N.B. : Gli articoli possono essere letti in 70 lingue diverse.

Translate

mercoledì 30 dicembre 2015

Come sarà il 2016?


L'anno scorso in questo mio blog  così scrivevo:
"L'anno 2014 ha già pronte le valigie per lasciare il calendario ed entrare nella storia. Si sa per stabilire se è stato un buon anno lo sapranno i nostri nipoti quando gli storici selezioneranno gli avvenimenti che si sono succeduti nel corso del 2014, confrontandoli con i precedenti e i successivi; solo allora avremo ( o meglio avranno) l'ardua sentenza. Io non saprei dire oggi se il 2014 sia stato peggiore o migliore del 2013, ma una cosa la posso dire e cioè che il 2015 sia migliore del 2014. 
Lo so, non ho scoperto l'America,lo dicono tutti, ma se l'augurio nasce da un cuore sincero come sincero è il mio in questo momento, il 2015 sarà certamente migliore per tutti voi ed......... anche per me. Nonostante gli scettici prevedono per il 2015 un anno difficile dal punto di vista economico, io voglio essere bastian contrario e dico che sarà l'anno del cambiamento strutturale del nostro Paese e del rilancio della nostra economia, con benefici ripercussioni sulla vita di tutti i giorni del popolo italiano. Non sono un medium o un profeta: prendete questa mia affermazione come un augurio e una speranza. Dopo la crisi di questi ultimi anni, augurarsi una vita nuova e sperare in un profondo cambiamento, non costa niente e allora perché non farlo? Lo faccio io per voi:"
L'anno 2015 sta per finire e volendo fare un bilancio su ampia scala possiamo dire che il 2015 è stato senza dubbio migliore del 2014 ( a parte gli ultimi avvenimenti di Parigi, Siria, Belgio e altri Paesi  bersagli del terrorismo islamico del Califfato ISIS) per cui per forza di cose dobbiamo ripetere la solita frase che diciamo ogni anno in questo periodo: Ci auguriamo che il 2016 sia migliore del 2015. Ma lo sarà veramente?  Come dico ogni anno " sperare non costa niente e allora auguriamoci  che lo sia non solo per noi, ma per il Mondo intero,  senza ma e senza se.         BUON ANNO A TUTTI !

giovedì 24 dicembre 2015

Una tradizione ....in disuso.


Ogni anno, in occasione delle festività natalizie, riaffiorano nella mia mente i ricordi della mia infanzia che tengo gelosamente custoditi in un voluminoso “libro virtuale” che di tanto in tanto mi piace sfogliare. Ricordo che ogni anno a Natale era tradizione ritrovarci a casa dei miei genitori dove nella Notte Santa si svolgeva una processione per le stanze prima di mettere nel Presepe il Bambinello. Era una vera e propria processione in casa: al bambino (o bambina) più piccolo della famiglia veniva posta sulle spalle una asciugamano pulita e tra le manine una statuina del Bambinello Gesù; dietro tutti gli altri, grandi e piccoli, con una candelina accesa e tutti insieme si girava per la casa fino ad arrivare all'angolo dove era stato allestito il Presepe con tante casette illuminate, i pastori, la capanna e tante luci variopinte. Giunti davanti al presepe si baciava la statuina, prima di deporla nella capanna accanto alla Vergine Maria e S. Giuseppe, con dietro il bue e l'asinello, al canto della classica “Tu scendi dalle stelle”. A conclusione della cerimonia, subito dopo tutti insieme ci si metteva a giocare a tombola fino a mezzanotte. I bambini poi venivano portati a letto mentre alcuni adulti uscivano per andare in chiesa e partecipare alla S.Messa di Natale. A questo rito tradizionale io ho assistito parecchi anni e ogni volta provavo una emozione particolare. L'ultima volta è stato nel 1985; nel dicembre del 1986 è venuta a mancare la mamma, la persona amabile che teneva unita la famiglia e per qualche anno dopo ho continuato con i miei figli a casa mia a tenere viva questa bella tradizione; oggi, non viene più praticata, per cui non mi resta che sfogliare il libro dei ricordi per rivivere quelle emozioni e gustare la gioia di quelle serate trascorse nel calore di una famiglia.                                         B U O N    N A T  A L E     A    T U T T I !

domenica 13 dicembre 2015

Alle porte del S.Natale 2015

Mancano pochi giorni al Santo Natale e in tutte le case si tirano fuori dai ripostigli gli scatoloni dove sono conservati gli addobbi dell'albero, la capanna della Natività, i pastori e le luminarie. E' usanza consolidata che il giorno dell'Immacolata in tutte le case si prepara il presepe e sono i papà con i figli a creare un piacevole trambusto per stabilire il posto per l'albero e l'angolo della casa per il presepe ignorando completamente i suggerimenti pratici della mamma. Alla fine sono loro che decidono e con allegria insieme appendono palline colorate e stelline luminose nell'albero e dispongono con cura i pastori e le casette di cartapesta intorno alla capanna sovrastata da un grande angelo e una stella.
Nella tradizione cristiana, il Natale celebra la nascita di Gesù a Betlemme da Maria. Il racconto ci è pervenuto attraverso i vangeli secondo Luca e Matteo, che narrano l'annuncio dell'angelo Gabriele, la deposizione nella mangiatoia, l'adorazione dei pastori, la visita dei Magi. Alcuni aspetti devozionali come la grotta, il bue e l'asinello, i nomi dei magi, risalgono invece a tradizioni successive e a racconti presenti in vari vangeli apocrifi. Il significato cristiano della festa risiede nella celebrazione della presenza di Dio. Con la nascita di Gesù, Dio per i cristiani si rivela ed entra nel mondo per rimanervi fino alla fine dei tempi. Nel corso dell'ultimo secolo, con il progressivo secolarizzarsi dell'Occidente, il Natale ha continuato a rappresentare il giorno di festa anche per i non cristiani assumendo significati diversi da quello religioso e in questo ambito il Natale è generalmente vissuto come festa della famiglia e della solidarietà. Ecco perché in questi giorni nei sagrati delle chiese vediamo dei banchetti con piantine o stelle di natale che vengono donate mediante una offerta finalizzata alla ricerca scientifica contro le malattie e alla solidarietà verso i più deboli, gli emarginati, i senzatetto e i più poveri, sempre più numerosi. Prepariamoci quindi a festeggiare il Santo Natale con spirito cristiano: apriamo il nostro cuore all'amore verso il  prossimo e tendiamo la mano verso coloro che hanno bisogno del nostro aiuto morale ed economico.              BUON NATALE 2015

domenica 22 novembre 2015

Possiamo stare tranquilli?

