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lunedì 29 aprile 2013

Battiam, battiam le mani.........

Dopo il giuramento del nuovo governo, guidato da Enrico Letta, ci si aspetta che il Parlamento dia la fiducia per avviare ufficialmente la legislatura. I vari Ministri, di destra, di sinistra e del centro, superato quest'ultimo ostacolo, si mettano subito a lavorare per riportare alla normalità una situazione politico-economica ormai al limite della sopportazione. Dopo le tante tribolazioni degli ultimi sessanta giorni e grazie soprattutto al senso di responsabilità del Presidente della Repubblica, al quale battiamo le mani per aver saputo con grande saggezza e amor di patria sbrogliare una matassa assai ingarbugliata dal punto di vista politico, ci auguriamo che la nuova compagine tecnico-politico-amministrativa sappia adottare i necessari provvedimenti legislativi in grado di affrontare i numerosi problemi di carattere "in primis" economico  per riavviare una economia da molto tempo ferma e dare alle piccole e medie imprese, il vero motore della crescita economica del nostro Paese, le risorse necessarie per lubrificare i meccanismi di sviluppo per una ripresa in linea con gli "standard" europei e riportare l'Italia fuori dalla crisi entro brevissimo tempo. Non è facile, ma ci sono le condizioni per ottenere risultati positivi, visto che le divergenze tra i partiti sono state superate. E' finito il tempo delle polemiche; ora è necessario rimboccarsi le maniche e lavorare per il bene del Paese, se vogliamo veramente dare non più speranze ma la certezza ai nostri giovani, alle famiglie, alle imprese, agli operai, ai pensionati, alle associazioni e a quanti operano nei vari settori della pubblica amministrazione che l'Italia  saprà superare l'attuale momento difficile, avendo le capacità tecniche e la forza di volontà per riprendersi il posto che le spetta in Europa e nel Mondo. Io sono certo che il Governo Letta ce la farà e nell'arco di qualche anno la nostra economia ritornerà ad essere competitiva con benefiche ripercussioni nello "stato di salute" dell'intera Nazione.    
  

giovedì 18 aprile 2013

Un sogno da realizzare.



 A seguito della pubblicazione del post "Bagnara: Sirena senza voce " del 13 Aprile scorso, ho ricevuto molti consensi ed apprezzamenti, ma anche qualche critica. La critica si riferisce al fatto di aver evidenziato che Bagnara  oggi  non è quella di trenta / quaranta anni fa per cui il lettore ha intravisto in questo raffronto tra i due periodi storici una mia velata cattiveria nei confronti dell'Amministrazione Comunale in carica guidata dal Dott. Cesare Zappia. Non è assolutamente così. A parte i rapporti cordialissimi con il Sindaco Zappia e la situazione difficile che stanno attraversando gli Enti locali per la crisi economica imperante, nell'articolo non ho parlato di mal governo cittadino né tanto meno di inadempienze da parte dell'Amministrazione, ma ho voluto solo stimolare i giovani bagnaresi, nostri figli e nipoti, ad impegnarsi con più entusiasmo nella vita socio-politica della città, in sinergia con tutte le componenti sane e volenterose del paese che amano veramente (e non a parole)  Bagnara, le cui bellezze naturali e caratteristiche ambientali sono quelle di trenta / quaranta anni fa.  
 Dare voce alla Sirena, impreziosire la Perla e far brillare di luce nuova la Stella avevano questo significato. Nessuna cattiveria, velata o manifesta, da parte mia nei confronti di chi, nonostante tutto, è impegnato con grande senso di responsabilità a gestire i servizi essenziali ed amministrare una esigente comunità di cittadini, non sempre disponibili a collaborare.
I giovani a cui mi sono rivolto nell'articolo precedente, ritengo possano, se amano la loro città, operare in maniera positiva, tenendo conto della loro preparazione culturale e avendo piena conoscenza dei problemi, in quanto parte integrante del tessuto politico-sociale. 
Noi settantenni, come ho già detto, abbiamo fiducia in loro; noi che abbiamo conosciuto lo splendore del passato ci piacerebbe rivedere Bagnara ritornare ad essere " La Sirena del mar di Glauco", " La Perla del mar Tirreno", " La Stella più luminosa della Calabria" e " La Regina incontrastata della Costa Viola". E' forse un sogno irrealizzabile? Io ritengo di no!
I giovani bagnaresi, in ogni epoca, hanno sempre primeggiato in ogni settore dell'attività umana:  dai  mestieri più umili alle professioni più specialistiche; sempre ed ovunque hanno dato prova di saperci fare, meritando il plauso e l'apprezzamento di quanti hanno avuto modo di relazionarsi con essi in Italia e nel Mondo. La storia di Bagnara è ricca di personaggi illustri (non faccio nomi per paura di dimenticarne qualcuno) e ciò dimostra che la cultura e la professionalità, l'intraprendenza e la caparbietà, il desiderio e la volontà di raggiungere gli obiettivi prefissati, sin dai tempi più remoti, a Bagnara hanno sempre trovato un terreno fertile. Sono certo  che le nuove generazioni  non deluderanno e che saranno capaci di realizzare il sogno di noi tutti che è quello di ridare la voce alla Sirena (Bagnara) e di farci sentire ancora una volta  orgogliosi di essere nati in questa meravigliosa terra di  Calabria. 



