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sabato 9 giugno 2012

L'ultima sigaretta, e poi?....

Visto il numero elevato di visualizzazioni dell'articolo sul fumo, pubblicato il 18 marzo 2011, è il caso di riprendere l'argomento, nella speranza che almeno uno ( se sono più di uno, è meglio!) degli accaniti fumatori miei lettori, decida una volta per sempre di fumare l'ultima sigaretta e poi smettere definitivamente. Sono sicuro che questo mio  lettore-fumatore sappia che la sigaretta è un concentrato di circa 2000 sostanze diverse, alcune delle quali sono tra i più potenti cancerogeni conosciuti, come il benzopirene, la naftilammina, gli idrocarburi, ecc. eppure.... continua a fumare. Lo stesso lettore-fumatore sa certamente che le conseguenze di tale suo accanimento ad usare l'accendino, per la sua salute sono enormemente gravi, eppure..... continua a fumare. Sa perfettamente che il fumo riduce le sue capacità di difesa immunitaria, incrementando il rischio di ammalarsi di ulcera gastrica e duodenale, di cancro ai polmoni e di infarto cardiaco eppure.... continua a fumare. Ma cos' é che spinge una persona a mettere a repentaglio la propria vita pur essendo consapevole del rischio a cui va incontro? E' una domanda che molti psicologi si sono posti, ma nessuno ha dato una risposta condivisa dagli altri operatori del settore. Ricordo che dopo il rapporto sul fumo dell'americano Terry di circa 30 anni fa, la vendita di sigarette era calata di molto, ma poi il mercato ha avuto il sopravvento e il consumo di sigarette è tornato a crescere con le conseguenze micidiali che tutti conosciamo. Oggi l'americano Allen Carr nel suo libro " Smettila di fumare", che ha venduto 10 milioni di copie nel mondo, si rivolge a Te, mio caro lettore per dirti che la vita è un bene preziosissimo che  va salvaguardato e difeso e se dovessi decidere di non fumare mai più, non avere dubbi o scrupoli perché sai che è la decisione giusta.  Ah, se potessimo! Dovremmo fare una tiratina d'orecchie a quell'ignoto missionario spagnolo che nel Cinquecento portò la pianta del tabacco dall'America  all'Europa. L'ambasciatore francese Jean Nicot fece il resto e fu Napoleone Bonaparte che agli inizi dell'Ottocento creò il primo monopolio nazionale del tabacco e nonostante i divieti, gli avvisi riportati sulle etichette, nonostante gli spot televisivi e la pubblicità Progresso sulle conseguenze nocive del fumo, le statistiche ci dicono che il consumo di sigarette si mantiene elevato e che le donne hanno superato gli uomini nell'ostentare in pubblico ( prima lo facevano di nascosto) l'uso della sigaretta, come se fosse una conquista della emancipazione femminile.A conclusione vorrei ancora una volta rivolgere ai miei lettori-fumatori un invito: Vi prego, fumate pure l'ultima sigaretta, ma poi smettete definitivamente: la vostra salute vi darà la possibilità di godere la vita nella sua pienezza ed avere la gioia di offrire ai ragazzi del III° millennio un esempio da imitare.    

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