Dopo gli avvenimenti stragisti di Parigi e Bruxelles, che tanto dolore hanno provocato in tutto il mondo, da più parti si sente ripetere di non avere paura, di riprendere la vita di prima, di non mostrare turbamento di fronte ad un eventuale pericolo nel nostro Paese, ecc. ecc.  Certamente sono parole che vorrebbero rasserenare, tranquillizzare, infondere in ognuno di noi coraggio e fiducia; è lodevole da parte dei nostri governanti usare parole di questo tipo, ma, pur mostrando di recepire queste raccomandazioni, ognuno di noi nel proprio intimo si domanda:" Sarà così?....Possiamo stare tranquilli? Non ci sono pericoli in casa nostra? Tutto funziona a meraviglia? Se vado a visitare un museo o vado ad assistere ad un concerto sono sicuro che non mi succederà niente?" sono queste domande legittime alle quali ci sforziamo di dare una risposta che, in un certo senso, ci da conforto e serenità, cioè questa:" L'Italia per sua natura ripudia la guerra, per cui, a differenza della Francia, non ha interessi espansionistici, né le sue missioni all'estero hanno come obiettivo di usare violenza o turbare l'equilibrio socio -politico in quelle nazioni; siamo presenti solo ed esclusivamente per tutelare e difendere la pace, aiutare con ogni mezzo la povera gente e salvaguardare un principio comune a tutti i popoli che è la libertà di vivere in pace, democraticamente  e senza interferenze esterne. Nondimeno le precauzioni prese dal nostro governo, dopo i fatti di sangue di questi ultimi giorni,sono necessarie e tenere la guardia alta per quanto riguarda la sicurezza pubblica è un elemento che ci fa dormire tranquilli.    

sabato 14 novembre 2015

Parigi...mia cara!


Dopo quello che è successo l'altra sera a Parigi, la strage di persone innocenti, molti commenti ho sentito e molte trasmissioni televisive ho visto e non vi nascondo che ho provato una fitta al cuore nel vedere quelle immagini strazianti. Tutto il mondo civile ha condannato l'episodio e tutti hanno esternato solidarietà verso il popolo francese.Dopo tutto quello che ho sentito da destra, sinistra, centro, nord, sud mi sono chiesto: Ma è mai possibile che non si riesca a debellare una volta per sempre questo manipolo di terroristi? L'America, la Russia, l'Europa, l'Inghilterra ed altre nazioni messe insieme non riescano a sconfiggere una volta per sempre questi fanatici, assassini,criminali che da più di un anno seminano terrore e morte in diverse parti del mondo?  Cosa c'è sotto?Quali interessi hanno il sopravvento sulla vita delle persone? Sinceramente non mi so spiegare come ancora si debba assistere a stragi come quella di Parigi.Da ogni parte sento ripetere la frase:reagiremo con forza e determinazione oppure non ci faremo intimorire e risponderemo con ogni mezzo, ecc. E quando?- dico io - quando vi metterete d'accordo per  cancellare dalla faccia della terra questi criminali? Oggi è toccato alla Francia, ieri all'America e domani? Nei loro deliranti messaggi non risparmiano nessuno. Per quanto tempo ancora dobbiamo sacrificare persone innocenti e piangere, come in questi giorni, sui corpi straziati dalle esplosioni, attentati ed esecuzioni cruenti e spietati perpetrati dai fanatici incappucciati dell'ISIS? Sarebbe ora che i cosiddetti potenti si mettessero la mano sulla coscienza e decidessero un volta per sempre di porre fine a questo scempio contro l'umanità.

venerdì 30 ottobre 2015

Un fiore per i nostri cari

Fra qualche giorno e precisamente il 2 novembre  la Chiesa celebrerà la commemorazione dei defunti;una ricorrenza del tutto speciale perché sarà il giorno dedicato ai nostri cari defunti.Ognuno di noi porterà un fiore sulla tomba del proprio congiunto, parente o soltanto amico, come segno di affetto e nello stesso tempo reciterà una preghiera di suffragio nella speranza che il Signore lo abbia accolto nella sua Casa per partecipare al grande banchetto allestito per le anime elette nello splendore del Paradiso. E' un giorno speciale, dicevo, ma è anche il giorno della meditazione e della preghiera, del raccoglimento e della misericordia perché il 2 novembre di ogni anno, andando al cimitero, ci troveremo a diretto contatto con le persone che abbiamo amato o che abbiamo conosciuto, apprezzato e voluto bene per cui nel momento in cui accarezziamo la sua fotografia sulla lapide, sentiamo dentro di noi un brivido di commozione come se in quel momento stessimo veramente accarezzando il suo volto; è una emozione così grande che i nostri occhi si inumidiscono e il nostro cuore accelera si suoi battiti per farci assaporare, nella tristezza, la gioia di sentirla vicino.  E' quello che accade a me ogni volta che sfioro con le mani la fotografia di colei che è stata (e continua ad essere) la persona più cara della mia vita. Portiamo un fiore ai nostri cari morti!

                                     " Nuccia, Angelo mio, riposa in pace!"

giovedì 22 ottobre 2015

Aspettando la festa del 1° novembre

Come ogni anno la notte del 31 ottobre  si celebra la festività di Halloween che risale alle tradizioni antiche della cultura celtica e anglosassone. Infatti secondo il calendario celtico l'anno nuovo iniziava il 1° novembre che coincideva con la fine della stagione calda e l'inizio dell'inverno il quale veniva associato all'idea della morte e si credeva che gli spiriti esercitassero il loro potere sui raccolti dell'anno nuovo, per cui la festa di Halloween è legata al mondo della natura. Negli ultimi anni tale festività  ha preso un carattere molto più consumistico e moderno e viene intesa come una "festa del costume" dove party in maschera e festeggiamenti vari superano il valore tradizionale del dolcetto o scherzetto per dar vita ad una nuova tradizione di divertimento, tipica della gioventù cresciuta.Da noi invece  negli anni  tra il  1947 e il 1950, se non ricordo male,  nella giornata del 1* novembre, festa di Ognissanti,noi ragazzini si usava andare di casa in casa, non mascherati come oggi, per chiedere  " Mu facìti 'u ninareiu? " ( Me lo fate il regalino?) e la padrona di casa ci accoglieva con simpatia e ci riempiva di castagne, fichi secchi, noci, "piparelli" e caramelle che dividevamo in parti uguali. 
La festa del 1° novembre  era, quindi, molto attesa perché quel giorno avevamo l'occasione di  bussare alle porte dei vicini, sicuri di ricevere doni e dolcetti in abbondanza. Eravamo negli anni del primo dopoguerra e come molti ricorderanno in molte famiglie non c'era la possibilità economica di oggi  per cui "'u ninareiu" ci consentiva di avere  qualcosa in più rispetto agli altri giorni dell'anno.
 Oggi i tempi sono cambiati   ( per fortuna!) e i bambini non usano più chiedere "'u ninarieu", ma si divertono come se la festività del 1° novembre fosse una seconda festa di carnevale, con canti e balli in maschera per le vie della città, lanciando coriandoli e facendo scherzetti secondo la nuova moda introdotta in Italia dall'America da oltre dieci anni, chiamata,appunto, "Festa di Halloween".A dire la verità questo termine non mi piace, anche se è di moda; preferisco considerare la giornata del 1° novembre "la Festa dei Bambini" o se volete il giorno da trascorrere in allegria insieme ai bambini. 


giovedì 15 ottobre 2015

Rientro a casa

Alle 22.00 del 13 ottobre u.s., dopo una escursione in Sila e un salto a San Giovanni Rotondo per un saluto a S.Pio da Pietrelcina, la "carovana"guidata dalla Dott.ssa Rosaria Demaio - Responsabile Srvizi Sociali del Comune di Bagnara Calabra - ha fatto rientro nella cara e dolce casa: Bagnara Calabra.
E' stata una parentesi piacevolissima di pochi giorni, trascorsi all'insegna della gioia di stare insieme e in allegria con la ricerca e raccolta di funghi nei boschi della grande Sila, che ci ha dato la carica per riprendere con più lena la vita di tutti i giorni. Partiti la mattina del giorno 10 ottobre, verso le ore 11.00 abbiamo fatto sosta a Rossano dove ci è stata data la possibilità di visitare un'antichissima fabbrica di liquirizia,molto interessante sotto l'aspetto culturale perché, attraverso la spiegazione documentata fatta da una guida,abbiamo appreso che i reali di Napoli del periodo borbonico hanno contribuito nella seconda metà del '700 in maniera sostanziale alla costruzione del manufatto, antica fortezza militare,oggi  sede di una delle poche eccellenze italiane presenti anche all'EXPO di Milano.