sabato 13 aprile 2013

Bagnara: Sirena senza voce.

Per tradizione Bagnara è stata sempre considerata la "Perla del Mar Tirreno" per le sue bellezze naturali che hanno ispirato  valenti poeti e scrittori; che sono state  immortalate da varie angolazioni nelle tele da artisti locali e non e che tutt'oggi vengono  riportate nelle cartoline  e guide turistiche. In un vecchio articolo di giornale Bagnara veniva descritta cosi':"Situata ai piedi di amene colline fra la rupe del S.Elia e la rocca di Scilla, incastonata nella lussureggiante vegetazione dei contrafforti aspromontani, Bagnara si distende per 2 Km. su un'ampia spiaggia, baciata dolcemente dal Glauco mare, circondata dal verde delle colline che mescolandosi con l'azzurro del mare,  crea un'atmosfera da favola e in questo meraviglioso scenario fatto di luci e di colori, il canto delle sirene si disperde nell'aria ad allietare nelle notti d'estate il dolce riposo dei tanti turisti che ogni anno affollano questa ridente cittadina della provincia di Reggio Calabria". L'articolo si conclude con un invito: " Chi ama il pittorico, i contrasti violenti, i panorami vertiginosi, faccia una capatina a Bagnara  a persuadersi che il Paradiso c'è anche quaggiù!"
Questa Bagnara ci hanno tramandato i nostri antenati; ma noi oggi possiamo descriverla così nelle nostre conversazioni con amici che vivono al Nord o fuori dai confini nazionali per invogliarli a trascorrere le loro vacanze nella nostra città? Possiamo dire loro che Bagnara, pur trasformata nelle sue caratteristiche ambientali, conserva ancora il suo fascino, la sua bellezza paesaggistica, il profumo della zagara e il canto delle sirene? A dire la verità oggi Bagnara, pur con la sua magia paesaggistica, con le sue bellezze naturali immutate e la sua incantevole posizione geografica, quasi sentinella dello Stretto di Messina posta com'è tra Scilla ed il promontorio del S.Elia, non è più quella dei nostri avi; non è più quella della nostra fanciullezza allorquando,affacciandoci sul lungomare si poteva ammirare l'ampia spiaggia, costellata di barche e reti stese al sole ad asciugare o la sera al tramonto assistere" 'a runzata  'ri palamatari" e salutare i pescatori che con allegra speranza si apprestavano a trascorrere la notte nello specchio di mare antistante a pescare il pesce azzurro e qualche pescespada da immettere il giorno dopo negli spacci per il gusto del nostro palato! Tutto questo non c'è più!
Bagnara oggi è una Sirena senza voce; una Perla opaca e una Stella un po' offuscata. Tocca ai giovani bagnaresi con il loro entusiasmo, la loro capacità intellettuale, il loro amore per la città e la voglia di riscatto a dare voce alla Sirena, ad impreziosire la Perla e a far brillare di luce nuova la Stella affinché Bagnara possa ritornare ad essere la Regina della Costa Viola. Noi settantenni, chi più chi meno, abbiamo dato il nostro contributo a tenere alto il prestigio e il decoro della nostra città.Ora tocca ai nostri figli e ai nostri nipoti intensificare gli sforzi ed  impegnarsi a riportarla ai fasti della migliore tradizione.   

