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sabato 27 giugno 2015

4° Anniversario: "Ciao, Nuccia!"

Il 28 giugno 2011, nel primo pomeriggio quando il sole era ancora alto nel cielo di Bagnara, la persona più cara della mia vita lasciava questo mondo per diventare inquilina eterna della Casa del Signore e aggiungersi al coro degli angeli, lei che in questa terra  per diversi anni ha vestito i panni dell'angelo dell' "Affruntata" la domenica di Pasqua. La sua dipartita imprevista ed imprevedibile ha lasciato un vuoto incolmabile e nonostante la consapevolezza che la vita non finisce nel buio di una tomba ma che continua, trasformata, nell'aldilà, il colpo della sua morte fu talmente forte che mi apparve come la fine del mondo non riuscendo ad immaginare un solo giorno senza di lei. Eppure sono trascorsi 4 anni da quel terribile giorno, ma nonostante ciò  la sua immagine non si è mai distaccata da me; la sua "presenza" è sempre viva nella mia mente e nel mio cuore per cui spesso la sogno sorridente, serena e felice come lo è stata in questa vita. In uno di questi sogni, ad una mia precisa domanda "Come stai?" mi ha risposto: " Io sto bene, ma tu non mi sembri in forma" ed io di rimando :"No, ti sbagli, anch'io sto bene, solo che mi manchi moltissimo". "Lo so che ti manco - rispose lei - ma questa non è una buona ragione per lasciarti andare; verrà il giorno in cui ci ritroveremo per camminare insieme nel viale dell'eternità" e proprio mentre pronunciava queste parole  mi svegliai e non ebbi il tempo di dirle che fino a quel giorno non riuscirò mai ad abituarmi alla sua mancanza. Ma visto che mi viene spesso in sogno, glielo dirò la prossima volta.

domenica 21 giugno 2015

Un pensiero e un ricordo

21 giugno 2015: oggi mio fratello Salvatore,decimo di tredici figli, avrebbe compiuto ottanta anni essendo nato il 21 giugno 1935.In questa occasione lo voglio ricordare riportando un episodio, tragicomico,se vogliamo, tratto dal libro "Amore senza fine" nel quale dimostra arguzia,furbizia ed intelligenza fuori del comune.
".Nel 1989 sono stati eseguiti nell'appartamento dei fratelli handicappati lavori di adattamento dotando tutte le stanze di un pulsante collegato ad una cordicella  che una volta tirata faceva suonare una campanella elettrica tipo scuole elementari situata nell'androne delle scale. In caso di necessità bastava tirare la cordicella e subito qualcuno di noi scendeva per intervenire.Mio fratello Salvatore era quello che più spesso, anche per  futili motivi, tirava la cordicella e faceva scattare l’allarme. Un giorno Nuccia si trovava nel terrazzo a stendere i panni quando sente suonare la campanella; lascia tutto e si precipita per le scale ( 56 gradini) e una volta arrivata giù mio fratello si scusa dicendo che si è trattato di un falso allarme, non era successo niente di importante.
-          E mi hai fatto scendere per niente?Ti ho detto mille volte che devi suonare solo in caso di bisogno, ma tu ti diverti a tirare la cordicella per un nonnulla, facendomi scendere e salire mille volte al giorno. Giurami che non lo farai più, se non per necessità.
-          Lo giuro su mia madre – rispose prontamente
-          Vediamo se mantieni  il  giuramento.
Risale i 56 gradini e riprende a stendere i panni.
Dopo circa mezz’ora  sente risuonare la campanella:
 - Questa volta sarà successo qualcosa – pensa tra se e sé  e ritorna giù.
- Che c’è? Cosa è successo? – rivolta a mio fratello.
- Senti – risponde – che fine ha fatto Rocco Barbaro? ( Rocco Barbaro era una persona che di tanto in tanto veniva a fargli compagnia e siccome era tanto tempo che non lo vedeva, voleva sapere da Nuccia il motivo di tanto ritardo).
- E mi hai fatto scendere per questo? Ma come, poco fa mi hai giurato su tua madre che avresti suonato solo in caso di necessità e invece mi fai fare 56 gradini per sapere da me che fine abbia fatto Rocco Barbaro?
Non ti vergogni?
- Si,è vero, ho giurato – risponde candidamente – ma non ho suonato io, la campanella l’ha suonata  lei – indicando la sorella Amalia.
A questa risposta Nuccia s’è messa a ridere, senza null'altro aggiungere".
Mio fratello Salvatore ha trascorso moltissimi anni in una sedia a rotelle per una paralisi infantile, e per venti anni, fino alla fine dei suoi giorni, avvenuta il 7 maggio 2004, è stato assistito con amore dalla cognata Nuccia, mia moglie, con la quale ha condiviso gioie e dolori avendo vissuto sempre con la mia famiglia. Era benvoluto da tutti perché per tutti aveva un sorriso da offrire,nonostante la sua infermità congenita. Ciao,Salvatore! Non ti dimenticheremo mai!

