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sabato 19 gennaio 2013

Gli scherzi della memoria.

A volte la memoria fa brutti scherzi, per cui l'elettore che il 24 e 25 febbraio 2013 si recherà alle urne, farebbe bene, prima di segnare la X sulle schede (Camera e Senato) ripercorrere i fatti, gli avvenimenti e i personaggi che hanno determinato l'attuale stato di cose e indicare con il suo voto una possibile soluzione per uscire dal tunnel. La memoria in questo caso aiuta per una scelta oculata e responsabile in quanto è notorio che riesaminando fatti ed avvenimenti del passato si riesce a migliorare il presente e guardare con speranza e fiducia al futuro. Fatta questa premessa e per evitare che la  memoria faccia brutti scherzi nel momento in cui si entrerà nella cabina elettorale per votare, ritengo sia doveroso che ognuno di noi elabori sin d'ora un pro-memoria che aiuterà dopo ad esprimere responsabilmente una preferenza a questo o quel partito, a questo o quel candidato, sicuri di aver fatto la scelta giusta.  Facciamo un passo indietro. Tredici mesi fa, per senso di responsabilità Berlusconi, pur avendo ancora la maggioranza in Parlamento, gettava la spugna perché aveva capito che la sua permanenza a capo del Governo avrebbe portato l'Italia ad una situazione insopportabile dal punto di vista economico-finanziario. L'Italia era sull'orlo del precipizio e non godeva più della fiducia dei mercati  internazionali  per cui il cosiddetto spread aveva messo alle strette l'economia generale del paese facendo pesare sulle spalle degli Italiani tutto il peso della gravissima crisi, accentuata peraltro dalla Germania dominatrice della scena finanziaria europea. Questo gesto di responsabilità di Berlusconi ha spinto il Presidente della repubblica Giorgio Napolitano a dare l'incarico di formare un governo tecnico al Senatore a vita Mario Monti, il quale si è trovato a dover affrontare una situazione finanziaria veramente drammatica che gioco forza  necessitava di una politica economica forte con ripercussioni molto pesanti sui ceti più deboli della popolazione italiana. Anche come immagine nel Mondo l'Italia era derisa e sbeffeggiata. Ricordiamo le vignette che venivano pubblicate nei quotidiani di tutto il mondo! Piano piano l'uscita di scena di Berlusconi e le sue dichiarazioni che avrebbe lasciato la politica per dedicarsi alle sue imprese e alla sua famiglia, aveva consentito all'Italia di riacquistare il prestigio perduto e un po' di fiducia internazionale, pur essendo ancora sotto la morsa della pressione fiscale e dell'aumento della tassazione. Il Governo Monti, ricordiamolo, ha operato in questi tredici mesi con l'appoggio e il sostegno del PD, UDC, PDL  e quando quest'ultimo ha deciso di staccare la spina per un rigurgito del culto della personalità del suo leader Berlusconi, il governo tecnico ha dovuto rassegnare le dimissioni e interrompere il piano di risanamento già elaborato, aprendo la strada alle consultazioni elettorali del 24 e 25 febbraio p.v. Da poco è iniziata la campagna elettorale e come sempre se ne sentono di tutti i colori. Alcuni personaggi ( Berlusconi "in primis") che fino a ieri hanno assecondato la politica di austerità di Monti, approvando i provvedimenti pesanti, ma necessari, oggi hanno la sfacciataggine di scaricare sul governo tecnico la loro responsabilità di una tassazione pesante e insopportabile e ritenendo l'elettorato un corpo senza cervello, in televisione, nei giornali, nel web ed altri mezzi di comunicazione,  hanno il coraggio (ma che coraggio!!!) di chiedere agli elettori il voto per un loro ritorno sulla scena politica italiana. Ma mi domando: l'Italia, considerata la culla della civiltà, la patria delle menti più eccelse in ogni settore dell'attività umana, è possibile che sia diventata incapace di intendere e di volere e non sappia discernere il bene dal male, il vero dal falso, il serio dal burlesco? E gli Italiani, è possibile che siano diventati tutti ciechi, sordi e muti per lasciarsi incantare e riportare sull'orlo del precipizio, da cui faticosamente si stanno allontanando? NO, non ci voglio credere, anzi non credo assolutamente che l'elettorato italiano possa cedere alle lusinghe, alle promesse e alle fandonie di coloro che hanno tradito la loro fiducia; sono convinto che sappiano invece valutare e scegliere, dopo un'attenta riflessione, la nuova classe dirigente mettendo la X sui simboli e sui nomi di persone oneste, serie, competenti e capaci di tirarci fuori dal tunnel. L'Italia deve riprendersi il posto che le spetta di diritto, sia in Europa che nel Mondo, per la sua storia, arte, cultura e  professionalità in ogni settore dell'attività umana, attraverso una nuova stagione politica proiettata verso nuovi orizzonti di crescita economica e di sviluppo tecnologico, mettendo ai primi posti il lavoro, l'occupazione giovanile e la ricerca. Sono certo che il 24 e 25 febbraio p.v. gli Italiani-elettori non consentiranno alla loro memoria di "fare brutti scherzi", ma sarà proprio la loro lucida memoria a guidare la loro mano, nel chiuso della cabina elettorale, a marcare la scheda con il segno X  sul simbolo e il candidato giusti.


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