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venerdì 9 dicembre 2016

Anche in Italia trionfa il Tramp.....ismo

Risultati immagini per parlamento italiano

Eppure sembrava negli ultimi giorni di campagna elettorale che il SI avrebbe prevalso, stando alle previsioni della vigilia, ma, invece, anche in Italia i nostri opinionisti hanno fatto cilecca; ha vinto il NO.Il popolo ha votato;ora tocca al Presidente della Repubblica riordinare le pedine di una scacchiera non facile.ci sarà un governo provvisorio per l'ordinaria amministrazione e per avviare le procedure per una nuova legge elettorale per poi indire le elezioni politiche,dalle quali nascerà il governo legittimo dello Stato Italiano.Questi i passaggi necessari per arrivare ad avere un vero Governo del Paese.Nel referendum ha vinto il NO e nessun cataclisma si è scatenato per cui adesso è necessario rimboccarci le maniche e lavorare per il bene del Paese. 

giovedì 1 dicembre 2016

Confusione su confusione nella politica italiana

Risultati immagini per parlamento italianon questi ultimi tempi si nota un certo distacco della gente che vota dalla politica in senso generale e in particolare dai partiti che non riescono più a coinvolgere i propri iscritti e simpatizzanti in un progetto serio e produttivo per la Nazione. A parte le vicende di questi ultimissimi giorni che hanno creato disorientamento e confusione anche in chi fino a ieri era convinto di stare nella formazione giusta, il fatto che un governo legittimamente eletto dal popolo, con una maggioranza parlamentare straripante, non possa completare la legislatura per realizzare quanto è stato promesso durante la campagna elettorale, è incomprensibile dalla gran parte degli Italiani. Certe manovre di “palazzo” evidentemente riescono a mescolare le carte e le situazioni in modo tale da mettere in discussione un principio sacrosanto della nostra Carta Costituzionale che è quello di affidare al popolo il potere di decidere da chi, tra le forze in competizione, vuole essere governato; secondo la nostra Costituzione infatti la volontà del popolo, è prioritaria rispetto a ogni altra forma di scelta nella formazione di un governo. Questo è certamente un principio costituzionale tra i più intellegibili per cui la gente non si spiega perché gli ”addetti ai lavori“, non lo mettono in pratica. Nei dibattiti televisivi molto spesso si assiste a delle vere e proprie pantomine; nessuno dei partecipanti, quale rappresentante del popolo, riconosce le proprie colpe se le cose non vanno per il verso giusto, ma scarica su questo o su quello la responsabilità della mancata realizzazione di un programma che, guarda caso, in Parlamento ha avuto la fiducia. Come può la gente comune capire perché l’Italia segna il passo dal punto di vista economico, culturale, industriale, ecc. rispetto a molti altri Paesi Europei? Perché, si domanda, se c’è un Governo, se c’è un programma condiviso, se ci sono le condizioni organizzative efficienti, l’Italia non decolla? La risposta, secondo me, è molto semplice: è la Politica italiana nel suo insieme che fa acqua da tutte le parti: l’interesse privato prevale sull’interesse pubblico; il malcostume il più delle volte prevale sull’onestà; il clientelismo sulla meritocrazia e, non ultimo, il tornaconto personale sul bene comune. A questo punto, “sic stantibus rebus”, si impone una svolta: rinnovare la classe dirigente nazionale mediante nuove elezioni, per dare al popolo sovrano (come stabilisce la Costituzione) la possibilità di darsi un nuovo governo per far ripartire la “macchina oggi in panne” in modo tale da essere competitiva con il resto del mondo e determinata nel riappropriarsi del posto che merita nella grande famiglia dell’Europa Unita. Questa mi sembra una possibile soluzione. Ma vorrei ricordare ai miei lettori e a me stesso che l’Italia è una Repubblica Parlamentare per cui prima di parlare di elezioni anticipate rispetto alla scadenza naturale della Legislatura, il Capo dello Stato ha il compito costituzionale di verificare se in Parlamento esiste di fatto una maggioranza in grado di governare e in caso negativo consultare le varie delegazioni dei partiti per trovare una soluzione “tampone” (fino cioè alla scadenza della legislatura) per non lasciare il Paese senza un governo attivo. Espletate tutte le formalità del caso, il Presidente decide in prima persona e in piena libertà, se affidare l’ incarico a una Personalità “ super partes” per formare un governo o se sciogliere le Camere e indire nuove elezioni. Naturalmente il Capo dello Stato, valutata la situazione politica in tutti i suoi aspetti, terrà conto della volontà del popolo nel senso che non consentirà il cosiddetto “ribaltone” cioè un governo formato dai partiti che hanno perso le elezioni, ma cercherà una soluzione che possa essere condivisa dalla maggioranza degli interpellati. In questi giorni si sente parlare di governo tecnico o di responsabilità nazionale per affrontare i gravi problemi sul tappeto che l’attuale maggioranza (?) non riesce a risolvere. Si sente anche parlare di varare una nuova legge elettorale, ritenuta la vigente non idonea perché non dà ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti; insomma ci sono correnti di pensiero divergenti: c’è chi vuole le elezioni subito e chi vuole cambiare prima la legge elettorale e poi andare alle urne. Per sbrogliare questa complessa “matassa”, la Costituzione chiama il Presidente della Repubblica, il quale, come ho detto prima, ha un compito non facile. Quale delle due correnti merita di essere presa in considerazione? Quale sarà la decisione del Capo dello Stato? Ci saranno elezioni anticipate o l’attuale governo riuscirà a portare a termine la legislatura? Sono interrogativi all’ordine del giorno nei vari dibattiti, tavole rotonde, trasmissioni televisive e riunioni di partito che non trovano risposta. Nonostante i clamorosi successi nei confronti della malavita organizzata come la ‘ndrangheta, la camorra, la mafia, ecc. ecc. i cui patrimoni illegali sono stati decimati e confiscati e i cui capi e affiliatisono stati stanati dai loro rifugi segreti ed arrestati con piena soddisfazione della Nazione tutta, l’Italia segna il “passo” nei settori produttivi, nel controllo del debito pubblico, nella salvaguardia del patrimonio artistico - culturale, nella lotta alla disoccupazione giovanile, nel rilancio della nostra economia. Ecco perché è assolutamente necessario uscire da questo “pantano politico” al più presto possibile per non trovarci nella condizione della Grecia, Portogallo, Spagna ed Irlanda. Noi Italiani negli ultimi quaranta anni abbiamo conosciuto momenti brutti, ma con l’impegno di tutti abbiamo sempre superato le difficoltà, nella consapevolezza che di fronte al pericolo sappiamo essere coesi e solidali e sappiamo, con senso di responsabilità, mettere da parte le divergenze politiche pur di uscire indenni, più forti e determinati. Ebbene, la politica italiana oggi, si trova in uno dei momenti brutti che dobbiamo superare tutti insieme.