martedì 16 giugno 2015

Buon compleanno, Nuccia!

Dal libro "Amore senza fine" :  "Nuccia aveva circa 3 anni ( io 15 ) quando l'ho conosciuta. Nata a Villa San Giovanni (RC) il 16 giugno 1952, da padre carabiniere e madre casalinga, di origine siciliana, l'11 marzo 1955 arriva a Bagnara con la famiglia e viene ad abitare proprio nella casa accanto alla mia. Erano le ore 13:45 quando sotto casa mia si ferma una macchina FIAT 1100 nera, dalla quale scende per prima una bellissima bambina dai lunghi capelli biondo-oro e subito dopo un signore di bello aspetto, seguito da una signora con in braccio una bambina di pochi mesi. Al rumore della macchina molti del vicinato si affacciano e alcuni di essi escono in strada per dare loro il benvenuto e fare conoscenza. Tra quest'ultimi ci sono anche due delle tre mie zie che rivolgono la loro attenzione sulla bambina che nel frattempo si mette a correre dimostrando una vivacità e una gioia indescrivibile; è talmente bella che ognuno tenta invano di prenderla in braccio; alla fine riescono a fermarla e facendo a gara se la passano come fosse una bambola, inondandola di baci e carezze. Questa divertente scena l'ho potuto vedere anch'io in quanto come gli altri al rumore della macchina mi sono affacciato alla finestra incuriosito dal brusio e vociare della gente. Finite le operazioni di scarico bagagli la famiglia De Luca entra nella nuova abitazione, dopo aver ringraziato i presenti per la calorosa accoglienza. Anch'io rientro e riprendo a studiare" 
                                                         *  * * * * * * * * * * * * *
16 giugno 1952 - 16 giugno 2015 oggi Nuccia avrebbe compiuto 63 anni,ma il 28 dello stesso mese di giugno del 2011 ci ha lasciato e non appartiene più a questo mondo per cui dire buon compleanno Nuccia, potrebbe sembrare fuori luogo. Ma non è così! C'è un detto che dice:"Nessuno muore sulla terra finché vive nel cuore di chi resta" ed è proprio questo legame l'anello di congiunzione tra Cielo e Terra ed è per questo che Nuccia,vivendo oggi nel ricordo e nel cuore di tantissima gente, continua ad esistere nel tempo del nostro mondo terreno ed è per questo che oggi possiamo dire " Buon Compleanno, Nuccia!  Per Te il tempo e lo spazio non esistono, ma noi ti sentiamo vicino avendo tu occupato per sempre un pezzo del nostro cuore ( il mio per intero)".

