N.B. : Gli articoli possono essere letti in 70 lingue diverse.

Translate

sabato 26 settembre 2015

L'anniversario di matrimonio

 Dal libro "Amore senza fine" ecco un altro frammento per ricordare il 44° anniversario del nostro matrimonio. Oggi 26 settembre 2015 è un giorno speciale. Io e Nuccia festeggiamo 44 anni di matrimonio. Si,avete letto bene,: festeggiamo e non avremmo festeggiato perché Nuccia è presenza viva nel mio cuore e lo sarà fino all'ultimo istante della mia vita terrena.
 C'è un detto che dice "Nessuno muore sulla terra finché vive nel cuore di chi resta" e Nuccia, vivendo nel mio cuore, e credo anche di tanti amici, sarà sempre presente.


 " Per due anni, dal 1969 al 1971, la durata del fidanzamento, ho fatto il pendolare tra Bagnara e Vibo Valentia e ogni volta che tornavo a casa  aspettavo con ansia  il sabato per poter ripartire Una sera, affacciato  al  balcone, guardavo il cielo stellato e pensavo al mio futuro con Nuccia, la bambina dai capelli d'oro che 13/14 anni prima tenevo in braccio. E pensavo: Se una fata  mi avessi detto allora: " Questa bambina un giorno sarà tua moglie"  non l'avrei mai e poi mai creduta. Invece il destino ha voluto che proprio lei  diventasse la mia dolce metà, la mia adorata sposa; che  fosse lei la madre dei miei figli; che fosse lei la persona più cara della mia vita.  Una sera che mi sentivo triste ho scritto questa poesia:

                                         Dolce sogno
Come candido giglio                                          Ma ecco che con l'alba
In mezzo ai fiori s'erge,                                     Svanisce il dolce sogno,
Ed un profum soave                                          E come per incanto
nell'aria spande,                                                Dilegua la tua vision,
Mentre intorno vaga                                          Lasciandomi il ricordo
Un cinguettio d'uccelli                                        Degli occhi tuoi lucenti
Ad annunciar della stagion novella                    Il suon della tua voce
Il dolce ingresso,                                                La gioia di brevi istanti.

Così m'appare in sogno                                    Oh! Sogno ingannatore
L'angelico tuo volto,                                          Che vieni e te ne vai!
Ad allietar l'alma mia                                         Tu sei l'unico e il solo
Sola e triste senza Te.                                       A far felice il cuor.

 Intanto  Nuccia, crescendo, diventava  sempre più bella e a 19 anni era una donna nel vero senso della parola. Io il 3 ottobre 1971 avrei compiuto 32 anni, una età matura in grado di formare una famiglia per cui d'accordo con lei, nell'estate del 1971 esprimo ai suoi genitori la volontà di sposarmi e loro, dopo un momento di titubanza, accettano. Nei giorni successivi ci presentiamo all'Ufficio Stato Civile del Comune di Vibo Valentia e sottoscriviamo la promessa di matrimonio, dopo l'autorizzazione del padre, richiesta dalla legge per le minorenni ( la maggiore età, allora era a 21 anni ). Espletate le formalità e ritornando a casa, incominciamo a pensare ai preparativi per il matrimonio concordato per il 26. 09. 1971.
 La prassi vuole che il matrimonio venga celebrato nella città della sposa, ma il 20 marzo 1971 mio fratello Totò ha scelto una chiesa di Lamezia Terme per coronare il suo sogno d'amore e poiché è piaciuta anche a noi, abbiamo deciso di celebrare le nostre nozze proprio in quella chiesa e il 26 settembre dello stesso anno anche io e Nuccia abbiamo pronunciato il fatidico SI nella Chiesa Parrocchiale di Lamezia Terme..
Quel giorno, ricordo, invece di aspettare la sposa davanti alla chiesa con i fiori in mano, insieme ad alcuni amici, venuti da Bagnara, siamo andati nella canonica dove c’era un tavolo di ping-pong, mi sono tolto la giacca con il fiore all’occhiello e mi sono messo a giocare pregando uno di loro di informarmi quando spuntava la macchina della sposa. Per qualche mezzora  ho giocato e non appena mi è arrivato il segnale che la sposa era nelle vicinanze, mi rimetto la giacca in fretta, di corsa mi presento davanti al portone della chiesa con i fiori che precedentemente avevo dato a mia mamma. Durante la messa sentivo il sudore che scendeva nella schiena e quando ho dovuto leggere la formula di rito, oltre all’emozione c’era anche un po’ di affaticamento, ma alla fine tutto si è svolto nel migliore dei modi ".

Questo brano, come ho detto prima , è riportato nel libro " Amore senza fine "scritto da me nel 2014 e dato in dono a parenti ed amici, come ricordo di una persona speciale che ha sacrificato se stessa solo per amore:
Nuccia De Luca

                              (un ricordo per gli altri, presenza viva per me)

Nessun commento:

Posta un commento