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sabato 14 aprile 2012

Fuga d' amore (fujtina) - Storia d'altri tempi 1^ parte -


La storia che sto per raccontare si svolge alla fine degli anni '40 a Bagnara Calabra, una  cittadina  della provincia di Reggio Calabria  che  si  affaccia sullo stretto di Messina con dirimpettaio  il  vulcano Stromboli, rinomata  per  la produzione del torrone,  la lavorazione  della ceramica  e  la  pesca  del  pesce-spada. 
Circondata da  amene  colline, Bagnara Calabra  si  distende  su  un’ampia spiaggia,  che  in estate  si  popola  di  numerosi  turisti  provenienti da tutta Italia e dall’estero. Incantevoli  sono  i  suoi  tramonti  e  incantevole  è  il  suo mare  di  colore  viola, i cui riflessi  inondano  la  cittadina  di  un’atmosfera  da  sogno, che la rendono ancora  più  bella  nelle  serate di agosto quando  il cielo è tempestato di stelle  e la luna irradia i suoi raggi d’argento. In  questo  palcoscenico  allestito  dalla Natura, i  personaggi, totalmente  inventati (ogni riferimento a persone o cose realmente esistite è da ritenersi puramente casuale) rappresentano uno spaccato di vita vissuta del primo dopoguerra, alla vigilia del Giubileo- Anno Santo 1950.
        I protagonisti principali  sono  Domenico  e  Carmela, due ragazzi coetanei di buona famiglia che, abitando nello  stesso  paese,  hanno  la  possibilità  di  frequentarsi  ogni giorno; la  loro  amicizia  pian  piano  si  trasforma in amore. Si incontrano di nascosto grazie ad alcuni amici fidati che li proteggono da occhi indiscreti tenendo per loro il segreto di una relazione sentimentale molto casta.
Lui ha qualche anno in più; finite le scuole elementari all'età di 13 anni inizia a lavorare come manovale in una impresa edile e a 18 anni è considerato un bravo muratore; lei invece dopo le elementari inizia a frequentare una sartoria vicino casa  per apprendere l' arte del cucito e già a 17 anni è una sartina molto apprezzata in città.  
A  20 anni non  ancora  maggiorenni (la maggiore età è a 21 anni) decidono insieme  di uscire allo scoperto  e far  sapere a tutti  il  loro rapporto amoroso (da circa due anni clandestino) e da questa decisione cominciano i dissapori, le maldicenze  e  gli  ostacoli che rendono  loro la vita difficile.
In città si comincia  a  mugugnare e a  sparlare  alle  loro  spalle, forse  per  gelosia  o  per  invidia; i genitori di entrambi continuano a credere che tra di loro ci sia solo amicizia, ma  si sa  nei  paesi si mormora perche' a 20 anni, per la gente, si è  ancora piccoli per pensare all'amore. Intanto  Domenico, non curante continua ad incontrarsi con Carmela che condivide con lui momenti felici: abbracci, baci, carezze ma niente sesso.  
Un  giorno Domenico  viene  a  sapere che uno dei suoi amici, un certo Mario, da molto tempo prova un certo interesse per la sua Carmela, la quale in più occasioni  gli ha  fatto  sapere, tramite amiche comuni,  che  non  è  il  suo  tipo  e  che tra di  loro  ci  può  essere  solo  ed  esclusivamente  amicizia. Domenico una sera nella Villa Comunale  si trova con alcuni amici, tra i quali c' è anche Mario. 
Ad un certo punto Domenico chiama in disparte Mario per chiedergli  se  quanto gli è stato riferito  sia  vero  o  soltanto  una  diceria, uno  scherzo  di cattivo gusto. Mario, imbarazzato e sorpreso della domanda di Domenico  prima  tentenna poi balbettando  conferma.  Nasce un'animata discussione durante la quale Domenico, molto arrabbiato, gli  sferra  un  pugno  che  lo  fa  stramazzare a terra. Intervengono gli amici e mentre uno va a calmare Domenico  un altro  soccorre Mario a terra svenuto spruzzandogli dell 'acqua prelevata dalla vasca della Villa e dopo pochi minuti viene accompagnato a casa.
Intanto  Domenico per giustificarsi del gesto violento usato nei confronti  di  Mario  dice  agli  amici  che  non  era   sua intenzione fargli  del  male  ma  soltanto  dissuaderlo dal molestare la sua ragazza. Dagli stessi  amici gli  viene  consigliato di andare a casa e non uscire per qualche giorno.
Il giorno  dopo  in  paese si viene a sapere della lite tra Domenico e Mario e  in  casa  di  Carmela  scoppia  un  litigio  tra lei e la madre, che fino ad ieri considerava Domenico soltanto  un  amico di famiglia. Carmela confessa alla madre per la prima volta il suo amore per Domenico e giura sull’anima dei propri cari piangendo che tra lei  e Domenico non  è  successo  niente  di  peccaminoso e  riceve dalla madre  uno schiaffo proprio nel momento in cui arriva  il  padre, il  quale  vedendo  Carmela  litigare  con la madre  chiede  ad  entrambe  il  motivo di tanto frastuono. Carmela, piangendo  si  chiude  in  un’altra stanza e  la  madre  racconta  al  marito  quanto  ha  saputo  dalla  gente  del  paese  proprio  quella  mattina  nel  piazzale  della  chiesa  all'uscita della  Messa. 
Nei piccoli paesi del Meridione d'Italia (in modo particolare) si  sa  la  gente  nel  riportare  i  fatti  aggiunge  sempre qualcosa di suo, per  cui  il  racconto  che  fa  la  madre  di Carmela al marito non  rispecchia  la  realtà dei fatti ma  viene  amplificato e arricchito di una serie di dicerie che mettono in cattiva luce Carmela e di conseguenza  la  reputazione  della  famiglia. 
Il padre, turbato dal racconto,  ha  uno  scatto  d’ira  e  bestemmiando  tira  un  pugno  ad  un  tavolino  che  va  in  frantumi, procurandosi  una escoriazione alla mano destra.
La madre alla fine riesce a calmare il marito, il quale a voce alta, per farsi sentire da Carmela chiusa in camera,impreca contro Domenico dicendo:" Quel mascalzone non deve più farsi vedere in casa mia né d'ora in poi dovrà incontrare Carmela.Ed io che lo consideravo un amico di famiglia ........ Bello amico!"
Carmela  chiusa  nella sua stanza pensa al suo ragazzo e non potendolo informare diversamente di quanto è acceduto in casa, strappa  un  foglio  dal  suo  diario e scrive: “Caro Mimmo, i miei hanno saputo della nostra storia ed è successo il finimondo. Mi hanno proibito di incontrarti e il pensiero  di  non  poterti  vedere  mi  fa  impazzire. Trova il  modo per sanare questa frattura. Ciao, ti amo!”  lo chiude  e si affaccia alla  finestra.
Nel cortile  un  gruppo  di  ragazzine  sta giocando ‘a singatella" o campana (gioco prettamente femminile che consiste nello spingere saltellando con un solo piede una pietra dentro caselle numerate segnate per terra con il gesso); riconosce Nunziatina, nipote di Domenico, figlia di una  sua  sorella; la  chiama  e  la  prega  di  portare  quel  biglietto allo  zio  Domenico  senza  farsi  accorgere  dai  nonni. 
Nunziatina  prende  il  biglietto, lo mette  in tasca  e correndo si avvia verso la casa dei nonni.   ( fine 1^ parte)                                                 ( continua)

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