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lunedì 27 ottobre 2014

Mu facìti 'u ninareiu?

Come ogni anno la notte del 31 ottobre  si celebra la festività di Halloween che risale alle tradizioni antiche della cultura celtica e anglosassone. Oggi però è diffusa in diversi Paesi del Mondo e le sue caratteristiche sono molto varie: sfilate in costume, giochi dei bambini, balli e canti per le vie delle città che secondo la cultura celtica salutano la fine della stagione calda ossia la fine dell'estate. Ma che significa "Halloween"? La parola Halloween viene attestata per la prima volta nel XVI secolo e rappresenta una variante del nome completo All-Hallows-Even, cioè la prima notte di Ognissanti. Infatti secondo il calendario celtico l'anno nuovo iniziava il 1° novembre che coincideva con la fine della stagione calda e l'inizio dell'inverno il quale veniva associato all'idea della morte e si credeva che gli spiriti esercitassero il loro potere sui raccolti dell'anno nuovo, per cui la festa di Halloween è legato al mondo della natura. Negli ultimi anni tale festività  ha preso un carattere molto più consumistico e moderno e viene intesa come una "festa del costume" dove party in maschera e festeggiamenti vari superano il valore tradizionale del dolcetto o scherzetto per dar vita ad una nuova tradizione di divertimento, tipica della gioventù cresciuta. Negli anni  tra il  1947 e il 1950, se non ricordo male, a Bagnara  nella giornata del 1* novembre, festa di Ognissanti, si usava andare di casa in casa, non mascherati come oggi, e chiedere  " Mu facìti 'u ninareiu? " ( Me lo fate il regalino?) e la padrona di casa ci accoglieva con simpatia e ci riempiva di castagne, fichi secchi, noci, "piparelli" e caramelle che dividevamo in parti uguali. La festa del 1° novembre  era molto attesa perché quel giorno avevamo l'occasione di  bussare alle porte dei vicini, sicuri di ricevere doni e dolcetti in abbondanza. Eravamo negli anni del primo dopoguerra e come molti ricorderanno in molte famiglie non c'era la possibilità economica di oggi ( a parte la crisi!) per cui si aspettava "'u ninareiu" per avere quel giorno qualcosa in più rispetto agli altri giorni dell'anno.
 Oggi i tempi sono cambiati   ( per fortuna!) e i bambini non usano più chiedere "'u ninarieu", ma si divertono come se la festività del 1° novembre fosse una seconda festa di Carnevale, con canti e balli in maschera per le vie della città, lanciando coriandoli e facendo scherzetti secondo la nuova moda introdotta in Italia dall'America da oltre dieci anni, chiamata "Festa di Halloween". 



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