venerdì 18 novembre 2016

Aspettando il 4 dicembre

Il 4 dicembre 2016 il popolo italiano è chiamato alle urne per confermare o respingere, attraverso il referendum, la riforma della Costituzione della Repubblica Italiana che modifica 47 articoli del Titolo V°, riforma elaborata dal Governo Renzi che porta il nome della Ministra Maria Elena Boschi. In questi giorni si stanno intensificando gli sforzi per convincere l'elettorato a votare SI o NO; il comitato del SI sostiene che questa riforma, attesa da trenta anni, elimina il ping pong tra Camera e Senato nell'approvazione delle leggi; riduce il numero dei parlamentari; riduce le spese della politica; rende lo Stato più moderno ed efficiente; sopprime il CNEL e sostituisce il vecchio Senato con un senato delle autonomie territoriali formato da 100 senatori nominati tra i sindaci e i consiglieri regionali. Votando SI l'elettore conferma queste modifiche. Il comitato del NO contesta punto per punto le argomentazioni sopraesposte e cioè: il ping pong tra Camera e il nuovo Senato non viene eliminato ma al contrario crea confusione e rallentamenti; la riduzione delle spese per la riduzione dei senatori da 315 a 100 è di appena 50 milioni (forse) e non 500 milioni come sostiene il comitato del SI; non è vero che lo Stato diventa più moderno ed efficiente, ma farà un passo indietro perché gli articoli modificati creeranno confusione ed caos nell'Amministrazione statale; la formazione del nuovo Senato priva l'elettore del diritto di scegliersi direttamente i propri rappresentanti, perché i nuovi senatori, nominati dai partiti, saranno il risultato di compromessi ed accordi tra i segretari dei partiti. E poi secondo il comitato del NO questa riforma è scritta male ed è incomprensibile in molti articoli riformati. L'elettore votando NO accetta queste contestazioni e respinge la riforma costituzionale. Io, avendo deciso di non andare a votare, non mi esprimo né sul SI né sul NO. Mi auguro che il popolo italiano faccia la scelta giusta e che dal 5 dicembre 2016 l'Italia possa riprendere il suo percorso di sviluppo e collaborazione con i Paesi dell'EU per un futuro sereno per le generazioni che verranno.  

lunedì 31 ottobre 2016

Andiamo a trovare i nostri cari defunti.

Fra qualche giorno e precisamente il 2 novembre  la Chiesa celebrerà la commemorazione dei defunti;una ricorrenza del tutto speciale perché sarà il giorno dedicato ai nostri cari defunti.
Ognuno di noi porterà un fiore sulla tomba del proprio congiunto, parente o soltanto amico, come segno di affetto e nello stesso tempo reciterà una preghiera di suffragio nella speranza che il Signore lo abbia accolto nella sua Casa per partecipare al grande banchetto allestito per le anime elette nello splendore del Paradiso.
 E' un giorno speciale, dicevo, ma è anche il giorno della meditazione e della preghiera, del raccoglimento e della misericordia perché il due novembre di ogni anno, andando al cimitero, ci troveremo a diretto contatto con le persone che abbiamo amato o che abbiamo conosciuto, apprezzato e voluto bene per cui nel momento in cui accarezziamo la sua fotografia sulla lapide, sentiamo dentro di noi un brivido di commozione come se in quel momento stessimo veramente accarezzando il suo volto; è una emozione così grande che i nostri occhi si inumidiscono e il nostro cuore accelera si suoi battiti per farci assaporare, nella tristezza, la gioia di sentirla vicino.  
E' quello che accade a me ogni volta che sfioro con le mani la fotografia di colei che è stata (e continua ad essere) la persona più cara della mia vita. Portiamo un fiore ai nostri cari morti! Riposino in pace!

mercoledì 14 settembre 2016

Pausa forzata....

Cari amici, pensavo di incominciare bene la ripresa delle pubblicazioni sul mio blog.
 Purtroppo le mie condizioni di salute non ancora perfettamente in linea con la normalità, non mi consentono di continuare (almeno per un periodo spero breve!). Non appena ritornerò in forma riprenderò a scrivere.
Un abbraccio a tutti !!!

giovedì 1 settembre 2016

Oggi 1° settembre 2016: Chi ben comincia è a metà dell'opera...


Oggi 1° settembre 2016, come promesso, riprendono le pubblicazioni su questo mio blog, dopo una lunga vacanza trascorsa nell'incantevole città delle sirene: Bagnara Calabra. E' stata una vacanza all'insegna del relax assoluto in un angolo di spiaggia molto bello dove ho potuto veramente assaporare la bellezza del mare e la visione di spettacoli della Natura difficilmente visibili in altre località della pur bella Italia. La rocca di Scilla a sinistra, le isole Eolie difronte e il promontorio del S.Elia a destra, davano la sensazione di essere al centro di un palcoscenico, protagonista di uno spettacolo stupendo, i cui personaggi: i bagnanti, le barche, i vaporetti e i pedalò si intrecciavano nelle limpide e tranquille acque, in un armonica danza, accompagnata dal fruscio delle onde che a ritmi costanti lambivano i grossi ciottoli della battigia.  Ditemi voi se questa non è vacanza!
Ma riprendiamo l'attività..
Il post che vi propongo oggi è un brano tratto dal libro "Amore senza fine", un libro che pochi amici hanno avuto in dono e che spero un giorno di poterlo offrire ad un pubblico più vasto.
L'episodio che segue si riferisce all'amore cristiano con il quale Nuccia ha assistito i miei fratelli diversamente abili, che vivevano con noi.

