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sabato 6 aprile 2013

Una voce fuori dal coro: la mia!



 Si sa una voce fuori dal coro non sempre viene ascoltata o se viene ascoltata il più delle volte viene criticata perché non in linea nel contesto di un comune sincronismo ideologico politico-culturale. Da quando Bersani ha accettato di incontrarsi con i rappresentanti del M5S in diretta TV, i giornali, i commentatori televisivi e i rappresentanti politici avversari si sono sbizzarriti nel descriverlo come la vittima sacrificale di un progetto destinato in partenza ad un fallimento annunciato usando nei suoi confronti espressioni come : "Schiaffeggiato.......umiliato.....deriso......mortificato.....finito....pensionato....ecc.ecc.ecc.".
Non mi pare che il Segretario del PD Pierluigi Bersani, vincitore delle primarie, politico onesto, preparato, intelligente e democratico nel senso più nobile della parola, meriti questo trattamento. Con quel gesto di  apertura mentale nei confronti di un movimento che in linea di massima aveva nel suo programma molti punti in comune con il progetto per l'Italia del PD, ha dimostrato ancora una volta di operare in maniera cristallina per il bene del suo Paese, manifestando con chiarezza e senza ipocrisie ai suoi interlocutori una situazione drammatica e dal punto di vista politico-istituzionale e dal punto di vista economico-finanziario nella consapevolezza che  anche loro sentissero la responsabilità di uscire dal tunnel e condividere un'azione politica anche a tempo per dare al Paese un governo in grado di realizzare quelle poche riforme necessarie per un rinnovamento e sostanziale cambiamento della politica italiana a cominciare della legge elettorale, lotta alla corruzione, riduzione dei parlamentari, abolizione delle Province e finanziamento ai partiti per orientare tutti gli sforzi verso il rilancio del lavoro, l'occupazione e la crescita dell'economia riducendo nei limiti del possibile la pressione fiscale nel confronti delle aziende che rappresentano il motore trainante di tutto il sistema economico del nostro Paese. Di fronte ad un tale atteggiamento non mi pare che il deriso. l'umiliato, lo schiaffeggiato sia stato Bersani, ma i suoi dirimpettai che si sono trincerati in un rifiuto non motivato dimostrando agli occhi dei telespettatori una chiusura precostituita. Ed ecco la voce fuori del coro: se cattiva figura c'è stata in quella trasmissione, non mi pare sia da attribuire a Bersani, anzi secondo me il suo accorato appello a salvare le sorti di una Italia sull'orlo del baratro lo ha rafforzato come uomo politico responsabile ed onesto disposto a caricarsi sulle spalle un peso enorme. Io non sono stato mai di sinistra; chi mi conosce sa che ho avuto idee politiche in tutt'altra direzione, ma in quest'ultimo periodo non nascondo la mia simpatia verso un uomo  che ritengo all'altezza di governare il Paese in un momento così grave e che ha dimostrato di avere a cuore del sorti del suo Paese mettendo in campo un programma di facile attuazione se sostenuto dal Movimento che  si dichiara fondato per rinnovare e cambiare la politica italiana nella sua interezza. 
Da come si sta comportando non mi pare il M5S abbia la convinzione e la forza di farlo da solo!    

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