Finita la visita (qualcuno ha comprato come di consueto) siamo ripartiti alla volta di Camigliatello dove siamo arrivati all'ora di pranzo. Nel pomeriggio della stessa giornata siamo andati a visitare il Parco Nazionale della Sila ed anche qui abbiamo potuto arricchire il nostro bagaglio culturale con la conoscenza di reperti della flora e fauna silana molto interessanti.La mattinata del giorno dopo l'abbiamo trascorsa a visitare  la centrale elettrica sempre all'interno del Parco Nazionale, dove mediante filmati abbiamo assistito alla spiegazione del funzionamento di una centrale idroelettrica e alla distribuzione dell'energia attraverso turbine e condotte sotterranee che collegano tra loro i tre laghi silani che sono la fonte primaria per la produzione di energia elettrica. Il pomeriggio della stessa giornata è stato dedicato agli acquisti dei vari prodotti locali tra cui funghi e castagne, patate e formaggi vari. Lunedi mattina dopo la colazione partenza per San Giovanni Rotondo e da qui dopo pranzo partenza per Bagnara, dove, come ho detto all'inizio, verso le ore 22.00 del 13 ottobre 2015 siamo giunti sani e salvi Per me è stata una ennesima esperienza molto positiva per cui sento il dovere di ringraziare la Dott.ssa Rosaria Demaio che, ad onor del vero, con una certa difficoltà è riuscita a portare a termine la "missione".
Mi auguro di poterla ripetere l'anno venturo, a Dio piacendo.  
.

martedì 6 ottobre 2015

Ritorno in Sila

  

Il 10 ottobre p.v.si parte per la Sila, dove ci fermeremo due giorni per poi fare un salto a San Giovanni Rotondo per una visita a S.Pio da Pietralcina. La Sila è un luogo dove veramente puoi respirare aria salubre e godere qualche giorno di relax psico-fisico lontano dai rumori e frastuoni della città. Tre anni fa ci sono stato e oggi ci ritorno volentieri, sperando che il tempo sia clemente per consentirci lunghe passeggiate nell'incantevole scenario di verdeggianti pinete, intorno ai laghi e all'interno del Parco, dove è possibile visitare il Museo che conserva importanti reperti di natura faunistica come esemplari imbalsamati dei leggendari lupi della Sila. Dopo le cure termali in quel di Abano Terme un salto in montagna farà certamente bene al fisico di persone anziane come me,che si accinge ad affrontare un inverno piuttosto freddo, stando alle previsioni degi esperti di meteorologia. Speriamo bene !!!! 

sabato 3 ottobre 2015

Domani è festa

Anche se la festività del S.Rosario viene indicata nel calendario il 7 di ottobre, a Bagnara, come in altre città italiane, viene celebrata la prima domenica di ottobre, per cui domani è festa grande per i confratelli rosariani. Certamente al giorno d'oggi a Bagnara non c'è più quella rivalità tra carmelitani e rosariani di una volta quando facevano a gara per assicurarsi il primato nello svolgimento dei festeggiamenti;i tempi sono cambiati e la festa del Rosario come quella del Carmine hanno riacquistato il loro vero valore religioso  che è quello di onorare con la preghiera la giornata dedicata alla Vergine Maria, affinché, come Madre di Dio e Madre nostra,protegga tutti i suoi figli ovunque dispersi ed illumini la mente dei nostri governanti per riportare  nel mondo una pace duratura che aiuti a sconfiggere per sempre la fame e la povertà. Purtroppo nel mondo ancora c'è tanto spargimento di sangue; tante lotte intestine;tanti conflitti politico-sociali che non consentono a questo nostro vecchio mondo di progredire. Oggi più che mai,quindi, c'è bisogno di intensificare le nostre preghiere alla Vergine Maria, in questa santa giornata, perché interceda presso Dio Padre, l'Onnipotente, a far si che  domani sia una vera grande festa.  Viva Maria!  

sabato 26 settembre 2015

L'anniversario di matrimonio

 Dal libro "Amore senza fine" ecco un altro frammento per ricordare il 44° anniversario del nostro matrimonio. Oggi 26 settembre 2015 è un giorno speciale. Io e Nuccia festeggiamo 44 anni di matrimonio. Si,avete letto bene,: festeggiamo e non avremmo festeggiato perché Nuccia è presenza viva nel mio cuore e lo sarà fino all'ultimo istante della mia vita terrena.
 C'è un detto che dice "Nessuno muore sulla terra finché vive nel cuore di chi resta" e Nuccia, vivendo nel mio cuore, e credo anche di tanti amici, sarà sempre presente.


 " Per due anni, dal 1969 al 1971, la durata del fidanzamento, ho fatto il pendolare tra Bagnara e Vibo Valentia e ogni volta che tornavo a casa  aspettavo con ansia  il sabato per poter ripartire Una sera, affacciato  al  balcone, guardavo il cielo stellato e pensavo al mio futuro con Nuccia, la bambina dai capelli d'oro che 13/14 anni prima tenevo in braccio. E pensavo: Se una fata  mi avessi detto allora: " Questa bambina un giorno sarà tua moglie"  non l'avrei mai e poi mai creduta. Invece il destino ha voluto che proprio lei  diventasse la mia dolce metà, la mia adorata sposa; che  fosse lei la madre dei miei figli; che fosse lei la persona più cara della mia vita.  Una sera che mi sentivo triste ho scritto questa poesia:

                                         Dolce sogno
Come candido giglio                                          Ma ecco che con l'alba
In mezzo ai fiori s'erge,                                     Svanisce il dolce sogno,
Ed un profum soave                                          E come per incanto
nell'aria spande,                                                Dilegua la tua vision,
Mentre intorno vaga                                          Lasciandomi il ricordo
Un cinguettio d'uccelli                                        Degli occhi tuoi lucenti
Ad annunciar della stagion novella                    Il suon della tua voce
Il dolce ingresso,                                                La gioia di brevi istanti.

Così m'appare in sogno                                    Oh! Sogno ingannatore
L'angelico tuo volto,                                          Che vieni e te ne vai!
Ad allietar l'alma mia                                         Tu sei l'unico e il solo
Sola e triste senza Te.                                       A far felice il cuor.

