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giovedì 31 gennaio 2013

Esame di coscienza.

Mancano  ventiquattro giorni alle Elezioni Politiche e già sentiamo il peso della grande responsabilità personale che ci attende nel momento in cui entriamo nella cabina elettorale per mettere sulla scheda la fatidica X sul simbolo del partito e sul nome del candidato prescelto. In questi giorni di campagna elettorale se ne sentono di tutti i colori: "abbassiamo le tasse, eliminiamo l'IMU, assumiamo giovani, sosteniamo le famiglie, aiutiamo le imprese e così via... " Ditemi la verità: Voi ci credete? Pensate che una volta varcata la soglia del Parlamento si ricorderanno di Voi? Siete convinti che Destra, Centro e Sinistra sono sinceri quando lanciano proclami dagli schermi televisivi o dalle colonne dei giornali a favore del tartassato popolo italiano? Io ancora non sono convinto! Sicuramente prima di segnare la X sulla scheda rifletterò qualche minuto; farò un esame di coscienza; cercherò di rielaborare velocemente quanto ascoltato durante la campagna elettorale; traccerò mentalmente un identikit della persona che a mio avviso ci potrà guidare per i prossimi cinque anni e lo confronterò con i candidati in competizione e alla fine, con piena coscienza e convinzione, indicherò il partito e il premier che più si avvicina alle mie valutazioni sia politiche che umane. In questi casi la mente e quindi la memoria hanno un ruolo molto importante: in un batti baleno devono passare in rassegna una miriade di dati, di impulsi, sensazioni e certezze che, incrociati tra di loro, guidano la mano dell'elettore sul simbolo e il candidato giusti.    
La nostra Costituzione affida al Popolo la sovranità delle scelte nella formazione della classe dirigente, ed è per questo che ogni elettore deve sentire questo impegno solenne come un dovere verso se stesso e verso gli altri da assolvere in maniera  responsabile e convinta affinché l'alba della terza Repubblica sia un'alba serena e foriera di una stagione politica protesa  verso la salvaguardia della vera democrazia, la tutela della salute, la certezza del lavoro, la necessità della crescita economica e sviluppo tecnologico, il potenziamento della solidarietà verso i più bisognosi, la lotta all'evasione fiscale, alla corruzione e alla criminalità organizzata che sono le condizioni essenziali perché una Società possa definirsi Civile.Ecco perché prima di votare il 24 e 25 febbraio p.v. l'elettore deve fare un esame di coscienza; è dal suo voto che dipende la serenità dell'alba e quindi il buongiorno della terza Repubblica.         

domenica 27 gennaio 2013

"Memento!"

Il 27 gennaio di ogni anno è un giorno particolare perché a differenza degli altri giorni ci invita a riflettere sugli orrori della guerra, in senso lato, e in modo particolare sulle atrocità perpetrate dal Nazismo nella seconda guerra mondiale nei confronti del popolo ebreo.E' la Giornata della Memoria e per noi settantenni che in un certo senso abbiamo conosciuto, attraverso la testimonianza diretta di parenti ed amici rinchiusi nei campi di concentramento nazisti e sopravvissuti per miracolo, la violenza, la mostruosità e il disprezzo di un sistema totalitario nei confronti di esseri umani indifesi e innocenti per il solo scopo di voler dominare il mondo con la forza delle armi, acquista un significato particolare per cui è nostro dovere aprire gli occhi ai nostri figli e ai figli dei nostri figli sulle conseguenze disastrose per il genere umano di un eventuale rigurgito di un simile sistema politico sulla faccia della terra. 

Sono trascorsi moltissimi anni eppure ancora oggi in molti paesi extra europei (leggi Africa, Asia e America del Sud) la violenza e le uccisioni di vittime innocenti continuano a riempire le cronache dei giornali e delle testate televisive di tutto il mondo, come se la memoria dell'uomo avesse cancellato la storia del suo recente passato.Ecco la necessità di ravvivare il ricordo della guerra e del male ad essa collegato per far capire alle nuove generazioni che la pace, la solidarietà, la fratellanza tra i popoli e il rispetto della persona umana sono valori inestimabili che consentono una convivenza civile, uno sviluppo economico e una crescita in termini di progresso intellettuale e tecnologico, capaci di aprire alla scienza nuovi orizzonti per un maggiore godimento delle risorse a disposizione e una migliore condizione di vita di tutti gli esseri viventi del nostro pianeta.
Per questi motivi il 27 gennaio di ogni anno viene dedicato al ricordo di tutto ciò che è negativo nella storia dell'uomo per evitare che gli stessi errori, che hanno causato danni incalcolabili nel genere umano, possano ripetersi e possano mettere a repentaglio la sua stessa sopravvivenza. La riflessione che ognuno di noi deve fare in questa giornata è che con la guerra non c'è speranza per il futuro mentre la pace, la solidarietà e la giustizia sociale sono le condizioni ideali per raggiungere importanti obiettivi, finalizzati allo sviluppo e al progresso di una società civile, libera e democratica senza più guerre, torture, morti, violenze, soprusi verso i più deboli ed indifesi, come donne e bambini, campi di concentramento, deportazioni  e sterminio di intere popolazioni di hitleriana memoria. Il riportare,oggi, alla mente queste nefandezze del passato per farle conoscere alle nuove generazioni, deve aiutarci a regalare loro un sorriso e spronarci ad operare in ogni settore con onestà, senso di responsabilità ed intelligenza per rendere sereno il loro futuro.

sabato 19 gennaio 2013

Gli scherzi della memoria.