martedì 9 giugno 2015

Vita d'altri tempi


 Circa sessanta anni fa non esistevano le distrazioni di oggi (circoli ricreativi, discoteche, sale da gioco, macchinette "mangia-soldi", ecc. ecc.) per cui la gioventù di allora frequentava assiduamente l'Azione Cattolica, la cui sede era ubicata nella cosiddetta "Baracca", tante volte menzionata. Qui si passava il tempo libero e tra una riunione e l'altra, tenute da educatori preparati con l'assistenza spirituale di un "grande sacerdote" Don Domenico Cassone e dei suoi collaboratori Don Lico e Don Rossetti, la vita scorreva serena, piacevole, in piena armonia tra di noi, nell'osservanza dei principi di fraternità e solidarietà e nel rispetto dei valori fondamentali del vivere civile quali la correttezza, l'onestà, la comprensione vicendevole e l'amore verso il prossimo: principi e valori recepiti ed assimilati da ognuno di noi nel corso di molti anni di partecipazione attiva alla vita parrocchiale, con annesso oratorio ( la baracca, appunto!). I giovani di allora dai 14 ai 26 anni eravamo felici, pur non disponendo di grosse risorse economiche, perchè cresciuti in un ambiente sano e ricco di sani principi che hanno formato il nostro carattere e costituito la struttura portante della nostra vita futura di uomini liberi e responsabili all'interno di una società civile che ha conosciuto nel corso dei decenni alti e bassi in termini economici, etici e sociali. Tornati da scuola, nel primo pomeriggio ci si ritrovava nella baracca a giocare a ping-pong, a carte o al bigliardino calcio-balilla mentre altri si cimentavano in discussioni sulle partite di calcio che la domenica avevano seguito alla radio commentate da quel grande giornalista sportivo quale era Nicolò Carosio; altri ancora in una saletta preparavano il giornale "Vita Giovanile" selezionando i vari articoli scritti da noi stessi da stampare con un ciclostile a manovella e pubblicare la domenica successiva; c'era chi preferiva leggere un libro e chi si portava i libri di scuola per ripassare la lezione del giorno dopo. Il venerdi sera tutti alla riunione generale che teneva il Presidente Ciccio Gioffrè con accanto Don Cassone o un suo collaboratore, durante la quale si commentava un brano del Vangelo e poi si discuteva sulle attività ricreativa del Sodalizio. La domenica mattina tutti alla Messa sociale e subito dopo alcuni di noi (i catechisti) riunivano gruppi di bambini in vari punti della Chiesa per impartire loro lezioni di catechismo. Verso le dieci tutti nella baracca fino all'ora di pranzo e nel pomeriggio fino a tarda sera; nei giorni feriali, però, ci si ritrovava solo di pomeriggio in quanto la mattina eravamo impegnati con la scuola: nel periodo estivo anche di mattina. Per me quello è stato il periodo più bello della mia giovinezza e ogni volta che ci ripenso, provo tanta nostalgia, pur ritenendomi fortunato per il mio vissuto successivo a quegli anni, se non altro per aver conosciuto ed amato una persona speciale che per 40 anni mi è stata accanto e che il 28 giugno 2011 è volata in cielo ad arricchire il firmamento di una nuova stella: la mia adorata Nuccia, l'Angelo che continuerà a vivere dentro di me per sempre.
N.B. Questa articolo  pubblicato per la prima volta nel novembre 2011, viene oggi riproposto per offrire ai settantenni di oggi un "sorso" di vera vita giovanile e dare loro la possibilità di raccontare ai propri nipoti  episodi e ricordi della loro infanzia.

martedì 2 giugno 2015

Festa della Repubblica

La Festa della Repubblica italiana si celebra ogni anno il 2 giugno, in occasione dell’anniversario del referendum con il quale, tra il 2 e il 3 giugno 1946, gli italiani votarono per scegliere la forma istituzionale dello Stato tra repubblica e monarchia. I risultati ufficiali di quel voto, che per la prima volta nella storia italiana avvenne a suffragio universale, furono annunciati il 18 giugno 1946:                     
                                        12.718.641  a favore della repubblica,
                                      10.718.502 a favore della monarchia e
                                        1.498.136 avevano votato scheda bianca o nulla.
In seguito a questi risultati, il 18 giugno 1946, la Corte di Cassazione proclamò ufficialmente la nascita della Repubblica Italiana. Ma la Festa della Repubblica fu fissata più tardi nel giorno del referendum, nel quale la repubblica era stata scelta dalla maggioranza degli italiani.festa della repubblicaLa Festa della Repubblica venne celebrata ufficialmente per la prima volta nel 1948 e si fissò ogni anno il 2 giugno fino al 1977, quando a causa della crisi economica fu stabilito che venisse ricordata ogni anno la prima domenica di giugno (nel 1976, la tradizionale parata militare fu annullata a causa del grave terremoto che aveva provocato quasi 1000 morti in Friuli Venezia Giulia il 6 maggio).La data del 2 giugno fu poi ristabilita, insieme alle celebrazioni, dal secondo governo Amato con una legge del novembre 2000.
Il cerimoniale ufficiale della Festa della Repubblica prevede la deposizione di una corona d’alloro in omaggio al Milite Ignoto, all’Altare della Patria che si trova a Roma in piazza Venezia, da parte del Presidente della Repubblica, e la sfilata delle forze militari lungo i Fori Imperiali, a Roma.