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giovedì 30 maggio 2013

Fiume amaro

"A seguito di un incidente stradale, un' autovettura rotola in un fiume e l'occupante, un giovane di 22 anni, muore annegato" Questa la notizia riportata dai TG e dai giornali; una notizia tra le tante che quotidianamente si registrano e che lasciano in chi le legge un'ombra di tristezza. Il poeta Mimmo Fadani, immaginando il dolore profondo della madre di questo giovane ventiduenne alla notizia della sua morte improvvisa, scrisse una poesia, molto toccante che riporto fedelmente, dalla quale traspare in maniera quasi visiva la sofferenza di questa mamma che chiede al Signore il perché di tanto strazio.   

Tra cespugli di erice
Ricoperti dalla galaverna
Sibila un freddo vento
Che è sentore di morte
Mentre di ietale veste
Si spoglia lento il pallido sole
E nell'anima, è subito sera.
Là, sull'arida sponda di un fiume amaro
Una madre curva sul figlio annegato
Si prostra, si agita,si tormenta, si dispera,
Poi ubriaca di opime strazio
Si inginocchia e con mani scarne
Indirizzate al cielo implora:
Perché tanto dolore, o Signore, perché?:
Mio figlio avea bisogno ancor di materno amore.

Fadani, animo sensibile, con la stessa intensità con la quale riesce a descrivere i suoni e i colori della Natura nella sua incommensurabile bellezza, anche di fronte al dolore descrive il sentimento umano con lo stesso "pathos" con il quale riesce ad impressionare sulla tela i suoi personaggi e le sue figure antropomorfe. Questa sua innata capacità d'espressione lo rende singolare nel panorama artistico internazionale. I suoi versi, liberi e naturali, riescono a colpire l'intimo dell'animo umano, per cui la poesia fadaniana è considerata da critici di fama internazionale una forma lessicale di eccezionale musicalità che tocca le corde del cuore così come nei suoi dipinti l'osservatore viene rapito dal fascino dei colori, che lo rende partecipe dei sentimenti dell'Artista stesso.

La poesia, come la pittura, di Fadani rappresenta nell'immaginario collettivo l'elemento innovativo di una realtà vista con occhio critico si, ma attraverso il sentimento. Questa  è  la forza e la "grandezza" del M° Mimmo FADANI., nato a Bagnara Calabra, dove vive e lavora.
Le sue opere pittoriche e poetiche sono pubblicate nelle più prestigiose riviste letterarie ed enciclopedie multimediali e fanno parte del patrimonio artistico-culturale nazionale.
    

venerdì 24 maggio 2013

Cosa sta succedendo?

