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mercoledì 6 febbraio 2013

Siamo seri, per favore!

Il richiamo alla serietà in questo particolare momento di campagna elettorale è più che mai doveroso, in quanto per affrontare (e risolvere) i numerosi problemi del popolo italiano è assolutamente necessario prospettare alla gente soluzioni serie, credibili e tecnicamente fattibili. L'elettore, oggetto dei desideri dei nostri potenziali governanti, non è stupido, né sprovveduto per cui ritengo sia in grado di capire chi veramente fa gli interessi della Nazione con serietà e chi, per magalomania personale, offre soluzioni avventate che non convincono, ma che molto spesso, ahimé!, riescono ad annebbiare la mente dei più deboli e dei più bisognosi. L'Italia in questo momento si trova davanti ad un bivio: o prende la strada del rinnovamento, della crescita, dell'occupazione e del lavoro oppure va nella direzione opposta, verso una situazione politico-economica, apparentemente felice propria del paese di Bengodi ma che in prospettiva, a lungo o breve termine, ci riporterà sull'orlo del precipizio, da cui per miracolo ci siamo allontanati. L'elettore ed elettrice, che ho definito "persone intelligenti e serie" penso siano in grado di operare una scelta sensata che porti ad un miglioramento delle condizioni di vita proprie e alla crescita socio-economica del paese nel contesto di un progressivo sviluppo in termini di occupazione e lavoro che rappresentano "la condizione primaria capace di garantire un prossimo futuro più sereno e produttivo". Il lavoro, secondo me, è la molla che mette in moto tutto il meccanismo della crescita e dello sviluppo; da esso dipende il miglioramento dell'economia, la ripresa dei consumi, il benessere delle famiglie, il rilancio delle piccole e medie imprese, la riduzione della disoccupazione giovanile e il rispetto internazionale, recentemente riacquistato con fatica.
Queste sono le due opzioni su cui l'elettore deve riflettere prima di marcare la scheda con il segno X su questo o quello schieramento, su questo o quel candidato premier. Egli deve valutare le varie proposte e premiare chi secondo lui offre soluzioni sensate, invece di promettere mari e monti difficilmente realizzabili, anche se apparentemente possibili. Restituire l'IMU è possibile, ma a quale prezzo? Uscire dall'Euro e ripristinare la moneta nazionale è possibile, ma in che modo? Diminuire il debito pubblico è possibile, ma con quali mezzi? Combattere la corruzione, il malaffare, l'evasione fiscale, la fuga dei capitali all'estero e l'illegalità diffusa è possibile, ma solo se ci sarà una classe dirigente di persone oneste, serie, competenti e disinteressate. Ecco perché in questo momento il corpo elettorale ha una grossa responsabilità: dal voto del 24 e 25 febbraio p.v. dipenderà il destino dell'Italia per i prossimi cinque anni e dalla serietà con la quale si affronterà la prova elettorale, dipenderà il sorgere o meno di un'alba serena che preluda ad una stagione politica ricca di prospettive positive nell'interesse generale del Paese.         

       

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