A volte la memoria fa brutti scherzi, per cui l'elettore che il 24 e 25 febbraio 2013 si recherà alle urne, farebbe bene, prima di segnare la X sulle schede (Camera e Senato) ripercorrere i fatti, gli avvenimenti e i personaggi che hanno determinato l'attuale stato di cose e indicare con il suo voto una possibile soluzione per uscire dal tunnel. La memoria in questo caso aiuta per una scelta oculata e responsabile in quanto è notorio che riesaminando fatti ed avvenimenti del passato si riesce a migliorare il presente e guardare con speranza e fiducia al futuro. Fatta questa premessa e per evitare che la  memoria faccia brutti scherzi nel momento in cui si entrerà nella cabina elettorale per votare, ritengo sia doveroso che ognuno di noi elabori sin d'ora un pro-memoria che aiuterà dopo ad esprimere responsabilmente una preferenza a questo o quel partito, a questo o quel candidato, sicuri di aver fatto la scelta giusta.  Facciamo un passo indietro. Tredici mesi fa, per senso di responsabilità Berlusconi, pur avendo ancora la maggioranza in Parlamento, gettava la spugna perché aveva capito che la sua permanenza a capo del Governo avrebbe portato l'Italia ad una situazione insopportabile dal punto di vista economico-finanziario. L'Italia era sull'orlo del precipizio e non godeva più della fiducia dei mercati  internazionali  per cui il cosiddetto spread aveva messo alle strette l'economia generale del paese facendo pesare sulle spalle degli Italiani tutto il peso della gravissima crisi, accentuata peraltro dalla Germania dominatrice della scena finanziaria europea. Questo gesto di responsabilità di Berlusconi ha spinto il Presidente della repubblica Giorgio Napolitano a dare l'incarico di formare un governo tecnico al Senatore a vita Mario Monti, il quale si è trovato a dover affrontare una situazione finanziaria veramente drammatica che gioco forza  necessitava di una politica economica forte con ripercussioni molto pesanti sui ceti più deboli della popolazione italiana. Anche come immagine nel Mondo l'Italia era derisa e sbeffeggiata. Ricordiamo le vignette che venivano pubblicate nei quotidiani di tutto il mondo! Piano piano l'uscita di scena di Berlusconi e le sue dichiarazioni che avrebbe lasciato la politica per dedicarsi alle sue imprese e alla sua famiglia, aveva consentito all'Italia di riacquistare il prestigio perduto e un po' di fiducia internazionale, pur essendo ancora sotto la morsa della pressione fiscale e dell'aumento della tassazione. Il Governo Monti, ricordiamolo, ha operato in questi tredici mesi con l'appoggio e il sostegno del PD, UDC, PDL  e quando quest'ultimo ha deciso di staccare la spina per un rigurgito del culto della personalità del suo leader Berlusconi, il governo tecnico ha dovuto rassegnare le dimissioni e interrompere il piano di risanamento già elaborato, aprendo la strada alle consultazioni elettorali del 24 e 25 febbraio p.v. Da poco è iniziata la campagna elettorale e come sempre se ne sentono di tutti i colori. Alcuni personaggi ( Berlusconi "in primis") che fino a ieri hanno assecondato la politica di austerità di Monti, approvando i provvedimenti pesanti, ma necessari, oggi hanno la sfacciataggine di scaricare sul governo tecnico la loro responsabilità di una tassazione pesante e insopportabile e ritenendo l'elettorato un corpo senza cervello, in televisione, nei giornali, nel web ed altri mezzi di comunicazione,  hanno il coraggio (ma che coraggio!!!) di chiedere agli elettori il voto per un loro ritorno sulla scena politica italiana. Ma mi domando: l'Italia, considerata la culla della civiltà, la patria delle menti più eccelse in ogni settore dell'attività umana, è possibile che sia diventata incapace di intendere e di volere e non sappia discernere il bene dal male, il vero dal falso, il serio dal burlesco? E gli Italiani, è possibile che siano diventati tutti ciechi, sordi e muti per lasciarsi incantare e riportare sull'orlo del precipizio, da cui faticosamente si stanno allontanando? NO, non ci voglio credere, anzi non credo assolutamente che l'elettorato italiano possa cedere alle lusinghe, alle promesse e alle fandonie di coloro che hanno tradito la loro fiducia; sono convinto che sappiano invece valutare e scegliere, dopo un'attenta riflessione, la nuova classe dirigente mettendo la X sui simboli e sui nomi di persone oneste, serie, competenti e capaci di tirarci fuori dal tunnel. L'Italia deve riprendersi il posto che le spetta di diritto, sia in Europa che nel Mondo, per la sua storia, arte, cultura e  professionalità in ogni settore dell'attività umana, attraverso una nuova stagione politica proiettata verso nuovi orizzonti di crescita economica e di sviluppo tecnologico, mettendo ai primi posti il lavoro, l'occupazione giovanile e la ricerca. Sono certo che il 24 e 25 febbraio p.v. gli Italiani-elettori non consentiranno alla loro memoria di "fare brutti scherzi", ma sarà proprio la loro lucida memoria a guidare la loro mano, nel chiuso della cabina elettorale, a marcare la scheda con il segno X  sul simbolo e il candidato giusti.


domenica 13 gennaio 2013

Andiamo a votare!