"La sua è stata una vera missione cristiana e di fede consapevole dei sacrifici e delle privazioni a cui sarebbe andata  incontro accettando di vivere accanto a me. Chi mai si sarebbe accollato un simile peso, pur amando l’uomo della sua vita?  Nessuna, ne sono certo! Lei sì, perché sentiva dentro di sé di poter dare al suo prossimo tutto l’amore  di cui il Buon Dio  l’aveva dotata e questo amore lo ha elargito a piene mani in maniera disinteressata e sincera nella consapevolezza che il suo operare su questa terra sarebbe stato gradito al Padre Celeste, concedendole un giorno di sedere nella Sua Mensa, accanto agli angeli e ai santi del Paradiso. Suora Lorenza che ogni domenica veniva a casa per portare la comunione, vedendo come erano trattati e con quanto amore assistiti,un giorno prima  di  congedarsi, si  rivolge  a  Nuccia  e  le  dice :
-” Signora, questi vi apriranno le porte del Paradiso ”
 e rivolgendosi verso i fratelli:
-” Il Signore ha messo al vostro fianco un angelo; ringraziate Dio per il dono che vi ha fatto”

Ho voluto iniziare con questo episodio della vita di Nuccia perché  sono convinto che come lo è stato per i miei fratelli, sarà Lei l'Angelo che, al termine del mio pellegrinaggio terreno, aprirà le porte del Paradiso per accompagnarmi nella Casa del Signore. dove ritorneremo a vivere insieme, trasfigurati,  per l'eternità. "Chi ben comincia........si dice.......promette bene,aggiungo io!"

lunedì 18 luglio 2016

Viva l'Estate !!!


Amici carissimi, 
anche per me è giunto il momento di andare in vacanza. Questo mio blog resterà chiuso fino al 31 agosto p.v. e riaprirà i battenti il 1° settembre 2016.
 A questo punto non mi resta che augurare a tutti voi buone ferie con l'auspicio di ritrovarci a settembre belli e riposati. Ciao a tutti!

martedì 28 giugno 2016

28 giugno 2011

La data del 28 giugno 2011 ha cambiato radicalmente la mia vita.E' una data che resterà indelebile nella mia mente e nel mio cuore perché quel giorno, inaspettatamente, la mia dolce Nuccia è entrata a far parte degli inquilini della Casa del Signore per partecipare al banchetto celeste insieme agli angeli e ai santi del Paradiso. Ma chi mi ha dato la forza per superare un simile trauma? Quel giorno sembrava che tutto fosse finito; che la vita non avrebbe avuto più senso per essere vissuta; che il mondo di colpo si fosse oscurato e che Dio mi avesse abbandonato. Tale e tanto era lo sconforto e il dolore che anche la mente e il cuore si rifiutavano di accettare con cristiana rassegnazione. Eppure sono trascorsi 5 anni ed io, nonostante tutto, oggi sono sereno e in un certo senso felice di sapere, per mezzo della fede, che la vita della  mia dolce Nuccia non è finita nel buio di una tomba, ma trasformata, continua a vivere al cospetto di Dio Padre nella gloria del Cielo.

giovedì 16 giugno 2016

Tanti Auguri Nuccia!



Oggi 16 giugno 2016, Nuccia De Luca, avrebbe compiuto 64 anni se il 28 giugno 2011 non fosse ritornata nella Casa del Padre, chiamata per ricevere il premio spettante alle anime pie che nel corso della loro vita su questa terra si sono nutrite della fede e della dottrina di Gesù Cristo. Lei, che sin da piccola e per dieci anni, dal 1955 al 1965, ha vestito i panni di un angelo nella funzione religiosa " A ffruntata" della domenica di Pasqua, ha certamente potuto offrire al giudizio di Dio Padre la purezza e il candore della sua anima, preservati intatti di fronte alle fragilità della natura umana e alle difficoltà della vita di tutti i giorni.
Oggi in Paradiso è un vero angelo, che insieme ai suoi simili e alla  Vergine Maria canta le lodi del Signore.
Con questa certezza nel cuore, oggi, offro a Te questa rosa  affidando al Cielo l'eco del mio canto :"Tanti auguri a Te,tanti auguri a Te,tanti auguri  Nuccia, tanti auguri a Te"."Buon Compleanno, Angelo mio!  

martedì 7 giugno 2016

Una regola caduta in disuso.

  "In una società in cui la politica vuole” governare senza rappresentare” torna d'attualità il pensiero di don Luigi Sturzo,
fondatore  del  partito  popolare  e  della  dottrina  politica d'ispirazione cristiana. 
Egli sosteneva di essere un sacerdote, non un politico, e il suo impegno nella politica era quello di contribuire a cristianizzare la politica del suo tempo. Mons. Luigi Giuliani a Caltagirone il 26 nov. 2009, a 50 anni dalla morte, in un convegno internazionale, ha ricordato la figura di don Sturzo, riproponendo la grandezza della figura del prete, fondatore del Partito Popolare ed esule antifascista, nonché autore di un numero sterminato di opere di politica, di morale, di teologia, di storia, di un personaggio che ha tanto influito sulla storia d'Italia. Don Sturzo ha avuto un ruolo centrale nell'intuizione dei valori da mettere alla base della politica, insegnandoci un sentiero di testimonianza della fede fino ad allora ignorato.”Egli è stato testimone della vocazione nella politica; una vocazione difficile, ma necessaria: quella di portare un afflato di spiritualità in un mondo soggetto a tentazioni mondane,senza rinunciare mai alla laicità della politica” lo ha affermato il cardinale Angelo Comastri.
 Il merito più grande di don Sturzo fu quello di aver messo in campo l'attualità del pensiero popolare e d'ispirazione cristiana ed oggi si torna a parlare della sua teoria politica, culminata nella fondazione del partito popolare: un partito non dei cattolici, ma di cattolici, che ha consentito di portare sulla scena politica italiana del tempo ideali, valori e proposte fino allora tenute fuori. Per Tajani, vicepresidente della Commissione Europea, don Sturzo fu profeta e precursore dell'economia sociale di mercato, una terza via “ tra il liberalismo sfrenato ed egoista” e “il soffocante collettivismo marxista”. 
Di fronte alla crisi della politica che vuole “governare senza rappresentare” i discepoli di don Sturzo oggi rilanciano la proposta politica ispirata alla dottrina sociale della Chiesa e ai principi del popolarismo sturziano; in altri termini si tratta di dare alla politica in crisi di valori, obiettivi chiari che mirino a riportare nella società la giustizia, la solidarietà, l'attenzione alle famiglie, ai deboli, ai poveri, ai discriminati, a coloro che vivono in condizioni di disagio, a quelli che credono ancora nelle regole e nel patto sociale. Anche Papa Benedetto XVI ha rilevato che il messaggio lasciato da don Sturzo ha ancora tantissimo da dire ai cattolici impegnati in politica e lo indica come modello integerrimo, competente e appassionato servizio al bene comune per tutti i cittadini. Sia ben chiaro: non si tratta di far scendere in politica la Chiesa bensì di dare alla politica – che ne è ormai vuota – principi che non siano strumentali a mantenere soltanto in vita un sistema economico, ma che uniscono i cittadini su degli obiettivi ben definiti, che sono quelli sopra indicati : famiglia, giustizia, solidarietà, ecc. 
Oggi questi termini si sentono ripetere solo in prossimità di consultazioni elettorali, poi più nulla o almeno molto poco rispetto alle aspettative della gente, che in questi ultimi anni ha perso la fiducia nei confronti dei partiti e della politica in generale, non sentendosi tutelata nei propri diritti. Ecco perché la Chiesa ha il dovere morale di richiamare i nostri governanti e in modo particolari quelli cattolici ad una maggiore attenzione verso la stragrande maggioranza dei cittadini che vive in una condizione di disagio non solo economico, ma anche morale. 
I “valori” a cui si riferiva Don Luigi Sturzo possono essere recuperati se c'è la volontà politica di andare incontro alle effettive esigenze dei cittadini attraverso interventi legislativi mirati ed interventi economici a favore delle categorie più deboli e bisognose. Il grado di civiltà di una nazione si misura anche dal livello socio-economico-culturale della sua gente e l'Italia da questo punto di vista non è la prima della classe: ma lo potrebbe diventare a condizione che i nostri politici  mettano da parte l'interesse personale ed operano nell'interesse esclusivo della Nazione.
SERVIRE E NON SERVIRSI: questa la regola che dovrebbe tornare ad essere il segno distintivo dei nostri politici,se vogliamo tornare ad essere i primi della classe in termini culturali, economici e sociali.

