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martedì 25 giugno 2013

Un volto e un sorriso sempre presenti

Il 28 giugno 2013 ricorre il secondo anniversario della morte della persona più cara della mia vita, la donna che ho amato con tutto il cuore e che continuerò ad amare fino all'ultimo giorno della mia esistenza su questa terra. 

Vi chiedo scusa se le parole di questo mio post, scritto con profonda sofferenza, sono soffuse di malinconia che creano un'atmosfera velata di tristezza; la ricorrenza è triste di per sé e le parole che scaturiscono da un cuore profondamente ferito da un tragico, imprevisto ed imprevedibile evento, non possono che rispecchiare il sentimento di dolore che è naturale in simili circostanze.


 La data del 28 giugno 2011 ha cambiato radicalmente la mia vita perché segna la fine di una esistenza felice e l'inizio di un periodo d'attesa senza più mordente: l'attesa è quella di ritrovarla un giorno nell'aldilà, per proseguire insieme, trasfigurati, il viaggio verso l'eternità, nella luce e nello splendore del Paradiso. 

Ogni giorno Nuccia è presente nella mia mente e ogni giorno il suo sorriso, la sua immagine solare e gioiosa mi accompagna e mi protegge.  Le sue preghiere per me e i suoi figli non possono non essere esaudite perché come lo fu in terra ( da giovane ha vestito i panni dell'Angelo nella rappresentazione sacra di Pasqua- vedi foto) così in cielo (oggi Angelo vero) certamente sarà vicino a Dio, e la sua intercessione presso la Vergine Maria, ci proteggerà dai pericoli del  mondo. 



In questi due anni la sua presenza spirituale mi ha aiutato a superare momenti difficili ed anche l'affetto di amici e parenti ha contribuito a darmi la forza per continuare ad esistere. 

E' vero, il destino l'ha tolta molto presto all'affetto della sua famiglia e all'affetto di parenti ed amici, ma la certezza che lo stesso destino non potrà mai toglierla dalla nostra memoria e dal nostro cuore, mi spinge a dire che Lei continuerà a vivere dentro di noi per sempre. 
  
Venerdì 28 giugno p.v. una S.Messa in suffragio della sua anima, sarà celebrata nella Chiesa del Rosario. Ringrazio anticipatamente quanti prenderanno parte al sacro rito.







         

venerdì 21 giugno 2013

L'orologio non cammina.

Nonostante reiterati solleciti da parte di attenti cittadini e nonostante articoli giornalistici attraverso la stampa locale, l'orologio  di Palazzo San Nicola, sede dell'Amministrazione Comunale, non cammina. Da diverso tempo è fermo e a quanto pare non ha intenzione di muoversi se qualcuno non lo sproni a rimettersi in linea con l'ora corrente. Ma chi dovrà provvedere a tale incombenza? Certamente non il Sindaco o il Dirigente Affari Generali, che hanno compiti e responsabilità ben più importanti, ma il Dirigente Servizi Tecnici, secondo me, è la persona a cui spetta il compito di monitorare e tenere sotto controllo tutto ciò che ha a che fare con strumentazioni e meccanismi tecnici operanti nel territorio. L'orologio è uno di questi, per cui  spetta a lui, adottando un semplice atto amministrativo interno (determina), far muovere le lancette dell'orologio dell'antica "torre civica" oggi Palazzo San Nicola. 
Come mai le segnalazioni dei cittadini e della stampa siano rimaste lettera morta? Possibile che sulla scrivania del Dirigente Ufficio Tecnico non siano arrivate? Oppure non ci sono i fondi per ripararlo? Nel qual caso molti cittadini sarebbero disposti a contribuire per poter vedere finalmente muovere quelle lancette che segnano i ritmi di una comunità che vuole camminare e andare avanti, nonostante tutto...... Non credo sia questo il motivo; non voglio pensare che nelle risorse assegnate all'Ufficio Tecnico non si riesca a trovare una manciata di euro necessaria per ripararlo! Mi rivolgo direttamente al Responsabile dei Servizi Tecnici Comunali: "Ingegnere, lo so che l'orologio del Palazzo Municipale non sta in cima ai suoi pensieri (ha ben altri problemi a cui pensare!) ma  siamo in estate e molti forestieri certamente si faranno fotografare con lo sfondo del Municipio per immortalare la loro presenza nella nostra città e sicuramente ci chiederanno "perché l'orologio non cammina?". Cosa risponderemo? Per favore, Ingegnere, ci aiuti  ad essere cortesi con i nostri ospiti stagionali e ci eviti di dare risposte difficilmente credibili. Grazie!"  

martedì 18 giugno 2013

Cambiare.....si può!

