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martedì 30 dicembre 2014

Anno nuovo...Vita nuova.

L'anno 2014 ha già pronte le valigie per lasciare il calendario ed entrare nella storia. Si sa per stabilire se è stato un buon anno lo sapranno i nostri nipoti quando gli storici selezioneranno gli avvenimenti che si sono succeduti nel corso del 2014, confrontandoli con i precedenti e i successivi; solo allora avremo ( o meglio avranno) l'ardua sentenza. Io non saprei dire oggi se il 2014 sia stato peggiore o migliore del 2013, ma una cosa la posso dire e cioè che il 2015 sia migliore del 2014. 
Lo so, non ho scoperto l'America,lo dicono tutti, ma se l'augurio nasce da un cuore sincero come sincero è il mio in questo momento, il 2015 sarà certamente migliore per tutti voi ed......... anche per me. Nonostante gli scettici prevedono per il 2015 un anno difficile dal punto di vista economico, io voglio essere bastian contrario e dico che sarà l'anno del cambiamento strutturale del nostro Paese e del rilancio della nostra economia, con benefici ripercussioni sulla vita di tutti i giorni del popolo italiano. Non sono un medium o un profeta: prendete questa mia affermazione come un augurio e una speranza. Dopo la crisi di questi ultimi anni, augurarsi una vita nuova e sperare in un profondo cambiamento, non costa niente e allora perché non farlo? Lo faccio io per voi: L'ANNO CHE VERRA' IL 2015 SIA PER TUTTI VOI UN ANNO NUOVO PER UNA VITA NUOVA. 

venerdì 26 dicembre 2014

Il ventennale della morte di mio fratello.

Il 26 dicembre 1994 mio fratello Totò lasciava questo mondo per andare ad abitare nella Casa del Signore. Sono passati  venti  anni e non sembra  vero! 
Nella ricorrenza  del  ventennale della sua morte, Lo voglio   ricordare  così come  lo  vedete  nella  foto, non  come  Comandante  dei  Vigili  Urbani del Comune di Bagnara Calabra, ma come fratello di sangue che ha lasciato nel mio cuore un vuoto difficilmente colmabile.
 Egli ha saputo farsi amare dalla gente, dimostrando competenza e professionalità, tanto da essere tenuto in grande considerazione da tutti gli Amministratori che si sono succeduti nella gestione della cosa pubblica. 
 Il  Capitano  Antonio  Tripodi, mio fratello, godeva di grande stima anche tra i colleghi della Calabria, con i quali partecipava a Convegni e Corsi di aggiornamento .
 Amava l'ordine e la disciplina e non si stancava mai di ripetere  ai suoi vigili:  "........noi siamo la carta d'identità del nostro paese; dal nostro comportamento sulla strada, dal nostro modo di trattare con la gente, con i turisti e con quanti si rivolgono a noi, dipende l'apprezzamento o il disprezzo verso la città e i suoi amministratori. Tenete  presente che  noi  siamo pubblici ufficiali  e come tali dobbiamo  rappresentare, con  orgoglio  e  dignità, l'Ente istituzionale a cui apparteniamo". Questo virgolettato pur avendolo già scritto in un mio precedente post, oggi lo ripeto con orgoglio perché mio fratello era un uomo buono e rispettoso delle idee degli altri, ma nello stesso tempo determinato nel portare avanti le sue. 
Oggi, però, lo ricordo come fratello affettuoso, padre esemplare, marito adorabile e amico sincero con i veri amici.
La sua dipartita ha lasciato un vuoto incolmabile  ed anche se sono trascorsi  20 anni da quel lontano 26 Dicembre 1994, Egli è sempre presente  e lo sarà fin quando vive dentro di noi
" Nessuno muore sulla terra fin quando vive nel cuore di chi resta". 
Ciao, Totò, sarai sempre con me!

venerdì 12 dicembre 2014

Natale 2014: La santa notte

Nella notte tra il 24 e il 25 dicembre p.v. il Cielo e la Terra faranno festa perché in questa notte speciale le stelle acquisteranno una luce diversa, più bella e brillante, e la Terra, col suo freddo e il suo gelo, canterà le lodi del Signore, per accogliere il Redentore. In questa notte santa, ogni anno, la Chiesa rinnova l'evento straordinario della nascita di Gesù, in una grotta di Betlemme, avvenuta 2000 anni fa, che ha portato nelle coscienze degli esseri umani, fino ai giorni nostri, un nuovo modo di affrontare la vita, intesa come dono di Dio Padre che, con la nascita di Gesù, per i noi cristiani non è più un Dio distante, che si può solo intuire da lontano, ma è un Dio che si rivela, attraverso il Suo Unico Figlio ed entra nel mondo per rimanervi fino alla fine dei tempi. La Sua venuta in mezzo a noi rappresenta ancora oggi, dopo 2000 anni, la pienezza del nostro essere creature di Dio destinate alla salvezza eterna perché guidate dalla presenza viva di Gesù, in questo difficile nostro pellegrinaggio terreno. Il Natale è il rinnovamento spirituale dell'Uomo  che accetta la presenza di Gesù, osserva i suoi insegnamenti, i suoi precetti  e testimonia, con la propria vita, il Vangelo, l'unico mezzo,l'unico strumento che ha per raggiungere la pace interiore e la salvezza dell'anima. Il Natale 2014, perciò, lo dobbiamo vivere con questi sentimenti, nella consapevolezza che quella stella che ha condotto i Magi, da Paesi lontani alla capanna di Betlemme, 2000 anni fà, sarà la nostra stella che ci indicherà la via per raggiungere la pienezza del nostro essere cristiani.                    
                                                                        BUON NATALE  A  TUTTI !!!

lunedì 1 dicembre 2014

Aspettando il Natale 2014


Con la festività dell'Immacolata iniziano le feste natalizie vere e proprie. Anche se in molte città italiane si inizia ad addobbare vetrine, strade, palazzi e balconi, molto prima, a Bagnara continua la tradizione che l'albero o il presepe vanno allestiti con la festa dell'Immacolata e a parte qualche eccezione anche quest'anno la tradizione mi pare venga rispettata. Ma a differenza di un paio di anni fà, quest'anno la crisi economica che attanaglia l'intera nazione si sente in maniera palpabile; un esempio? Basta andare sul corso Vittorio Emanuele II, alzare gli occhi e guardare gli addobbi. Quelle luci di colore azzurro-violaceo che anziché gioia, allegria e atmosfera natalizia ti danno la sensazione di una città in lutto, sono la dimostrazione provata che l'Amministrazione Comunale naviga in brutte acque. Non so chi abbia ordinato questo tipo di luminarie, ma dopo aver ascoltato moltissimi commenti negativi da parte dei cittadini, anche attraverso FB, suggerirei al Sindaco di fare arricchire il Corso ( almeno quello ) con altre luci colorate per far respirare ai propri cittadini un'atmosfera gioiosa nell'attesa di un Natale 2014  e un Anno 2015 (si spera )  migliori di quelli trascorsi, mettendo da parte, almeno in questo periodo, i numerosi pesanti problemi di carattere economico derivanti da una crisi che sembra non avere fine. Sono sicuro che il Signor Sindaco valuterà questo mio suggerimento e prenderà i necessari provvedimenti per "squarciare" quel velo di tristezza che si respira nell'aria e ridare luminosità e serenità al Natale 2014 che sta per arrivare.
                                                       Buon  Natale a tutti!


