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mercoledì 1 giugno 2016

Ricordare il passato fa bene al cuore.


Negli anni '50/60  non esistevano le distrazioni di oggi (circoli ricreativi, discoteche, sale da gioco, macchinette "mangia-soldi", ecc. ecc.) per cui la gioventù di allora frequentava assiduamente l'Azione Cattolica, la cui sede era ubicata in via Pietraliscia, che tutti noi chiamavamo " 'a baracca"
Qui si passava il tempo libero e tra una riunione e l'altra, tenute da educatori preparati con l'assistenza spirituale di Don Domenico Cassone e dei suoi  collaboratori  Don  Lico  e  Don Rossetti, la vita scorreva serena, piacevole, in piena armonia tra di noi, nell'osservanza dei principi di fraternità e solidarietà e nel rispetto dei valori fondamentali del vivere civile quali la correttezza, l'onestà, la comprensione  e l'amore verso il prossimo: principi e valori recepiti ed assimilati da ognuno di noi nel corso di molti anni di partecipazione attiva alla vita parrocchiale. I giovani di allora dai 14 ai 26 anni eravamo felici, pur non disponendo di grosse risorse economiche, perché cresciuti in un ambiente sereno e ricco di sani principi che hanno formato il nostro carattere e costituito la struttura portante della nostra vita futura di uomini liberi e responsabili all'interno di una società civile che ha conosciuto nel corso dei decenni alti e bassi in termini economici, etici e sociali. Ricordo che,tornati da scuola, nel primo pomeriggio ci si ritrovava nella baracca a giocare a ping-pong, a carte o al biliardino calcio-balilla mentre altri si cimentavano in discussioni sulle partite di calcio che la domenica avevano seguito alla radio commentate da quel grande giornalista sportivo quale era Nicolò Carosio; altri ancora in una saletta preparavano il giornale "Vita Giovanile" selezionando i vari articoli scritti da noi stessi da stampare con un ciclostile a manovella e pubblicare la domenica successiva; c'era chi preferiva leggere un libro e chi si portava i libri di scuola per ripassare la lezione del giorno dopo. Il venerdì sera tutti alla riunione generale che teneva il Presidente Ciccio Gioffrè con accanto Don Cassone, durante la quale si commentava un brano del Vangelo e poi si discuteva sulle attività ricreativa del Sodalizio. La domenica mattina tutti alla Messa sociale e subito dopo alcuni di noi (i catechisti) riunivano gruppi di bambini in vari punti della Chiesa per impartire loro lezioni di catechismo. Per me quello è stato il periodo più bello della mia giovinezza e ogni volta che ci ripenso, provo tanta nostalgia.

N.B. Questo articolo  pubblicato per la prima volta nel novembre 2011, viene oggi riproposto per offrire agli ultra settantenni di oggi un "sorso" di vera vita giovanile e dare loro la possibilità di raccontare ai propri nipoti  episodi e ricordi della loro infanzia.

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