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domenica 27 gennaio 2013

"Memento!"

Il 27 gennaio di ogni anno è un giorno particolare perché a differenza degli altri giorni ci invita a riflettere sugli orrori della guerra, in senso lato, e in modo particolare sulle atrocità perpetrate dal Nazismo nella seconda guerra mondiale nei confronti del popolo ebreo.E' la Giornata della Memoria e per noi settantenni che in un certo senso abbiamo conosciuto, attraverso la testimonianza diretta di parenti ed amici rinchiusi nei campi di concentramento nazisti e sopravvissuti per miracolo, la violenza, la mostruosità e il disprezzo di un sistema totalitario nei confronti di esseri umani indifesi e innocenti per il solo scopo di voler dominare il mondo con la forza delle armi, acquista un significato particolare per cui è nostro dovere aprire gli occhi ai nostri figli e ai figli dei nostri figli sulle conseguenze disastrose per il genere umano di un eventuale rigurgito di un simile sistema politico sulla faccia della terra. 

Sono trascorsi moltissimi anni eppure ancora oggi in molti paesi extra europei (leggi Africa, Asia e America del Sud) la violenza e le uccisioni di vittime innocenti continuano a riempire le cronache dei giornali e delle testate televisive di tutto il mondo, come se la memoria dell'uomo avesse cancellato la storia del suo recente passato.Ecco la necessità di ravvivare il ricordo della guerra e del male ad essa collegato per far capire alle nuove generazioni che la pace, la solidarietà, la fratellanza tra i popoli e il rispetto della persona umana sono valori inestimabili che consentono una convivenza civile, uno sviluppo economico e una crescita in termini di progresso intellettuale e tecnologico, capaci di aprire alla scienza nuovi orizzonti per un maggiore godimento delle risorse a disposizione e una migliore condizione di vita di tutti gli esseri viventi del nostro pianeta.
Per questi motivi il 27 gennaio di ogni anno viene dedicato al ricordo di tutto ciò che è negativo nella storia dell'uomo per evitare che gli stessi errori, che hanno causato danni incalcolabili nel genere umano, possano ripetersi e possano mettere a repentaglio la sua stessa sopravvivenza. La riflessione che ognuno di noi deve fare in questa giornata è che con la guerra non c'è speranza per il futuro mentre la pace, la solidarietà e la giustizia sociale sono le condizioni ideali per raggiungere importanti obiettivi, finalizzati allo sviluppo e al progresso di una società civile, libera e democratica senza più guerre, torture, morti, violenze, soprusi verso i più deboli ed indifesi, come donne e bambini, campi di concentramento, deportazioni  e sterminio di intere popolazioni di hitleriana memoria. Il riportare,oggi, alla mente queste nefandezze del passato per farle conoscere alle nuove generazioni, deve aiutarci a regalare loro un sorriso e spronarci ad operare in ogni settore con onestà, senso di responsabilità ed intelligenza per rendere sereno il loro futuro.

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