martedì 25 novembre 2014

Zanna come Marley

Domenica scorsa, guardando il film "Io & Marley" su Canale 5, ho rivissuto l'esperienza fatta con Zanna, la mia cagnetta (vedi foto) morta nel 1995, ma sempre presente nella mia mente come fosse una persona di famiglia. Zanna ha vissuto in casa mia quasi 9 anni e, non mi vergogno a dirlo, quando è morta ho pianto; non solo, ma ho scritto per lei una canzone, che molto spesso ripropongo a me stesso con la tastiera o al pianoforte. Dovete sapere che prima che Francesco, mio figlio, con altri suoi amici, la portasse a casa, non volevo assolutamente animali, non perché non li amassi, ma perché non avendo un giardinetto o uno spazio idoneo, pensavo che potessero soffrire, ma quando l'ho vista tutta tremante per il freddo (era febbraio 1987) mi ha subito conquistato. Era talmente bella che subito,insieme a mia moglie, ho allestito una specie di culla; preparato una ciotola di latte caldo con biscotti e da qual giorno ci siamo tutti affezionati a lei come fosse un nuovo componente della famiglia. Molte scene del film, molti comportamenti di Marley, erano simili a quelli di Zanna, specialmente quando combinava scompiglio dentro casa. La portavo sempre con me, anche quando si andava a trovare i parenti fuori Bagnara: era la prima a salire in macchina e l'ultima a scendere. La sera la portavo nella Villa comunale e qui all'Ave  Maria, al suono delle campane, si fermava, si girava verso la Chiesa e emetteva dei lamenti simili ad una preghiera fino a quando le campane  non smettevano di suonare, poi riprendeva a correre. Un giorno, sempre nella villa, stavo insieme a  Marcello Scordo chiacchierando del più e del meno quando Zanna mi si avvicina, mi tira il braccio come per dirmi"ritorniamo a casa"; io continuavo a chiacchierare, lei ritorna, ripete lo stesso gesto e vedendo che io non le davo ascolto, si avvia verso casa da sola. Dopo circa 10 minuti io e Marcello ci salutiamo e non vedendola anch'io mi avvio verso casa:  Prima di entrare, però, chiedo a mia moglie se Zanna  per caso era in casa e lei, facendomi segno di SI, mi tranquillizza, evitandomi di andare a cercarla. Questo è solo uno dei tanti episodi.  Sono stati nove  anni indimenticabili nonostante  i danni che mi ha procurato ( il salotto rovinato, i cuscini del dondolo fatti a brandelli, piante del terrazzo distrutte, ecc. ecc.). Ancora oggi, a distanza di quasi venti anni dalla sua morte, mi commuovo pensando a lei e il film di domenica sera mi ha fatto rivivere una bella esperienza di un periodo altrettanto bello della mia vita.    

sabato 22 novembre 2014

Il vestito nuovo

Oggi  riporto in questo mio blog una novella scritta da Hans Christian Andersen, che completa il ciclo di storielle con una morale finale, meritevole di attenta riflessione.
C'era una volta un re molto vanitoso, il quale non pensava ad altro che ad indossare gli abiti dei migliori sarti del suo reame.Un giorno gli si presentarono due imbroglioni che gli dissero:"Noi siamo capaci di confezionarti un vestito così bello che mai nessuno ne ha portato l'eguale. Però, se la persona  che vi posa lo sguardo è stolta, o non è degna del posto che occupa, non riuscirà a vederlo. Solo chi è intelligente e saggio lo potrà vedere". Il re aderì entusiasta e ordinò subito il vestito nuovo.Diede loro tutto il necessario e dopo alcuni giorni mandò il suo primo ministro a domandare se il vestito fosse pronto I sedicenti sarti risposero di si e mostrarono all'inviato del re un angolo con alcune stampelle, ma del vestito nessuna traccia. Sapendo il ministro che l'indumento sarebbe rimasto invisibile agli inetti e agli stolti, fece finta di vederlo e ne lodò  a lungo l'originalità, i drappeggi e i colori. Ritornò dal re e riferì che il vestito era pronto descrivendolo nei particolari e magnificando l'operato dei sarti.
Il re ordinò che gli fosse portato. Arrivarono i sarti con sagome e stampelle, sulle quali ovviamente non c'era nulla.Ma anche il re per non fare brutta figura, osservò che il vestito era meraviglioso, anzi lo avrebbe indossato subito e sarebbe uscito per la città in parata. Si fece togliere ciò che indossava e si lasciò "rivestire" dai finti sarti; poi con tanto di dignitari, cortigiani, fanfara,scorta e musicanti, uscì per la città.Intanto la notizia si era diffusa in un battibaleno e le vie,i balconi,le piazze erano gremite da non dirsi.E tutti, dignitari e popolo,non facevano che osannare il vestito nuovo del re. Ma all'improvviso un bambino tra la folla si mise a gridare:"Guardate, guardate, il re va in giro per la strada nudo!" Allora tutti si guardarono in faccia e cominciarono a bisbigliare e poi a ridere a crepapelle. E il sovrano, rosso di vergogna, si ritirò di corsa nella reggia. C'era voluta la trasparenza di un bambino per smascherare un'intera parata di ipocrisia.
Morale della favola:
Molto spesso la vanità gioca brutti scherzi, se mascherata dalla ipocrisia.

sabato 15 novembre 2014

Il vescovo e il brigante

Siamo in prossimità delle feste natalizie e ogni anno in questo periodo si pensa ai regali da fare agli amici e parenti. Non ha importanza cosa si regalerà, ma è importante donare l'oggetto con animo sincero e disinteressato. Solo così il dono che faremo a Natale acquisterà valore, indipendentemente dal suo effettivo costo di mercato. A proposito di regali, leggete la storiella che segue. C'era  un brigante che da molto tempo era ricercato. Un giorno si travestì e andò in città. Le guardie lo riconobbero e lo inseguirono, ma il brigante riuscì a fuggire e di gran corsa arrivò al palazzo del vescovo. Entrò e chiese di parlare col vescovo. Il prelato lo ricevette e gli domandò il motivo della visita. Il brigante rispose:"Sono un brigante e le guardie mi stanno inseguendo; nascondimi o ti uccido". Il vescovo rispose:"Io sono vecchio non temo la morte, ma ho pietà per te; vai in quella stanza; sei stanco, riposa e intanto io ti porto da mangiare". Le guardie non entrarono nel palazzo del vescovo e il brigante rimase lì a passare la notte. Il vescovo, prima di andare a letto, gli disse:"Provo compassione nel vedere che hai freddo, hai fame, sei inseguito  come un lupo; ma più di tutto mi fai pena per il tanto male che hai compiuto e per l'anima tua che stai mandando in perdizione. Smetti di agire da malvagio". Il brigante rispose:" No, ormai non posso più vincere l'abitudine di fare il male; da brigante ho vissuto e da brigante morirò". Il vescovo lo lasciò e andò a dormire, dopo aver spalancato tutte le porte delle stanze. Durante la notte il brigante si mise a girare, meravigliandosi che il vescovo avesse lasciato tutte le porte aperte. Cominciò a guardare qua e là e alla fine decise di prendere un candelabro d'argento dal quale poteva ricavare un gruzzoletto, e la mattina dopo se ne andò. Le guardie che non si erano allontanate dal palazzo, lo catturarono e trovandogli addosso il candelabro decisero di andare dal vescovo per avere la conferma del furto ed arrestare il malvivente. Alla domanda di una delle guardie " è vostro questo oggetto" il vescovo rispose "SI, è mio". Andò in un'altra stanza, prese l'altro candelabro rimasto, uguale a quello in mano alla guardia, lo diede al brigante e disse:"Figliolo, perché hai preso un candelabro solo?; eppure io te li avevo regalato tutti e due!". Il brigante scoppiò a piangere e disse alle guardie; "Sono un ladro e un brigante, portatemi via!" e rivolto al vescovo:"Perdonami in nome di Cristo e prega Iddio per me!". 
Morale della favola:
A volte un dono ha il potere di cambiare la vita di chi lo riceve e di rasserenare l'animo di chi lo fa.