 Intanto  Nuccia, crescendo, diventava  sempre più bella e a 19 anni era una donna nel vero senso della parola. Io il 3 ottobre 1971 avrei compiuto 32 anni, una età matura in grado di formare una famiglia per cui d'accordo con lei, nell'estate del 1971 esprimo ai suoi genitori la volontà di sposarmi e loro, dopo un momento di titubanza, accettano. Nei giorni successivi ci presentiamo all'Ufficio Stato Civile del Comune di Vibo Valentia e sottoscriviamo la promessa di matrimonio, dopo l'autorizzazione del padre, richiesta dalla legge per le minorenni ( la maggiore età, allora era a 21 anni ). Espletate le formalità e ritornando a casa, incominciamo a pensare ai preparativi per il matrimonio concordato per il 26. 09. 1971.
 La prassi vuole che il matrimonio venga celebrato nella città della sposa, ma il 20 marzo 1971 mio fratello Totò ha scelto una chiesa di Lamezia Terme per coronare il suo sogno d'amore e poiché è piaciuta anche a noi, abbiamo deciso di celebrare le nostre nozze proprio in quella chiesa e il 26 settembre dello stesso anno anche io e Nuccia abbiamo pronunciato il fatidico SI nella Chiesa Parrocchiale di Lamezia Terme..
Quel giorno, ricordo, invece di aspettare la sposa davanti alla chiesa con i fiori in mano, insieme ad alcuni amici, venuti da Bagnara, siamo andati nella canonica dove c’era un tavolo di ping-pong, mi sono tolto la giacca con il fiore all’occhiello e mi sono messo a giocare pregando uno di loro di informarmi quando spuntava la macchina della sposa. Per qualche mezzora  ho giocato e non appena mi è arrivato il segnale che la sposa era nelle vicinanze, mi rimetto la giacca in fretta, di corsa mi presento davanti al portone della chiesa con i fiori che precedentemente avevo dato a mia mamma. Durante la messa sentivo il sudore che scendeva nella schiena e quando ho dovuto leggere la formula di rito, oltre all’emozione c’era anche un po’ di affaticamento, ma alla fine tutto si è svolto nel migliore dei modi ".

Questo brano, come ho detto prima , è riportato nel libro " Amore senza fine "scritto da me nel 2014 e dato in dono a parenti ed amici, come ricordo di una persona speciale che ha sacrificato se stessa solo per amore:
Nuccia De Luca

                              (un ricordo per gli altri, presenza viva per me)

domenica 20 settembre 2015

Arrivederci,Abano!

Dopo una permanenza di 12 giorni in quel di Abano, durante i quali, a parte le cure termali, ho avuto modo di rilassarmi e godere del clima primaverile che ho trovato e che ha permesso a tutta la comitiva (circa trenta persone) di visitare una città bellissima, pulita ed ordinata,tranquilla e frequentata da tantissima gente proveniente da ogni parte del mondo, sono rientrato a Bagnara contento e soddisfatto anche per il trattamento ricevuto dal personale dell'albergo La Serenissima. Come quattro anni fa, ho fatto il giro della città con il "puffetto", il trenino, durante il quale abbiamo cantato a sguarciagola la Calabresella, un Mazzolin di fiori ed altre canzoni folkloristiche della nostra tradizione musicale come " U sceccareiu" creando un'atmosfera gioiosa ed allegra, molto apprezzata dai turisti che si trovavano all'interno delle due vetture insieme a noi.Ho avuto modo di visitare la città di notte e partecipare (senza ballare) a due serate di musica e ballo all'interno dell'albergo, dopo una cena a lume di candela. E' stata una bellissima esperienza che mi auguro di poter ripetere l'anno venturo, anche perché, avendo conosciuto altre persone,anziane come me, ci siamo augurato di ritrovarci il prossimo anno, se Dio vorrà. A questo punto è doveroso fare un elogio a Rosaria De Maio, la nostra guida, che ha organizzato il viaggio in maniera impeccabile,creando nel gruppo, con senso di responsabilità, un clima di serenità  che ha reso il soggiorno ancora più piacevole.Grazie Rosaria!

sabato 5 settembre 2015

La pallonata.

Ecco un altro episodio tratto dal libro (fuori commercio) "Amore senza fine"

"Una domenica mattina del mese di giugno 1959, io insieme a Marcello Scordo, Melo Stillitano, Rodolfo Calarco, Ciccio Demaio, Rocco Pirrotta, Achille Bonifacio, Natale Velardo,  ed altri  stavamo aspettando che suonasse la terza “campanata” per entrare in chiesa ed ascoltare la Messa riservata agli iscritti dell’Azione Cattolica. Mancava circa un quarto d’ora e avendo visto Nuccia con un pallone in mano, mi avvicino e le chiedo: “ Nuccia ci dai il pallone per tirare due calci prima della Messa?” e lei, un po’ titubante me lo porge. Io lo lancio ai miei compagni e non avendo il tempo di fare una partitella, decidiamo di tirare  una specie di rigori; uno con le spalle al muro fa da portiere e gli altri a turno tentano di fare goal. Il tiratore farà da portiere se riesce a colpire il muro mentre  il portiere che non riesce a parare andrà a fare il rigorista e così per circa dieci minuti. Nuccia si ferma a destra distante due, tre metri dal portiere e ci guarda aspettando la restituzione del pallone. Ad un certo punto tocca a me tirare e volendo dare al pallone una maggiore angolazione mi sposto un po’ a sinistra e tiro con una certa forza. Il pallone fa una strana traiettoria e va a colpire in pieno viso Nuccia che cade a terra piangendo per il colpo subito. Io mi avvicino, la sollevo e cerco di rincuorarla dicendo che non si è fatta niente. Naturalmente i miei amici smettono di giocare e dandomi il pallone si avviano verso la Chiesa per andare a Messa. Intanto io prima di accompagnarla a casa la porto nella fontanella che si trova nella scalinata, le lavo il viso e l’assicuro che non ci sono danni. Dopo averla asciugata con il mio fazzoletto pulito che tenevo in tasca, l’accompagno a casa e spiego alla mamma l’accaduto, giustificandomi di quanto è successo e vado anch’io ad ascoltare la S. Messa. All’uscita gli amici, commentando l’episodio, mi dicono:” Quando lo verrà a sapere il padre carabiniere, chissà cosa ti succederà” ed io di rimando : “ Non succederà nulla perché ho già spiegato alla mamma come sono andati  i fatti” e la cosa finisce qui.

Questo e tanti altri episodi della mia vita con Nuccia sono contenuti nel libro "Amore senza fine" che ho scritto l'anno scorso, ma che non ho voluto mettere in commercio ritenendolo un documento personale riservato solo a parenti ed amici strettissimi, che l'hanno ricevuto in dono in occasione delle festività natalizie 2014. Nondimeno in questo mio blog conto di pubblicare alcuni episodi accaduti in un periodo storico che va dal 1955 al 2011 e cioè da quando l'ho conosciuta (aveva quasi tre anni) fino a quando l'ho perduta (fisicamente). Il destino me l'ha portata via a soli 59 anni.


martedì 1 settembre 2015

Chi ben comincia ...........

