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venerdì 29 marzo 2013

"Per mia colpa, mia grandissima colpa !"

In questi giorni mi è capitato di ascoltare da molte persone che nelle ultime elezioni politiche del 24-25 febbraio 2013 hanno votato Movimento 5 stelle, l'espressione riportata nel titolo dopo aver seguito in televisione le consultazioni di Bersani con i suoi rappresentanti. Di fronte alle difficoltà del Paese esposte dal Presidente incaricato, i portavoce di Grillo si sono trincerati in un netto rifiuto ad ogni soluzione, manifestando delle contraddizioni di fondo che hanno sconcertato coloro che avevano sperato che la presenza in Parlamento delle nuove forze della cosiddetta società civile potesse finalmente portare una ventata di rinnovamento nella politica italiana. Durante la campagna elettorale nelle piazze italiane Grillo aveva sbandierato ai quattro venti il taglio degli stipendi dei parlamentari e la riduzione del numero degli stessi, le riforme istituzionali, la lotta alla disoccupazione, la crescita dell'economia, la lotta alla corruzione ecc. ecc. e nel momento in cui  tali riforme, necessarie ed urgenti per la Nazione, potevano essere attuate, Grillo, tramite i suoi portavoce, ha detto NO, rifiutando ogni tipo di collaborazione per la formazione del Governo. Evidentemente le sue esternazioni in campagna elettorale non erano finalizzate a rinnovare le Istituzioni e a migliorare le condizioni di vita dei cittadini italiani, tartassati da una crisi pesante in termini economici e finanziari, ma solo per rafforzare il suo movimento, verso il quale molti elettori di destra e di sinistra avevano riposto fiducia e speranza per una svolta e un  cambio di tendenza nella gestione della cosa pubblica. Dopo i comportamenti contraddittori di questi ultimi giorni dei rappresentanti del Movimento 5 Stelle, molti elettori "grillini" sono profondamente delusi e si battono il petto, pentiti di aver votato M5S. La proposta di Bersani, che offriva la possibilità di dare all'Italia un governo in grado di attuare quanto programmato da entrambi gli schieramenti per il bene del Paese e segnare l'inizio di una nuova stagione politica nella quale le riforme istituzionali, il rinnovamento della politica in generale, il ripristino della legalità nella gestione, la trasparenza e la crescita avrebbero potuto rappresentare  la svolta tanto agognata dagli Italiani, compresi quegli otto milioni di elettori che, in piena buona fede, hanno votato M5S, poteva essere condivisa, visto il particolare momento politico - istituzionale che stiamo attraversando, ma i portavoce di Grillo  hanno detto di NO. A questo punto, non essendoci altra via d'uscita, si dovrà presto tornare a votare e sono convinto che il Movimento di Grillo sarà fortemente ridimensionato, per cui non avrà più l'opportunità di recitare la parte del protagonista nella scena politica italiana ma dovrà necessariamente accontentarsi di una parte secondaria, oppure di fare ostruzionismo con i suoi continui No ad ogni iniziativa dei partiti tradizionali che hanno tutto il diritto di stare in Parlamento, secondo la nostra Carta Costituzionale, checché ne dica lo stesso Grillo. E' proprio vero: "chi tutto vuole nulla stringe" e Grillo che pretende di governare l'Italia da solo e in maniera autoritaria sarà costretto dai cittadini italiani, che amano la libertà e la democrazia, a riprendere la sua attività di comico e a porre fine alla sua improduttiva esperienza politica.

                                E' molto bravo a protestare, ma per niente adatto a governare!

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