sabato 8 novembre 2014

Bisogno di favola

Scartabellando nei cassetti della mia scrivania, mi è capitato tra le mani un ritaglio  di un articolo di Vittorino Andreoli che mi ha incuriosito leggendo solo il titolo: "Bisogno di favola". L'ho trovato interessante e ritengo sia molto importante farlo conoscere attraverso la pubblicazione in questo mio blog nelle sue linee essenziali. Generalmente si dice che la favola è pertinente al mondo bambino e che l'utopia esprime invece il grande sogno degli adulti. In entrambe le forme si rappresenta e si inventa un mondo che ancora non c'è o che non c'è più, ma che può farsi reale, diventare cronaca. "Oggi più che mai - sostiene Andreoli - c'è bisogno di favole perchè servono per vivere, per coltivare il bene anche quando tutto sembra guidato dal male, dai cattivi invece che dai buoni". Bisogno di favole non di Internet, che sa di robotica e le favole le sanno raccontare bene soltanto le mamme e le nonne in un clima di famiglia che crea una magia che certamente manca agli spettacoli della televisione. Andreoli conclude il suo articolo raccontando una favola che non c'è, in cui uomini grassi e potenti con il portafogli in mano cercano di comprare tutte le favole per poi bruciarle poichè vogliono solo che esista la cronaca del mondo da loro dominato e pensano così di impedire di poterne desiderare uno migliore, facendo credere che  quello del sopruso ( e della corruzione aggiungo io) sia il migliore dei mondi possibili. Ma ecco che un intero asilo di bambini e bambine si mobilita e su un grandissimo tappeto volante giungono al palazzo del re e con una magia trasformano il sovrano cattivo in un bambino. Da cattivo diventa buono pur restando re e di proprio pugno scrive e firma su una lavagna un decreto in cui garantisce che le favole saranno la guida per un nuovo mondo. E così inizia una nuova vita, una nuova favola e "tutti, proprio tutti, vissero felici e contenti". Nel leggere questa favola di Andreoli,mi tornano in mente le parole di papa Francesco quando dall'alto del suo magistero implora: "Non togliete la speranza di un futuro migliore ai giovani" rivolgendosi ai nostri governanti che, non tutti per fortuna, continuano a ritenere l'interesse personale, il sopruso e la corruzione le sole forme necessarie per impedire l'avvento di un nuovo modello gestionale della cosa pubblica, finalizzato all'esclusivo interesse della collettività nazionale. Ecco perchè c'è " bisogno di favola"; favola intesa come cambiamento strutturale di un sistema che metta al primo posto la crescita economica e lo sviluppo socio culturale di un popolo che merita rispetto ed attenzione: il popolo italiano.

sabato 1 novembre 2014

Visita ai cari defunti


Ogni anno il 2 novembre si celebra la commemorazione dei defunti. E' un giorno diverso da tutti gli altri in quanto i nostri cari defunti riceveranno la visita di tanta gente, parenti, amici e conoscenti, i quali poseranno sulla loro tomba un fiore o reciteranno una preghiera di suffragio,  nella consapevolezza che questo nostro gesto di fratellanza umana ci faccia ricordare che la nostra vita non finisce nel buio di una tomba ma che continua nell'aldilà trasfigurata nella luce e nella gloria del Paradiso. A tal proposito il poeta FADANI, mio carissimo amico, qualche anno fa ha composto una poesia scritta proprio per ricordare i nostri cari e me l' ha fatto leggere affinché io potessi trovare un po di serenità, dopo la perdita della persona più cara della mia vita. Devo confessare che con questi versi Mimmo è riuscito ad emozionarmi, perché il suo profondo rispetto per i cari defunti rispecchia in maniera perfetta la mia visione religiosa della vita, intesa come dono di Dio.


Amate ombre
invadono la mia mente
nell'inquieto silenzio della notte
visi cari
ormai defunti:
parenti
amici, conoscenti.
Calvario di carne
per man tremanti vagano
nel mare eterno dell'oblio
ed io
mormorando una prece,
supplico per loro
la pace a Dio.

Sono versi che in una circostanza come questa ti toccano nel profondo dell'anima e ti danno una sensazione di pace interiore che, attraverso la preghiera, ti aiuta a superare momenti di profonda tristezza.
 Il messaggio contenuto in questa sua poesia è: non dimentichiamo i nostri morti e rivolgiamo a Dio una preghiera in loro suffragio non solo il 2 novembre, ma ogni giorno dell'anno.

lunedì 27 ottobre 2014

Mu facìti 'u ninareiu?

Come ogni anno la notte del 31 ottobre  si celebra la festività di Halloween che risale alle tradizioni antiche della cultura celtica e anglosassone. Oggi però è diffusa in diversi Paesi del Mondo e le sue caratteristiche sono molto varie: sfilate in costume, giochi dei bambini, balli e canti per le vie delle città che secondo la cultura celtica salutano la fine della stagione calda ossia la fine dell'estate. Ma che significa "Halloween"? La parola Halloween viene attestata per la prima volta nel XVI secolo e rappresenta una variante del nome completo All-Hallows-Even, cioè la prima notte di Ognissanti. Infatti secondo il calendario celtico l'anno nuovo iniziava il 1° novembre che coincideva con la fine della stagione calda e l'inizio dell'inverno il quale veniva associato all'idea della morte e si credeva che gli spiriti esercitassero il loro potere sui raccolti dell'anno nuovo, per cui la festa di Halloween è legato al mondo della natura. Negli ultimi anni tale festività  ha preso un carattere molto più consumistico e moderno e viene intesa come una "festa del costume" dove party in maschera e festeggiamenti vari superano il valore tradizionale del dolcetto o scherzetto per dar vita ad una nuova tradizione di divertimento, tipica della gioventù cresciuta. Negli anni  tra il  1947 e il 1950, se non ricordo male, a Bagnara  nella giornata del 1* novembre, festa di Ognissanti, si usava andare di casa in casa, non mascherati come oggi, e chiedere  " Mu facìti 'u ninareiu? " ( Me lo fate il regalino?) e la padrona di casa ci accoglieva con simpatia e ci riempiva di castagne, fichi secchi, noci, "piparelli" e caramelle che dividevamo in parti uguali. La festa del 1° novembre  era molto attesa perché quel giorno avevamo l'occasione di  bussare alle porte dei vicini, sicuri di ricevere doni e dolcetti in abbondanza. Eravamo negli anni del primo dopoguerra e come molti ricorderanno in molte famiglie non c'era la possibilità economica di oggi ( a parte la crisi!) per cui si aspettava "'u ninareiu" per avere quel giorno qualcosa in più rispetto agli altri giorni dell'anno.
 Oggi i tempi sono cambiati   ( per fortuna!) e i bambini non usano più chiedere "'u ninarieu", ma si divertono come se la festività del 1° novembre fosse una seconda festa di Carnevale, con canti e balli in maschera per le vie della città, lanciando coriandoli e facendo scherzetti secondo la nuova moda introdotta in Italia dall'America da oltre dieci anni, chiamata "Festa di Halloween". 



