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sabato 20 febbraio 2016

L'orologio s'è fermato di nuovo.

Nel 2015, dopo una serie di articoli, ripresi anche da Costaviolaonline, così scrivevo:
"Evviva!L'orologio della torre civica, pardon del Palazzo Municipale di Bagnara Calabra, ha ripreso a scandire le ore in sintonia con il tempo reale dopo circa un anno e mezzo di letargo dovuto ad un semplice inghippo meccanico trascurato dai signori tecnici comunali. 
Dice un proverbio: E' bene quel che finisce bene e la missione "orologio civico", voluta e portata avanti da un folto gruppo di cittadini attraverso sollecitazioni, articoli di giornale e "gesti ammirevoli" come quello di essere disposti a contribuire alla spesa per la sua riparazione, si può considerata compiuta. Lo so Bagnara ha tanti problemi molto più importanti che ancora aspettano di essere risolti o quantomeno affrontati, ma i cittadini di Bagnara Calabra sono convinti che,risolvendo tanti piccoli problemi si riesca a trovare la soluzione anche per quelli grandi,per cui vedere di nuovo le lancette dell'orologio civico muoversi in sintonia con lo scorrere del tempo è un segnale che fa ben sperare. Ci auguriamo che l'Amministrazione Comunale nel suo complesso, tecnici compresi, tengano nel dovuto conto le aspettative e le esigenze dei cittadini, operando le scelte più opportune per risolvere i problemi del paese,dai più piccoli ai più grandi, con senso di responsabilità e la diligenza del buon padre di famiglia".   Da circa un mese ,ahimè,l'orologio della torre civica s'è fermato di nuovo e nessuno, dico nessuno dei tecnici comunali si è preso la briga di rimetterlo in funzione. Dobbiamo aspettare un altro anno per vedere le lancette muoversi di nuovo? Come ho già detto l'anno scorso il funzionamento dell'orologio del Municipio non è una cosa molto importante, ma è un segnale che fa ben sperare, cioè se vogliamo affrontare i grossi problemi, dobbiamo iniziare a risolvere quelli piccoli e l'orologio è uno di questi.

sabato 13 febbraio 2016

Festa di San Valentino 2016

A proposito di San Valentino,vorrei riproporre un mio post pubblicato due anni fa. Perché riproporlo?Perché a San Valentino si dicono sempre le stesse cose e per non ripetermi ho pensato di ripubblicare quello che ho già scritto due anni or sono. Leggetelo e poi ditemi se non è vero.

"San Valentino, si sa, è il giorno degli innamorati e come tale è un giorno speciale perché l'amore non conosce confini, né di spazio né di tempo; si può essere innamorati a 14 anni come a novanta; si può amare per un giorno, per un anno, per tutta la vita perché la sorgente di questo nobile sentimento è il cuore e come dice un detto popolare " ..al cuore non si comanda ...". Perciò il 14 febbraio lasciamo che sia il nostro cuore ad avere lo scettro del comando; che sia il nostro cuore a dominare i nostri pensieri e le nostre azioni sentimentali; che sia il nostro cuore ad alimentare quella luce che è dentro di noi e che ci spinge ad amare le persone care, vicine e lontane, gli amici sinceri e tutti coloro che ci vogliono bene. Così come vorremmo che Natale fosse tutto l'anno anche San Valentino dovrebbe continuare ad avere i suoi effetti per l'intero anno: la bontà del Natale e l'amore di San Valentino renderebbero la nostra vita molto più bella. Purtroppo non è così!  Come ho detto in un mio precedente post  "  finita la festa... gabbatu lu santu..." il 26 dicembre e il 15 febbraio ritorniamo ad essere egoisti, arroganti, presuntuosi e a volte cattivi: l'interesse personale riprende il sopravvento sui sentimenti e la parte migliore del nostro corpo, il cuore, viene accantonata fino al prossimo 25 dicembre e 14 febbraio.E' così! E' inutile nasconderci! Sono rari i casi in cui ciò non sia vero! La stragrande maggioranza di noi esseri umani da più peso alle cose materiali che a quelle sentimentali; curiamo più il corpo che lo spirito ed è per questo che la violenza, la guerra, le persecuzioni, la corruzione, la prostituzione e la corsa all'arricchimento personale illecito sono all'ordine del giorno e rappresentano la materia prima dei mezzi d'informazione, a livello mondiale.  Nel calendario ci dovrebbero essere più festività natalizie e più giornate di San Valentino per poter cambiare le cose! Nondimeno, volendo, possiamo considerare ogni giorno dell'anno un giorno speciale e comportarci come a Natale e a San Valentino. Che ne dite? Proviamoci......... "
 Questo l'ho scritto nel 2014.Nel 2016 è cambiato qualcosa?
Non mi pare..........le solite frasi..........i soliti regali...........le solite promesse............i soliti proponimenti......ecc. ecc.ma alla fine, dopo i baci, le carezze e i...regali, tutto torna come prima.Di San Valentino rimane solo il cuoricino di peluche sul comò o sul comodino.     

giovedì 4 febbraio 2016

Le origini del carnevale

Non tutti sanno che la parola carnevale deriva dal latino carnem levare ("eliminare la carne") poiché anticamente indicava il banchetto che si teneva l'ultimo giorno di carnevale (martedì grasso), subito prima del periodo di astinenza e digiuno
 della quaresima.
 Questo  periodo,essendo  collegato  con  la Pasqua, non ha ricorrenza annuale fissa ma variabile. In realtà la Pasqua cattolica può cadere dal 22 marzo al  25  aprile   intercorrono 46  giorni  tra  il  Mercoledì delle ceneri e Pasqua. Ne deriva che in anni non bisestili martedì grasso cade dal 3 febbraio al 9 marzo. Per questo motivo i principali eventi si concentrano in genere tra i mesi di febbraio e marzo.Per la Chiesa cattolica il tempo di carnevale è detto anche Tempo di settuagesima. Esso considera il carnevale (settuagesima) come un momento per riflettere e riconciliarsi con Dio
Si celebrano le Sante Quarantore, che si concludono, con qualche ora di anticipo, la sera dell'ultima domenica di carnevale. La Chiesa cattolica ha però, durante il corso della storia, condannato il carnevale in quanto contrario ai dettami di rigore imposto dall'istituzione stessa. Secondo antiche tradizioni il carnevale durava l'intero periodo invernale, dal giorno della commemorazione dei defunti sino al primo giorno di Quaresima.
 Benché presente nella tradizione cattolica, i caratteri della celebrazione del carnevale hanno origini in festività ben più antiche, come per esempio le dionisiache greche  o i saturnali romani. Durante le feste dionisiache e saturnali si realizzava un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell'ordine, allo scherzo e anche alla dissolutezza.
Da un punto di vista storico e religioso il carnevale rappresentò, dunque, un periodo di festa ma soprattutto di rinnovamento simbolico, durante il quale il caos sostituiva l'ordine costituito, che però una volta esaurito il periodo festivo, riemergeva nuovo o rinnovato e garantito per un ciclo valido fino all'inizio del carnevale seguente. Il ciclo preso in considerazione è, in pratica, quelli dell'anno solare.