


La morte improvvisa  di Lucio Dalla, Artista eclettico a 360 gradi, cantautore di fama internazionale, apprezzato ed amato da milioni di persone, e i messaggi di cordoglio da parte delle Istituzioni, di colleghi, di personaggi dello spettacolo e di persone comuni, che hanno riempito le pagine di tutti i giornali e  le testate giornalistiche delle reti televisive nazionali ed internazionali, mi hanno fatto tornare in mente una riflessione, fatta esattamente otto mesi fa allorquando, dopo la morte improvvisa  di mia moglie, mi sono chiesto: ”C’è una vita dopo la morte?” La  risposta che ho dato allora e che confermo oggi, è stata SI, c’è una vita nell’aldilà, perché credo fermamente che dopo la morte fisica continueremo a vivere, anche se in un modo diverso, perché  noi cristiani, così come lo era Lucio, crediamo  nell’amore di Dio. La vita che qui viviamo è solo un presagio della vita eterna che Gesù ci ha promesso :” Chi crede in me vivrà in eterno”,” Vado a prepararvi un posto nella Casa del Padre mio” per cui  chi ha fede in Gesù Cristo non deve avere paura della morte avendo la certezza che nella morte incontrerà Dio, quel Dio che in questa vita ha tanto amato e che gli ha preparato con amore  una dimora nella quale continuerà a vivere per sempre nella luce e nello splendore del paradiso. I bigliettini lasciati con i fiori nell’androne della sua casa con la scritta: “Ciao Lucio”, stanno ad indicare che  Lui ha lasciato sì questo mondo, ma continuerà a vivere nei cuori della gente che lo ha voluto bene e nella Casa del Signore per l’eternità. Con questa consapevolezza nel cuore, mi associo al cordoglio generale per la sua dipartita da questo mondo terreno nel quale, la sua musica e le sue canzoni, continueranno a far  parte  del patrimonio musicale, della  storia e della cultura del nostro Paese.
Ciao Lucio! Che il Signore ti accolga tra le Sue braccia, perdoni i tuoi peccati  e ti conduca nella luce e nella gloria celeste per l'eternità.