mercoledì 1 giugno 2016

Ricordare il passato fa bene al cuore.


Negli anni '50/60  non esistevano le distrazioni di oggi (circoli ricreativi, discoteche, sale da gioco, macchinette "mangia-soldi", ecc. ecc.) per cui la gioventù di allora frequentava assiduamente l'Azione Cattolica, la cui sede era ubicata in via Pietraliscia, che tutti noi chiamavamo " 'a baracca"
Qui si passava il tempo libero e tra una riunione e l'altra, tenute da educatori preparati con l'assistenza spirituale di Don Domenico Cassone e dei suoi  collaboratori  Don  Lico  e  Don Rossetti, la vita scorreva serena, piacevole, in piena armonia tra di noi, nell'osservanza dei principi di fraternità e solidarietà e nel rispetto dei valori fondamentali del vivere civile quali la correttezza, l'onestà, la comprensione  e l'amore verso il prossimo: principi e valori recepiti ed assimilati da ognuno di noi nel corso di molti anni di partecipazione attiva alla vita parrocchiale. I giovani di allora dai 14 ai 26 anni eravamo felici, pur non disponendo di grosse risorse economiche, perché cresciuti in un ambiente sereno e ricco di sani principi che hanno formato il nostro carattere e costituito la struttura portante della nostra vita futura di uomini liberi e responsabili all'interno di una società civile che ha conosciuto nel corso dei decenni alti e bassi in termini economici, etici e sociali. Ricordo che,tornati da scuola, nel primo pomeriggio ci si ritrovava nella baracca a giocare a ping-pong, a carte o al biliardino calcio-balilla mentre altri si cimentavano in discussioni sulle partite di calcio che la domenica avevano seguito alla radio commentate da quel grande giornalista sportivo quale era Nicolò Carosio; altri ancora in una saletta preparavano il giornale "Vita Giovanile" selezionando i vari articoli scritti da noi stessi da stampare con un ciclostile a manovella e pubblicare la domenica successiva; c'era chi preferiva leggere un libro e chi si portava i libri di scuola per ripassare la lezione del giorno dopo. Il venerdì sera tutti alla riunione generale che teneva il Presidente Ciccio Gioffrè con accanto Don Cassone, durante la quale si commentava un brano del Vangelo e poi si discuteva sulle attività ricreativa del Sodalizio. La domenica mattina tutti alla Messa sociale e subito dopo alcuni di noi (i catechisti) riunivano gruppi di bambini in vari punti della Chiesa per impartire loro lezioni di catechismo. Per me quello è stato il periodo più bello della mia giovinezza e ogni volta che ci ripenso, provo tanta nostalgia.

N.B. Questo articolo  pubblicato per la prima volta nel novembre 2011, viene oggi riproposto per offrire agli ultra settantenni di oggi un "sorso" di vera vita giovanile e dare loro la possibilità di raccontare ai propri nipoti  episodi e ricordi della loro infanzia.

mercoledì 25 maggio 2016

Quanti ricordi!!!



Nella foto a fianco è riprodotta la grande vasca della Villa Comunale di Piazza del Popolo di Bagnara Calabra. Intorno a questa vasca noi settantenni del Rione Arangiara abbiamo trascorso la nostra infanzia e parte della nostra giovinezza.La Villa Comunale era il nostro regno; qui passavamo le nostre giornate a giocare con la palla  di  gomma;  qui giocavamo " cu palorgiu " (trottola) oppure  "o surici"(topo); qui ci si nascondeva sopra gli alberi e qui abbiamo assaporato le prime emozioni amorose.
 Quanti ricordi! Che nostalgia! Si potesse tornare indietro......! Negli anni settanta con l'Amministrazione  del gen. Candeloro De Leo, la villa comunale fu recintata ed abbellita con piante e fiori da sembrare un giardino dai colori variopinti; all'interno c'era un chioschetto di bibite, gestito dal Sig. Carmelo Caia, il quale aveva anche l'incarico di curare le piante, innaffiare il prato e custodire quello che all'epoca veniva chiamato "il polmone di Bagnara" perché era una delle poche zone verdi dell'intero territorio comunale. Precedentemente negli anni '50/'60 in questo luogo venivano fatti concerti di musica classica ed operistica dalla banda musicale cittadina del M° Francesco Alati e in tempi più recenti incontri letterari organizzati dal Circolo Unione, su iniziativa del suo Presidente Franz Scordo con il patrocinio dell'Amministrazione Comunale. Insomma la Villa Comunale è stata e continua ad essere un punto di riferimento per fare amicizia, per iniziative culturali  e ultimamente per far giocare i bambini, avendo creato, per iniziativa di alcune associazioni locali, un Parco Giochi attrezzato, molto frequentato anche da bambini provenienti da altre zone del paese.
Purtroppo la crisi economica nazionale ha toccato anche la nostra città e di conseguenza anche la Villa Comunale. Alcuni mesi fa, nell'attesa di entrare in chiesa per ascoltare la S.Messa, ho fatto un giro all'interno della villa e con grande mia sorpresa ho notato che la grande vasca era piena di acqua sporca che defluiva dai bordi in quanto gli scarichi era otturati dal fogliame e da altri corpi estranei. Ho notato un certo degrado anche nella manutenzione generale dell'antico "polmone" che a mio parere rischia di ammalarsi se non si interviene tempestivamente. E proprio perché ha rappresentato e rappresenta ancora un pezzo di storia della nostra comunità, vorrei rivolgere una preghiera alla Triade che attualmente governa la nostra città.: "Sigg. Commissari, per favore, trovate in qualche modo i fondi per la manutenzione e cura della Villa Comunale; date disposizioni agli operai di mantenere pulita ed ordinata l'unica zona del paese in cui è possibile trascorrere momenti di serenità e relax per noi ormai "anziani" e di gioco e divertimento per i nostri nipotini; riportate la Villa Comunale ad essere "un giardino fiorito"; non permettete che venga  insudiciata e rovinata dall'incuria e dalla negligenza per pochi spiccioli; lasciate un segno del vostro operato e sono certo che anche per Voi sarà motivo di soddisfazione aver riportato la Villa Comunale al suo antico splendore. I Cittadini del rione Arangiara e della città tutta Vi saranno grati. Grazie!" 