Oggi 1° settembre 2015, come promesso, riprendono le pubblicazioni su questo mio blog, dopo una lunga vacanza trascorsa nell'incantevole città delle sirene: Bagnara Calabra. E' stata una vacanza all'insegna del relax assoluto in un angolo di spiaggia molto bello dove ho potuto veramente assaporare la bellezza del mare e la visione di spettacoli della Natura difficilmente visibili in altre località della pur bella Italia. La rocca di Scilla a sinistra, le isole Eolie difronte e il promontorio del S.Elia a destra, davano la sensazione di essere al centro di un palcoscenico, protagonista di uno spettacolo stupendo, i cui personaggi: i bagnanti, le barche, i vaporetti e i pedalò si intrecciavano nelle limpide e tranquille acque, in un armonica danza, accompagnata dal fruscio delle onde che a ritmi costanti lambivano i grossi ciottoli della battigia.  Ditemi voi se questa non è vacanza!
Ma riprendiamo l'attività..
Il post che vi propongo oggi è un brano tratto dal libro "Amore senza fine", un libro che pochi amici hanno avuto in dono e che spero un giorno di poterlo offrire ad un pubblico più vasto.
L'episodio che segue si riferisce all'amore cristiano con il quale Nuccia ha assistito i miei fratelli diversamente abili, che vivevano con noi.

"La sua è stata una vera missione cristiana e di fede consapevole dei sacrifici e delle privazioni a cui sarebbe andata  incontro accettando di vivere accanto a me. Chi mai si sarebbe accollato un simile peso, pur amando l’uomo della sua vita?  Nessuna, ne sono certo! Lei sì, perché sentiva dentro di sé di poter dare al suo prossimo tutto l’amore  di cui il Buon Dio  l’aveva dotata e questo amore lo ha elargito a piene mani in maniera disinteressata e sincera nella consapevolezza che il suo operare su questa terra sarebbe stato gradito al Padre Celeste, concedendole un giorno di sedere nella Sua Mensa, accanto agli angeli e ai santi del Paradiso. Suora Lorenza che ogni domenica veniva a casa per portare la comunione, vedendo come erano trattati e con quanto amore assistiti,un giorno prima  di  congedarsi, si  rivolge  a  Nuccia  e  le  dice :
-” Signora, questi vi apriranno le porte del Paradiso ”
 e rivolgendosi verso i fratelli:
-” Il Signore ha messo al vostro fianco un angelo; ringraziate Dio per il dono che vi ha fatto”

Ho voluto iniziare con questo episodio della vita di Nuccia perché  sono convinto che come lo è stato per i miei fratelli, sarà Lei l'Angelo che, al termine del mio pellegrinaggio terreno, aprirà le porte del Paradiso per accompagnarmi nella Casa del Signore. dove ritorneremo a vivere insieme, trasfigurati,  per l'eternità. "Chi ben comincia........si dice.......promette bene,aggiungo io!"


sabato 29 agosto 2015

Ci siamo,quasi!

Mancano pochissimi giorni alla riapertura di questo blog. Le vacanze stanno per finire e come vi avevo promesso, il 1° settembre (fra tre giorni) riprenderanno le pubblicazioni.  Dalle segnalazioni ricevute ho capito che 40 giorni di vacanza sono troppi. I miei affezionati lettori mi hanno "velatamente" rimproverato per questo lungo silenzio sottolineando che bastano 10 giorni per ricaricare le "batterie"; non si può chiudere per tanto tempo una pagina importante come "UT UNUM SINT"- un blog seguito in Italia e all'estero con simpatia ed affetto - che racconta in maniera semplice fatti ed avvenimenti tratti dalla esperienza di tutti i giorni usando un linguaggio piacevole e scorrevole.  Di tale velato rimprovero ne terrò conto l'anno venturo, se Dio vorrà.

venerdì 17 luglio 2015

Vado in ferie

Amici carissimi, 
anche per me è giunto il momento di andare in vacanza. Questo mio blog resterà chiuso fino al 31 agosto p.v. e riaprirà i battenti il 1° settembre 2015.
 A questo punto non mi resta che augurare a tutti voi buone ferie con l'auspicio di ritrovarci a settembre belli e riposati. Ciao a tutti!


domenica 5 luglio 2015

Valorizzazione del patrimonio culturale

In Europa molte nazioni considerano la cultura un aspetto fondamentale della propria vita; la conoscenza di luoghi,di storia,di tradizioni diventano per loro una forma di turismo di scoperta, per cui il bisogno di scoprire,esplorare,viaggiare è diventato un bene essenziale. In questo quadro è molto importante il ruolo delle Pro loco coinvolte sia per le funzioni di complementarità che rivestono rispetto all'Ente pubblico, sia per le esperienze in tema di recupero,tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. In Italia questa filosofia di difesa, tutela e valorizzazione è finalizzata alla promozione turistica dei territori in simbiosi con la riscoperta delle tradizioni gastronomiche e culturali.Tra questi eventi le sagre e le manifestazioni gastronomiche e folcloristiche locali organizzate dalle Pro loco stanno diventando estremamente importanti non solo per il rilievo economico dei consumi,ma anche per la loro valenza in termini di promozione dei valori e delle tradizioni del territorio. In questo contesto si inserisce il Gran Galà del Pescespada, fiore all'occhiello della pro loco di Bagnara Calabra in programma per il 2 agosto p.v.- 50^ edizione -
Sin dalla sua fondazione la Pro Loco di Bagnara Calabra ha sempre operato secondo i principi istituzionali del Sodalizio ed ha sempre intensificato i suoi sforzi per tutelare e valorizzare il patrimonio culturale della città attraverso iniziative di promozione turistica mettendo in primo piano solo ed esclusivamente l'interesse e la difesa del territorio. Da diversi anni la sede della Pro loco di Bagnara è il luogo riservato alla presentazione di nuovi libri di autori locali; a corsi  di formazione professionale; a dibattiti su tematiche di medicina, di lavoro e difesa della legalità, collaborando con altre associazioni e sostenendo con entusiasmo tutte le iniziative che hanno come obiettivo la tutela e la valorizzazione del territorio in senso lato. Proprio oggi in località Pietre nere di Palmi viene inaugurato il monumento al Pescatore, voluto fortemente dalla Associazione Prometeus di Palmi in collaborazione con la Pro loco di Bagnara. E questo è un altro tassello del patrimonio culturale per trasmettere alle future generazioni un simbolo delle fatiche, sacrifici e lavoro del pescatore di ieri e di oggi delle due cittadine della Provincia di Reggio Calabria, Palmi e Bagnara appunto,  che nel corso dei secoli hanno lasciato un'impronta indelebile per abilità e competenza nell'esercizio della pesca.

sabato 27 giugno 2015

4° Anniversario: "Ciao, Nuccia!"

