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mercoledì 31 ottobre 2012

La festa di Halloween

La notte del 31 ottobre si celebra principalmente negli Stati Uniti la festività di Halloween che risale alle tradizioni antiche della cultura celtica e anglosassone. Oggi però è diffusa in diversi Paesi del Mondo e le sue caratteristiche sono molto varie: sfilate in costume, giochi dei bambini, balli e canti per le vie delle città che secondo la cultura celtica salutano la fine della stagione calda ossia la fine dell'estate. Ma che significa "Halloween"? La parola Halloween viene attestata per la prima volta nel XVI secolo e rappresenta una variante del nome completo All-Hallows-Even, cioè la prima notte di Ognissanti. Infatti secondo il calendario celtico l'anno nuovo iniziava il 1° novembre che coincideva con la fine della stagione calda e l'inizio dell'inverno il quale veniva associato all'idea della morte e si credeva che gli spiriti esercitassero il loro potere sui raccolti dell'anno nuovo, per cui la festa di Halloween è legato al mondo della natura. Negli ultimi anni tale festività  ha preso un carattere molto più consumistico e moderno e viene intesa come una "festa del costume" dove party in maschera e festeggiamenti vari superano il valore tradizionale del dolcetto o scherzetto per dar vita ad una nuova tradizione di divertimento, tipica della gioventù cresciuta.
Questa in sintesi l'origine della festa di Halloween, ma io ricordo che all'età di circa 8-9 anni ( 1947- 1948), insieme ad altri coetanei la mattina del 1° novembre si andava di casa in casa e si chiedeva  "'u ninareiu " e la padrona di casa ci accoglieva con simpatia e ci riempiva di castagne, fichi secchi, noci, "piparelli" e caramelle che dividevamo in parti uguali. Da noi bambini la festa del 1° novembre  era molto attesa perché quel giorno avevamo l'occasione di  bussare alle porte dei vicini di casa sicuri di ricevere doni e dolcetti in abbondanza. Eravamo negli anni del primo dopoguerra e come molti ricorderanno in molte famiglie non c'era la possibilità economica di andare al di là del necessario per cui si aspettava "'u ninareiu" per avere qualcosa in più rispetto agli altri giorni dell'anno. Oggi, grazie a Dio, i tempi sono cambiati e i bambini non usano più chiedere "'u ninarieu", ma si divertono come se la festività del 1° novembre fosse una seconda festa di Carnevale, con canti e balli in maschera secondo la nuova moda introdotta in Italia una decina di anni fa o forse più.  Buona Festa a tutti!!! 
  

martedì 23 ottobre 2012

Rispetto ed equilibrio

In questi ultimi giorni trovo nella buca delle lettere molti periodici, locandine pubblicitarie, lettere con richieste di aiuto da parte di associazioni umanitarie e altro materiale cartaceo per acquisti nei supermercati locali e dei paesi vicini. Sfogliando uno di questi periodici mi ha colpito un articolo che riguarda il rapporto genitori / figli.
In questo articolo è scritto che i genitori devono mettersi in ascolto dei figli per aiutarli a realizzare le loro potenzialità, caso contrario è possibile che in essi si sviluppi ansia, paura e aggressività. Secondo l'autore dell'articolo i genitori che non ascoltano vedranno spesso il figlio crescere svogliato, senza iniziative ossessionato dalle troppe proibizioni ricevute e non si accorgono che i figli sono dotati di una loro personalità, di un loro carattere, sogni per l'avvenire e tendenze a confrontarsi con gli altri per cui sarà proprio un rapporto equilibrato tra le istruzioni impartite dai genitori e la natura propria dei figli che permetterà di sviluppare ed utilizzare i "desiderata" degli uni e degli altri. Questo rapporto equilibrato viene definito dall'autore dell'articolo "pedagogia dell'attenzione" il che vuol dire che  occorre equidistanza tra gli eccessi ossia né superficialità né ossessione nell'esercizio delle funzioni genitoriali ma rispetto ed equilibrio: rispetto nei confronti del carattere dei figli ed equilibrio negli interventi dei genitori nell'educare e guidare i figli nella crescita secondo le proprie inclinazioni.
Certamente detto così sembra tutto facile, ma nella vita reale, in pratica cioè esiste questo rispetto ed equilibrio? Oggigiorno i genitori sono disposti ad "ascoltare"  i figli? Hanno rispetto della loro personalità? Sono equilibrati nell'impartire ed inculcare loro principi di sana educazione che li aiuti a sviluppare in positivo le loro aspirazioni? E i figli fino a che punto sono disposti ad accettare gli interventi dei genitori sulle modalità di come programmare la propria vita? Su questi interrogativi ci dovremmo interrogare per meglio capire certi comportamenti  dei giovani di oggi che pur di "arrivare" condizionano la loro e l'altrui vita, in modo particolare quella dei propri genitori che in molti casi, pur ascoltando, non riescono a vedere realizzato il loro progetto, finalizzato a salvaguardare l'integrità fisica e morale dei propri figli. Ecco perché è necessario, secondo me, rispetto ed equilibrio da parte degli uni e degli altri;  solo così le generazioni che verranno potranno costituire una Società veramente civile ed integrata. Questa la mia opinione. E la vostra?....