giovedì 12 maggio 2016

Silenzio forzato

Una circostanza imprevista ed imprevedibile riguardante la mia salute, mi ha costretto ad un silenzio forzato nei contatti con i miei lettori ed amici FB. Sembrava una cosa semplice,ma poi si è rivelata molto grave per cui è stato necessario ricorrere all'intervento chirurgico che grazie a Dio ha dato risultati soddisfacenti. Oggi mi trovo a casa di mio figlio Francesco a Gravina di Catania per una degenza post-operatoria che si prevede molto lunga; il mio fisico dimagrito di almeno 20 kg, deve recuperare le forze per poter riprendere le condizioni psico-fisiche necessarie per rientrare a casa a Bagnara e continuare la vita di prima ( con qualche variante, ovviamente!).Spero di farcela!!!

domenica 17 aprile 2016

Vacanze forzate

E' da più di un mese che mi trovo a Catania. Inizialmente ero venuto a trascorrere le vacanze pasquali con mio figlio Francesco per non essere solo a Bagnara nella festività della Santa Pasqua, ma poi, ironia della sorte, a causa di alcuni valori alti ed anomali riscontrati nelle analisi del sangue, mi hanno consigliato di andare al Pronto Soccorso. Dopo due giorni mi hanno trasferito alla clinica Di Stefano Velona, dove con flebo e medicine varie i medici hanno fatto rientrare nella norma i valori "vagabondi". Nell'accertamento della causa di questa anomalia, però, è venuto fuori, attraverso una ecografia prima e una tac dopo, che i canali biliari rischiano di venire otturati da un qualcosa che deve essere rimossa mediante intervento chirurgico, per cui mi hanno trasferito all'Ospedale Garibaldi, dove attualmente mi trovo. Di questo intervento  ancora non è stato deciso il giorno: ecco perché "le vacanze" che dovevano durare una settimana sono diventate per forza maggiore molto più lunghe. Nondimeno, io sono tranquillo e sono deciso ad affrontare la prova per evitare conseguenze ancora più gravi in futuro.Mi auguro che tutto vada bene ed essendo un credente, mi affido prima alla volontà di Dio e poi alla bravura dei medici catanesi.

sabato 2 aprile 2016

Ritorno alla normalità

Dopo i riti religiosi pasquali, le grandi abbuffate e gite fuori porta della pasquetta, il rientro ordinato con pochi incidenti mortali sulle strade italiane e l'entrata in vigore dell'ora legale, tutto è tornato alla normalità: i lavoratori al lavoro, gli impiegati in ufficio, gli studenti a scuola, i pensionati nei soliti circoli ricreativi a giocare a carte o a bocce e i disoccupati,ahimè, a tirare la carretta nella speranza di trovare un lavoro anche saltuario per sopravvivere.Questa sequenza di avvenimenti si ripete ogni anno e nessuno potrà mai modificare o cambiare i ritmi del tempo: ieri era così, oggi è così e domani sarà così. L'unica cosa che l'Uomo può fare è di cercare di migliorare le condizioni di vita attraverso gli strumenti tecnologici sempre più sofisticati che la scienza mette a sua disposizione e se guardiamo ai successi degli ultimi venti anni possiamo sperare in un futuro migliore per i nostri figli e per i figli dei nostri figli.

sabato 26 marzo 2016

Pasqua 2016

Prima  di  leggere  questo post, pubblicato l'anno scorso,guardate attentamente gli occhi del Cristo Risorto  e  immaginate di trovarvi di fronte a Lui.Dentro  di  voi sentirete la sua voce suadente che dice:" Io sono la Via, la Verità e la Vita! Seguimi ........."

"Per noi cristiani la Pasqua è rinnovamento,  rinascita,  resurrezione, vita nuova. Gesù patì e morì come Uomo per amore verso l'Umanità intera, adempiendo così la sua missione sulla terra secondo la volontà di Dio Padre.Ma come Figlio di Dio non poteva abbandonare i suoi fratelli, i suoi fedeli seguaci, i suoi Apostoli, verso i quali aveva più volte e in più occasioni dato testimonianza di vero amore, accollando su di Sé il peso dei loro peccati. E quindi il terzo giorno lascia il sepolcro e risorge secondo le Scritture mostrandosi di nuovo in carne ed ossa  a quanti avevano creduto in Lui, ai quali consegna un nuovo comandamento che racchiude in sé il vero significato della pasqua di resurrezione: "Amatevi gli uni gli altri, come Io ho amato voi". Perché Gesù usa la parola "Amatevi" e non vogliatevi bene oppure rispettatevi o siate amici sinceri? Ha usato la parola "amatevi" perché l'Amore di Dio è talmente grande che comprende ogni altro sentimento che nasce dal cuore dell'uomo; è talmente grande che sacrifica fino alla morte e alla morte di croce il Suo Unico Figlio per redimere l'Umanità dai suoi peccati; è talmente grande che non conosce confini di tempo e di spazio per cui la  resurrezione di Cristo Gesù vuole essere l'ulteriore prova d'amore che Dio fa agli uomini di buona volontà per non lasciarli soli " Io sarò con Voi fino alla fine del mondo" dirà Gesù nel manifestarsi ai Discepoli, affranti e sperduti per la Sua morte; " Andate e diffondete  l'amore di Dio" e affida  a loro il nuovo comandamento affinché l'umanità intera possa beneficiare del grande dono di salvezza offerto gratuitamente, che se accettato, conduce inesorabilmente alla gloria eterna nello splendore del Paradiso. La nostra Pasqua è la capacità di amare i nostri simili con la stessa intensità con la quale il Cristo ha amato e continua ad amare noi. Avremo questa capacità? Il nostro cuore è pronto ad affrontare la prova decisiva della nostra fede? La Resurrezione del Cristo ha ravvivato in noi la speranza di sederci un giorno alla mensa del Signore per saziarci del suo infinito Amore? Guardando l'immagine del Cristo Risorto non possiamo che rispondere: " Si, Signore, sono pronto: Eccomi! "            