Il 28 giugno 2011, nel primo pomeriggio quando il sole era ancora alto nel cielo di Bagnara, la persona più cara della mia vita lasciava questo mondo per diventare inquilina eterna della Casa del Signore e aggiungersi al coro degli angeli, lei che in questa terra  per diversi anni ha vestito i panni dell'angelo dell' "Affruntata" la domenica di Pasqua. La sua dipartita imprevista ed imprevedibile ha lasciato un vuoto incolmabile e nonostante la consapevolezza che la vita non finisce nel buio di una tomba ma che continua, trasformata, nell'aldilà, il colpo della sua morte fu talmente forte che mi apparve come la fine del mondo non riuscendo ad immaginare un solo giorno senza di lei. Eppure sono trascorsi 4 anni da quel terribile giorno, ma nonostante ciò  la sua immagine non si è mai distaccata da me; la sua "presenza" è sempre viva nella mia mente e nel mio cuore per cui spesso la sogno sorridente, serena e felice come lo è stata in questa vita. In uno di questi sogni, ad una mia precisa domanda "Come stai?" mi ha risposto: " Io sto bene, ma tu non mi sembri in forma" ed io di rimando :"No, ti sbagli, anch'io sto bene, solo che mi manchi moltissimo". "Lo so che ti manco - rispose lei - ma questa non è una buona ragione per lasciarti andare; verrà il giorno in cui ci ritroveremo per camminare insieme nel viale dell'eternità" e proprio mentre pronunciava queste parole  mi svegliai e non ebbi il tempo di dirle che fino a quel giorno non riuscirò mai ad abituarmi alla sua mancanza. Ma visto che mi viene spesso in sogno, glielo dirò la prossima volta.

domenica 21 giugno 2015

Un pensiero e un ricordo

21 giugno 2015: oggi mio fratello Salvatore,decimo di tredici figli, avrebbe compiuto ottanta anni essendo nato il 21 giugno 1935.In questa occasione lo voglio ricordare riportando un episodio, tragicomico,se vogliamo, tratto dal libro "Amore senza fine" nel quale dimostra arguzia,furbizia ed intelligenza fuori del comune.
".Nel 1989 sono stati eseguiti nell'appartamento dei fratelli handicappati lavori di adattamento dotando tutte le stanze di un pulsante collegato ad una cordicella  che una volta tirata faceva suonare una campanella elettrica tipo scuole elementari situata nell'androne delle scale. In caso di necessità bastava tirare la cordicella e subito qualcuno di noi scendeva per intervenire.Mio fratello Salvatore era quello che più spesso, anche per  futili motivi, tirava la cordicella e faceva scattare l’allarme. Un giorno Nuccia si trovava nel terrazzo a stendere i panni quando sente suonare la campanella; lascia tutto e si precipita per le scale ( 56 gradini) e una volta arrivata giù mio fratello si scusa dicendo che si è trattato di un falso allarme, non era successo niente di importante.
-          E mi hai fatto scendere per niente?Ti ho detto mille volte che devi suonare solo in caso di bisogno, ma tu ti diverti a tirare la cordicella per un nonnulla, facendomi scendere e salire mille volte al giorno. Giurami che non lo farai più, se non per necessità.
-          Lo giuro su mia madre – rispose prontamente
-          Vediamo se mantieni  il  giuramento.
Risale i 56 gradini e riprende a stendere i panni.
Dopo circa mezz’ora  sente risuonare la campanella:
 - Questa volta sarà successo qualcosa – pensa tra se e sé  e ritorna giù.
- Che c’è? Cosa è successo? – rivolta a mio fratello.
- Senti – risponde – che fine ha fatto Rocco Barbaro? ( Rocco Barbaro era una persona che di tanto in tanto veniva a fargli compagnia e siccome era tanto tempo che non lo vedeva, voleva sapere da Nuccia il motivo di tanto ritardo).
- E mi hai fatto scendere per questo? Ma come, poco fa mi hai giurato su tua madre che avresti suonato solo in caso di necessità e invece mi fai fare 56 gradini per sapere da me che fine abbia fatto Rocco Barbaro?
Non ti vergogni?
- Si,è vero, ho giurato – risponde candidamente – ma non ho suonato io, la campanella l’ha suonata  lei – indicando la sorella Amalia.
A questa risposta Nuccia s’è messa a ridere, senza null'altro aggiungere".
Mio fratello Salvatore ha trascorso moltissimi anni in una sedia a rotelle per una paralisi infantile, e per venti anni, fino alla fine dei suoi giorni, avvenuta il 7 maggio 2004, è stato assistito con amore dalla cognata Nuccia, mia moglie, con la quale ha condiviso gioie e dolori avendo vissuto sempre con la mia famiglia. Era benvoluto da tutti perché per tutti aveva un sorriso da offrire,nonostante la sua infermità congenita. Ciao,Salvatore! Non ti dimenticheremo mai!

martedì 16 giugno 2015

Buon compleanno, Nuccia!

Dal libro "Amore senza fine" :  "Nuccia aveva circa 3 anni ( io 15 ) quando l'ho conosciuta. Nata a Villa San Giovanni (RC) il 16 giugno 1952, da padre carabiniere e madre casalinga, di origine siciliana, l'11 marzo 1955 arriva a Bagnara con la famiglia e viene ad abitare proprio nella casa accanto alla mia. Erano le ore 13:45 quando sotto casa mia si ferma una macchina FIAT 1100 nera, dalla quale scende per prima una bellissima bambina dai lunghi capelli biondo-oro e subito dopo un signore di bello aspetto, seguito da una signora con in braccio una bambina di pochi mesi. Al rumore della macchina molti del vicinato si affacciano e alcuni di essi escono in strada per dare loro il benvenuto e fare conoscenza. Tra quest'ultimi ci sono anche due delle tre mie zie che rivolgono la loro attenzione sulla bambina che nel frattempo si mette a correre dimostrando una vivacità e una gioia indescrivibile; è talmente bella che ognuno tenta invano di prenderla in braccio; alla fine riescono a fermarla e facendo a gara se la passano come fosse una bambola, inondandola di baci e carezze. Questa divertente scena l'ho potuto vedere anch'io in quanto come gli altri al rumore della macchina mi sono affacciato alla finestra incuriosito dal brusio e vociare della gente. Finite le operazioni di scarico bagagli la famiglia De Luca entra nella nuova abitazione, dopo aver ringraziato i presenti per la calorosa accoglienza. Anch'io rientro e riprendo a studiare" 
                                                         *  * * * * * * * * * * * * *
16 giugno 1952 - 16 giugno 2015 oggi Nuccia avrebbe compiuto 63 anni,ma il 28 dello stesso mese di giugno del 2011 ci ha lasciato e non appartiene più a questo mondo per cui dire buon compleanno Nuccia, potrebbe sembrare fuori luogo. Ma non è così! C'è un detto che dice:"Nessuno muore sulla terra finché vive nel cuore di chi resta" ed è proprio questo legame l'anello di congiunzione tra Cielo e Terra ed è per questo che Nuccia,vivendo oggi nel ricordo e nel cuore di tantissima gente, continua ad esistere nel tempo del nostro mondo terreno ed è per questo che oggi possiamo dire " Buon Compleanno, Nuccia!  Per Te il tempo e lo spazio non esistono, ma noi ti sentiamo vicino avendo tu occupato per sempre un pezzo del nostro cuore ( il mio per intero)".