"Ora basta! Quante volte ce lo siamo detti esasperati da torti subiti, piccole e grandi fregature, prezzi gonfiati? Ma poi non sempre siamo passati all'azione, perché anche protestare costa fatica, tempo e denaro e anche perché siamo un po' sfiduciati circa i possibili esiti delle nostre proteste. E' vero che da soli ci sentiamo disarmati; tutto sembra inutile di fronte all'arroganza di certe risposte o al muro di gomma di chi neanche ci ascolta, ma se uniamo le forze, se a protestare siamo in tanti, le cose possono cambiare". Questo è uno stralcio di un articolo di Rosanna Massarenti, pubblicato nella rivista Altroconsumo del giugno 2013, che si riferisce all'idea che per farsi sentire è necessario unire le forze.
 L'idea, per la verità, non è nuova: quante volte sono state promosse petizioni, avviato azioni collettive, usato strumenti legittimi senza  però ottenere giustizia?  Indubbiamente l'unione fa la forza ma se questa forza non viene usata con intelligenza e convinzione la protesta non sempre  produce i benefici sperati.
Ma allora cosa si deve fare per farsi sentire?
Per esempio: in paese non viene effettuato il servizio raccolta rifiuti solidi urbani; i cittadini come segno di protesta depositano i sacchetti di spazzatura sulle strade formando delle vere e proprie montagne; è una protesta intelligente, secondo voi?
Del disservizio sono sempre responsabili gli Amministratori? Oppure ci sono motivi oggettivi che non consentono la raccolta della spazzatura? Se questi motivi esistono, la protesta pur essendo collettiva non porterà a nessuna parte; quindi in questo caso non basta essere in tanti per cambiare le cose, come afferma la Massarenti, ma secondo me, bisogna prima cercare tutti insieme di eliminare le cause ostative, trattenendo per qualche giorno i sacchetti della spazzatura in casa, e poi protestare contro gli Amministratori se quest'ultimi dimostrino incompetenza o malafede nella soluzione dei problemi che interessano la collettività. Questo è solo un esempio per spiegare che cambiare si può, ma solo se si agisce con intelligenza ed onestà intellettuale. E' vero che l'unione fa la forza, ma non deve essere una forza bruta.
A buon intenditore poche parole..........        

martedì 11 giugno 2013

Bagnara mia, sei bella!

Recentemente presso il locale NewYork in di Bagnara Calabra si è svolto un convegno sulla lotta alle mafie durante il quale è stato costituito il presidio "Libera Bagnara" intitolato a Paolo Bagnato con l'intento di sensibilizzare l'opinione pubblica alla legalità, al rispetto delle regole democratiche e alla cultura di contrasto al fenomeno mafioso nel suo complesso. Indubbiamente l'iniziativa va elogiata ed apprezzata per le nobilissime finalità, ma nello stesso tempo va sostenuta da ognuno di noi con la partecipazione attiva a tutte le attività promosse da "Libera" nel nostro territorio. In occasione di tale importante manifestazione la nostra concittadina, trapiantata a Torino, Sara Velardo, cantautrice, ha presentato un video " 'ndrangheta" girato a Bagnara con la collaborazione di alcuni giovani del luogo, proprio per mettere in evidenza i danni economici, morali e d'immagine che essa produce la dove l'organizzazione malavitosa trova terreno fertile per i suoi loschi affari. Molti l'hanno apprezzata e su Facebook molti l'hanno condivisa. Anche a me è piaciuto il testo, l'arrangiamento musicale e l'esecuzione. NON mi sono piaciute le immagini di Bagnara Calabra e di Scilla, che facevano da sfondo alla canzone, per il fatto che si prestano a possibili false interpretazioni e cioè guardando il video si ha l'impressione che a Bagnara e a Scilla regna sovrana la mafia per cui l'immagine di queste due splendide perle  della Costa Viola  ne esce deturpata con ripercussioni disastrose sul piano turistico ambientale. Bastava la canzone con i soli cartelli per raggiungere l'obiettivo prefissato; avrebbe avuto, secondo me, una presa diretta e più efficace sulle coscienze della gente! Sara Velardo con questo video non ha reso un bel servizio alla città che Le ha dato i natali e che dice di amare! Io so che se veramente si ama una persona non si rende manifesta la parte meno bella di essa, ma al contrario si esalta la sua bellezza fisica e morale, pur sapendo che difetti più o meno gravi fanno parte del suo essere. Non vi pare? Le bellezze di Bagnara non le scopro io; sono state immortalate su tela da artisti di fama internazionale, cantate da poeti di alto spessore letterario e fanno parte della sua storia e della sua tradizione millenaria, per cui mostrare quelle immagini Sara ha commesso un madornale errore di valutazione.