sabato 27 settembre 2014

Il vecchio nonno e il nipotino

Il 2 ottobre p.v. è la festa dei nonni e per festeggiarli ho pensato di riportare in questo mio blog una fiaba dei fratelli Grimm che riguarda proprio loro, non sempre rispettati come meritano. 
C'era una volta un uomo molto anziano che camminava a fatica; le ginocchia gli tremavano; ci vedeva poco e non aveva più neanche un dente. Quando sedeva a tavola, reggeva a malapena il cucchiaio e versava sempre il brodo sulla tovaglia; spesso gliene colava anche dall'angolo della bocca. Il figlio e la nuora provavano disgusto, perciò costringevano il vecchio a sedersi nell'angolo dietro la stufa e gli davano da mangiare in una brutta ciotola di terracotta. Il poveretto guardava sconsolato il loro tavolo, con gli occhi lucidi. Un giorno le sue mani, sempre tremanti, non riuscirono a reggere la ciotola, che cadde a terra e andò in pezzi. La donna lo rimproverò, ma il vecchio non disse nulla e sospirò. Allora per pochi soldi gli comprarono una ciotola di legno. Mentre sedevano in cucina, si accorsero che il figlioletto di quattro anni armeggiava per terra con dei pezzetti di terracotta. "Che cosa stai combinando?" gli domandò il padre. " Ecco...- rispose il bambino - sto accomodando la ciotola per farci mangiare te e la mamma quando sarete vecchi". I genitori allora si guardarono e scoppiarono in lacrime. Fecero subito sedere il vecchio nonno al loro tavolo e da quel giorno lo lasciarono mangiare sempre assieme a loro. E quando versava il brodo non dicevano più nulla. 
Morale della favola:
 A volte basta l'innocente lezione di un bambino per aprire gli occhi degli adulti, che per egoismo o per ignoranza, non riescono a vedere aldilà del proprio naso. 
Auguri ai nonni che sono in vita e a quelli che, lasciato questo mondo, vivono nella luce del Paradiso.

sabato 20 settembre 2014

Il vaso incrinato

La storiella di questa settimana è tratta da una antica leggenda cinese.
C'era una volta, in una regione della Cina, un portatore d'acqua che si guadagnava da vivere trasportando il prezioso liquido dalla lontana sorgente al villaggio. Due volte al giorno portava il suo carico in due grandi vasi appesi alle estremità di un'asta di legno poggiata trasversalmente sulle sue spalle.. Il vaso che gli pendeva sulla sinistra era intatto e arrivava sempre pieno al villaggio, mentre quello di destra aveva una piccola incrinatura e perdeva un po' di acqua. Purtroppo l'uomo non aveva di che comperarsi un vaso nuovo, così la faccenda andò avanti per anni. Un giorno, però, il vaso incrinato prese la parola e disse al portatore: "Sono davvero mortificato, credimi. Perdo l'acqua che dovrei conservare. Ti chiedo perdono. Mi vergogno della mia imperfezione". Il portatore guardò il recipiente, lo accarezzò amabilmente e gli rispose:"Al nostro prossimo viaggio, lungo il tragitto, guarda dalla tua parte della strada". "E cosa vedrò?...." chiese il vaso. " Vedrai che meravigliosa scia di fiori sono nati lungo la via, grazie all'acqua che non sei riuscito a trattenere a causa della tua imperfezione".
Morale della favola: Non sempre i nostri difetti o le nostre imperfezioni sono causa di danni per gli altri: il più delle volte producono  benefici........... a nostra insaputa.  

sabato 13 settembre 2014

Il filosofo e il barcaiolo

Come ho già detto la settimana scorsa, da certe storielle si ricava una morale che può essere utile per affrontare le difficoltà della vita di tutti i giorni e sicuro di fare cosa gradita ai miei lettori, per tutto il mese di settembre continuerò a scrivere in questo mio blog delle storielle dalle quali è facile trarre spunti di riflessione che possano essere stimoli per superare con maggiore serenità le intemperie della vita moderna. La storiella di oggi, riportata nel calendario di Frate Indovino, viene da fonte non identificata ed ha per titolo "Il filosofo e il barcaiolo" ossia il sapere e il lavoro.
Un giorno di tanti anni fa, un filosofo doveva attraversare il fiume.Si recò al punto di attracco e chiese al barcaiolo di traghettarlo. Durante la traversata il filosofo volle fare sfoggio del suo sapere e cominciò a porre delle domande al barcaiolo: "Senti, amico: ma tu conosci la filosofia?" "Purtroppo No - rispose il barcaiolo - da quando ero bambino ho incominciato a fare questo mestiere con mio padre e non ho potuto studiare" "Ahi! ahi! - sentenziò il filosofo - hai perso un quarto della tua vita". Poco più avanti ritornò alla carica:" Allora, barcaiolo, nomi come Platone, Aristotele, Socrate a te non dicono nulla" . "No, purtroppo non dicono nulla, non so neanche chi siano" "Ahi! ahi! - rincarò il filosofo - hai perso metà della tua vita". Intanto si era alzato un forte vento, l'aria si era rabbuiata e la riva era ancora lontana. Il barcaiolo faceva fatica a tenere la rotta. All'improvviso un colpo di vento  più forte degli altri rovesciò la barca. Allora il barcaiolo gridò:"Filosofo sai nuotare?"."No" - rispose quello ." Mi dispiace per te, hai perso tutta la tua vita !".E il barcaiolo si diresse a nuoto verso la riva..
Morale della favola: Nella vita è molto importante studiare, conoscere, filosofare, ma è altrettanto importante saper....nuotare.

domenica 7 settembre 2014

Il lupo ignorante

Dopo le lunghe ferie ho ripreso ad arricchire il mio blog UT UNUM SINT con delle storielle non avendo argomenti importanti da sottoporre alla vostra attenzione. Ma a volte certe storielle fanno riflettere per cui la morale che da esse scaturisce il più delle volte serve nella vita di tutti i giorni. Dopo "Il fiore galeotto"  oggi vi racconto "Il lupo ignorante" una storiella letta sul calendario di Frate Indovino che mi sembra si adatti  alla situazione politica internazionale di questi ultimi giorni 
Una mattina un pastorello conduceva al pascolo cento pecore.Dalla boscaglia saltò fuori un grosso lupo il quale,digrignando i denti intimò: "O mi dai una pecora per colazione o faccio una strage e sbrano anche te!" . Il pastorello per nulla impressionato e per prendere tempo, rispose:"Va bene: ti darò una pecora ma voglio indicartela io. Prendi la sessantesima del gruppo cominciando dall'ultima". Il lupo confessò: "Non so contare" e il ragazzo " Allora prendi quella nera che sta là dietro quel cespuglio, a sinistra". Il lupo andò ma dietro al cespuglio c'era un grosso mastino che lo affrontò riportando la meglio. Agli ululati dei cani il pastorello accorse e vedendo il lupo ferito disteso per terra, gli disse: "Hai visto cosa vuol dire non saper far di conto? Se fossi andato a scuola da piccolo, questa disavventura non ti sarebbe capitata". Frattanto, in mezzo al gregge, una pecora nera, la sessantesima contando dall'ultima, borbottava per conto suo: "E' proprio una fortuna che certe bestie, a questo mondo, non siano andate a scuola e non sappiano contare".
Morale della favola: Non sempre mostrare i denti significa essere il più forte (leggi Putin e la sua Russia) ma quasi sempre, per salvaguardare la pace (la pecorella), è una fortuna non saper contare le forze in campo (leggi Nazioni Occidentali).