martedì 9 giugno 2015

Vita d'altri tempi


 Circa sessanta anni fa non esistevano le distrazioni di oggi (circoli ricreativi, discoteche, sale da gioco, macchinette "mangia-soldi", ecc. ecc.) per cui la gioventù di allora frequentava assiduamente l'Azione Cattolica, la cui sede era ubicata nella cosiddetta "Baracca", tante volte menzionata. Qui si passava il tempo libero e tra una riunione e l'altra, tenute da educatori preparati con l'assistenza spirituale di un "grande sacerdote" Don Domenico Cassone e dei suoi collaboratori Don Lico e Don Rossetti, la vita scorreva serena, piacevole, in piena armonia tra di noi, nell'osservanza dei principi di fraternità e solidarietà e nel rispetto dei valori fondamentali del vivere civile quali la correttezza, l'onestà, la comprensione vicendevole e l'amore verso il prossimo: principi e valori recepiti ed assimilati da ognuno di noi nel corso di molti anni di partecipazione attiva alla vita parrocchiale, con annesso oratorio ( la baracca, appunto!). I giovani di allora dai 14 ai 26 anni eravamo felici, pur non disponendo di grosse risorse economiche, perchè cresciuti in un ambiente sano e ricco di sani principi che hanno formato il nostro carattere e costituito la struttura portante della nostra vita futura di uomini liberi e responsabili all'interno di una società civile che ha conosciuto nel corso dei decenni alti e bassi in termini economici, etici e sociali. Tornati da scuola, nel primo pomeriggio ci si ritrovava nella baracca a giocare a ping-pong, a carte o al bigliardino calcio-balilla mentre altri si cimentavano in discussioni sulle partite di calcio che la domenica avevano seguito alla radio commentate da quel grande giornalista sportivo quale era Nicolò Carosio; altri ancora in una saletta preparavano il giornale "Vita Giovanile" selezionando i vari articoli scritti da noi stessi da stampare con un ciclostile a manovella e pubblicare la domenica successiva; c'era chi preferiva leggere un libro e chi si portava i libri di scuola per ripassare la lezione del giorno dopo. Il venerdi sera tutti alla riunione generale che teneva il Presidente Ciccio Gioffrè con accanto Don Cassone o un suo collaboratore, durante la quale si commentava un brano del Vangelo e poi si discuteva sulle attività ricreativa del Sodalizio. La domenica mattina tutti alla Messa sociale e subito dopo alcuni di noi (i catechisti) riunivano gruppi di bambini in vari punti della Chiesa per impartire loro lezioni di catechismo. Verso le dieci tutti nella baracca fino all'ora di pranzo e nel pomeriggio fino a tarda sera; nei giorni feriali, però, ci si ritrovava solo di pomeriggio in quanto la mattina eravamo impegnati con la scuola: nel periodo estivo anche di mattina. Per me quello è stato il periodo più bello della mia giovinezza e ogni volta che ci ripenso, provo tanta nostalgia, pur ritenendomi fortunato per il mio vissuto successivo a quegli anni, se non altro per aver conosciuto ed amato una persona speciale che per 40 anni mi è stata accanto e che il 28 giugno 2011 è volata in cielo ad arricchire il firmamento di una nuova stella: la mia adorata Nuccia, l'Angelo che continuerà a vivere dentro di me per sempre.
N.B. Questa articolo  pubblicato per la prima volta nel novembre 2011, viene oggi riproposto per offrire ai settantenni di oggi un "sorso" di vera vita giovanile e dare loro la possibilità di raccontare ai propri nipoti  episodi e ricordi della loro infanzia.

martedì 2 giugno 2015

Festa della Repubblica

La Festa della Repubblica italiana si celebra ogni anno il 2 giugno, in occasione dell’anniversario del referendum con il quale, tra il 2 e il 3 giugno 1946, gli italiani votarono per scegliere la forma istituzionale dello Stato tra repubblica e monarchia. I risultati ufficiali di quel voto, che per la prima volta nella storia italiana avvenne a suffragio universale, furono annunciati il 18 giugno 1946:                     
                                        12.718.641  a favore della repubblica,
                                      10.718.502 a favore della monarchia e
                                        1.498.136 avevano votato scheda bianca o nulla.
In seguito a questi risultati, il 18 giugno 1946, la Corte di Cassazione proclamò ufficialmente la nascita della Repubblica Italiana. Ma la Festa della Repubblica fu fissata più tardi nel giorno del referendum, nel quale la repubblica era stata scelta dalla maggioranza degli italiani.festa della repubblicaLa Festa della Repubblica venne celebrata ufficialmente per la prima volta nel 1948 e si fissò ogni anno il 2 giugno fino al 1977, quando a causa della crisi economica fu stabilito che venisse ricordata ogni anno la prima domenica di giugno (nel 1976, la tradizionale parata militare fu annullata a causa del grave terremoto che aveva provocato quasi 1000 morti in Friuli Venezia Giulia il 6 maggio).La data del 2 giugno fu poi ristabilita, insieme alle celebrazioni, dal secondo governo Amato con una legge del novembre 2000.
Il cerimoniale ufficiale della Festa della Repubblica prevede la deposizione di una corona d’alloro in omaggio al Milite Ignoto, all’Altare della Patria che si trova a Roma in piazza Venezia, da parte del Presidente della Repubblica, e la sfilata delle forze militari lungo i Fori Imperiali, a Roma.


giovedì 28 maggio 2015

Errata corrige

Nell'ultimo mio post "L'estate è vicina", suggerito dalle bellissime giornate di sole della prima quindicina di Maggio e dalle bellissime foto di tramonti stupendi di Giuliana Villari, Pavia, Pistolesi e tanti altri amici di fecebook, mi ero sbilanciato a dire che molto presto avremmo tirato fuori dai cassettoni i costumi da bagno, le pinne e gli occhiali per immergerci nel nostro meraviglioso mare color viola. Mi sbagliai! Da diversi giorni il tempo non è quello che io immaginavo:  pioggia, nuvoloni e ombrelli sono tornati di moda e l'estate che pensavo fosse alle porte mi ha fatto un brutto scherzo:  si è allontanata e mi ha fatto passare per un " incompetente" di previsioni atmosferiche. Ma secondo voi è normale che il 28 Maggio vengano indossati i giubbotti anti pioggia o che il cielo coperto di nuvoloni non lasci passare i raggi del sole o che il barometro segni 20 - 21° ? Sono sicuro che anche voi avreste sbagliato le previsioni del tempo per cui mi conforta il fatto di non essere io solo l'incompetente ma come dice il proverbio "mal comune mezzo gaudio".
A questo punto non ci resta che aspettare......aspettare.......aspettare, ma fino a quando? 

giovedì 21 maggio 2015

L'estate è vicina

Manca un mese esatto dall'inizio della stagione estiva e lungo tutta la spiaggia di Bagnara,circa 2 km., fervono i lavori dei gestori degli stabilimenti per allestire i lidi ed accogliere i bagnanti e vacanzieri nel migliore dei modi. In questi giorni le ruspe spianano il tratto di spiaggia dove saranno impiantati gli ombrelloni con le sdraio e le docce mentre si costruiscono i chioschi per la vendita di bevande, gelati e quant'altro per offrire ai propri abbonati un servizio eccellente sotto tutti i punti di vista.
Da parecchi anni Bagnara in estate offre alla vista dei turisti uno spettacolo di colori e un panorama di straordinaria bellezza non solo per i numerosi stabilimenti balneari allocati lungo tutto l'arenile ma anche per le condizioni climatiche temperate essendo protetta dalle colline circostanti. Passare le vacanze a Bagnara è quanto di meglio si possa desiderare: non è necessario andare a Rimini o a Viareggio. ma chi ama il pittorico, il mare cristallino, i paesaggi, i tramonti da favola e i panorami vertiginosi venga a trascorrere le vacanze a Bagnara per persuadersi che il Paradiso c'è anche quaggiù. E poi la cortesia dei cittadini di Bagnara nell'accogliere i turisti è da sempre il migliore modo per sentirsi a casa propria e quando la vacanza sarà finita si aspetta con ansia l'anno successivo per ritornarci.
Bagnara sin dai tempi antichi è considerata la Perla del Mar Tirreno, la Città delle Sirene e la Posillipo della Calabria (aggiungo io).Ringraziamo il Buon Dio per i doni che ci ha fatto ed impegniamoci a custodirli e valorizzarli. Buone vacanze! 

domenica 10 maggio 2015

Mamma,ti voglio bene!