Il 24 e il 25 febbraio p.v. andremo a votare per il rinnovo del Parlamento. Già da qualche mese i Partiti tradizionali ed altri movimenti di nuova formazione sono in fibrillazione. In questi giorni sono stati presentati i simboli e le liste per cui la campagna elettorale è ufficialmente iniziata. I giornali, la televisione e altri mezzi di comunicazione di massa hanno iniziato a lanciare messaggi, promesse ed "agende" dei protagonisti vecchi e nuovi di questa (speriamo) civile e democratica battaglia con il preciso scopo di convincere gli elettori titubanti ad andare a votare, ritenendo che solo con l'esercizio del voto il cittadino abbia la possibilità di incidere in maniera determinante alla formazione di una classe dirigente rinnovata capace di venire incontro alle sue esigenze e a cambiare, se necessario, parte dell'impalcatura dello Stato per adeguarla alle nuove e più moderne tecnologie che consentono un elevato risparmio sulle spese di mantenimento e funzionamento della macchina politico-amministrativa in sintonia con le già avviate riforme come l'informatizzazione degli uffici centrali e periferici, la riduzione dei parlamentari, l'abolizione delle provincie e l'aggiornamento della Carta Costituzionale.Tutto questo oggi è nelle mani del cittadino chiamato alle urne; lui ha il potere di confermare o modificare l'attuale modello di Stato, attraverso l'esercizio del voto finalizzato alla scelta oculata e responsabile di persone capaci e competenti, disposte a "servire"  e non già a servirsi della fiducia del proprio elettorato. Le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013  rappresentano un banco di prova molto impegnativo, perché dalle scelte  del corpo elettorale dipenderà il futuro dell'Italia, che  aspira a diventare una Nazione tra le più importanti del continente europeo e un "partner" ambito dagli Stati di tutto il mondo, per le sue innate capacità produttive e culturali nell'ambito di una programmazione globale di sviluppo, di progresso economico e sociale. E' importante quindi andare a votare; ragionare con la propria testa per fare una scelta responsabile e sperare che da queste elezioni si possa avere un Parlamento rinnovato nelle persone e nelle idee per un futuro migliore.


domenica 6 gennaio 2013

Ritorno al . . . . presente.


Con la festività dell'Epifania si concludono le vacanze natalizie e si ritorna alla vita di tutti i giorni: gli studenti ritornano a scuola, gli impiegati ritornano in ufficio, gli operai (non in cassa integrazione o disoccupati) riprendono la loro attività e i pensionati, come me, riprendono a frequentare la Pro-Loco o la Società Operaia o il Circolo Unione a leggere il giornale, fare una partitina a carte o a biliardo oppure a chiacchierare con gli amici di politica, di sport, di servizi locali che non funzionano ecc. ecc., insomma dopo il 6 gennaio si lascia alle spalle il 2012 con tutti i suoi problemi e si guarda avanti, con l'auspicio che l'anno 2013 appena iniziato sia migliore del precedente ed apra nuovi orizzonti e nuove prospettive di  lavoro e di crescita socio-economica.Ma qualcuno potrebbe obiettare: Ma questo auspicio lo abbiamo fatto anche negli anni precedenti e non è cambiato nulla, anzi le cose nell'anno appena trascorso sono peggiorate, come si spiega? Caro amico lettore, non c'è una spiegazione alla tua domanda o se c'è, io non la so. Il mio auspicio sincero vuole essere un augurio per un futuro diverso; una speranza intesa come desiderio, voglia di vivere in maniera dignitosa e non di stenti; un'aspirazione ad affrontare la vita con serenità e avere la possibilità di garantire ai nostri figli un futuro, che oggi non hanno, purtroppo!. E' vero questo augurio lo facciamo tutti gli anni, ma perché questo possa essere diverso dagli altri è necessario un nostro maggiore impegno in ogni settore: dalla scuola all'industria; dalla ricerca all'innovazione tecnologica; dal lavoro alla cultura; dalla  famiglia alla politica; dipende da noi avere una classe politica onesta e competente o avere amministratori locali preparati; dipende da noi suggerire, proporre soluzioni più consoni ai tempi nei vari comitati di cui facciamo parte; dipende da noi il buon funzionamento dei servizi nelle varie realtà locali partecipando più attivamente alla vita amministrativa del nostro paese. Ritengo sia questa la risposta giusta per una inversione di tendenza che migliorerà le nostre condizioni di vita ed aprirà spiragli positivi per un futuro prossimo più sereno.
Ha questo senso il mio auspicio per il 2013. Sperare in un'alba nuova non è peccato..........