lunedì 1 settembre 2014

Storiella d'altri tempi: il fiore galeotto

"C'era una volta un re e una regina....pardon...... un giovane di bello aspetto e una ragazza molto carina, che dopo essersi frequentati per circa un anno, si innamorano formando una coppia felice invidiata da tutti gli amici".
 La storiella è ambientata in un periodo storico lontano nel tempo e racconta un episodio che ha come protagonista principale un fiore, poi rivelatosi..... galeotto.
Vediamo come e perché.
Negli anni '60 i rapporti tra ragazzi e ragazze non erano così facili come adesso per cui prima che la ragazza accettasse la dichiarazione d'amore del ragazzo era necessario un lungo corteggiamento e una frequentazione quasi giornaliera; se questi due elementi riuscivano a trasformare la reciproca simpatia iniziale in qualcosa di più profondo, di più sentimentale, allora  si consideravano "fidanzati"; non si usava dire come oggi "il mio ragazzo o la mia ragazza", ma "il mio fidanzato o la mia fidanzata" 
Fatta questa premessa, passiamo alla storiella del fiore.
Un giorno il ragazzo va incontro alla ragazza che ritorna da scuola, solo per fare un tratto di strada insieme. Però quel giorno ( era verso la fine dell'anno scolastico) arriva insieme ad una amica comune tenendo nella mano destra il diario e nella sinistra un fiore dallo stelo lungo di colore blu-violaceo: un bel fiore senza dubbio, e alla domanda del suo fidanzato: " Chi te l'ha dato? lei sorride, abbassa gli occhi e non risponde, anzi cambia discorso facendo un gesto molto significativo; si stringe al petto quel fiore come per difenderlo da un eventuale "attacco". Si parla del più e del meno per circa 100 metri e prima di separarsi per andare ognuno verso la propria abitazione, il ragazzo ancora una volta vuole sapere:" Non mi hai voluto dire chi ti ha dato quel fiore" e lei di rimando : "Non te lo dico.Ciao!" e si allontana. " Ciao! - risponde lui - ma vedrai che lo scoprirò". Mentre la fidanzata si allontana, lui riprende  il cammino per altri 100 metri con l'amica comune e prima di congedarsi le chiede:" Tu  sai chi le ha dato quel fiore?" e lei sorridendo gli risponde: "Si, ma non te lo posso dire: ho promesso di mantenere il segreto". "Non insisto"  risponde lui e l'argomento è chiuso. Ebbene quel segreto dell'amica comune resiste ancora e forse non verrà mai svelato, conoscendo la serietà della persona. Voi vi chiederete: "Ma perché quel fiore è diventato galeotto?".
Ecco la risposta.
Dopo circa due mesi la storia d'amore tra i due "fidanzati" fini' e nelle motivazioni della definitiva rottura del rapporto sentimentale, quel fiore dallo stelo lungo di colore blu-violaceo ebbe un ruolo di primaria importanza in quanto contribuì a mettere la parola  "fine" ad una relazione amorosa che sembrava seria e duratura, ma che nella fase finale aveva perso entusiasmo e calore.
 -  "Galeotto fu quel fiore ......avrebbe detto Dante.......ma i protagonisti di questa storiella, pur condividendo il giudizio di Dante, ritengo, abbiano continuato ad amare i fiori e in modo particolare i fiori dallo stelo lungo e dal colore blu-violaceo.Fine.
Morale della favola: Non sempre i fiori uniscono; qualche volta sono causa di separazione e motivo di rottura insanabile di un rapporto d'amore considerato solido ed indistruttibile.  

giovedì 28 agosto 2014

Fine delle ferie


Il 31 del corrente mese finisce il mese di agosto e con esso le mie lunghe ferie. Dal 1° settembre riprendo la pubblicazione dei miei "post", riprodotti anche su FB secondo i ritmi consueti, che spero abbiano lo stesso successo dei precedenti. Successo inteso come apprezzamento da parte degli amici che mi seguono ormai da diversi anni. Se ad essi se ne dovessero aggiungere altri, sarebbe per me motivo di grande soddisfazione e pungolo a fare sempre meglio.
 Diffondete, perciò, il seguente     AVVISO 
Il blog UT UNUM SINT di Natalino Tripodi riapre i battenti dal 1° settembre p.v.                   Grazie!

lunedì 4 agosto 2014

......e la chiamavano Estate...

Ho sempre saputo che le stagioni sono quattro: Primavera, Estate, Autunno e Inverno e che l'Estate inizia il 21 giugno e termina il 20 settembre per cedere il posto all'Autunno che ci prepara con i suoi colori e i suoi primi freddi ad affrontare la rigidità della stagione invernale.Nei decenni trascorsi, ch'io ricordi, è stato sempre così. Forte di questa mia esperienza pregressa quest'anno alla fine di giugno ho messo il cartello al mio blog "Chiuso per ferie" perché avevo intenzione di trascorrere un lungo periodo di vacanza in una località non molto lontana dal mio paese, una località dove la Natura avrebbe dovuto mostrarmi la parte più bella della stagione Estate. Ma purtroppo il mio progetto non è riuscito: come ho già scritto nei post precedenti intitolati "Fuori sacco  e fuori sacco 2" l'Estate, come la immaginavo io, non si è fatta vedere, almeno fino ad oggi. E allora nascono spontanee le domande: i tempi sono cambiati? Le stagioni non sono più quattro? E l'Estate delle serate stellate, del caldo temperato, del sole salutare e del mare calmo e pulito dove è andata a finire?  Dobbiamo cambiare le nostre abitudini e le nostre tradizioni? Dal prossimo anno dobbiamo richiedere le ferie non più a luglio/agosto, ma a settembre/ottobre? 
Se il 2014 inaugura il nuovo corso astronomico delle stagioni ( ammesso che esisteranno ancora ) a queste ultime due  domande dobbiamo rispondere SI: dobbiamo cambiare le nostre abitudini e le nostre tradizioni.Vuol dire che negli anni che verranno, al mare, in montagna o all'estero andremo a settembre/ottobre. Qual'è il problema? L'Estate come l'abbiamo conosciuta rimarrà un lontano ricordo!

giovedì 31 luglio 2014

Fuori sacco 2

E dire che avevo chiuso il blog per ferie convinto di poter trascorrere un lungo periodo di vacanza in piena tranquillità, visto che i nostri esperti meteorologi avevano previsto una estate calda e soleggiata! Avevo anche comprato un ombrellone nuovo, un costume firmato nuovo e un paio d'occhiali da sole di gran marca! Bella vacanza! A dire il vero sembra di essere alla fine dell'estate, fine settembre primi di ottobre, per cui continuando di questo passo mi conviene riporre nel cassettone il costume con gli occhiali da sole e nel ripostiglio l'ombrellone ancora nel suo involucro originario, visto che non c'è stata la possibilità di utilizzarlo.Certo che ricorderemo l'estate 2014 non solo per le cattive condizioni atmosferiche ma anche per non aver potuto godere delle ferie secondo i programmi prefissati, elaborati mesi prima sicuri che quanto annunciato dagli esperti si sarebbe realizzato. "Avremo una estate caldissima...... supereremo i quaranta gradi.......l'anticiclone delle Azzorre ci farà avere un lungo periodo di sole .... ecc. ecc." questi gli annunci dei mesi precedenti, rivelatesi successivamente sbagliati ! Oggi è 31 luglio e basta aprire la finestra per accorgersi che sta per arrivare...Natale! E' veramente una estate anomala! Non ricordo una estate così strana! Eppure di estati ne ho trascorso tante, ma non ne ricordo una come questa. Domani sarà 1° agosto: Dobbiamo sperare o no di poter andare al mare? Ci sarà la possibilità di usare questo benedetto costume e questo ombrellone nuovi di zecca? " Il buon giorno si vede dal mattino" - dicevano gli antichi. Se domani mattina ci sarà il Sole ci saranno molte probabilità, caso contrario ci dobbiamo rassegnare e aspettare l'anno venturo. Non chiamatemi "uccello di malo augurio" ; questa previsione non è farina del mio sacco; l'ho letta in una rivista specializzata in oroscopi, gossip, previsioni meteo .....ed altro.  Dobbiamo crederci? Domani lo verificheremo.........

