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sabato 2 giugno 2012

Retrospettiva anni ' 90

     
In materia di religione negli anni ’90 i rapporti tra religione e sviluppo analizzano gli influssi delle varie religioni sui processi di sviluppo. Un primo filone di pensiero ritiene che esistano religioni favorevoli allo sviluppo  e altre contrarie. In particolare, è diffusa l’idea di Max Weber che solo lo spirito del cristianesimo calvinista abbia innescato il progresso economico moderno . D’altro canto, mentre all’ inizio della colonizzazione le missioni cristiane usarono ovunque il metodo della tabula rasa, senza disdegnare il ricorso alla violenza e senza tentare di valorizzare quanto di positivo c’era nelle culture autoctone, oggi il missionario, nell’approccio a un popolo, parte anzitutto da un’integrazione culturale ed esistenziale con il popolo evangelizzato.  
Un secondo filone di pensiero ritiene che non si possa parlare di religioni propriamente favorevoli o contrarie allo sviluppo, ma che ogni religione abbia conosciuto nel corso della sua storia ruoli diversi nei confronti dello sviluppo, a seconda di come i propri rappresentanti l’hanno indirizzata, ma soprattutto di come le classi dirigenti l’hanno strumentalizzata.  
Un terzo filone di pensiero ritiene che considerare la religione potenzialmente ambivalente nei confronti dello sviluppo, sebbene sia una posizione apprezzabile in linea di principio, tenda ad occultare le differenze tra le religioni stesse, alcune delle quali notevolissime in materia di sviluppo umano. La strumentalizzazione dei testi sacri è potenzialmente enorme ma non è illimitata. L’Islam, per esempio, resiste su alcuni punti riguardo alla separazione tra sfera religiosa e sfera politica. Peraltro sempre l’Islam considera sacro il corpo della persona, anche dopo la morte, concetto invece assente nella Carta dei diritti umani dell’Onu. Di uguale importanza è capire in che modo lo sviluppo influisca sull’evoluzione delle singole religioni. La logica del mercato e la preoccupazione dell’efficienza a ogni costo hanno operato una selezione nelle strutture culturali in cui si sono inserite.

Negli anni '90 per quanto riguarda la tecnologia, la vasta diffusione dei sistemi operativi Microsoft, Windows 95 e 98, decreta il successo del PC IBM compatibile. Il telefono cellulare diventa, soprattutto in Italia, vero e proprio accessorio di massa. Lo standard più utilizzato è il GSM, ma verso fine decennio si sviluppano nuove tecnologie che porteranno alla creazione di cellulari di terza generazione.Nasce il fenomeno dei CD-ROM multimediali che però viene presto ridimensionato dallo sviluppo dei contenuti disponibili su Internet.

È il decennio dello sviluppo di Internet e  nel 1998 nasce Google. La Playstation, una delle prime console a sfruttare una grafica 3D, sbaraglia il mercato delle console per videogames, diventando una delle console più vendute nel mondo (oltre 100 milioni di macchine vendute).