La cronaca di questi ultimi giorni è ricca di episodi dolorosi che debbono farci riflettere: mamme che gettano dalla finestra i loro figli; padri che uccidono il figlio prima di suicidarsi; figli che uccidono i genitori per interesse; disoccupati che si danno fuoco per disperazione; extra comunitari che prendono a picconati ignari passanti; insomma una "escalation" di fatti delittuosi che destano una certa preoccupazione nell'opinione pubblica e nelle Istituzioni democratiche, in  modo particolare. Cosa sta succedendo? Tutti questi fatti derivano dalla crisi economica che stiamo attraversando oppure c'è sotto qualcosa che non riusciamo a capire fino in fondo e attribuiamo per comodità intellettuale la colpa alla mancanza di lavoro, alla scarsità di mezzi di sostentamento, alla prospettiva di un futuro senza speranza, ecc.ecc.? Una cosa è certa: siamo entrati in una fase storica in cui i valori della vita si sono affievoliti e la mente umana non riesce più ad auto controllarsi dimostrando una paurosa debolezza di fronte alle prime difficoltà di una esistenza che è stata sempre difficile anche ai tempi delle "vacche grasse". E allora ci domandiamo: Cosa sta succedendo? Perché tanto sangue e tanto dolore? In tutte le epoche sono successi episodi spiacevoli o disastri, dovuti ad imperizie od imprudenze, ma mai i protagonisti di episodi dolorosi hanno avuto la piena coscienza, anche se camuffata, di fare del male, la volontà precisa e meditata di uccidere ( fatta eccezione delle Brigate Rosse degli anni di piombo n.d.r.) e procurare danni irreversibili per futili motivi, come oggi. Fermiamoci un momento e riflettiamo: "Lo Stato, la Scuola, la Famiglia, la Chiesa, la Società nel suo insieme, svolgono in pieno la loro funzione, il loro ruolo, il loro compito di tutela e salvaguardia della persona umana? Cosa c'è che non va in questa nostra Italia? Eppure la nostra Carta Costituzionale è considerata la più bella del mondo, ma viene applicata in tutto e per tutto? C'è attinenza tra la struttura dello Stato così concepita con i fatti di cronaca su menzionati? E se c'è correlazione tra i due momenti, come possiamo risolvere il problema?". Sono interrogativi che meritano una risposta e la mia opinione è che non possiamo continuare a far finta di niente e rassegnarci ad una condizione di vita frustrata e priva di ideali. E' necessario reagire in maniera intelligente, civile e democratica per modificare alcune storture e ridare alla persona umana la sua vera dignità e il suo giusto valore per superare questo momento di difficoltà oggettiva ed aprire nuovi orizzonti verso prospettive di sano ed onesto sviluppo, culturale ed economico, capaci di operare quel salto di qualità che ci consenta di offrire alle future generazioni un mondo migliore. Non spetta a me indicare le modalità di realizzazione, ma spetta a noi tutti avere rispetto l'uno dell'altro, essere tolleranti e tenere un comportamento coerente ed onesto, finalizzato al bene comune e al miglioramento delle condizioni di vita della comunità civile alla quale apparteniamo. Basterà? Chissà.....forse.....speriamo!           

sabato 18 maggio 2013

Una protesta sacrosanta

In questi giorni a Bagnara si sono svolte manifestazioni di protesta da parte dei pescatori sostenuti dall'Amministrazione Comunale con in testa il Sindaco Cesare Zappia ed alcuni Assessori, il Presidente della Pro-Loco, Rappresentanti della Provincia  e altri Amministratori dei Comuni viciniori, ma pochi per la verità cittadini sia del Centro che del rione Marinella. In queste manifestazioni, articolate in maniera civile, composta e democratica, i pescatori e le loro famiglie non  hanno chiesto altro che di poter esercitare il loro mestiere che da secoli viene tramandato da padre in figlio e cioè la pesca del pesce spada, la  principale fonte di sostentamento e una delle voci più importante per l'economia della cittadina tirrenica della Provincia di Reggio Calabria. E' da diversi anni che la pesca del pesce spada con reti lunghe diversi Km è stata vietata dall'UE ma i pescatori di Bagnara chiedono di poter esercitare la pesca con reti molto più corte a supporto della pesca tradizionale con fiocina e arpione. Mi pare una richiesta onesta ed accettabile ed è per questo che le proteste di questi giorni le ritengo sacrosante perché non si può impedire, per motivi non sempre giustificabili, ad una classe di lavoratori di svolgere l'attività che conosce perfettamente e che esercita storicamente sin dai tempi dei Fenici. 
 A dire il vero i pescatori di Bagnara hanno fatto presente alle varie autorità politiche, civili e marittime che sarebbero disponibili ad accettare vincoli e condizioni che salvaguardino l'ambiente ed in modo particolare la fauna marina, ma ogni loro proposta è stata sempre respinta per cui hanno deciso di scendere in piazza e protestare con l'auspicio che finalmente la loro azione venga capita da chi di dovere  e porti ad una soluzione condivisibile per ridare serenità e lavoro a tante famiglie  che rischiano di trovarsi  in  una situazione economica ancora più difficile ed alimentare una economia locale che dalla pesca trae una delle risorse più importanti. Non dimentichiamo che intorno a questa attività si sviluppano tanti altri eventi, dalla Sagra del Pescespada, organizzata dalla Pro-Loco, alle manifestazioni musicali; dalla promozione turistica alla diffusione di materiale pubblicitario con articoli su riviste locali e nazionali che contribuiscono a salvaguardare una tradizione da tramandare alle future generazioni.
La pesca del pesce spada a Bagnara non deve morire!          

domenica 12 maggio 2013

Mamma, dove sei?