sabato 19 luglio 2014

Fuori sacco


E' proprio vero!  Non sempre i progetti si possono realizzare! Nei giorni scorsi avevo chiuso questo mio blog per ferie proprio perché volevo trascorrere un lungo periodo di vacanza, senza computer o altro supporto tecnologico al seguito, per riposare la mente, standomi sdraiato sotto l'ombrellone o al sole dopo aver fatto il bagno nel nostro splendido mare. Mi ero procurato un ombrellone nuovo, un paio di occhiali  da sole e un costume da bagno firmato ( per essere alla moda!) ma a tutt'oggi non è stato possibile  usarli per le non buone condizioni atmosferiche. E dire che le previsioni meteo davano per scontato l'arrivo dell'estate, specialmente al  Sud, da sempre considerato luogo incantevole dal punto di vista turistico e zona accattivante per una vacanza tranquilla e rilassante. Scherzo della Natura! I casi sono due: o i nostri esperti hanno sbagliato i loro calcoli e le loro analisi computerizzate oppure le stagioni hanno modificato il loro corso millenario.Una cosa è certa: al 19 luglio 2014 le spiagge sono pochissimo frequentate, gli stabilimenti balneari lontani dal "tutto esaurito" e molte persone che avevano chiesto e ottenuto le ferie a luglio, considerato il migliore periodo per le ferie, sono ancora a casa con tutte le attrezzature accantonate in un angolo del ripostiglio in attesa che arrivi questa benedetta estate. Arriverà?  Mi auguro di SI, visto che ho l'ombrellone nuovo, il costume da bagno firmato e gli occhiali da sole di lusso, comprati a caro prezzo! La foto che vedete riprodotta è stata scattata l'anno scorso ai primi di luglio, quando ancora la spiaggia libera, dove vado di solito io, era quasi deserta. Quest'anno, visto che siamo alle porte di agosto, non so se potrò godere la stessa pace e la stessa tranquillità. Nondimeno, anche se affollato, pianterò il mio ombrellone allo stesso posto e farò il bagno nello stesso tratto di mare, pulito e trasparente, sgombro di meduse e di alghe fastidiose, lontano dagli stabilimenti dove la musica pop, rap o tecno, fa da colonna sonora per l'intera giornata. Preferisco il rumore delle onde e il profumo salmastro che proviene dal mare al frastuono di quella musica e all'odore di creme e cremine, spalmate su gambe e spalle dei miei vicini d'ombrellone. Ed è anche per questo che vado sempre allo stesso posto." Stessa spiaggia,stesso mare" cantava Piero Focaccia negli anni '60. Perché cambiare se quella spiaggia e quel mare ti fanno sentire sereno e tranquillo per tutto il periodo delle ferie? Io no.........    

giovedì 10 luglio 2014

Chiuso per ferie.


Cari amici lettori, anche quest'anno,come gli anni passati, vado in vacanza, per cui nei mesi di luglio ed agosto 2014 questo mio blog "UT UNUM SINT" sarà chiuso per ferie.Io non sono il tipo che si porta a tracolla il computer e scrive anche quando si trova in vacanza. Preferisco riposarmi, trascorre un lungo periodo di assoluto riposo, ricaricare le batterie nella totale tranquillità per poi riprendere, nel mese di settembre, a scrivere nuovi "post" e ripristinare i contatti con voi che mi seguite ormai da diversi anni. Sono convinto che anche voi durante il periodo estivo preferiate godervi le ferie in piena tranquillità ed è per questo che nei mesi di luglio ed agosto chiudo non senza prima augurare ad ognuno di Voi una estate serena e un periodo di riposo tranquillo e rilassante insieme alle vostre famiglie.
                                               BUONE VACANZE A TUTTI !  

venerdì 27 giugno 2014

3° Anniversario


Domani 28 giugno 2014 ricorre il 3° Anniversario della morte di 
                                                                Nuccia De Luca, 
la persona più cara della mia vita, la mamma adorabile e l'amica sincera di quanti l'hanno conosciuta. Grazie all'aiuto di tanti amici che nei momenti di maggiore sconforto mi hanno circondato di affetto, oggi sento dentro di me tanta serenità e tanta rassegnazione nella consapevolezza che il mio Angelo vive una vita nuova nello splendore del Paradiso e che trovandosi al cospetto di Dio Padre pregherà per me, per i suoi figli e per quanti l'hanno voluto bene. Sono trascorsi tre anni ma il mio pensiero e la sua immagine non si sono mai allontanati dalla mia mente e dal mio cuore; ecco perché la serenità e la rassegnazione che oggi sento dentro di me sono la prova che Colei che ho tanto amato continua a starmi vicino e a proteggermi dai pericoli del mondo.  Ciao, Nuccia!

lunedì 23 giugno 2014

Per amore di ....FRANCESCO


In occasione della visita di Papa Francesco in terra di Calabria, la PRO LOCO di Bagnara Calabra ha partecipato con 50 suoi Soci che hanno affrontato qualche disagio durante il viaggio e sopportato un caldo soffocante per amore di...... FRANCESCO. 
Partiti alle 6:30 da Bagnara, dopo qualche sosta per ristorazione, siamo arrivati in un paesino medievale del Cosentino e precisamente a Civita, molto bello e molto pulito, situato tra alte montagne e una vegetazione rigogliosa che offriva al visitatore uno spettacolo veramente incantevole. Dopo una visita tra i vicoli del centro abitato ci siamo seduti su un muretto all'ombra di un grande albero in attesa di un luculliano pranzo in un ristorante caratteristico situato nella piazza principale del paese adiacente al Municipio sul cui balcone erano in bella mostra le bandiere italiana ed europea. Anche se breve il soggiorno a Civita è stato piacevole ed interessante non solo per l'aria pulita e salubre che si respirava, ma anche per l'amenità del luogo e la cortesia della gente che ci ha accolto con tanta cortesia e gentilezza. Non vi nascondo che ci ritornerei volentieri!
Finito il pranzo, dopo una breve passeggiata per digerire, ci siamo avviati verso la grande spianata di Sibari dove era stato allestito il palco per il Santo Padre. Uno spettacolo grandioso: migliaia di macchine allineate in maniera ordinata e una fila a perdita d'occhio di pullman provenienti da ogni angolo della Calabria e Sicilia. Grazie al nostro Presidente Bruno Ienco, che ci ha muniti di "pass" abbiamo avuto riservato un settore con sedie relativamente vicino al palco del Papa, per cui abbiamo seguito la Santa Messa, sotto un sole cocente, con la dovuta partecipazione. Al termine un folla immensa ha salutato Papa Francesco che con il suo elicottero bianco si allontanava per rientrare a Roma. Il disagio di cui ho parlato all'inizio è cominciato sulla via del ritorno. Saliti sul pullman ci siamo ritrovati in una vera e propria sauna, tanto era il calore che il mezzo aveva accumulato stando per più di quattro ore sotto il sole; per di più l'aria condizionata al massimo non riusciva a temperare l'aria all'interno per cui il viaggio di ritorno almeno per un lungo tratto di strada è stato un "inferno". Ma tutto questo  lo abbiamo sopportato per amore di..... Francesco, il nostro caro Papa che ci ha fatto dono della Sua presenza e del Suo messaggio di pace e di fratellanza, invitando tutti ad abbandonare la strada della violenza e della cattiveria per seguire quella indicata da Gesù Cristo per la salvezza delle anime. 

lunedì 16 giugno 2014

Buon Compleanno!