domenica 13 marzo 2016

Aspettando la Santa Pasqua 2016


Mancano pochi giorni alla festività della Santa Pasqua.La festa delle feste perché con la resurrezione del Cristo, dopo  la  passione  e  morte, la liturgia  ci  mostra come anche noi dopo tribolazioni, dolori,sofferenze,cadute a causa del peccato, possiamo risorgere, risollevarci e ritornare alla vita, se veramente pentiti,e riprendere la via indicata da Gesù per ritrovare la serenità e la pace dell'anima che ci renderà degni di partecipare alla mensa del Signore nel giorno in cui ci ritroveremo faccia a faccia con Lui nella gloria del Paradiso. La festività di Pasqua, anche dal punto di vista della tradizione popolare come "Affruntata"che si svolge a Bagnara, per noi cristiani rappresenta la vittoria della vita sulla morte, il che significa che seguendo la dottrina del Cristo,possiamo assaporare la gioia della nostra vittoria sul peccato, cancellato dalla misericordia di Dio, la sola medicina che ci viene elargita gratuitamente per la nostra liberazione da ogni male.  Prepariamoci, perciò, a questo incontro col Cristo Risorto invocando la Misericordia di Dio che ci aiuterà a festeggiare la pasqua con animo sereno con i nostri parenti ed amici più cari. 
                                      AUGURI  DI BUONA PASQUA A TUTTI !

martedì 1 marzo 2016

Potessimo ritornare indietro.......


Nel 2011 ho pubblicato il post "I nostri favolosi anni '50". Dopo cinque anni ho pensato di riproporlo per consentire agli amici ultrasettantenni di fare un tuffo nel nostro passato, che sono sicuro gradiranno se non altro per rivivere per pochi minuti un tempo felice della nostra gioventù. Spero di fare cosa gradita.
      




"Dal libro virtuale dei ricordi: In quel tempo (  anni '50-'60) frequentavo l'Azione Cattolica, la cui sede era ubicata in una grande baracca sulla via Pietraliscia di Bagnara Calabra, attrezzata anche per la proiezione di film cosiddetti "castigati" essendo un cinema parrocchiale, il cui gestore (l'Abate Salvatore Gioffrè) visionava le pellicole prima di essere proiettate per tagliare eventuali scene che potessero turbare gli spettatori, la maggior parte dei quali era iscritta all'Azione Cattolica. I film che riscuotevano maggior successo erano quelli a sfondo religioso come "Ben Hur", " I Dieci Comandamenti", "La Tunica", "Spartacus", ecc. ma di tanto in tanto venivano proiettati film come " I figli di nessuno", "La miniera", "L'Angelo bianco" i cui protagonisti Amedeo Nazzari e Ivone Sanson godevano di grande successo perché riuscivano con le loro storie a far piangere il pubblico presente. Noi, ragazzi di allora, durante la proiezione a volte davamo fastidio a chi seguiva il film con attenzione e per rimettere un pò d'ordine, ricordo, interveniva l'Abate, il quale al buio tirava scappellotti al primo che gli capitava per farci stare fermi. Tutti, chi prima chi dopo, abbiamo ricevuto uno scappellotto dall'Abate Gioffrè! E le persone, oggi settantenni, ricorderanno certamente con un pizzico di nostalgia quel periodo che, tutto sommato, è stato molto utile per la nostra crescita in termini di educazione, rispetto, onestà e senso del dovere in quanto forgiati in un ambiente sano sotto la guida di educatori esperti, preparati e molto comprensivi. Chi non ricorda le lezioni del venerdi sera del Presidente Ciccio Gioffrè?! O i ritiri spirituali del Canonico Antonino Gioffrè?! Oppure le partite a ping-pong di Santino Barbaro con Riccardo Saffioti, di Franz Scordo con Pepè Velardo, di Melo Stillitano, Ciccio Federico, Rocco Pirrotta, Achille Bonifacio, Natale Velardo, Marcello Scordo con il sottoscritto?! E la squadra di calcio " GIAC Boys"?! Le recite con la regia di don Ciccio Cardone prima e Giuseppe Frosina poi?! Le partite a carte, le gite fuori-porta fino alla Torre, chiamate Crest, la Messa sociale della domenica mattina, gli incontri con le altre Associazioni Cattoliche e tanti altri eventi che hanno lasciato il segno nella nostra vita. Quelli erano tempi in cui non si conosceva la violenza, la droga, la discoteca o la cattiveria del mondo moderno; si viveva in maniera semplice; ci si salutava con "Sia lodato Gesù Cristo" ogni volta che ci si incontrava; si giocava senza malizia e ci si innamorava con estrema riservatezza. Anche le ragazze, allora, erano tutte casa e chiesa per cui vivevano la loro vita in maniera semplice e onesta, senza cellulare e senza minigonna, concedendo al proprio ragazzo quanto bastava a tenere vivo il loro sentimento amoroso che il più delle volte si concretizzava con il matrimonio. Insomma per noi settantenni di oggi, quei tempi sono rimasti nella mente e nel cuore, per cui ritengo sia salutare ogni tanto tuffarci nel passato e ricordare i momenti felici della nostra adolescenza e prima giovinezza, che sono stati determinanti nella formazione della nostra personalità e del nostro carattere. Qualche volta ho raccontato ai miei figli episodi di quei tempi, ma loro mi hanno prestato attenzione solo per rispetto filiale non nascondendo qualche sorrisetto nel confrontare il mio racconto con il loro tempo. Ma è giusto così! Siamo nel 2011 e da allora il mondo intero è cambiato sotto ogni aspetto, nel bene e nel male, per cui ogni tanto rituffarci nel mondo di ieri, a noi fa bene al cuore e ci aiuta ad andare avanti."


sabato 20 febbraio 2016

L'orologio s'è fermato di nuovo.

