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domenica 18 novembre 2012

La voce di chi conta

Questa volta voglio riportare in questo mio blog le opinioni di personalità del cinema, della politica e delle istituzioni che riguardano la difesa e tutela della creatività, ingegno ed operosità della nostra gente di spettacolo.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel giugno 2007 disse:" Mi pare ci sia un largo consenso sulla necessità di un intervento legislativo che valga a sollecitare energie produttive ed energie creative. E' molto giusto parlare del cinema ma non soltanto per i risultati artistici, ma anche per la realtà che rappresenta dal punto di vista dell'economia italiana e dal punto di vista della penetrazione dei nostri prodotti fuori dell'Italia"

Nicola Piovani, sempre nel 2007 a proposito di pirateria digitale disse: " Difendere il diritto degli autori dal furto delle loro opere anche sulla Rete, è una questione di civiltà. Perché il diritto d'autore non è altro che il frutto del lavoro di chi crea un'opera"






Romano Prodi, sempre su questo argomento :" Il tema della pirateria rappresenta una delle questioni più delicate tra quelle sollevate dalla diffusione delle nuove tecnologie. Il mercato dei contenuti digitali richiede una disciplina severa ed attenta, proprio in ragione della sua relativa giovinezza: il consolidamento di circuiti paralleli e illegali di diffusione rischia da un lato di compromettere seriamente le potenzialità espansive dell' industria, dall'altro di alimentare i flussi finanziari di una criminalità organizzata che, sempre più massicciamente trova in attività mediaticamente meno eclatanti ma altrettanto illecite, una nuova forma di prosperità"

Mario Monicelli, grande regista già nel 2007, ebbe a dire: " Mi spiace sentire parlare di crisi ( riferita al cinema italianao); i film continuano ad uscire e i nostri giovani continuano a migliorare. L'importante è rioccupare le sale invase dai colossi Usa, conquistare il pubblico, rimettere in moto la fiducia nell'esercizio e l'industria: la qualità verrà dopo, siamo artigiani"


Pupi Avati: " Nessuno farebbe più fare un film a Fellini o a Visconti.Oggi sopravvive solo chi garantisce un ritorno economico; non si possono più produrre capolavori. Se il cinema italiano si è ripiegato su se stesso, la nostra  è diventata una culturetta di provincia.La TV italiana manda in onda i film di notte o su reti minori"


Queste le opinioni espresse nel 2007. Ma da allora ad oggi  le cose sono migliorate? La difesa e la tutela delle opere d'arte esiste? La pirateria digitale, quanto incide sulla nostra economia? Diamo una risposta a questi interrogativi. Facciamo sentire anche la nostra voce.

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