Il 12 maggio è il giorno dedicato alla festa della mamma, una festa voluta dal sistema consumistico della moderna società, come quella della donna, del papà, del nonno,ecc.ecc. Sono feste finalizzate all'acquisto di regalini più o meno costosi per dare ossigeno alla piccola economia ma anche alla grande distribuzione di prodotti semplici ma significativi come una rosa, uno scatolo di cioccolatini a forma di cuore, un gioiello o un profumo. E' giusto offrire alla mamma un qualcosa per dire "Ti voglio bene!". Ma perché il 12 maggio?  Perché si è dovuto istituire una festa in un giorno preciso dell'anno per manifestare alla propria mamma tutto l'affetto e l'amore che un figlio deve avere sempre? E per chi la mamma non ce l'ha più, che festa sarà il 12 maggio? Per loro c'è la Mamma Celeste, la Vergine Maria che non solo il 12 maggio ma tutti i giorni dell'anno li accoglie sotto il suo manto e li protegge dai pericoli del mondo. Proviamo ad immaginare due bambini tra i 7 e 8 anni che discutono sul regalo da fare alla propria mamma: uno di essi dice: "Io domenica regalerò a mia mamma una rosa rossa con un bigliettino dove c'è scritto "Ti amo, mamma! e tu?"."Io- risponde l'altro - avrei voluto regalarle un cuore di velluto rosso con dentro tante caramelle, ma purtroppo la mamma non ce l'ho; mi è stato detto che è salita in cielo e allora domani  metterò davanti alla sua fotografia un mazzetto di margherite bianche e le dirò a voce "Ti voglio bene,mamma! Mi manchi tanto!". Ebbene, entrambi  festeggiano il 12 maggio con la sola differenza che mentre uno ha la possibilità di abbracciare la sua mamma, l'altro pur non toccandola la sente dentro di sé,dentro il suo cuore non solo il 12 maggio ma tutto l'anno, per sempre. Morale della favola:
manifestare i propri sentimenti alla persona che si ama non occorre la festa o il regalo ma un amore sincero.

      Non c'è  amore più grande di quello verso la persona che ci ha messo al mondo: la Mamma.   

sabato 4 maggio 2013

Aspettando l'estate 2013....

Con l'avvicinarsi della bella stagione, le città d'arte, le località di richiamo turistico di mare e di montagna, i "tour operator", gli amministratori di grandi e piccoli Comuni della nostra Penisola si danno da fare per organizzare al meglio  l'accoglienza di quanti decidono di trascorre le vacanze fuori dai confini della loro residenza abituale. Questo è il momento di predisporre piani d'intervento ed eventi vari, dalla musica alla cultura, dalla cucina ai trasporti, dal miglioramento dei servizi alla salubrità dell'ambiente affinché i graditissimi ospiti possano trascorrere in tranquillità e in completo relax i pochi giorni di vacanza. Gli stabilimenti balneari nel periodo aprile-maggio controllano che le attrezzature siano perfettamente funzionanti e saranno proprio loro, con i loro variopinti ombrelloni, ad annunciare nei prossimi giorni che l'estate è già arrivata.

Quest'anno si prevede una estate molto calda, per cui anche chi non va in vacanza dovrà attrezzarsi per creare nella propria abitazione un clima temperato per non andare incontro a spiacevoli malanni.    

L'estate 2013, dal punto di vista economico generale, si presenta sotto il segno dell'austerità o quantomeno dell'oculatezza nell'acquisto di beni e servizi e anche se il Governo di nuova formazione sta predisponendo provvedimenti finalizzati alla crescita e al miglioramento delle condizioni economiche delle famiglie, bisogna usare l'intelligenza del buon padre di famiglia per non trovarsi alla fine dell'estate in condizioni economiche peggiori con gravi ripercussioni sulla serenità del proprio nucleo familiare. Divertirsi SI, ma senza compromettere l'armonia della famiglia.Estate è sinonimo di gioia, spensieratezza, allegria, sano divertimento e ci auguriamo che l'Estate 2013 mantenga queste caratteristiche e segni l'inizio di una nuova epoca improntata sulla capacità di ognuno di noi di saper guardare la realtà della vita senza lasciarsi trascinare nel vortice della dissolutezza e della disperazione.

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