Nel 2015, dopo una serie di articoli, ripresi anche da Costaviolaonline, così scrivevo:
"Evviva!L'orologio della torre civica, pardon del Palazzo Municipale di Bagnara Calabra, ha ripreso a scandire le ore in sintonia con il tempo reale dopo circa un anno e mezzo di letargo dovuto ad un semplice inghippo meccanico trascurato dai signori tecnici comunali. 
Dice un proverbio: E' bene quel che finisce bene e la missione "orologio civico", voluta e portata avanti da un folto gruppo di cittadini attraverso sollecitazioni, articoli di giornale e "gesti ammirevoli" come quello di essere disposti a contribuire alla spesa per la sua riparazione, si può considerata compiuta. Lo so Bagnara ha tanti problemi molto più importanti che ancora aspettano di essere risolti o quantomeno affrontati, ma i cittadini di Bagnara Calabra sono convinti che,risolvendo tanti piccoli problemi si riesca a trovare la soluzione anche per quelli grandi,per cui vedere di nuovo le lancette dell'orologio civico muoversi in sintonia con lo scorrere del tempo è un segnale che fa ben sperare. Ci auguriamo che l'Amministrazione Comunale nel suo complesso, tecnici compresi, tengano nel dovuto conto le aspettative e le esigenze dei cittadini, operando le scelte più opportune per risolvere i problemi del paese,dai più piccoli ai più grandi, con senso di responsabilità e la diligenza del buon padre di famiglia".   Da circa un mese ,ahimè,l'orologio della torre civica s'è fermato di nuovo e nessuno, dico nessuno dei tecnici comunali si è preso la briga di rimetterlo in funzione. Dobbiamo aspettare un altro anno per vedere le lancette muoversi di nuovo? Come ho già detto l'anno scorso il funzionamento dell'orologio del Municipio non è una cosa molto importante, ma è un segnale che fa ben sperare, cioè se vogliamo affrontare i grossi problemi, dobbiamo iniziare a risolvere quelli piccoli e l'orologio è uno di questi.

sabato 13 febbraio 2016

Festa di San Valentino 2016

A proposito di San Valentino,vorrei riproporre un mio post pubblicato due anni fa. Perché riproporlo?Perché a San Valentino si dicono sempre le stesse cose e per non ripetermi ho pensato di ripubblicare quello che ho già scritto due anni or sono. Leggetelo e poi ditemi se non è vero.

"San Valentino, si sa, è il giorno degli innamorati e come tale è un giorno speciale perché l'amore non conosce confini, né di spazio né di tempo; si può essere innamorati a 14 anni come a novanta; si può amare per un giorno, per un anno, per tutta la vita perché la sorgente di questo nobile sentimento è il cuore e come dice un detto popolare " ..al cuore non si comanda ...". Perciò il 14 febbraio lasciamo che sia il nostro cuore ad avere lo scettro del comando; che sia il nostro cuore a dominare i nostri pensieri e le nostre azioni sentimentali; che sia il nostro cuore ad alimentare quella luce che è dentro di noi e che ci spinge ad amare le persone care, vicine e lontane, gli amici sinceri e tutti coloro che ci vogliono bene. Così come vorremmo che Natale fosse tutto l'anno anche San Valentino dovrebbe continuare ad avere i suoi effetti per l'intero anno: la bontà del Natale e l'amore di San Valentino renderebbero la nostra vita molto più bella. Purtroppo non è così!  Come ho detto in un mio precedente post  "  finita la festa... gabbatu lu santu..." il 26 dicembre e il 15 febbraio ritorniamo ad essere egoisti, arroganti, presuntuosi e a volte cattivi: l'interesse personale riprende il sopravvento sui sentimenti e la parte migliore del nostro corpo, il cuore, viene accantonata fino al prossimo 25 dicembre e 14 febbraio.E' così! E' inutile nasconderci! Sono rari i casi in cui ciò non sia vero! La stragrande maggioranza di noi esseri umani da più peso alle cose materiali che a quelle sentimentali; curiamo più il corpo che lo spirito ed è per questo che la violenza, la guerra, le persecuzioni, la corruzione, la prostituzione e la corsa all'arricchimento personale illecito sono all'ordine del giorno e rappresentano la materia prima dei mezzi d'informazione, a livello mondiale.  Nel calendario ci dovrebbero essere più festività natalizie e più giornate di San Valentino per poter cambiare le cose! Nondimeno, volendo, possiamo considerare ogni giorno dell'anno un giorno speciale e comportarci come a Natale e a San Valentino. Che ne dite? Proviamoci......... "
 Questo l'ho scritto nel 2014.Nel 2016 è cambiato qualcosa?
Non mi pare..........le solite frasi..........i soliti regali...........le solite promesse............i soliti proponimenti......ecc. ecc.ma alla fine, dopo i baci, le carezze e i...regali, tutto torna come prima.Di San Valentino rimane solo il cuoricino di peluche sul comò o sul comodino.     

giovedì 4 febbraio 2016

Le origini del carnevale

Non tutti sanno che la parola carnevale deriva dal latino carnem levare ("eliminare la carne") poiché anticamente indicava il banchetto che si teneva l'ultimo giorno di carnevale (martedì grasso), subito prima del periodo di astinenza e digiuno
 della quaresima.
 Questo  periodo,essendo  collegato  con  la Pasqua, non ha ricorrenza annuale fissa ma variabile. In realtà la Pasqua cattolica può cadere dal 22 marzo al  25  aprile   intercorrono 46  giorni  tra  il  Mercoledì delle ceneri e Pasqua. Ne deriva che in anni non bisestili martedì grasso cade dal 3 febbraio al 9 marzo. Per questo motivo i principali eventi si concentrano in genere tra i mesi di febbraio e marzo.Per la Chiesa cattolica il tempo di carnevale è detto anche Tempo di settuagesima. Esso considera il carnevale (settuagesima) come un momento per riflettere e riconciliarsi con Dio
Si celebrano le Sante Quarantore, che si concludono, con qualche ora di anticipo, la sera dell'ultima domenica di carnevale. La Chiesa cattolica ha però, durante il corso della storia, condannato il carnevale in quanto contrario ai dettami di rigore imposto dall'istituzione stessa. Secondo antiche tradizioni il carnevale durava l'intero periodo invernale, dal giorno della commemorazione dei defunti sino al primo giorno di Quaresima.
 Benché presente nella tradizione cattolica, i caratteri della celebrazione del carnevale hanno origini in festività ben più antiche, come per esempio le dionisiache greche  o i saturnali romani. Durante le feste dionisiache e saturnali si realizzava un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell'ordine, allo scherzo e anche alla dissolutezza.
Da un punto di vista storico e religioso il carnevale rappresentò, dunque, un periodo di festa ma soprattutto di rinnovamento simbolico, durante il quale il caos sostituiva l'ordine costituito, che però una volta esaurito il periodo festivo, riemergeva nuovo o rinnovato e garantito per un ciclo valido fino all'inizio del carnevale seguente. Il ciclo preso in considerazione è, in pratica, quelli dell'anno solare.