                                                                  Nuccia, 
                                      Oggi 16 giugno 2014 avresti compiuto 62 anni,
                                      ma il tuo pellegrinaggio terreno si è concluso 
                                       il 28 giugno 2011 divenendo inquilina 
                                       eterna della Casa del Signore 
                                      In questa tua nuova vita non esiste il tempo 
                                      perché la tua anima è sempre in festa per la 
                                      presenza del Dio vivente in un alone mistico 
                                      nello splendore del Paradiso.
                                     Ma per me Tu sei sempre presente nel mio
                                     cuore di essere umano, per cui ogni anno
                                     continuerai a festeggiare il compleanno 
                                     insieme a tuoi cari, parenti ed amici che 
                                    Ti hanno apprezzato e voluto bene.

                                     Per questo motivo, oggi 16 giugno 2014, 
                                     rivolgo a Te il mio pensiero d'amore che, 
                                    finché vivrò, rinnoverò con lo stesso ardore 
                                    di quando sorridente spegnevi le candeline 
                                circondata dall'affetto e dalla gioia di tutti noi.    

                           
Buon Compleanno, Angelo mio!
             
               


venerdì 30 maggio 2014

Semaforo verde per Renzi

Dopo il successo elettorale di domenica 25 maggio che lo ha visto  primeggiare  in  campo  europeo, Renzi non  ha  più scuse per rinviare o ritardare  quanto promesso all'atto del suo insediamento a Palazzo Chigi.
Con il 41% dei voti ottenuto domenica scorsa, gli Italiani hanno aperto il semaforo verde al suo Governo per attuare quelle riforme necessarie allo sviluppo,al rilancio e modernizzazione rispettivamente dell'economia,del lavoro e della burocrazia.
Non per vantarmi ma  in tempi non sospetti, io avevo previsto il flop elettorale del Movimento 5 stelle di Grillo
Nel mio blog UT UNUM SINT il 29 marzo 2013 così scrivevo:
"....... La proposta di Bersani, che offriva la  possibilità  di dare  all'Italia  un governo  in  grado di attuare quanto programmato da entrambi gli schieramenti ( PD e M5S)  per il bene del  Paese  e segnare l'inizio di una nuova stagione politica nella quale le riforme istituzionali, il rinnovamento della politica in generale, il ripristino della legalità  nella  gestione, la  trasparenza  e  la  crescita avrebbero potuto rappresentare  la  svolta  tanto  agognata  dagli  Italiani, compresi  quegli  otto milioni di elettori che, in piena buona fede, hanno  votato M5S, poteva  essere condivisa, visto il particolare momento politico - istituzionale che stiamo attraversando, ma  i  portavoce  di  Grillo  hanno detto di NO.
 A questo punto, non essendoci altra via d'uscita, si dovrà presto tornare a votare e sono convinto che il Movimento di Grillo sarà fortemente ridimensionato, per cui non avrà più l'opportunità di recitare la parte del  protagonista  nella scena politica italiana  ma  dovrà necessariamente  accontentarsi  di una  parte secondaria, oppure di  fare  ostruzionismocon i suoi continui  No ad ogni iniziativa  dei partiti  tradizionali che  hanno tutto il dirittodi stare in Parlamento, secondo la nostra Carta Costituzionale, checché ne dica lo stesso Grillo. E' proprio vero: " chi tutto vuole nulla stringe" e Grillo  che pretende di governare l'Italia da solo e in maniera autoritaria sarà costretto  dai  cittadini  italiani, che  amano la libertà e la democrazia, a riprendere la sua attività di comico e a porre fine alla sua improduttiva esperienza politica".
Ebbene  domenica  scorsa  si  è  verificato esattamente  quanto da  me previsto nel marzo 2013 :: il M5S dal 25% è sceso al 20% con  una  perdita  di voti pari a tre milioni.
Questo  significa  che gli Italiani pur " incazzati" nei confronti della Politica in senso lato,non sono disposti ad affidare il loro destino  e quello  dei  loro figli a persone che lanciano solo proclami, offese  ed  ingiurie a destra e a manca. E' il momento  che  i  deputati del  M5S si liberino dal cordone ombelicale che li lega a Grillo  e  mettano  al  servizio  del Paese le loro capacità intellettive collaborando con le altre forze politiche che lavorano per lo stesso fine. Grillo vada in pensione o torni a fare il comico! :  


domenica 25 maggio 2014

Come sarà formato il Parlamento Europeo?


                                  
A mezzanotte di venerdì scorso si è conclusa la campagna elettorale e dopo la giornata riservata alla riflessione, oggi si vota. Ogni elettore, dopo aver ascoltato i programmi dei vari partiti e le promesse dei vari candidati destinati alla formazione del nuovo Parlamento europeo (73 per l'Italia)  mi auguro abbia  le idee chiare per cui si recherà al seggio con serenità e convinzione per marcare la scheda elettorale sopra il simbolo giusto. Ricordo che per le Elezioni Europee si possono indicare preferenze, a differenza delle elezioni politiche, ma se vengono indicati più di due candidati è necessario che la terza preferenza sia il cognome di una donna candidata altrimenti il terzo nominativo sarà considerato nullo.  Il corpo elettorale è arbitro del suo destino e quindi è necessario fare delle scelte oculate, da persone serie ed intelligenti, che consentano di avere una Commissione Europea competente, preparata, onesta e capace di venire incontro alle esigenze dei cittadini del vecchio continente coi fatti e non con le parole. Di parole ne abbiamo sentite tante; ora è il tempo di passare ai fatti concreti attraverso provvedimenti urgenti che diano slancio ed accelerazione allo sviluppo e all'occupazione giovanile in modo particolare, perché se ci saranno investimenti ci sarà sviluppo e di conseguenza occupazione e lavoro: due elementi che possono cambiare le sorti di una Nazione.
Quindi, oggi 25 Maggio 2014, andiamo a votare con la consapevolezza che con quel segno X sulla scheda, stiamo esercitando un diritto-dovere dal quale dipenderà il nostro prossimo futuro ed è per questo che bisogna essere convinti di fare la scelta giusta.  Si sa in ogni tornata elettorale ci sono sempre degli indecisi o degli elettori che, delusi, si astengono dal voto, ma in queste elezioni tutti siamo chiamati all'appello perché è un momento delicato per l'intera Europa e non si può fare finta di niente, ma bisogna agire con forza e determinazione per uscire dal tunnel in cui oggi si trova per rivedere la luce rappresentata da una nuova stagione politica e una nuova forma di vita associativa europea che sia compatibile con la  storia, la cultura e la tradizione di ogni Paese che fa parte dell'Europa civile e democratica.    

venerdì 16 maggio 2014

La Villa Comunale: "Il nostro regno"