Nel Cinema la crisi creativa ed economica, emersa in tutta la sua gravità negli anni ottanta, si protrarrà, per il cinema italiano, anche nel decennio successivo. Il prestigio e il successo internazionale di alcuni registi (fra cui Giuseppe Tornatore e Roberto Benigni) non bastano ad assicurare al cinema italiano la necessaria ripresa. Eppure segnali di rinascita, perlomeno a livello popolare, si colgono fin dagli inizi degli anni novanta con Nuovo cinema Paradiso, il film con cui il già citato Tornatore vince il premio Oscar per la miglior pellicola straniera (1990), un successo bissato due anni dopo da Gabriele Salvatores con Mediterraneo, una storia ironico/vacanziera su un gruppo di soldati italiani sperduti su un'isola della Grecia durante la seconda guerra mondiale. Nonostante la tiepida accoglienza della critica, si giudica positivamente la ritrovata visibilità internazionale del cinema nazionale.Comunque negli anni seguenti non mancheranno pellicole di sicuro valore artistico: Le vie del Signore sono finite (1987), di Massimo Troisi; Gianni Amelio s'impone all'attenzione con Porte aperte (1989) e si conferma con Il ladro di bambini (1992) e Lamerica (1994), Nanni Moretti vince un premio a Cannes con l'acclamato Caro diario (1993), Francesca Archibugi emoziona con Il grande cocomero (1993).Opere non meno importanti di quel periodo sono: La voce della luna (1990) ultimo film di Federico Fellini, Jona che visse nella balena (1993) di Roberto Faenza, L'amore molesto (1995) di Mario Martone, Senza pelle (1994) di Alessandro D'Alatri. Ricevono consensi Pensavo fosse amore invece era un calesse (1991) di Massimo Troisi, Maledetto il giorno che t'ho incontrato (1992) e Perdiamoci di vista (1994) di Carlo Verdone,   La bella vita (1994), Ferie d'agosto (1995) e Ovosodo (1997),di Paqolo Virzì  Il ciclone (1996) di Leonardo Pieraccioni. Importante ricordare Il postino (1994) con uno straordinario Massimo Troisi, candidato a 5 Premi Oscar tra cui migliore attore protagonista e miglior film. Vinse l'oscar per la colonna sonora composta da Luis Bacalov. Gli ultimi anni del decennio vedono Gianni Amelio incassare un Leone d'oro a Venezia con l'impegnativo Così ridevano (1998), e  il trionfo internazionale di Roberto Benigni con La vita è bella (1997). L'attore-regista toscano, già premiato dal pubblico coi precedenti Johnny Stecchino (1991) e Il mostro (1994), realizza il suo film più ambizioso: una coraggiosa e drammatica satira sull'Italia fascista e i campi di concentramento nazisti. Il film, tra i numerosi riconoscimenti, otterrà nel 1999 l'Oscar al miglior film straniero, a Roberto Benigni come migliore attore protagonista e a Nicola Piovani per la migliore colonna sonora originale.

Gli anni '90 iniziano ad operare nel settore dance su un terreno già sondato e fertile per nuove proposte. I primi anni del decennio 1990 si caratterizzano per una separazione sempre più netta dei generi ballabili e, di conseguenza, si assiste per la prima volta ad una differenziazione delle discoteche in base al tipo di musica che suonano. In maniera decisa, assumono una propria identità e carattere sia il genere house che la techno, che via via andranno a porsi agli antipodi. Il primo è il genere che nei primi anni del decennio novanta si distinguerà per il grande numero di sperimentazioni e ricampionature di brani del passato, e per il tipo di melodie ricercate ma orecchiabili, da non confondere tuttavia con la musica eurodance che predominerà solo a partire dal 1993; La dance in tutti i suoi generi sarà il genere più suonato nei music club. La musica techno sarà invece protagonista di fenomeni come i rave party e delle discoteche di enormi dimensioni, dove a dominare sono le sonorità elettroniche ed "aggressive", caratterizzate cioè da dei bassi più distinti e da un numero di battute per minuto (BPM) più elevato rispetto alla musica house. Trasversalmente, come già introdotto in precedenza, a partire dal 1993 si assiste ad un grande successo del genere ballabile ed orecchiabile che in Italia verrà chiamato semplicemente dance, nel resto d'Europa eurodance (soprattutto in riferimento alle produzioni tedesche e belghe) e negli USA molto genericamente house. La musica eurodance sarà il genere dominante degli anni '90 e risulta apprezzato ancora oggi.