Oggi 10 maggio è il giorno dedicato alla festa della mamma.Anche questa come quella della donna,del papà,del nonno,ecc.ecc. è una festa finalizzata all'acquisto di regalini più o meno costosi per dare ossigeno alla piccola economia.
. E' giusto offrire alla mamma un qualcosa per dire "Ti voglio bene!". Ma perché il 10 maggio?  Perché si è dovuto istituire una festa in un giorno preciso dell'anno per manifestare alla propria mamma tutto l'affetto e l'amore che un figlio deve avere sempre? E per chi la mamma non ce l'ha più, che festa sarà il 10 maggio? 
Proviamo ad immaginare due bambini tra i 7 e 8 anni che discutono sul regalo da fare alla propria mamma: uno di essi dice: "Io  regalerò a mia mamma una rosa rossa con un bigliettino dove c'è scritto "Ti amo, mamma! e tu?"."Io- risponde l'altro - avrei voluto regalarle un cuore di velluto rosso con dentro tante caramelle, ma purtroppo la mamma non ce l'ho; mi è stato detto che è salita in cielo e allora  metterò davanti alla sua fotografia un mazzetto di margherite bianche e le dirò a voce:
 "Mamma, ti voglio bene! Mi manchi tanto!". Ebbene, entrambi  festeggiano il 10 maggio con la sola differenza che mentre uno ha la possibilità di abbracciare la sua mamma, l'altro pur non toccandola la sente dentro di sé,dentro il suo cuore non solo il 10 maggio ma tutto l'anno, per sempre. 
Morale della favola:
Per manifestare i propri sentimenti alla persona che si ama non occorre la festa, ma un amore sincero.
 Non c'è  amore più grande di quello verso la  la mamma.

sabato 2 maggio 2015

I cattolici in politica

Oggi  ripropongo  un  mio post, pubblicato qualche anno fa, che  secondo me offre spunti di riflessione in considerazione del fatto che l'attuale politica renziana mira a stravolgere quei valori che hanno costituito per oltre cinquanta  anni l'impalcatura del nostro sistema democratico.  La teoria politica di Don Sturzo rispecchia il pensiero di Papa Francesco che in uno dei suoi interventi ha sostenuto che non è necessario fondare un partito di cattolici ma che è molto importante che i cattolici facciano una politica ispirata ai principi del Cristianesimo, in maniera più decisa e determinata.

"In una società in cui la politica vuole” governare senza rappresentare” torna d'attualità il pensiero di don Luigi Sturzo,fondatore del partito popolare e della dottrina politica d'ispirazione cristiana. Egli sosteneva di essere un sacerdote, non un politico, e il suo impegno nella politica era quello di contribuire a cristianizzare la politica del suo tempo. Mons. Luigi Giuliani a Caltagirone il 26 nov. 2009, a 50 anni dalla morte, in un convegno internazionale, ha ricordato la figura di don Sturzo, riproponendo la grandezza della figura del prete, fondatore del Partito Popolare ed esule antifascista, nonché autore di un numero sterminato di opere di politica, di morale, di teologia, di storia, di un personaggio che ha tanto influito sulla storia d'Italia. Don Sturzo ha avuto un ruolo centrale nell'intuizione dei valori da mettere alla base della politica, insegnandoci un sentiero di testimonianza della fede fino ad allora ignorato.”Egli è stato testimone della vocazione nella politica; una vocazione difficile, ma necessaria: quella di portare un afflato di spiritualità in un mondo soggetto a tentazioni mondane,senza rinunciare mai alla laicità della politica” lo ha affermato il cardinale Angelo Comastri. Il merito più grande di don Sturzo fu quello di aver messo in campo l'attualità del pensiero popolare e d'ispirazione cristiana ed oggi si torna a parlare della sua teoria politica, culminata nella fondazione del partito popolare: un partito non dei cattolici, ma di cattolici, che ha consentito di portare sulla scena politica italiana del tempo ideali, valori e proposte fino allora tenute fuori. Per Tajani, vicepresidente della Commissione Europea, don Sturzo fu profeta e precursore dell'economia sociale di mercato, una terza via “ tra il liberalismo sfrenato ed egoista” e “il soffocante collettivismo marxista”. Di fronte alla crisi della politica che vuole “governare senza rappresentare” i discepoli di don Sturzo oggi rilanciano la proposta politica ispirata alla dottrina sociale della Chiesa e ai principi del popolarismo sturziano; in altri termini si tratta di dare alla politica in crisi di valori, obiettivi chiari che mirino a riportare nella società la giustizia, la solidarietà, l'attenzione alle famiglie, ai deboli, ai poveri, ai discriminati, a coloro che vivono in condizioni di disagio, a quelli che credono ancora nelle regole e nel patto sociale. Anche Papa Benedetto XVI ha rilevato che il messaggio lasciato da don Sturzo ha ancora tantissimo da dire ai cattolici impegnati in politica e lo indica come modello integerrimo, competente e appassionato servizio al bene comune per tutti i cittadini. Sia ben chiaro: non si tratta di far scendere in politica la Chiesa bensì di dare alla politica – che ne è ormai vuota – principi che non siano strumentali a mantenere soltanto in vita un sistema economico, ma che uniscono i cittadini su degli obiettivi ben definiti, che sono quelli sopra indicati : famiglia, giustizia, solidarietà, ecc. Oggi questi termini si sentono ripetere solo in prossimità di consultazioni elettorali, poi più nulla o almeno molto poco rispetto alle aspettative della gente, che in questi ultimi anni ha perso la fiducia nei confronti dei partiti e della politica in generale, non sentendosi tutelata nei propri diritti. Ecco perchè la Chiesa ha il dovere morale di richiamare i nostri governanti e in modo particolari quelli cattolici ad una maggiore attenzione verso la stragrande maggioranza dei cittadini che vive in una condizione di disagio non solo economico, ma anche morale. I “valori” a cui si riferiva Don Luigi Sturzo possono essere recuperati se c'è la volontà politica di andare incontro alle effettive esigenze dei cittadini attraverso interventi legislativi mirati ed interventi economici a favore delle categorie più deboli e bisognose. Il grado di civiltà di una nazione si misura anche dal livello socio-economico-culturale della sua gente e l'Italia da questo punto di vista non è la prima della classe