Nella foto a fianco è riprodotta la grande vasca della Villa Comunale di Piazza del Popolo di Bagnara Calabra. Intorno a questa vasca noi settantenni del Rione Arangiara abbiamo trascorso la nostra infanzia e parte della nostra giovinezza.
La Villa Comunale era il nostro regno; qui passavamo le nostre giornate a giocare con la palla  di  gomma;  qui giocavamo " cu palorgiu " (trottola) oppure  "o surici"(topo); qui ci si nascondeva sopra gli alberi e qui abbiamo assaporato le prime emozioni amorose.
Sulle panchine della villa comunale molto spesso abbiamo  ripassato le lezioni di scuola e proprio qui abbiamo incontrato la persona dei nostri sogni, colei che sarebbe diventata la nostra compagna di vita e la madre dei nostri figli. Quanti ricordi! Che nostalgia! Si potesse tornare indietro......! Negli anni settanta con l'Amministrazione  del gen. Candeloro De Leo, la villa comunale fu recintata ed abbellita con piante e fiori da sembrare un giardino dai colori variopinti; all'interno c'era un chioschetto di bibite, gestito dal Sig. Carmelo Caia, il quale aveva anche l'incarico di curare le piante, innaffiare il prato e custodire quello che all'epoca veniva chiamato "il polmone di Bagnara" perché era una delle poche zone verdi dell'intero territorio comunale. Precedentemente negli anni '50/'60 in questo luogo venivano fatti concerti di musica classica ed operistica dalla banda musicale cittadina del M° Francesco Alati e in tempi più recenti incontri letterari organizzati dal Circolo Unione, su iniziativa del suo Presidente Franz Scordo con il patrocinio dell'Amministrazione Comunale. Insomma la Villa Comunale è stata e continua ad essere un punto di riferimento per fare amicizia, per iniziative culturali  e ultimamente per far giocare i bambini, avendo creato, per iniziativa di alcune associazioni locali, un Parco Giochi attrezzato, molto frequentato anche da bambini provenienti da altre zone del paese.
Purtroppo la crisi economica nazionale ha toccato anche la nostra città e di conseguenza anche la Villa Comunale. L'altro ieri, nell'attesa di entrare in chiesa per ascoltare la S.Messa, ho fatto un giro all'interno della villa e con grande mia sorpresa ho notato che la grande vasca era piena di acqua sporca che defluiva dai bordi in quanto gli scarichi era otturati dal fogliame e da altri corpi estranei. Ho notato un certo degrado anche nella manutenzione generale dell'antico "polmone" che a mio parere rischia di ammalarsi se non si interviene tempestivamente. E proprio perché ha rappresentato e rappresenta ancora un pezzo di storia della nostra comunità, vorrei rivolgere una preghiera al Sig. Sindaco, Dott. Cesare Zappia, persona  molto sensibile ed attenta verso i problemi della città, che ha sempre dimostrato di accettare e gradire suggerimenti e consigli propositivi disinteressati e sinceri: "Sig. Sindaco, per favore, trovi in qualche modo i fondi per la manutenzione e cura della Villa Comunale; dia disposizioni ai suoi operai di mantenere pulita ed ordinata l'unica zona del paese in cui è possibile trascorrere momenti di serenità e relax per noi ormai "anziani" e di gioco e divertimento per i nostri nipotini; riporti la Villa Comunale ad essere "un giardino fiorito"; non permetta che venga  insudiciata e rovinata dall'incuria e dalla negligenza per pochi spiccioli. Sono convinto che ascolterà questa mia preghiera perché conosco le Sue capacità di Amministratore attento e determinato nell'affrontare i problemi che interessano la Sua e nostra amata Bagnara. 
I Cittadini del rione Arangiara e della città tutta Le saranno grati. Grazie!"     

sabato 10 maggio 2014

Festa della mamma


Domani domenica 11 maggio 2014 si festeggia la mamma, anche se il giorno della sua festa è stato giovedì 8 maggio. Da qualche anno si è stabilito di festeggiare la mamma la domenica successiva all'8 maggio e quest'anno sarà domenica 11 maggio, domani. L'anno scorso a proposito di questa festività, ho pubblicato un post che ripropongo non sapendo cosa scrivere di diverso da quello che ho già scritto.







"Il 12 maggio è il giorno dedicato alla festa della mamma, una festa voluta dal sistema consumistico della moderna società, come quella della donna, del papà, del nonno,ecc.ecc. Sono feste finalizzate all'acquisto di regalini più o meno costosi per dare ossigeno alla piccola economia ma anche alla grande distribuzione di prodotti semplici ma significativi come una rosa, uno scatolo di cioccolatini a forma di cuore, un gioiello o un profumo. E' giusto offrire alla mamma un qualcosa per dire "Ti voglio bene!". Ma perché il 12 maggio?  Perché si è dovuto istituire una festa in un giorno preciso dell'anno per manifestare alla propria mamma tutto l'affetto e l'amore che un figlio deve avere sempre? E per chi la mamma non ce l'ha più, che festa sarà il 12 maggio? Per loro c'è la Mamma Celeste, la Vergine Maria che non solo il 12 maggio ma tutti i giorni dell'anno li accoglie sotto il suo manto e li protegge dai pericoli del mondo. Proviamo ad immaginare due bambini tra i 7 e 8 anni che discutono sul regalo da fare alla propria mamma: uno di essi dice: "Io domenica regalerò a mia mamma una rosa rossa con un bigliettino dove c'è scritto "Ti amo, mamma! e tu?"."Io- risponde l'altro - avrei voluto regalarle un cuore di velluto rosso con dentro tante caramelle, ma purtroppo la mamma non ce l'ho; mi è stato detto che è salita in cielo e allora domani  metterò davanti alla sua fotografia un mazzetto di margherite bianche e le dirò a voce "Ti voglio bene,mamma! Mi manchi tanto!". Ebbene, entrambi  festeggiano il 12 maggio con la sola differenza che mentre uno ha la possibilità di abbracciare la sua mamma, l'altro pur non toccandola la sente dentro di sé,dentro il suo cuore non solo il 12 maggio ma tutto l'anno, per sempre. Morale della favola:
manifestare i propri sentimenti alla persona che si ama non occorre la festa o il regalo ma un amore sincero. Non c'è  amore più grande di quello verso la persona che ci ha messo al mondo: la mamma.

                                                      .     

venerdì 2 maggio 2014

Lettera aperta al Sig. Sindaco

                                                                                                               
             
  Preg.mo Sig. Sindaco                                              Comune di Bagnara Calabra


 Chiedo umilmente scusa alla S.V. se mi permetto di scrivere questa lettera attraverso il mio blog invece delle vie tradizionali della lettera per posta. L'idea mi è venuta ieri festa del 1° maggio durante la passeggiata serotina con i soliti amici sulla via Marina,affollata da una moltitudine di gente che invece di ammirare il meraviglioso tramonto camminava a zig zag per evitare gli escrementi di cani che costellavano il marciapiedi.Tra la gente ho notato molti forestieri  tra i quali un gruppo di asiatici: giapponesi o coreani che certamente non avranno apprezzato il modo di tenere pulite le nostre strade e i marciapiedi. Sarebbe opportuno Sig. Sindaco,disporre un servizio di pulizia visto che la nostra città è annoverata tra i luoghi a vocazione turistica e di conseguenza molto frequentata durante il periodo estivo.A parte il marciapiedi ritengo che anche la spiaggia meriterebbe una sistemazione con un intervento di pulizia  straordinaria per liberarla dai detriti trasportati dal mare negli ultimi giorni che producono un acre odore nauseabondo, disgustoso e per nulla giustificato per una città che da sempre è considerata " la perla del mar Tirreno e la regina della Costa Viola".
Sig. Sindaco, quanto sopra detto non vuole essere una critica alla sua Amministrazione: mi rendo conto che oggi è molto difficile gestire la cosa pubblica e per mancanza di fondi e per difficoltà oggettive dovute anche alla poco educazione dei nostri concittadini proprietari di cani. Nonostante le ordinanze e i divieti gli escrementi continuano ad imbrattare le nostre strade. Un altro problema mi preme sottoporre alla Sua attenzione; i muri delle scuole elementari, dei ponti, sottopassaggi pedonali e  stazione ferroviaria sono imbrattate di scritte anche volgari. Non sarebbe bene dare una pulitina per rendere la città più accogliente e più pulita in prossimità della bella stagione? Queste semplici operazioni sarebbero necessarie, secondo me, per offrire ai nostri ospiti una immagine di Bagnara più consona alla sua bellezza paesaggistica ormai consolidata nel tempo ed apprezzata in tutto il mondo!
Sig, Sindaco, non so se questa mia lettera avrà un riscontro, ma sono sicuro che terrà conto di questi miei suggerimenti,conoscendo il suo senso di responsabilità e il suo disinteressato amore per la città che Le ha dato i natali e che oggi si trova ad amministrare.
                                                                                                Cordialmente
                                                                                             Natalino Tripodi