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lunedì 25 gennaio 2016

Un giorno diverso dagli altri

Il 27 gennaio di ogni anno è un giorno particolare perché a differenza degli altri giorni ci invita a riflettere sugli orrori della guerra, in senso lato, e in modo particolare sulle atrocità perpetrate dal Nazismo nella seconda guerra mondiale nei confronti del popolo ebreo.E' la Giornata della Memoria e per noi settantenni che in un certo senso abbiamo conosciuto, attraverso la testimonianza diretta di parenti ed amici rinchiusi nei campi di concentramento nazisti e sopravvissuti per miracolo, la violenza, la mostruosità e il disprezzo di un sistema totalitario nei confronti di esseri umani indifesi e innocenti per il solo scopo di voler dominare il mondo con la forza delle armi, acquista un significato particolare per cui è nostro dovere aprire gli occhi ai nostri figli e ai figli dei nostri figli sulle conseguenze disastrose per il genere umano di un eventuale rigurgito di un simile sistema politico sulla faccia della terra. 

Sono trascorsi moltissimi anni eppure ancora oggi in molti paesi extra europei  la violenza e le uccisioni di vittime innocenti continuano a riempire le cronache dei giornali e delle testate televisive di tutto il mondo, come se la memoria dell'uomo avesse cancellato la storia del suo recente passato.Ecco la necessità di ravvivare il ricordo della guerra e del male ad essa collegato per far capire alle nuove generazioni che la pace, la solidarietà, la fratellanza tra i popoli e il rispetto della persona umana sono valori inestimabili che consentono una convivenza civile, uno sviluppo economico e una crescita in termini di progresso intellettuale e tecnologico, capaci di aprire alla scienza nuovi orizzonti per un maggiore godimento delle risorse a disposizione e una migliore condizione di vita di tutti gli esseri viventi del nostro pianeta.
Per questi motivi il 27 gennaio di ogni anno viene dedicato al ricordo di tutto ciò che è negativo nella storia dell'uomo per evitare che gli stessi errori, che hanno causato danni incalcolabili nel genere umano, possano ripetersi e possano mettere a repentaglio la sua stessa sopravvivenza. La riflessione che ognuno di noi deve fare in questa giornata è che con la guerra non c'è speranza per il futuro mentre la pace, la solidarietà e la giustizia sociale sono le condizioni ideali per raggiungere importanti obiettivi, finalizzati allo sviluppo e al progresso di una società civile, libera e democratica senza più guerre, torture, morti, violenze, soprusi verso i più deboli ed indifesi, come donne e bambini, campi di concentramento, deportazioni  e sterminio di intere popolazioni di hitleriana memoria. Il riportare,oggi, alla mente queste nefandezze del passato per farle conoscere alle nuove generazioni, deve aiutarci a regalare loro un sorriso e spronarci ad operare in ogni settore con onestà, senso di responsabilità ed intelligenza per rendere sereno il loro futuro.

lunedì 4 gennaio 2016

Ho incontrato la Befana

C'é un detto popolare che dice:"L'Epifania, tutte le feste le porta via". Ebbene quando parliamo di epifania il nostro pensiero va ad una vecchia e brutta signora di nome Befana che ogni anno il 6 gennaio porta i doni ai bambini buoni e il carbone a quelli cattivi e mettiamo da parte il vero significato della festa dell'Epifania che dal punto di vista religioso é la festa della manifestazione agli uomini di buona volontà di Dio, fatto Uomo e i doni presentati dai Re Magi ( oro, incenso e mirra) rappresentano tre momenti della presenza di questo Dio in mezzo a noi: l'oro é il simbolo della regalità (Signore del Cielo e della Terra) l'incenso, il profumo dell'adorazione e la mirra, il segno che preannuncia la Passione, Morte e Resurrezione di Gesù, il Figlio Unigenito di Dio Padre mandato 2000 anni fa per ricucire un' alleanza tra Dio e l'Umanità che si era sgretolata nel corso dei secoli. 
Ma, come dicevo all'inizio, la festa dell'epifania l'associamo alla figura della Befana, che anche quest'anno ho incontrato poco prima che salisse sulla magica scopa per andare a distribuire i doni ai bambini.
" Signora Befana, mi scusi, posso farle due domande?"
" Prego, faccia pure!"
" Com' é andata quest'anno la distribuzione dei doni?"
"Non tanto bene,comunque meglio dell'anno scorso. Io avrei voluto accontentare tutti i bambini, secondo i loro desideri, ma purtroppo alcune famiglie neanche quest'anno mi hanno consentito di entrare nelle loro case, mentre altre mi hanno lasciato sul pianerottolo e solo pochissime mi hanno fatto accomodare in salotto."
" Perché questa diversità di comportamento delle famiglie italiane?
"Come Lei sa meglio di me, la situazione economica generale del Paese è un tantino migliorata rispetto all'anno scorso, anche se un signore continua a sostenere che la crisi è ormai alle spalle, mentre invece le famiglie soffrono  una condizione di disagio che non consente loro di soddisfare i desideri, legittimi, dei loro bambini per cui mi hanno sbarrato la porta.
 A quelle che mi hanno aperto la porta, ma lasciata sul pianerottolo, ho potuto donare una piccola calza con qualche dolcetto e niente più, mentre a quelle pochissime che mi hanno accolto in salotto ho dovuto consegnare un grosso pacco con dentro tutto ciò che i loro figli, privileggiati,  avevano richiesto. Come può vedere non sono entusiasta del lavoro che ho svolto quest'anno, anzi sono profondamente amareggiata per non aver potuto soddisfare i desideri di tutti i bambini.  Speriamo che l'attuale Governo Renzi in quest'ultimo scorcio di tempo prima delle elezioni del 2018, faccia il miracolo di riportare la situazione a livelli accettabili che consentano una ripresa del lavoro e un miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie per poter elargire il prossimo 6 gennaio 2017 doni a piene mani a tutti i bambini nessuno escluso. Sarebbe per me una gioia immensa poter accontentare tutti. Ma ora devo andare. Arrivederci al prossimo anno." 
" Grazie, signora Befana! Arrivederci....."