sabato 6 aprile 2013

Una voce fuori dal coro: la mia!



 Si sa una voce fuori dal coro non sempre viene ascoltata o se viene ascoltata il più delle volte viene criticata perché non in linea nel contesto di un comune sincronismo ideologico politico-culturale. Da quando Bersani ha accettato di incontrarsi con i rappresentanti del M5S in diretta TV, i giornali, i commentatori televisivi e i rappresentanti politici avversari si sono sbizzarriti nel descriverlo come la vittima sacrificale di un progetto destinato in partenza ad un fallimento annunciato usando nei suoi confronti espressioni come : "Schiaffeggiato.......umiliato.....deriso......mortificato.....finito....pensionato....ecc.ecc.ecc.".
Non mi pare che il Segretario del PD Pierluigi Bersani, vincitore delle primarie, politico onesto, preparato, intelligente e democratico nel senso più nobile della parola, meriti questo trattamento. Con quel gesto di  apertura mentale nei confronti di un movimento che in linea di massima aveva nel suo programma molti punti in comune con il progetto per l'Italia del PD, ha dimostrato ancora una volta di operare in maniera cristallina per il bene del suo Paese, manifestando con chiarezza e senza ipocrisie ai suoi interlocutori una situazione drammatica e dal punto di vista politico-istituzionale e dal punto di vista economico-finanziario nella consapevolezza che  anche loro sentissero la responsabilità di uscire dal tunnel e condividere un'azione politica anche a tempo per dare al Paese un governo in grado di realizzare quelle poche riforme necessarie per un rinnovamento e sostanziale cambiamento della politica italiana a cominciare della legge elettorale, lotta alla corruzione, riduzione dei parlamentari, abolizione delle Province e finanziamento ai partiti per orientare tutti gli sforzi verso il rilancio del lavoro, l'occupazione e la crescita dell'economia riducendo nei limiti del possibile la pressione fiscale nel confronti delle aziende che rappresentano il motore trainante di tutto il sistema economico del nostro Paese. Di fronte ad un tale atteggiamento non mi pare che il deriso. l'umiliato, lo schiaffeggiato sia stato Bersani, ma i suoi dirimpettai che si sono trincerati in un rifiuto non motivato dimostrando agli occhi dei telespettatori una chiusura precostituita. Ed ecco la voce fuori del coro: se cattiva figura c'è stata in quella trasmissione, non mi pare sia da attribuire a Bersani, anzi secondo me il suo accorato appello a salvare le sorti di una Italia sull'orlo del baratro lo ha rafforzato come uomo politico responsabile ed onesto disposto a caricarsi sulle spalle un peso enorme. Io non sono stato mai di sinistra; chi mi conosce sa che ho avuto idee politiche in tutt'altra direzione, ma in quest'ultimo periodo non nascondo la mia simpatia verso un uomo  che ritengo all'altezza di governare il Paese in un momento così grave e che ha dimostrato di avere a cuore del sorti del suo Paese mettendo in campo un programma di facile attuazione se sostenuto dal Movimento che  si dichiara fondato per rinnovare e cambiare la politica italiana nella sua interezza. 
Da come si sta comportando non mi pare il M5S abbia la convinzione e la forza di farlo da solo!