Per quanto riguardo lo Sport negli anni '90 il ciclismo è praticato soprattutto su strada, mentre la versione su pista ha segnato il passo negli ultimi anni. Tra le competizioni maggiori, ci sono sicuramente il Giro d'Italia tra le corse a tappe e la Milano-Sanremo tra le corse di un giorno. Il ciclismo è stato lo sport più seguito in Italia dalla fine dell'Ottocento e per tutta la prima metà del novecento. Le strade del Giro d'Italia erano sempre piene di gente, come del resto ai nostri giorni, e il ciclismo era il primo sport nazionale. I nomi dei grandi ciclisti dell'epoca sono ancora indelebili: Girardengo, Binda, Bottecchia, Guerra, Coppi e Bartali. Dagli anni sessanta in poi, nonostante fosse ancora uno sport molto seguito, a causa della diffusione dell'automobile il ciclismo ha subito una grave crisi, lasciando pian piano al Calcio i riflettori di sport più amato dagli Italiani. Ciononostante il Giro d'Italia è ancora molto seguito e nei venti giorni in cui si corre, il numero di appassionati che segue questa competizione per le strade o in televisione è ancora molto alto. Grandi campioni Italiani di ciclismo dell'"epoca moderna" sono: Nencini, Gimondi, Bitossi, Adorni, Moser,  Saronni, Argentin, Bugno, Chiappucci, Cipollini, Savoldelli, Gotti, Garzelli, Simoni, Petacchi, Di Luca, Bettini,  Basso,. Ma chi più di tutti ha fatto sognare gli Italiani riaccendendo la passione per il ciclismo come ai tempi eroici è stato il "Pirata" Marco Pantani, che con le sue imprese in salita ha infiammato la passione dei tifosi ed è stato in grado di vincere nello stesso anno (1998) sia il Giro d'Italia che il Tour de France. Pantani è tragicamente scomparso il 14 febbraio 2004.



Chiude questa retrospettiva degli anni '90 la Politica e i suoi sviluppi. Negli anni '90 in tre grandi Regioni del Paese, l'autorità dello Stato è quotidianamente sfidata e messa in forse dalla criminalità organizzata. La reazione dei poteri pubblici sembra non solo inadeguata e incapace di mettere sotto controllo il fenomeno, ma dà l'impressione di essere costretta ad arretrare e perdere terreno progressivamente.
Al tempo stesso, il dibattito circa i provvedimenti da adottare per far fronte a questa emergenza scatena conflitti all'interno delle Istituzioni e tra i poteri dello Stato.La Magistratura denuncia l'insufficienza degli stanziamenti e la carenza degli organici;Le forze dell'ordine lamentano un' interpretazione troppo permissiva delle leggi da parte dei giudici che ha come effetto la scarcerazione in massa di persone già condannate per gravi reati di terrorismo o di mafia; si aggiungono le disfunzioni nell'assetto costituzionale come per esempio il fatto che i due rami del Parlamento non abbiano ruoli differenziati ma siano l'uno il doppione dell'altro mentre  l'impossibilità del sistema di rinnovarsi al suo interno mediante  il meccanismo dell'alternanza al governo di un partito conservatore o moderato da una parte e di un partito di progresso o di sinistra dall'altra ha prodotto conseguenze assai negative come “ l'irresponsabilità” ossia tutti e nessuno in quanto delle misure decise da un governo di coalizione sono responsabili di fronte all'elettorato tutti i partiti che compongono la maggioranza per cui nessun partito ne risponde in proprio. La mortificazione del senso dello Stato e dell'interesse pubblico che discende dalla partitocrazia, ha finito col provocare l'insorgere delle Leghe: un segnale d'allarme assai significativo del discredito in cui minaccia di precipitare il sistema politico nel suo complesso. Allo scollamento  del sistema politico si aggiunge una congiuntura economica che desta qualche preoccupazione causata dal conflitto nel Golfo Persico, per cui per l'Italia  si prospettano tempi duri, essendo  il Paese più inerme e indifeso dal punto di vista dell'approvvigionamento energetico.Con la retrospettiva degli anni '90 si conclude il Secondo Millennio dell'Era Cristina. Il Terzo sarà migliore del secondo? Lo speriamo!

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