domenica 14 ottobre 2012

L'Arte creativa di Carmelo Zoccali

Nato a Bagnara Calabra, Carmelo Zoccali sin da piccolo si sentì attratto dalle grandi opere marmoree di grandi artisti e il desiderio di potere un giorno creare con le sue mani una statua di marmo fu talmente forte che in età giovanissima cominciò a frequentare un laboratorio del luogo come apprendista, diventando molto presto un vero artigiano del marmo.  Coltivò la sua passione in maniera quasi morbosa tanto che ancora giovane si trasferì a Roma per perfezionare la sua vena artistica visitando musei, biblioteche, anfiteatri e sculture varie dislocate per tutta Roma. Dopo circa dieci anni di studio e di esperienza presso laboratori di veri maestri del marmo, rientrò a Bagnara Calabra dove iniziò a lavorare in proprio circondandosi di giovani lavoranti-collaboratori anch'essi  molto bravi nella lavorazione del marmo. Nel corso del tempo ha realizzato diverse opere di marmo come cappelle monumentali, sculture artistiche, camini, tavoli e mosaici, presbiteri, altari, leggii, acquasantiere, fonti battesimali, allocate in varie chiese della Calabria e Sicilia.
L'arte creativa di Carmelo Zoccali non ha un modello su cui ispirarsi; la sua primordiale passione per il marmo lo ha portato a livelli di prima grandezza nella realizzazione di opere destinate ad arricchire il già vasto patrimonio artistico italiano senza frequentare scuole o accademie, solo ed esclusivamente con l'ingegno e la tecnica scultoria insita nel suo DNA. 



Michele Di Raco così scrisse in una recensione:"La facilità con la quale Zoccali interviene sul marmo gli consente di realizzare mosaici e tarsie di valore esecutivo nonché immagini figurative tratte da opere pittoriche, di paesaggi o di composizioni policrome per decorare un vaso, un tavolo o un qualsiasi altro oggetto". 
E il critico d'arte Giuseppe Livoti in occasione dell'ultima mostra fatta a Bagnara Calabra presso il Grand' Hotel Victoria qualche mese fa, scrisse: " La scultura di Carmelo Zoccali trova nel marmo e nell'inserimento tra pittura e plasticità della materia una commistione tra elementi variegati. Forme animate da pieni e vuoti divengono espressioni di radicati approcci su temi diversi in cui anche il Mare Nostrum assume, ancora una volta, la sua forza ed il suo potere incantatore, evocativo e, al tempo stesso, suggestivo".
Questi giudizi espressi da persone altamente specializzate e competenti fanno capire meglio a noi miseri mortali il vero valore dell'arte creativa  di Carmelo Zoccali, che possiamo definire un Artigiano del marmo votato all'Arte.



Carmelo Zoccali vive a Bagnara Calabra - via Umberto I° - Tel.0966/371424 e lavora nel suo laboratorio in via Nazionale Bivio Grimoldo-  Pellegrina di Bagnara Calabra (Cell.392/9593635)
E-mail: studio@carmelozoccali.com 
Sito Internet: www.carmelozoccali.com  

mercoledì 10 ottobre 2012

L'Anno della Fede

In questi giorni nelle omelie domenicali, in tutte le chiese viene annunciato che S.S. Benedetto XVI ha indetto "L'anno della Fede" con inizio 11 ottobre 2012 fino al 23 novembre 2013 nel 50° dell'apertura del Concilio Vaticano II°. Durante quest'anno i cattolici in modo particolare sono chiamati a testimoniare la propria fede e a vivere di conseguenza secondo i principi basilari che da questa fede scaturiscono per diventare segni vivi del loro essere cristiani.
Dalla lettera del Papa vengono citate tre direttive:
1. La porta della fede è sempre aperta;  
2. Non è accettabile che la luce sia tenuta nascosta; 
3.La fede impegna ognuno di noi a testimoniare la presenza del Risorto nel mondo. 
L'anno della fede è dunque un invito a riscoprire il senso della nostra vita con una rinnovata conversione al Signore, unico Salvatore, per cui attraversare la porta della fede significa iniziare un cammino spirituale che dura tutta la vita. E la testimonianza offerta dalla vita dei credenti aiuta la Chiesa a rinnovarsi, tenendo fisso lo sguardo su Gesù che da origine alla fede, la quale fede cresce quando è vissuta come esperienza di amore e trasmessa agli altri con gioia. Ecco perché la luce che trae origine dalla fede non deve essere tenuta nascosta per salvaguardare egoisticamente  la nostra esistenza, ma deve essere a sua volta proiettata all'esterno per illuminare quanti vivono, ahimè, nelle tenebre, offrendo loro un segno vivo che li aiuti ad attraversare quella porta sempre aperta ed intraprende il cammino che porta alla salvezza dell'anima. Il Mondo oggi ha bisogno della testimonianza di una vera vita cristiana, per cui l'anno della fede di prossima apertura è l'occasione salutare per noi credenti, per rinnovarci e diventare lievito per la società nella quale viviamo, nella consapevolezza che solo in Gesù, Nostro Signore, ogni travaglio e ogni desiderio del cuore umano trova il suo reale, positivo compimento.Accogliamo, perciò, con animo devoto l'invito del Papa Benedetto XVI e rinnoviamo la nostra fede in Gesù, unica ancora di salvezza, invocando la Vergine Maria ad aiutarci a diventare lievito rigeneratore per la nostra realtà sociale e per il mondo intero.