 Sia ben chiaro: Bagnara non è stata, non è e non sarà mai terra di 'ndrangheta; se fatti spiacevoli si sono verificati negli ultimi due anni sicuramente si è trattato di episodi sporadici che nulla hanno a che fare con atti marcatamente mafiosi. Il convegno al New York in di Bagnara del 6 giugno u.s. credo abbia centrato l'obiettivo prefissato: educare alla legalità, al rispetto delle regole democratiche e alla cultura del vivere civile vuol dire formare le nuove generazioni ad essere portatori di valori che da soli saranno in grado di sconfiggere la 'ndrangheta per sempre. Per riconciliarsi con la città di Bagnara, però, Sara Velardo dovrebbe girare un altro video da caricare su Youtube, nel quale mettere in evidenza non solo le bellezze naturali del territorio, ma anche la laboriosità, l'onestà e  l'alto senso di giustizia dei suoi abitanti. Mi auguro che lo faccia........... e presto.   
   

giovedì 6 giugno 2013

Un pellegrinaggio indimenticabile

Organizzato dalla Agenzia Viaggi Ciccone di Bagnara Calabra, dal 31 maggio al 2 giugno c.a.si è svolto il pellegrinaggio annuale a San Giovanni Rotondo. E' stato un pellegrinaggio indimenticabile in quanto proprio il 1° giugno è iniziata l'ostensione permanente del corpo di San Pio e noi, senza volerlo, abbiamo assistito ad un evento storico che difficilmente dimenticheremo. L'idea di salire nel primo pomeriggio nella grande basilica dedicata a San Pio per vedere da vicino il Santo, è stata una idea azzeccata in quanto abbiamo avuto la possibilità di soffermarci davanti al Corpo santificato di Padre Pio e pregare, due e qualcuno tre volte, non essendoci stata a quell'ora la grande ressa. In mattinata abbiamo partecipato alla  messa solenne che è stata celebrata, nella chiesa progettata da Renzo Piano, dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei Santi. «Sostando davanti alle spoglie del santo - ha detto il cardinale Amato - i pellegrini riprenderanno il colloquio con Padre Pio». «Con l’opportuna ostensione perpetua del suo corpo Padre Pio - ha aggiunto - vuole essere più vicino a noi. Vuole che lo guardiamo in faccia e che anche lui possa guardarci negli occhi”Il corpo di san Pio resterà nello stesso luogo, cioè nell’intercapedine del plinto centrale della chiesa inferiore, custodito in un’urna di vetro. 
 «Auspichiamo che i pellegrini che vengono a San Giovanni Rotondo, sostando davanti alle spoglie mortali del Santo cappuccino - ha detto durante la celebrazione solenne l’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, monsignor Michele Castoro - avvertano il richiamo e il monito ad una vita santa, vissuta nella fedeltà a Cristo e  nell’ amore alla chiesa». «È un giorno di festa», ha detto il vicario generale dell’ordine dei Frati Minori Cappuccini, Stefan Kozuh. «L’ostensione perenne - ha aggiunto - è stata decisa nella certezza di poter rinnovare i benefici spirituali suscitati dalla precedente ostensione». 
 Nella precedente ostensione c'ero anch'io e con me allora c'era anche Nuccia, molto devota a Padre Pio; per questa sua mancanza, sostando davanti alle spoglie del Santo ho provato un po' di tristezza, ma poi guardando quel volto sereno di Padre Pio la tristezza ha lasciato il posto alla gioia per la consapevolezza che anche Lei, in cielo, oggi vive con gli angeli e i santi nella Casa del Padre. Spero un giorno di poterla ritrovare e sono certo che San Pio mi aiuterà ad essere fedele agli insegnamenti di Nostro Signore Gesù Cristo per poter meritare al termine del mio pellegrinaggio terreno un posto in Paradiso.