lunedì 25 gennaio 2016

Un giorno diverso dagli altri

Il 27 gennaio di ogni anno è un giorno particolare perché a differenza degli altri giorni ci invita a riflettere sugli orrori della guerra, in senso lato, e in modo particolare sulle atrocità perpetrate dal Nazismo nella seconda guerra mondiale nei confronti del popolo ebreo.E' la Giornata della Memoria e per noi settantenni che in un certo senso abbiamo conosciuto, attraverso la testimonianza diretta di parenti ed amici rinchiusi nei campi di concentramento nazisti e sopravvissuti per miracolo, la violenza, la mostruosità e il disprezzo di un sistema totalitario nei confronti di esseri umani indifesi e innocenti per il solo scopo di voler dominare il mondo con la forza delle armi, acquista un significato particolare per cui è nostro dovere aprire gli occhi ai nostri figli e ai figli dei nostri figli sulle conseguenze disastrose per il genere umano di un eventuale rigurgito di un simile sistema politico sulla faccia della terra. 

Sono trascorsi moltissimi anni eppure ancora oggi in molti paesi extra europei  la violenza e le uccisioni di vittime innocenti continuano a riempire le cronache dei giornali e delle testate televisive di tutto il mondo, come se la memoria dell'uomo avesse cancellato la storia del suo recente passato.Ecco la necessità di ravvivare il ricordo della guerra e del male ad essa collegato per far capire alle nuove generazioni che la pace, la solidarietà, la fratellanza tra i popoli e il rispetto della persona umana sono valori inestimabili che consentono una convivenza civile, uno sviluppo economico e una crescita in termini di progresso intellettuale e tecnologico, capaci di aprire alla scienza nuovi orizzonti per un maggiore godimento delle risorse a disposizione e una migliore condizione di vita di tutti gli esseri viventi del nostro pianeta.
Per questi motivi il 27 gennaio di ogni anno viene dedicato al ricordo di tutto ciò che è negativo nella storia dell'uomo per evitare che gli stessi errori, che hanno causato danni incalcolabili nel genere umano, possano ripetersi e possano mettere a repentaglio la sua stessa sopravvivenza. La riflessione che ognuno di noi deve fare in questa giornata è che con la guerra non c'è speranza per il futuro mentre la pace, la solidarietà e la giustizia sociale sono le condizioni ideali per raggiungere importanti obiettivi, finalizzati allo sviluppo e al progresso di una società civile, libera e democratica senza più guerre, torture, morti, violenze, soprusi verso i più deboli ed indifesi, come donne e bambini, campi di concentramento, deportazioni  e sterminio di intere popolazioni di hitleriana memoria. Il riportare,oggi, alla mente queste nefandezze del passato per farle conoscere alle nuove generazioni, deve aiutarci a regalare loro un sorriso e spronarci ad operare in ogni settore con onestà, senso di responsabilità ed intelligenza per rendere sereno il loro futuro.

lunedì 4 gennaio 2016

Ho incontrato la Befana

C'é un detto popolare che dice:"L'Epifania, tutte le feste le porta via". Ebbene quando parliamo di epifania il nostro pensiero va ad una vecchia e brutta signora di nome Befana che ogni anno il 6 gennaio porta i doni ai bambini buoni e il carbone a quelli cattivi e mettiamo da parte il vero significato della festa dell'Epifania che dal punto di vista religioso é la festa della manifestazione agli uomini di buona volontà di Dio, fatto Uomo e i doni presentati dai Re Magi ( oro, incenso e mirra) rappresentano tre momenti della presenza di questo Dio in mezzo a noi: l'oro é il simbolo della regalità (Signore del Cielo e della Terra) l'incenso, il profumo dell'adorazione e la mirra, il segno che preannuncia la Passione, Morte e Resurrezione di Gesù, il Figlio Unigenito di Dio Padre mandato 2000 anni fa per ricucire un' alleanza tra Dio e l'Umanità che si era sgretolata nel corso dei secoli. 
Ma, come dicevo all'inizio, la festa dell'epifania l'associamo alla figura della Befana, che anche quest'anno ho incontrato poco prima che salisse sulla magica scopa per andare a distribuire i doni ai bambini.
" Signora Befana, mi scusi, posso farle due domande?"
" Prego, faccia pure!"
" Com' é andata quest'anno la distribuzione dei doni?"
"Non tanto bene,comunque meglio dell'anno scorso. Io avrei voluto accontentare tutti i bambini, secondo i loro desideri, ma purtroppo alcune famiglie neanche quest'anno mi hanno consentito di entrare nelle loro case, mentre altre mi hanno lasciato sul pianerottolo e solo pochissime mi hanno fatto accomodare in salotto."
" Perché questa diversità di comportamento delle famiglie italiane?
"Come Lei sa meglio di me, la situazione economica generale del Paese è un tantino migliorata rispetto all'anno scorso, anche se un signore continua a sostenere che la crisi è ormai alle spalle, mentre invece le famiglie soffrono  una condizione di disagio che non consente loro di soddisfare i desideri, legittimi, dei loro bambini per cui mi hanno sbarrato la porta.
 A quelle che mi hanno aperto la porta, ma lasciata sul pianerottolo, ho potuto donare una piccola calza con qualche dolcetto e niente più, mentre a quelle pochissime che mi hanno accolto in salotto ho dovuto consegnare un grosso pacco con dentro tutto ciò che i loro figli, privileggiati,  avevano richiesto. Come può vedere non sono entusiasta del lavoro che ho svolto quest'anno, anzi sono profondamente amareggiata per non aver potuto soddisfare i desideri di tutti i bambini.  Speriamo che l'attuale Governo Renzi in quest'ultimo scorcio di tempo prima delle elezioni del 2018, faccia il miracolo di riportare la situazione a livelli accettabili che consentano una ripresa del lavoro e un miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie per poter elargire il prossimo 6 gennaio 2017 doni a piene mani a tutti i bambini nessuno escluso. Sarebbe per me una gioia immensa poter accontentare tutti. Ma ora devo andare. Arrivederci al prossimo anno." 
" Grazie, signora Befana! Arrivederci....."